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Arrivederci piccole donne

Di

Editore: Feltrinelli

3.5
(1358)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8807819147 | Isbn-13: 9788807819148 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Finassi Parolo M.

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Sono cugine ma si sentono sorelle, sono clonate dalle eroine di "Piccoledonne": Nieves, Ada, Luz e Lola. I loro genitori hanno dilapidato la fortunaereditata dall'antenato José Joaquín Martínez. Quando erano bambine siriunivano con Oliviero, il fratellastro di Luz, nella proprietà familiaregestita dalla zia che manteneva l'oziosa parentela. Poi, il colpo di statodell'11 settembre 1973, l'arresto di Oliviero e l'esilio di Ada a Londra,innamorata di Oliviero e rivale di Lola. Quando inizia il romanzo, nel 2002,la famiglia è sparsa per il mondo e le cugine sono in attesa di rincontrarsi.Una saga ricca di sottigliezze psicologiche femminili e accenti epocali: ilCile degli anni Settanta, Londra, Parigi, l'attentato alle Torri Gemelle.
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  • 4

    Bel romanzo corale ispirato a Piccole donne della Alcott: 4 donne, 4 cugine raccontano la loro storia e quella della loro famiglia in un puzzle che si compone davanti agli occhi del lettore pezzo dopo ...continua

    Bel romanzo corale ispirato a Piccole donne della Alcott: 4 donne, 4 cugine raccontano la loro storia e quella della loro famiglia in un puzzle che si compone davanti agli occhi del lettore pezzo dopo pezzo e solo alla fine il quadro sarà completo.
    Alcuni dei colpi di scena del finale sono "sospettabili" da prima, ma rimane una lettura davvero piacevole per l'attenzione data alla descrizione delle relazioni tra le 4 cugine tra loro e con gli altri personaggi della storia.

    ha scritto il 

  • 2

    Il gioco dei ruoli

    Non vi è mai capitato da bambini, di impersonare personaggi televisivi oppure letterari? A me è successo spesso e volentieri anche perché con mia sorella spesso ci spartivamo i personaggi dei cartoni ...continua

    Non vi è mai capitato da bambini, di impersonare personaggi televisivi oppure letterari? A me è successo spesso e volentieri anche perché con mia sorella spesso ci spartivamo i personaggi dei cartoni animati in base alle nostre caratteristiche caratteriali o fisiche. Nonostante le ovvie difficoltà nella scelta, raramente ricordo di aver litigato con lei per la scelta di un personaggio, fortunatamente abbiamo dei caratteri abbastanza diversi ed era quindi facile identificarsi in personaggi differenti.

    Oggi vi voglio parlare di un romanzo che basa la sua trama proprio su questo gioco, che accomuna un po’ tutti quanti noi. Il libro è intitolato ‘Arrivederci, Piccole donne’ ed è scritto da Marcela Serrano nel 2004. Sicuramente lo avrete visto tutti in libreria perché ha una copertina che attira l’attenzione con un viso di donna disegnato (tratti molto belli, per me che amo il disegno un po’ fumettoso) su sfondo rosso ed altre tre donne disegnate sullo sfondo.

    Ho acquistato questo libro proprio attratta dalla sua copertina, in quanto lo sguardo della signora raffigurata mi sembrava così dolce e rassicurante, che in pochi istanti lo avevo già in mano e mi stavo dirigendo verso la cassa. Dal retro di copertina non ero riuscita a capire un granchè della trama in quanto legava le protagoniste a filo doppio con le protagoniste di ‘Piccole Donne’ di Louise May Alcott ma le relazioni tra i due soggetti non mi erano completamente chiare.
    Il libro è ambientato in Cile nel trentennio che copre gli anni che vanno dal 1973 al 2003. Veniamo a conoscere le nostre quattro protagoniste in periodi differenti della loro vita attraverso i loro racconti fatti in prima persona. Sono quattro cugine che, ormai adulte, ricordano le loro estati passate insieme in un paesino sperduto nelle campagne cilene. Tutte le ragazze avevano dei sogni e degli obiettivi da raggiungere e sono proprio queste le caratteristiche che maggiormente le legano alle protagoniste descritte dalla Alcott. Ovviamente parlando al passato veniamo a conoscenza allo stesso tempo dei loro sogni, e della loro realtà ed in certi casi anche dei loro rimpianti.

    La prima voce che ascoltiamo è quella di Nieves, la più grande delle ragazze. Nieves è una ragazza molto bella e giudiziosa, il suo sogno come quello di Meg, è quello di avere un grande amore con cui costruirsi una bella famiglia. Nieves è una donna rassicurante, proprio come Meg ed è forse l’elemento di congiunzione fra le ragazze, il collante in grado di tenere unite le quattro donne che per i casi della vita sono costrette ad allontanarsi. Incontriamo Nieves sposata con figli, in qualche modo felice ma nonostante questo inquieta e stanca delle sue giornate sempre uguali. Meg è molto vicina al carattere di Nieves, ed anche il loro destino è abbastanza comune, credo che tra tutti i personaggi il profilo di Nieves sia davvero quello più vicino a quanto descritto per Meg dalla Alcott.
    Dopo Nieves, veniamo a conoscenza della ribelle della famiglia, insomma la Jo del ventunesimo secolo, si chiama Ada è magrissima, minimalista, ama leggere ed adora definirsi come un eroina dell’Ottocento romantico inglese. Jo probabilmente era un personaggio molto moderno anche secondo quanto descritto dalla Alcott e per questo Ada, mi sembra quasi rallentare la forza e la novità che davano fiato e vita alla Jo dei miei ricordi. Alcune similitudini ci sono, come l’amore per la lettura e la scrittura, ma tutto il resto la rende una protagonista molto differente, e mi rifiuto di credere che comunque se Jo fosse esistita e fosse vissuta nei nostri tempi sarebbe diventata una donna come Ada. Non che Ada sia un brutto personaggio, ma ha niente della forza e dell’attrattiva che aveva Jo. Il confronto vede Ada in netto svantaggio soprattutto perché la protagonista del ventunesimo secolo non è più moderna di una Jo che viveva nelle pagine di un romanzo di quasi un secolo prima.

    Beth, forse la più difficile da identificare nel ventunesimo secolo, ha la voce di Luz una donna che sceglie di dedicare la propria vita agli altri, rinunciando alla propria felicità ed abbandonando il suo paese per un lavoro con Medici Senza Frontiere. E’ passato molto tempo da quando ho letto ‘Piccole donne’ e quindi ovviamente il mio sguardo sarà necessariamente diverso da allora, ma non ricordo di aver provato per Beth le sensazioni che ho provato oggi nei confronti Luz. Luz infatti è un personaggio di cui non sono nemmeno parzialmente riuscita a capirne le motivazioni, non mi è stato chiaro il capitolo dedicato a lei ed il suo tipo di rinuncia e purtroppo mi è sembrato un personaggio un po’ forzato. Ovviamente deve essere difficile per un autore rendere un personaggio simile alla Beth della Alcott, ma Luz davvero mi è sembrata agli antipodi, perché basava la sua esistenza sulla rinuncia e non sull’amore per gli altri. Rinuncia e spirito di sacrificio che non ricordo così forte in Beth. Mi spiego meglio, ricordo Beth come una ragazza buona, timida e posata, questa moderna Luz invece mi è sembrata forse troppo consapevole e soprattutto compiaciuta per le sue rinunce. Mi sembrava non spinta dalla bontà e dall’amore verso il prossimo ma spinta dalla vanità e davvero mi è sembrato quanto vi possa essere di più lontano dalla Beth che ricordavo.
    In ultimo viene forse il personaggio più moderno delle ‘Piccole Donne’creato da Louise May Alcott, Amy la piccola ragazza viziata, la più giovane delle sorelle March. In Cile nel ventunesimo secolo Amy ha le parvenze e le speranze di Lola, che per il suo futuro desidera la ricchezza e l’agiatezza. Come tutti credo di non aver particolarmente amato la giovane Amy, probabilmente l’Alcott aveva reso la più piccola delle March volutamente viziata e ficcanaso, in realtà la moderna Lola ha le stesse caratteristiche di Amy, ma essendo inserita in un contesto differente, la reazione suscitata nel lettore è differente. Lola è nel ventunesimo secolo una donna che riesce ad ottenere ciò che vuole grazie alle proprie capacità e forza di volontà. Arriva a rinunciare a molte cose pur di raggiungere il suo obiettivo, ed è forse questo che la rende in parte diversa dalla piccola Amy. Lola è moderna ed attuale, e maggiormente vicina al lettore che non può non trovarla un personaggio riuscito.

    Le quattro cugine raccontano con toni differenti alcuni spezzoni della propria vita, le accomuna il fatto di aver vissuto numerose estati dalla zia Casilda, donna molto carismatica che era il vero e proprio perno dell’intera famiglia. I ricordi delle donne s’incrociano e tramite le loro parole veniamo a scoprire un infanzia passata poveramente, con una zia ‘comandante’ a capo di una falegnameria che serve da sostentamento all’intera famiglia. Le ragazze crescono spensierate come sorelle, ma ben presto sono costrette a separarsi proprio per aver scelto campi ed obiettivi completamente differenti l’una dalle altre. Anche i rapporti fra loro vengono a modificarsi, Nieves e Lola si avvicinano moltissimo in quanto entrambe (per una ragione o per l’altra) rimarranno in Cile, Ada e Luz invece partono ma per destinazioni molto differenti, una in Europa a fianco di un ambasciatore, l’altra in Africa tra i poveri del mondo. Si viene a spezzare anche il rapporto più particolare che era venuto a crearsi ovvero quello fra Ada ed il fratellastro di Luz, Oliverio, i due sono davvero troppo simili, talmente vicini da far sembrare incestuosa una loro possibile relazione. Oliverio, che rappresenta in questa versione moderna di ‘Piccole Donne’ lo spensierato Lorie creato dalla Alcott.
    Il romanzo è condito ovviamente da altri elementi che lo rendono in parte diverso rispetto ad una lettura moderna di ‘Piccole donne’. Le ragazze infatti hanno caratteristiche che ai nostri occhi le rendono completamente differenti, come ho già scritto in precedenza, alcune riescono ad accrescere l’interesse del lettore altre invece sono decisamente meno interessanti.

    Ma veniamo alle mie considerazioni. Il libro è sicuramente un testo molto interessante, come singolare è il legame che l’autrice ha creato con ‘Piccole Donne’ un romanzo conosciuto credo da chiunque. Difficile immaginare come il pubblico poteva accogliere una cosa del genere e davvero probabilmente una scommessa vinta, nonostante io non reperisca moltissimi dei caratteri originali delle protagoniste.
    Interessante soprattutto il percorso storico delle protagoniste che ci presenta quanto vissuto in Cile dal 1973 al 2003. Con gli occhi di Nieves, Ada, Luz e Lola ripercorriamo la storia recente di questo paese martoriato dall’ undici settembre millenovecentosettantatre con il colpo di stato di Pinochet, fino all’undici settembre delle Torri Gemelle. E’ una storia di povertà e di violenza ma è anche la storia di un legame fortissimo.

    Per quanto riguarda l’autrice Marcela Serrano, sinceramente prima di leggere il libro non la conoscevo affatto, ed in rete ho scoperto che trattasi di un autrice in realtà una delle figure più significative della narrativa cilena. Ho apprezzato la scrittura semplice e gli sbalzi temporali con cui i vari personaggi raccontavano la loro storia, ed ho apprezzato soprattutto i piccoli particolari nuovi inseriti dall’autrice in un contesto definito in parte da ‘Piccole Donne’. Credo che leggerò qualcos’altro di questa autrice anche perché mi piacerebbe vedere se in un testo completamente slegato da altro, mantiene la stessa ironia che si vede in alcuni passaggi del libro. In definitiva consiglierei la lettura del libro, in quanto interessante sia per i personaggi che comunque ti fanno pensare un attimo a quanto siano lontani i tempi delle ‘Piccole Donne’ sia dal punto di vista storico, in quanto racconta un periodo che spesso non viene raccontato nei libri.

    ha scritto il 

  • 4

    Piccole donne alcottiane in salsa cilena

    La Serrano fa sempre centro
    recensione completa su lalocandadeilibri.com http://www.lalocandadeilibri.com/2015/02/arrivederci-piccole-donne-di-marcela.html

    ha scritto il 

  • 3

    Questo è stato il mio primo libro della Serrano. Inizialmente l'ho trovato faticoso, molto lento, ho faticato molto. Proseguendo però si è dimostrato un'ottima sorpresa. Mi è piaciuta molto l'idea del ...continua

    Questo è stato il mio primo libro della Serrano. Inizialmente l'ho trovato faticoso, molto lento, ho faticato molto. Proseguendo però si è dimostrato un'ottima sorpresa. Mi è piaciuta molto l'idea delle 4 cugine moderne piccole donne, non c'è dubbio che Ada, come Jo March, sia la mia preferita. Sognanti i paesaggi sud americani descritti!

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo!!!!

    Il mio primo libro ambientato in sud america, ho adorato i luoghi, assaporato profumi nuovi e incontrato personaggi diversi!
    Super consigliato!
    La mia recensione qui: http://libriamocisu.blogspot.it/2 ...continua

    Il mio primo libro ambientato in sud america, ho adorato i luoghi, assaporato profumi nuovi e incontrato personaggi diversi!
    Super consigliato!
    La mia recensione qui: http://libriamocisu.blogspot.it/2014/09/arrivederci-piccole-donne-marcela.html

    ha scritto il 

  • 0

    O meglio abbandonato

    L'ho voluto come regalo di Natale. L'ho scelto perchè nel titolo riporta il mio libro preferito di quando ero bimba e perchè racconta la storia di 4 cugine che si sentono sorelle. Me l'ha regalato mi ...continua

    L'ho voluto come regalo di Natale. L'ho scelto perchè nel titolo riporta il mio libro preferito di quando ero bimba e perchè racconta la storia di 4 cugine che si sentono sorelle. Me l'ha regalato mia cugina ma non sono riuscita a finirlo. Forse perchè è arrivato il giorno di Natale più brutto della mia vita. Forse perchè dieci anni fa non ero pronta per conoscere la Serrano (ho fatto fatica anche a finire L'albergo delle donne tristi, che mi fu prestato). Ci riproverò? Forse.

    ha scritto il 

  • 5

    piccole donne crescono

    Con un linguaggio asciutto, senza ricami, ma con molta umanità e intimità femminile si narra l'universo delle amicizie tra donne. Dei loro destini diversi e della loro comune nostalgia, che è legame e ...continua

    Con un linguaggio asciutto, senza ricami, ma con molta umanità e intimità femminile si narra l'universo delle amicizie tra donne. Dei loro destini diversi e della loro comune nostalgia, che è legame e origine. La vita, le vite si susseguono, tra esili, viaggi, e ricerche di equilibri.
    Il Cile, protagonista non solo storico, patria abbandonata e ritrovata...Ma sempre vi è un anello mancante, forse fondante, la voce di colei che va più lontana delle altre. E' un romanzo che ti accompagna, solidale, convinto e coraggioso. Corale nelle emozioni, piccole e grandi. Con un riscatto finale, direi, femminilmente illuminante.

    ha scritto il 

  • 3

    Una lettura abbastanza piacevole, racconta la vita di cugine che si sentono sorelle: le liti, gli amori e gli avvenimenti delle loro estati al Pueblo segneranno la loro vita da grandi... per poi ritro ...continua

    Una lettura abbastanza piacevole, racconta la vita di cugine che si sentono sorelle: le liti, gli amori e gli avvenimenti delle loro estati al Pueblo segneranno la loro vita da grandi... per poi ritrovarsi per chiudere il passato.

    ha scritto il 

  • 2

    l'ho trovata una brutta copia di piccole donne, libor che io amato, ma questomi ha annoiato da subito. Ho provato a portarla a termine ma proprio non ci sono riuscita. Davvero pessimo libro

    ha scritto il 

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