Ars moriendi

Indagine a Pompei

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar Bestsellers; 2449)

3.7
(221)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 262 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804640146 | Isbn-13: 9788804640141 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
In copertina: Un'indagine di Publio Aurelio Stazio l'investigatore dell'antica Roma.
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  • 3

    Torniamo a Roma (antica) - 25 giu 17

    Proseguiamo nelle intense letture (in quanto a numero almeno) delle storie “romane” della professoressa bolognese. Qui abbiamo una “special edition”. Nel senso che è un libro omaggio alla città di Pom ...continua

    Proseguiamo nelle intense letture (in quanto a numero almeno) delle storie “romane” della professoressa bolognese. Qui abbiamo una “special edition”. Nel senso che è un libro omaggio alla città di Pompei (ed all’ambiente napoletano in genere), che già si concretizza nella dedica del libro che riporto. “A tutti coloro che si battono contro il tempo, l’incuria, i furti, i vandalismi e l’esiguità di risorse economiche per studiare Pompei e tramandarla ai posteri”. Già questo dovrebbe predisporre benevolmente al libro. Ma lo sforzo di Danila si concretizza anche in una minuziosa ricostruzione della città 32 anni prima della devastante eruzione. Quest’amore per Pompei, ed alcuni elementi sulla costruzione del giallo che qui si evidenziano (e che più avanti citerò) danno una piccola sufficienza ad un libro dove invece la trama in sé è di una complicazione unica, tanto che non so se riuscirò a farvela apprezzare pienamente. Ma dicevamo di Pompei. Nella ricostruzione storica che ci fa Danila, troviamo ad esempio che l’alloggio di Publio Aurelio Stazio è noto come “Casa della Venere in Conchiglia”, anche se il dipinto citato da Castore fu dipinto solo dopo il 69 dc. La casa dove il nostro incontra la moglie del decano è la “casa della Fontana Piccola”, mentre Pomponia, l’amica gossippara di Aurelio, alloggia nella “Casa del Fauno”. L'ambulatorio di Pustula si trova presso la Casa del Chirurgo: gli scavi della domus portarono alla luce il corredo di bisturi e altri strumenti medici che Aurelio offre in dono al cerusico. Il forno sulla Via Consolare dove Aurelio si reca alla ricerca di Luccio si caratterizza per essere stato ricavato da una precedente domus familiare e vi sono ancora visibili le grandi mole per la macinazione dei cereali e la bocca dove veniva messo a cuocere il pane. Lo spaccio di Abinerrico deriva dal nome di origine giudea Abner, e da lì ci sono arrivate sedici anfore di vino con il suo nome. Inoltre oltre al garum normale (salsa piccante di spezie e pesce) sono state ritrovate sei anfore di garum castum, ovvero garum rigorosamente kasher. Infine per non essere prolisso e pedante, la statuetta della dea indiana Laskmi, che Sara mostra al senatore venne trovata in una casa di Via dell’Abbondanza. Mentre è inventata la via centrale delle vicende, il Vico del Sacello Bianco, dove invece il nome echeggia il nome londinese di Whitechapel, teatro delle nefande imprese di Jack lo Squartatore. Qui, invece siamo molto prima delle vicende Ottocentesche inglesi, anche se siamo coerentemente poco dopo il romanzo precedente. L’azione si svolge infatti in dieci giorni nel febbraio del 47 d.C. Notiamo la consecutio con “Saturnalia”, anche perché Pomponia risente ancora di una caduta che avviene nel precedente libro. Questo ci dà modo di tornare sul punto che si diceva della costruzione degli elementi fondanti del giallo (o di questo tipo di giallo) seriale. Ad esempio è importante che le azioni non siano tanto diluite nel tempo, perché molta della messa in scena del “detective Stazio” dipende dal suo mentore, l’imperatore Claudio. Ora siamo nel 47, ed è vero che Claudio impera sino al 54, ma a Danila serve come contraltare dell’imperatore la dissoluta Messalina, che però fu condannata a morte da Claudio nel 48, quindi molte vicende devono restringersi nel tempo per avere efficacia. Inoltre, Danila alterna gli scenari, che mantenendosi troppo nelle stesse location, si avrebbe un congelarsi delle caratteristiche degli “attori” che, anch’esso, sebbene possa essere consono ai due personaggi principali, Aurelio e Castore il suo (in-)fido segretario, non lo è per il contorno. Ad esempio per le avventure amorose di Aurelio, che con questo stratagemma riesce ad avere una “storia” per libro sempre con donne diverse. Quindi, se “Saturnalia” si svolge in Roma, qui ci si deve spostare. La scusa, che capziosamente si può leggere in controluce nell’exergo da “Ars Amandi” di Ovidio, dove si disquisisce del corretto comportamento delle donne maritate, è un’indagine che lo stesso Claudio commissiona direttamente ad Aurelio: in gioventù, lo zoppo futuro imperatore aveva rapporti più che altro con “lupe” (termine del tempo per indicare donne praticanti sesso dietro compenso). Una delle sue più fedeli, Fortunata, di nome se non di fatto, viene trovata barbaramente uccisa in quel di Pompei dove si godeva la pensione elargitale da Claudio come compenso delle sue opere giovanili. Giunto nella cittadina in incognito, il senatore Aurelio si trova subito ad affrontare l'omicidio di un'altra donna: Velasia, donna libera datasi al meretricio e rampolla di una delle famiglie più in vista di Pompei. Quest'omicidio e quello successivo di Mulvia, madre di Velasia, getta la gaudente cittadina nel panico su cui si staglia tenebrosa l'ombra di un serial-killer che si accanisce esclusivamente contro le donne. Aurelio scopre anche che ci sono altre morti di altre donne a complicare lo scenario. La trama è alquanto ingarbugliata, seppure i nostri si muovano (e noi con loro) nella cittadina napoletana, mangiando nelle taverne, ma soprattutto usufruendo delle famose terme, uno dei gioielli dell’epoca. Come detto, la trama non è delle più lineari. Danila si diverte a complicare gli scenari, mettendo in campo lupe, donne maritate, avventurieri ed altre storie di contorno, che lascio ai fedeli lettori di dipanare. Quello che risalta è il crogiolo di civiltà che convergono in quei porti di mare, in articolare con qualche tocco di esoteriche credenze orientali. Come quella dedicata al dio Attis, dove i sacerdoti, per ingraziarsi gli dei, si eviravano pubblicamente. Sono molti i personaggi accusati e poi (quasi tutti) assolti: il procuratore dei Tiburzi, il losco Sepurio Orbato, il super dotato decurione Cullelolo Afro, il decano Settimio Occio ed anche la sua stessa moglie Amanda. Ovvio che Aurelio sfrutterà le sue doti investigativa per capire che l’omicida non può che essere un liberto proveniente da Oriente, che ha i denti guasti, al contrario dei pompeiani che, usando la benefica acqua locale, sono tutti forniti di bellissime dentature. Inoltre, la morte di tante donne, ed in maniera efferata, non può che orientarci verso qualcuno privo dei giusti attributi. L’avete capito no? Pur cercando di sgarbugliare la trama, del libro preferisco ricordare appunto le parti descrittive, la vita pompeiana ante catastrofe, ed i bei luoghi intorno a Baia, Bacoli e Pozzuoli.
    “L’ha conosciuta a Baia, il luogo peccaminoso per eccellenza, noto per trasformare le più fedeli delle Penelopi in ardenti Elene di Troia.” (74)

    ha scritto il 

  • 3

    ARS

    www,animadidrago.it

    Dovendo documentarmi su gialli e thriller per questioni narrative ho scelto questo libro dalla libreria comprato non mi ricordo più quando. Il romanzo storico mi piace per evadere ...continua

    www,animadidrago.it

    Dovendo documentarmi su gialli e thriller per questioni narrative ho scelto questo libro dalla libreria comprato non mi ricordo più quando. Il romanzo storico mi piace per evadere dal fantastico, l’ambientazione epoca romana città di Pompei mi ha incuriosito. Il romanzo è l’ennesimo di una serie ma trattandosi di un giallo non sono presenti grossi riferimenti ai volumi precedenti (che non posseggo) anche se, forse, leggerli avrebbe aiutato a comprendere meglio i personaggi. Essendo edito da Mondadori dovrebbe, nella mia testa, essere garanzia di una certa qualità. Non sono in grado di valutare l’ambientazione storica ma sembra ben studiata (quasi sventolata al lettore) con l’uso di termini in latino che a me personalmente piacciono (utile traduzione a fine libro che evita ricerca in vocabolario) finché non diventano troppi (e a volte stancano). Il giallo è ben pensato e plausibile anche se la conclusone a cui arriva il protagonista è troppo “recente” come studio della personalità dell’assassino (poi per carità scrivo una stronzata …liberi di bacchettarmi).
    La narrazione purtroppo è lenta, pesante e non c’è una volta che si entri nei personaggi o ci siano emozioni l’ho trovata molto distaccata. I personaggi sono buoni presi singolarmente (ragionamenti e deduzioni) ma sono veramente pessimi nelle interazioni: Publio e Castore dialogano in un modo inaspettato e per me di non buon gusto. L’incidenza del fato è alta tutto succede e si scopre al bisogno, ha bosgno di un medico patologo? Ta dah ecco che arriva, Ha bisogno di una spia? Ta dah ecco che arriva. Ha bisogno di un testimone? Ta dah l’assistente lo vince al gioco…etc..etc…

    ha scritto il 

  • 1

    Sono generalmente indulgente con i romanzi storici perché mi rendo conto di come sia difficile e faticoso far rivivere in maniera credibile mondi scomparsi. Ma ora il romanzo storico, e in particolare ...continua

    Sono generalmente indulgente con i romanzi storici perché mi rendo conto di come sia difficile e faticoso far rivivere in maniera credibile mondi scomparsi. Ma ora il romanzo storico, e in particolare il giallo storico, è diventato una moda e bisogna essere un po' più severi.
    E' l'unico romanzo di questo ciclo della Comastri Montanari che abbia letto e non mi ha impressionato molto favorevolmente. Il senatore Stazio non riesce a tenere la scena, non ha una personalità tanto forte e affascinante da coinvolgere il lettore. i duetti con il servo-segretario Castore vanno al di là del credibile, la trama gialla prende troppo la mano rispetto all'inquadramento dell'ambiente e i personaggi collaterali sono per lo più scialbi comprimari, imprigionati nel loro stereotipo (la matrona tradizionale, lo scaltro mercante orientale, il corrotto decurione, il muscoloso gladiatore con poco cervello, l'altero nobile di provincia etc.). Pompei viene rievocata troppo spesso con toni da guida turistica. Nel romanzo si concentrano le case più note ( c'è addirittura la descrizione dei famosissimi mosaici della casa del fauno), tutto quello che un lettore mediamente interessato puo' apprendere da una buona guida e da un paio di giorni di escursione. Manca un'anima e si sente troppo, il romanzo è scritto con buon mestiere ma in uno stile ordinario e uniforme.Se sono tutti cosi' per ora mi basta questo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'altra indagine del senatore Publio Aurelio Stazio

    Per leggere tutta la recensione dei demiurghi seguite il link: http://demiurghiracconti.blogspot.tw/2012/10/biblioteca-ars-moriendi.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    So di non averlo letto con molta attenzione, però stavolta mi è sembrato ci fossero troppi nomi. Non ricordavo più chi fosse chi.
    Come al solito ci sono errori di editing, alcune frasi sono assurde.

    L ...continua

    So di non averlo letto con molta attenzione, però stavolta mi è sembrato ci fossero troppi nomi. Non ricordavo più chi fosse chi.
    Come al solito ci sono errori di editing, alcune frasi sono assurde.

    La trama non è malaccio, forse Lindoro avrebbe dovuto avere più spazio. Magari anche Mulvia (prima del giorno fatidico).
    Non mi convince la tesi di Aurelio sulle motivazioni dello Squartatore. Dopo puntate e puntate di Criminal Minds e compagnia bella, io accetto l'idea che la penetrazione col pugnale simuli l'atto sessuale (addirittura in una puntata usavano un tir al posto del coltello) e accetto l'idea che questi problemi esistessero anche nei tempi antichi, però...però... Se per la nascita di un'unità di analisi comportamentale ci sono voluti anni di studio, com'è possibile che ad Aurelio sia venuta un'idea simile da subito? E gli altri l'accettino senza batter ciglio?
    Ok odio per le donne, ok odio per la madre, ma non quello..

    Altra cosa. Se Aurelio sapeva che Sandelio non poteva essere il colpevole, perché l'ha inseguito fino al porto a costo di cadere in acqua e ha ordinato di bloccare la nave?

    Spendo un paio di parole per l'odiato Castore. Sono rimasta colpita nel vederlo indignato dal comportamento di Lindoro nei confronti di Velasia e nel sentirlo dire che veglia sempre su Aurelio (come se gli importasse davvero). Quindi non scriverò nulla di male stavolta ;)

    ha scritto il 

  • 5

    Come al solito la Montanari, che ritengo al pari di Manfredi e Cervo nei libri storico-polizieschi, ha saputo miscelare la storia con i delitti nell'antico Impero Romano.
    TRAMA
    Il libro è ambientato a ...continua

    Come al solito la Montanari, che ritengo al pari di Manfredi e Cervo nei libri storico-polizieschi, ha saputo miscelare la storia con i delitti nell'antico Impero Romano.
    TRAMA
    Il libro è ambientato a Pompei dove i nostri eroi si recano su richiesta dell'Imperatore Claudio per indagare sull'uccisione di una donna, l'ex schiava Fortunata, anni prima amante dello stesso imperatore di Roma.
    Giunti nell'opulenta città partenopea si trovano di fronte ad una serie di omicidi in qualche modo collegati alla loro indagine che li vedrà coinvolti nella vita locale fatta di feste, gelosie e lotte per il potere, lupanari e lupe (che ai giorni nostri chiamiamo case di tolleranza e prostitute) che in città abbondano.

    ha scritto il 

  • 5

    Note di Copertina

    "Quattro donne fatte a pezzi per strada, eviscerate, private della potenza generatrice dell'utero: una storia fosca e avvincente, degna dei migliori romanzi alessandrini. E ora un senatore di Roma era ...continua

    "Quattro donne fatte a pezzi per strada, eviscerate, private della potenza generatrice dell'utero: una storia fosca e avvincente, degna dei migliori romanzi alessandrini. E ora un senatore di Roma era giunto ad indagare sul posto ...".

    ha scritto il