As Intermitências da Morte

Por

Editor: Companhia das Letras

4.0
(3355)

Language: Português | Number of Páginas: 208 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) Spanish , Italian , English , Catalan , French , German

Isbn-10: 8535907254 | Isbn-13: 9788535907254 | Data de publicação: 

Também disponível como: Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrição do livro
'Não há nada no mundo mais nu que um esqueleto', escreve José Saramago diante da representação tradicional da morte. Só mesmo um grande romancista para desnudar ainda mais a terrível figura. Apesar da fatalidade, a morte também tem seus caprichos. E foi nela que o autor buscou o material para seu novo romance, 'As intermitências da morte'. Cansada de ser detestada pela humanidade, a ossuda resolve suspender suas atividades. De repente, num certo país fabuloso, as pessoas simplesmente param de morrer. E o que no início provoca um verdadeiro clamor patriótico logo se revela um grave problema. Idosos e doentes agonizam em seus leitos sem poder 'passar desta para uma melhor'. Os empresários do serviço funerário se vêem 'brutalmente desprovidos da sua matéria-prima'. Hospitais e asilos geriátricos enfrentam uma superlotação crônica, que não pára de aumentar. Um por um, ficam expostos os vínculos que ligam o Estado, as religiões e o cotidiano à mortalidade comum de todos os cidadãos. Mas, na sua intermitência, a morte pode a qualquer momento retomar os afazeres de sempre. Então, o que vai ser da nação já habituada ao caos da vida eterna?
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  • 3

    Geniale, fuori da qualsiasi schema, irriverente, acuto...ma personalmente non è il genere di lettura che amo: è un libro cerebrale, poco emozionante. La scrittura è interessante da un punto di vista s ...continuar

    Geniale, fuori da qualsiasi schema, irriverente, acuto...ma personalmente non è il genere di lettura che amo: è un libro cerebrale, poco emozionante. La scrittura è interessante da un punto di vista stilistico ma estremamente faticosa.

    dito em 

  • 5

    Quest'opera di Saramago la trovo geniale, scorrevole ( nonostante la punteggiatura naïf ) e ricca di riflessioni.
    Sottolineerei il momento in cui lo stesso scrittore grazie ad un " illustre grammatico ...continuar

    Quest'opera di Saramago la trovo geniale, scorrevole ( nonostante la punteggiatura naïf ) e ricca di riflessioni.
    Sottolineerei il momento in cui lo stesso scrittore grazie ad un " illustre grammatico " si scaglia contro la " morte" che non conosce i basilari rudimenti della calligrafia , con una sintassi caotica , senza punteggiatura . Chiaro il riferimento a se stesso ed a tutto ciò che avrà dovuto " subire" o meglio " sentire " sul suo stile sulla sua scrittura .
    Denso anche di riferimenti etici e per nulla banale, con un nota che sa di malinconico testamento culturale, dove la morte è solo momentanea perché apre l'abisso dell'eternità, e fin quando ci sarà qualcuno che ricorderò sarà sempre e solo morte e non Morte di tutto.

    dito em 

  • 4

    Suite n° 6 per violoncello

    Parlare della morte dev'essere un lavoraccio per uno scrittore. Chi ci ha provato, dev'essersi sicuramente trovato in difficoltà con il linguaggio, nel trovare le parole giuste, le metafore appropriat ...continuar

    Parlare della morte dev'essere un lavoraccio per uno scrittore. Chi ci ha provato, dev'essersi sicuramente trovato in difficoltà con il linguaggio, nel trovare le parole giuste, le metafore appropriate...insomma, se la letteratura è vita, come può essa parlare della morte? Sembra un paradosso, eppure la morte fa parte della vita e Saramago, nella sua geniale mente, ha trovato le parole per realizzare l'incredibile: ha dato vita alla morte. Si, l'ha fatta respirare, l'ha antropomorfizzata, le ha dato carne oltre che ossa, l'ha umanizzata, le ha dato dei sentimenti, dei pensieri. Che geniale, commovente ed esilarante fantasia. Scritta qualche anno prima della sua morte, non poteva essere che il suo più bell'affronto al destino che prima o poi tocca a tutti noi.
    NB. Ascoltare la colonna sonora di Bach nelle ultime pagine 20 pagine. Dura circa mezz'ora...."ma noi abbiamo tutto il tempo".

    dito em 

  • 4

    Il sogno più ambito dall'essere umano diventa l'incubo più insopportabile: sopravvivere per sempre. Un assunto surreale su cui costruire una fredda analisi sull'uomo, rimpicciolirlo fino all'infinites ...continuar

    Il sogno più ambito dall'essere umano diventa l'incubo più insopportabile: sopravvivere per sempre. Un assunto surreale su cui costruire una fredda analisi sull'uomo, rimpicciolirlo fino all'infinitesimale per osservarlo poi al microscopio della visione di insieme. Una scrittura ai più incagliosa e complessa, un album progrock che mette in discussione i principi fondamentali del tempo e delle armonie, creando dissonanze bellissime e velocissime. Saramago non ama il suo lettore, non si pone il problema; è il lettore che deve imparare (se vuole) ad amarlo, e quando ci riesce viene precipitato in un mondo in cui grammatica e pensieri non hanno regole, se non quelle dell'assurdo che dovrà pur rendersi logico; e ci riesce benissimo. Deve trattarsi di un esperimento di destorficazione, il terrore che la Grande Mietitrice incute in chi, a ottantatrè anni suonati, ha ancora così tanta fame di creazione artistica. Libro bellissimo che non pretende di essere tale, soltanto l'esigenza di dire, con strutture grammaticali e suoni propri, che la morte esige una logica spiegazione. Il finale spinge verso un'allegoria un po' distaccata dal resto, lascia un po' così; sta di fatto che a viaggiare con Saramago, si assiste al fluire di paesaggi raramente ammirati prima. Un mondo letterario a mio avviso senza precedenti, senza schemi ovvi o sonorità letterarie su cui posare le proprie tranquillità.

    dito em 

  • 3

    Tre stelline per il contenuto: Saramago ti fa pensare cosa potrebbe succedere realmente se la morte smettesse di fare il proprio lavoro, cose e complicazioni che non avevi assolutamente considerato. E ...continuar

    Tre stelline per il contenuto: Saramago ti fa pensare cosa potrebbe succedere realmente se la morte smettesse di fare il proprio lavoro, cose e complicazioni che non avevi assolutamente considerato. E poi tre stelline anche solo per l'idea...

    ...ma la forma, LA FORMA! Per me ai limiti dell'illeggibile: periodi lunghissimi, anche di pagine intere, intervallati da troppe virgole e dialoghi buttati tra le parole senza virgolette e senza staccare dalla frase precedente. Questo mi ci ha fatto mettere più del dovuto a leggere un libro che comunque è decollato solo all'ultimo terzo.

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  • 5

    Le intermittenze della morte

    Chissà perché Saramago ha scelto questo titolo: "intermittenze della morte". Gli aggettivi più ricorrenti, nei commenti che ho letto, sono arguto, ironico e dissacrante. Forse nella prima parte anche ...continuar

    Chissà perché Saramago ha scelto questo titolo: "intermittenze della morte". Gli aggettivi più ricorrenti, nei commenti che ho letto, sono arguto, ironico e dissacrante. Forse nella prima parte anche se mi sembra un bell'espediente per far riflettere il lettore sulla morte. Quella di cui non si parla mai, quella, che anche se la incontriamo negli occhi delle persone che amiamo, che ci sono vicine, poi improvvisamente rimuoviamo, allontaniamo, dimentichiamo. L'intermittenza è questa: la morte compare, scompare e ricompare e così all'infinito finché il genere umano esisterà. Poi l'incontro con il "violoncellista". E' la morte che è attratta dalla musica, lo cerca ma per tre volte la lettera viola ritorna indietro. Poi andrà da lui, l'abbraccerà, il violoncellista non vedeva una donna da anni. E dopo quest'abbraccio tra la morte e la musica non morì più nessuno. Solo la bellezza della Musica della vera Musica regala l'immortalità. Sarà questo il senso?

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  • 5

    Non esistono aggettivi che descrivano la scrittura, i romanzi, l'atmosfera che si respira nelle storie di Saramago. E' lui solo che si può fare aggettivo: Saramaghiano... per descrivere tutto ciò che ...continuar

    Non esistono aggettivi che descrivano la scrittura, i romanzi, l'atmosfera che si respira nelle storie di Saramago. E' lui solo che si può fare aggettivo: Saramaghiano... per descrivere tutto ciò che è immenso.

    dito em 

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