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Asakusa kid

Di

Editore: Mondadori

3.5
(414)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Giapponese , Francese

Isbn-10: 8804510331 | Isbn-13: 9788804510338 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Y. Otake , M. Fiocca

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Impassibile e solo apparentemente distaccato, Takeshi Kitano racconta inquesto libro i suoi esordi come comico in un locale di strip nel quartiereAsakusa di Tokio. Episodi ridicoli, che costituiscono anche l'omaggio commossoalla figura del suo maestro, il severo e burbero Fukami. Il regista di"Hana-bi", "L'estate di Kikujiro" e "Brother" offre sul Giappone contemporaneouno scorcio che vuole far sorridere e al tempo stesso riflettere.
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  • 5

    Il grande maestro Kitano

    Chiunque sia un appassionato dei film di Takeshi Kitano non può mancare l'appuntamento con questo libro. Ormai Kitano è sicuramente il regista e attore giapponese vivente più famoso del pianeta e questo libro narra dei suoi esordi. Il libro è scritto davvero bene anche se non è uno scrittore prof ...continua

    Chiunque sia un appassionato dei film di Takeshi Kitano non può mancare l'appuntamento con questo libro. Ormai Kitano è sicuramente il regista e attore giapponese vivente più famoso del pianeta e questo libro narra dei suoi esordi. Il libro è scritto davvero bene anche se non è uno scrittore professionista, lo stile è tagliente, comico, grottesco, riflette in pieno l'autore. Narra appunto degli esordi di Kitano in uno strip club di Asakusa e di colui che diventerà il suo maestro artistico, Senzaburo Fukami. Alla fine del libro ci sono anche 2 sketch che solitamente vedevano protagonista Kitano ai tempi dell'esordio, davvero divertenti. Insomma libro da leggere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Kitano racconta il distretto di Asakusa

    Sostanzialmente, Kitano sfrutta queste duecento pagine circa per riportare alla memoria una delle fasi più cruciali della sua vita e carriera artistica (non potrebbe essere altrimenti poi, trattandosi questo libro di una biografia).
    Il tono che utilizza l'autore è mutevole. Passa abilmente dal no ...continua

    Sostanzialmente, Kitano sfrutta queste duecento pagine circa per riportare alla memoria una delle fasi più cruciali della sua vita e carriera artistica (non potrebbe essere altrimenti poi, trattandosi questo libro di una biografia). Il tono che utilizza l'autore è mutevole. Passa abilmente dal nostalgico, all'ironico, dal critico al tragico. E' con questi umori che egli fa partecipe il lettore delle sue avventure ad Asakusa, un distretto di Tokyo che prende forma e vita attraverso la descrizione dei suoi spazi aperti e chiusi, dei variegati personaggi che lo popolano e lo colorano. Ma questo libro è anche un ritorno con la mente alla propria guida artistica, una testimonianza pubblica e sincera di rispetto per una figura quasi paterna per il regista. Quel Senzaburo Fukami che, come affermerà nel libro lo stesso Kitano, rimarrà sempre il suo maestro e mai nel proseguire della sua vita egli riuscirà ad eguagliarlo a livello artistico. Un libro che scorre bene e risulta anche piacevolmente interessante, a patto di avere un minimo interesse nei confronti di questo regista nipponico. Simpatici poi gli inserimenti di due sketch noti del Français, il locale di Asakusa dove lavorò Kitano in gioventù. Che forse rendono poco in una rappresentazione scritta, ma di sicuro non danno fastidio a nessuno.

    ha scritto il 

  • 3

    Il carrozzone

    Asakusa. Tokyo.
    E delle notti piene di peccati che ci colgono con le mani nel sacco.
    E delle albe sgualcite che ci colgono con gli aliti fetidi di troppe bevute.
    E poi sono puttane, spiantati, scapestrati, magnaccia e l'uomo del baracchino che conosce i segreti del mondo perchè serve da bere agl ...continua

    Asakusa. Tokyo. E delle notti piene di peccati che ci colgono con le mani nel sacco. E delle albe sgualcite che ci colgono con gli aliti fetidi di troppe bevute. E poi sono puttane, spiantati, scapestrati, magnaccia e l'uomo del baracchino che conosce i segreti del mondo perchè serve da bere agli uomini, la notte, quando si confessano e, senza maschere, gli rivelano i desideri e qualche fottuto sogno che non si è mai avverato. Kitano è lì, nel carrozzone. Kitano è lì perchè l'artista, quando è il momento di mentire, forse può raccontare la verità.

    ha scritto il 

  • 5

    Take! Take! un kitano inimmaginabile XD

    Questo libro mi è apparso quasi per caso in biblioteca mentre cercavo altro, nell'insoddisfazione di non trovare mai i titoli che cerco mi sono detto perché non leggere qualcosa del primo nome che mi dice qualcosa di vagamente famigliare o il primo titolo intrigante che trovo in questo scaffale. ...continua

    Questo libro mi è apparso quasi per caso in biblioteca mentre cercavo altro, nell'insoddisfazione di non trovare mai i titoli che cerco mi sono detto perché non leggere qualcosa del primo nome che mi dice qualcosa di vagamente famigliare o il primo titolo intrigante che trovo in questo scaffale. In altre parole Kitano è una bella sorpresa... molto divertente.

    ha scritto il 

  • 2

    Solo dopo averne lette molte pagine mi sono reso conto che lo avevo già letto anni fa. Ma è talmente vuoto che non ricordavo nulla, e in effetti anche stavolta non mi ha lasciato dentro nulla. Peccato, perché si capisce che avrebbe un sacco di cose da dire.

    ha scritto il 

  • 3

    Preso più per il piacere di vedere cosa Takeshi Kitano fosse in grado di inventarsi con una penna, non m'ha delusa ma neppure convinta a pieno. Non scorre benissimo, ma si lascia leggere.

    ha scritto il