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Arte e percezione visiva

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(167)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 414 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807100231 | Isbn-13: 9788807100239 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Leardi ; Prefazione: Gillo Dorfles

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Art, Architecture & Photography , Education & Teaching , Da consultazione

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Descrizione del libro
"Vedere" è un atto creativo: e il giudizio visivo non è contributo dell'intelletto successivo alla percezione ma ingrediente essenziale dell'atto stesso del vedere. Quanti, tuttavia, sanno prendere coscienza del giudizio visivo, e tradurlo e formularlo? Sapere quali sono i principi psicologici che lo motivano e quali sono le componenti del processo visivo che partecipa alla creazione come alla contemplazione dell'opera, significa sapere "che cosa", in realtà, vediamo. Per "vedere" - tal senso - l'opera d'arte, non occorre essere un' artista o uno psicologo: ma niente può essere prezioso quanto l'avvertimento di uno psicologo che è anche finissimo critico d'arte.
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  • 5

    Ottimo

    Meraviglioso nei contenuti e nell'attenta, enciclopedica struttura.
    Da rileggere con cura ed entusiasmo, dedicato ad artisti, designer, professionisti ma anche a semplici "curiosi".

    ha scritto il 

  • 4

    Testo di riferimento, monumentale ma chiaro, schematico, scorrevole. Ricco di esempi utili presi (anzi, "tolti", come dice il traduttore dell'edizione Feltrinelli) dalla storia dell'arte. Interessanti anche i frequenti parallelismi con la musica.

    ha scritto il 

  • 2

    Tra altri, per un esame universitario, fortunatamente non utilizzato. Letto in questo fine '12, dopo "L'età dell'inconscio. Arte, mente e cervello dalla grande Vienna ai nostri giorni" di Kandel per verificare i progressi della teoria della Gestalt. Deludente proprio perché l'autore Arnheim è uno ...continua

    Tra altri, per un esame universitario, fortunatamente non utilizzato. Letto in questo fine '12, dopo "L'età dell'inconscio. Arte, mente e cervello dalla grande Vienna ai nostri giorni" di Kandel per verificare i progressi della teoria della Gestalt. Deludente proprio perché l'autore Arnheim è uno psicologo sperimentale che non sperimenta e si ripete in continui inviti alla sperimentazione sulla quale sproloquia senza praticarla. E tralascio strafalcioni artistici e dimenticanze incredibili che rendono illegibili interi capitoli, in primis quello sul colore.
    Basta OK

    ha scritto il 

  • 4

    Un testo didattico e fondamentale che non può mancare nella libreria di un professionista della comunicazione. Guida alla presa di coscienza del giudizio visivo attraverso i principi psicologici che lo motivano. Contiene le basi per riconoscere le componenti del processo visivo, dalla creazione a ...continua

    Un testo didattico e fondamentale che non può mancare nella libreria di un professionista della comunicazione. Guida alla presa di coscienza del giudizio visivo attraverso i principi psicologici che lo motivano. Contiene le basi per riconoscere le componenti del processo visivo, dalla creazione alla contemplazione dell'opera.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrivere una _recensione_ di 'arte e percezione visiva' sarebbe da parte mia un atto di puro masochismo, comunque dato che fa parte del mio compito di esaurire la lista enorme di cose da leggere che ho accumulato, scrivo qualcosa: è un testo a volte un poco datato (anche se il termine datato è tr ...continua

    Scrivere una _recensione_ di 'arte e percezione visiva' sarebbe da parte mia un atto di puro masochismo, comunque dato che fa parte del mio compito di esaurire la lista enorme di cose da leggere che ho accumulato, scrivo qualcosa: è un testo a volte un poco datato (anche se il termine datato è troppo impreciso), ma anche dove lo è la capacità di Arnheim di tenere insieme i piani della psicologia e dell'arte, e una certa 'erudizione' (anche qui parola imprecisa, sorry) lo rendono affascinante.

    Oggi, credo, si legge più come testimonianza di un periodo che per altro.

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    Il libro come oggetto.
    Il libro è stato pubblicato in Italia (secondo il colophon) per la prima volta nel '62, e credo che il progetto grafico sia quello originale (o quasi). Il che è un bene (ovviamente non ci sono riferimenti su chi lo ha fatto, come al solito). L'impaginazione con le figure come note a margine rende la pagina molto più 'attiva', secondo me.

    ha scritto il