La forza dell’ispirazione a riportare sulla pagina scritta storia di vita vissuta, l’urgenza di manifestare le proprie emozioni: sono questi i motivi che hanno indotto Silvia Trabanelli e regalarci questa bella raccolta di poesie. Una prima parte è c ...Continua
Ha scritto il 07/05/09
La mia recensione su "literary":

Al centro della raccolta poetica Ascoltando il vento della scrittrice ferrarese Silvia Trabanelli appare, raccontato e reinventato, come indica anche il titolo del volume, il vento, in tutte le sue sfumature e v

Al centro della raccolta poetica Ascoltando il vento della scrittrice ferrarese Silvia Trabanelli appare, raccontato e reinventato, come indica anche il titolo del volume, il vento, in tutte le sue sfumature e varianti, dalla brezza alla tempesta, dal vento leggero e rassicurante al vento temibile ed impetuoso. Nella prima poesia della raccolta l’autrice stende, infatti, una sorta di manifesto della propria poetica, legata espressamente alla natura ed in particolare al vento, attraverso i seguenti versi: “Amo le stelle | amo la luna | amo il vento | il profumo del vento | crea atmosfere | irreali | suoni incomprensibili | scuotono la mia mente | vorrei diventare trasparente | come il vento.”

L’autrice osserva con occhi attenti e partecipi la natura e la trasforma in uno specchio dei propri sentimenti, sfruttando in alcune liriche anche chiare reminescenze pascoliane come dimostrano i versi: “S’ode il canto | dell’allodola appollaiata | sui rami | libere si spiegano | le foglie in ogni ramo, | cantano di gioia | i ruscelli; s’aprono i fiori al dolce | vibrare delle api…”

Al tema del vento è legato quello del volo, grazie alla propria immaginazione, l’autrice sogna, infatti, di librarsi “alta nel cielo come una farfalla”, ma anche come un uccello la cui “ombra sull’acqua subito sparisce”. In questo desiderio di alzarsi in volo l’autrice esprime la propria voglia di essere libera, libera in particolare di viaggiare e di amare.

A metà circa della raccolta si passa in modo abbastanza graduale da poesie che descrivono la natura ed in particolare prati, vento, cieli, giornate di primavera, a testi che descrivono il desiderio di amare ed essere amati, un desiderio che, a volte, viene corrisposto ed appagato, mentre, altre volte, rimane come un anelito senza risposta.

Nel risvolto di copertina anche il critico letterario Edda Barbieri Pucci nota questa svolta, di contenuti e stile, che si verifica all’interno del libro della Trabanelli. Scrive, infatti, la Barbieri Pucci: “Una prima parte è contrassegnata dallo sguardo malinconico su vari aspetti della natura, nel ricordo di sogni poi infranti, natura ove poter annegare le pene del cuore (…) Una seconda parte appare più aperta ad un futuro migliore, vi si invoca una presenza magica con cui percorrere vie senza ostacoli. Tra procelle ed irti rovi, al calar della sera spunta un sorriso, foriero di speranza e gioia che l’autrice si augura possano al più presto realizzarsi. (…) L’espressione dei vari stati d’animo, spontanea ed immediata e la parola evocatrice di reminescenze leopardiane e monta liane coinvolgono il lettore sì che è portato a condividere con la poetessa un vissuto di alto sentire.” ...Continua


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