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Art Objects

Essays on Ecstasy and Effrontery

By

Publisher: Vintage

3.9
(76)

Language:English | Number of Pages: 208 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0099590018 | Isbn-13: 9780099590019 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Art, Architecture & Photography , Non-fiction , Philosophy

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Book Description
In ten interlocking essays, the acclaimed author of Written on the Body and Art & Lies reveals art as an active force in the world--neither elitist nor remote, available to those who want it and affecting those who don't. Original, personal, and provocative, these essays are not so much a point of view as they are a way of life, revealing "a brilliant and deeply feeling artist at work" (San Francisco Chronicle).
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  • 5

    Una linea sottile

    Una linea sottile quella tra autobiografia e letteratura. In questi saggi il gusto estetico-letterario dell'autrice si fonde perfettamente con aneddoti biografici e autobiografici.
    Cosa fa l'arte alla vita? Dissente sicuramente (voce del verbo dissentire), tanto che riusciamo ad apprezzare ...continue

    Una linea sottile quella tra autobiografia e letteratura. In questi saggi il gusto estetico-letterario dell'autrice si fonde perfettamente con aneddoti biografici e autobiografici.
    Cosa fa l'arte alla vita? Dissente sicuramente (voce del verbo dissentire), tanto che riusciamo ad apprezzare gli artisti solo dopo che sono morti e sepolti, mentre in vita li facciamo vivere di stenti e magari morire suicidi; ma non solo.
    L'arte, ci dice Winterson, nella sua essenza è Trasformazione, è Energia.
    Alcune pagine bellissime con riflessioni incisive sull'immaginazione, sul lavoro artistico e sul tempo

    said on 

  • 5

    In questi dieci saggi provocatori Jeanette Winterson rivela il suo personale e imprevedibile talento come critica d'arte e di letteratura. Le sue riflessioni sugli argomenti più eterogenei ci presentano una nuova prospettiva sul mondo e sulla creatività: la Winterson offre infatti una risposta al ...continue

    In questi dieci saggi provocatori Jeanette Winterson rivela il suo personale e imprevedibile talento come critica d'arte e di letteratura. Le sue riflessioni sugli argomenti più eterogenei ci presentano una nuova prospettiva sul mondo e sulla creatività: la Winterson offre infatti una risposta all'eterno interrogativo su cosa sia l'arte e libra i capolavori di ogni genere dai preconcetti, per restituirceli con tutta la loro forza nel colpire, stupire, emozionare, trasformare. Tutta la loro forza nel generare l'estasi con la loro invereconda sfrontatezza.

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  • 3

    Stile suggestivo, ma che risulta poco adatto e sbrigativo per un saggio. Molte cose vengono date per scontate, il chè sarà anche vero per un pubblico anglofono; ma chi ha una conoscenza solo superficiale della letteratura inglese sente solo l'odore di una intuizione.

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  • 4

    "E' impossibile regolamentare il gusto e, se anche fosse possibile, sarebbe ripugnante. Non ci sono comandamenti nell'arte e nemmeno facili assiomi per apprezzare l'arte. "Mi piace?" è la domanda che tutti dovremmo porci nel momento in cui ci confrontiamo con un quadro. Ma se rispondiamo "si" dob ...continue

    "E' impossibile regolamentare il gusto e, se anche fosse possibile, sarebbe ripugnante. Non ci sono comandamenti nell'arte e nemmeno facili assiomi per apprezzare l'arte. "Mi piace?" è la domanda che tutti dovremmo porci nel momento in cui ci confrontiamo con un quadro. Ma se rispondiamo "si" dobbiamo chiederci "perchè si?" e se invece rispondiamo "no" dobbiamo domandarci "perchè no?". L'ovvia risposta diretta, prettamente emotiva, non è mai semplice e, novantanove volte su cento, il "sì" o il "no" non hanno nulla a che vedere con il quadro stesso"

    said on 

  • 5

    Amore allo stato puro, per chi ha una passione per i saggi, per Virginia Wolf e per il modo meraviglioso in cui la Winterson ti sbatte in faccia la sua straordinaria abilità di usare la lingua.

    said on 

  • 3

    Nel panorama dei peculiarissimi libri di Jeanette Winterson, L’arte dissente si distingue per la sua particolarità. Non è un romanzo, nemmeno sotto forma di favola o apologo; è una raccolta di saggi sull’arte, sullo scrivere, sulle parole, sul modo spesso scorretto in cui un’opera – letter ...continue

    Nel panorama dei peculiarissimi libri di Jeanette Winterson, L’arte dissente si distingue per la sua particolarità. Non è un romanzo, nemmeno sotto forma di favola o apologo; è una raccolta di saggi sull’arte, sullo scrivere, sulle parole, sul modo spesso scorretto in cui un’opera – letteraria o figurativa – viene approcciata dal pubblico e su quale sarebbe invece il metodo giusto per goderne appieno.
    La Winterson scrive con la stessa comunicatività e familiarità che userebbe un’amica accoccolata sul divano accanto a noi; sembra che ci parli all’orecchio, riflettendo insieme ai suoi lettori, ponendo interrogativi o semplici spunti di riflessione, lasciandosi prendere la mano dai ricordi, dai pensieri, dalle immagini di una vita.
    Alcuni scritti (sull’estasi e la sfrontatezza, è il sottotitolo) sono veramente densi, importanti, e comunicano pienamente il dissenso non solo dell’arte, come spiega il titolo, ma dell’autrice stessa nei confronti di una società spesso disattenta, superficiale e frettolosa nei confronti di chi – sia egli scrittore, poeta, pittore o musicista - cerca di trasfondere in una sua produzione la propria visione del mondo sotto forma di un pezzo dell’anima. L’arte dissente dalle falsità della cultura dell'orologio, dice la Winterson, esortandoci a non lasciarci trasportare dalla frenesia che divora la nostra società consumistica quando abbiamo a che fare con l’arte, anche perché arte e consumismo sono antitetici, senza possibilità di conciliazione alcuna.
    Molto dell’interesse dell’autrice è rivolto alla letteratura inglese, con brevi saggi su Gertrude Stein e Virginia Woolf e citazioni di secoli e secoli di produzione poetica, teatrale e narrativa anglosassone; è scontato che chi possieda una certa conoscenza di questa letteratura possa apprezzare con maggior pienezza e profondità le riflessioni della Winterson. Ma non si tratta di scritti per “addetti ai lavori” o studiosi del settore. Sono comprensibili a tutti quelli che amano la letteratura e sono desiderosi di capire più approfonditamente quale rapporto leghi uno scrittore al testo, cosa ci sia dietro la scelta delle parole e delle emozioni che fluiscono in un’opera d’arte.
    Estremamente apprezzabili e condivisibili le parti in cui la Winterson “bacchetta” i tanti lettori che bollano un testo come “incomprensibile” o “brutto” solo perché non lo hanno affrontato con la necessaria serenità e lentezza, e con la giusta umiltà, domandandosi davvero cosa abbia spinto l’autore a pensarlo, a scriverlo, a proporlo.

    said on 

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