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Asfixia

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Publisher: Debolsillo

3.9
(8611)

Language:Español | Number of Pages: 329 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Catalan , French , Romanian

Isbn-10: 8483465639 | Isbn-13: 9788483465639 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
Victor Mancini, un estudiante de medicina fracasado, ha diseñado un complejo plan para cubrir los gastos de la atención médica de su madre: fingir que se asfixia con un pedazo de comida en un restaurante para que la persona que acuda a «salvarlo» se sienta responsable de él durante el resto de su vida. Y le pase un cheque. Si se practica en varios centenares de restaurantes, la lluvia de dinero está garantizada. Entre una actuación y otra en los restaurantes, Victor también se gana la vida representando el papel de un campesino miserable en un parque temático dedicado a la América colonial del siglo XVIII, acude a un grupo de terapia para adictos al sexo (la mejor manera de conocer mujeres) y visita a su madre, cuya vena anárquica hizo de la infancia de Victor una auténtica locura. Un antihéroe en tiempos de insania, y una novela que confirma a Palahniuk como una de las voces más frescas y desopilantes de la narrativa norteamericana.
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  • 4

    Le storie raccontate da Palahniuk sono difficili da dimenticare, volenti o nolenti, e questa è una di quelle (e basta leggere il titolo).
    Una scrittura coinvolgente e diretta, che spesso ti spiazza pe ...continue

    Le storie raccontate da Palahniuk sono difficili da dimenticare, volenti o nolenti, e questa è una di quelle (e basta leggere il titolo).
    Una scrittura coinvolgente e diretta, che spesso ti spiazza per le sue trovate narrative e ti fa chiedere se sta inventando tutto o se racconta una realtà vera e attuale a cui tu semplicemente non hai mai pensato.
    Forse è proprio quella sua tipica scrittura di chi sembra saperla sempre lunga, che può innervosire alcuni, o forse perché nelle sue storie riesce a descrivere liberamente le piccole grandi ossessioni che albergano in tutti noi.

    said on 

  • 3

    Questa volta mi sono trovata davanti a qualcosa di davvero inaspettato. Molte volte avevo provato ad iniziare a leggere questo romanzo, ma non ci ero mai riuscita. Dieci pagine. Stop. Stavolta invece ...continue

    Questa volta mi sono trovata davanti a qualcosa di davvero inaspettato. Molte volte avevo provato ad iniziare a leggere questo romanzo, ma non ci ero mai riuscita. Dieci pagine. Stop. Stavolta invece mi sono obbligata ad andare avanti e sono stata pienamente ripagata. Dopo un inizio lento e banale (ma questo lo annuncia preventivamente già il protagonista nelle prime pagine) questo libro è stato solo un crescendo. Con questo non voglio dire che si tratti del libro del secondo, ma di un libro che, tra quelli del suo genere, spicca sicuramente per la capacità di associare all’irriverenza e alla schiettezza del linguaggio, dei messaggi più o meno diretti o da leggere tra le righe, che ti toccano davvero nel profondo e ti fanno riflettere. O almeno questo è quello che è successo a me, che mi sono ritrovata a sottolineare mentalmente capitoli interi del libro perchè mi ci ritrovavo troppo. In alcuni punti , durante la lettura mi sono sentita quasi la protagonista di una storia che non era la mia e che non avevo, apparentemente, mai vissuto. Il libro è un romanzo del 2001 ambientato in America nei tempi moderni che parla di Victor, uno studente di Medicina fallito e sesso-dipendente, che per sostenere le spese mediche della madre, ormai quasi in fin di vita e delirante, ha ideato un metodo particolare: ogni sera, in un ristorante diverso, finge di soffocare col cibo sperando di essere aiutato da qualcuno. E puntualmente questo qualcuno, spinto dalla benevolenza e a volte addirittura da pena, cercherà di sostenerlo economicamente anche a distanza di anni. In più Victor, insieme al suo miglior amico Denny , lavora in un parco storico, vestito in abiti d’epoca, dove deve fingere di essere una specie di contadino. Nel romanzo si alternano capitoli che raccontano del suo rapporto con la madre e capitoli incentrati su di lui, nei quali si parla esclusivamente della sua sesso-dipendenza. I due filoni sono poi uniti dai capitoli in cui si parla del rapporto con Paige, una dottoressa conosciuta nella clinica dove è ricoverata la madre. Per quanto riguarda il suo rapporto con la madre, è quasi ossessivo: Victor da la colpa a lei per tutta l’instabilità emotiva che lo caratterizza e per la sua insensibilità ( o per lo più per l’insensibilità che lui vuole mostrare di avere), ma d’altra parte tra le righe si può leggere tutta la delusione che prova ogni volta che va a visitare la madre e lei non lo riconosce. Un rapporto, quello con la madre, da sempre turbolento. Una madre che, da quanto si capisce, non è mai stato molto lucida, sempre infervorata dalle sue idee anticonvenzionali, contro la società e il sistema. E proprio per questo suo carattere irreprensibile che Victor viene affidato ad altre famiglie( o quanto meno è questo che la Mamma ha sempre raccontato a Victor)Molte volte nel racconto sono presenti dei capitoli di flashback in cui vengono raccontati episodi della vita di Victor bambino, quando la madre lo rapiva dalla sua famiglia adottiva e lo portava in giro, fino a che la polizia non la beccava di nuovo e non riconsegnava Victor ad una nuova famiglia . E sono proprio questi capitoli a dare al romanzo la profondità che lo caratterizza: sono capitoli pieni di perle, di saggezza e di spunti di riflessione. Sono questi i capitoli che mi sono rimasti davvero nel cuore e che mi hanno insegnato tanto. E’ a questi capitoli che mi sono affezionata e che ho riletto più volte. E’ per questi capitoli che il libro mi rimarrà sempre nel cuore. A mio avviso , è proprio la sua vita vissuta da una parte all’altra, da una famiglia all’altra, da un affetto all’altro a portare Victor ad essere quello che attualmente si sente di essere. Ma forse quello che sente di essere non coinciderà con quello che realmente è. Affiancati a questi capitoli ce ne sono altri in cui Victor racconta della sua dipendenza e lo fa senza mezzi termini, con un linguaggio molto spinto e volgare, raccontando dettagliatamente alcune delle esperienze sessuali più strane che ha mai vissuto, oppure le più significative per la sua storia . E proprio attraverso queste descrizioni che si capisce come Victor viva la sua vita: con la stessa freddezza e meccanicità con cui porta avanti le sue relazioni di sesso. Senza mai inserirci sentimenti, riesce a crearsi una dipendenza da qualcosa che non riesce comunque a vivere a pieno, così, per abitudine. Ed è proprio quando incontra Paige che le cose dentro di lui cominciano a cambiare. Anche quando lei si offre a lui, lui non riesce ad accettarla, perchè per lui non esiste una via di mezzo: o sesso o sentimenti. E questa volta riuscirà a scegliere i sentimenti? L’incontro con Paige, e le verità che lei gli metterà di fronte riusciranno a fargli riemergere tutto l’affetto che prova per la madre?

    said on 

  • 4

    All'inizio non mi aveva preso tanto, poi è andato in crescendo. Magari alcune scene sono un po' spinte e a volte è un po' ripetitivo ma comunque ho trovato molte idee e personaggi originali.

    said on 

  • 2

    Non fa per me

    Avrei dovuto seguire il consiglio iniziale di Palahniuk ed evitare di leggerlo. Se questo per molti è il suo libro migliore immagino gli altri....

    said on 

  • 5

    un libro che non avrei mai comprato di mia iniziativa....è il bello della lettura :scoprire di avere tra le mani un piccolo gioiello che d'istinto non si era degnato di uno sguardo! A parte l'inizio u ...continue

    un libro che non avrei mai comprato di mia iniziativa....è il bello della lettura :scoprire di avere tra le mani un piccolo gioiello che d'istinto non si era degnato di uno sguardo! A parte l'inizio un pò pesante con questo inivo a non leggere....personalmente non ho apprezzato la trovata nelle prime pagine di scrivere "non leggere, vattene, sparisci, ecc....", l'ho trovata un pò pesante e odiosa...ma poi il libro si riprende e non riesci a smettere di leggere!!

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  • 3

    e 1/2*

    2012:
    Se stai per metterti a leggere, evita. Tra un paio di pagine vorrai essere da un'altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finché sei ancora intero.
    Se c'è un modo per farmi fare u ...continue

    2012:
    Se stai per metterti a leggere, evita. Tra un paio di pagine vorrai essere da un'altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finché sei ancora intero.
    Se c'è un modo per farmi fare una cosa, è proprio quello di dirmi di non farla.....mi ci tuffo, al massimo, se sarò in pericolo chiederò aiuto!
    Invece l'ho aperto e divorato........non mi sono sentita affatto in pericolo, anzi.......semmai affascinata dalla scrittura esplicita, cruda, diretta. Palahniuk non veste di seta le parole e ti racconta la vita nei sui risvolti più intimi: dalla dipendenza dal sesso, al rapporto con le donne, all'odio/amore per la Madre. Lui, Mancini, il semi-Dio, nato dal prepuzio di Gesù......Ci rivediamo alla prossima Palahniuk....

    said on 

  • 4

    Soffocare è uno dei primi libri che ho letto di questo scrittore, e devo dire che mi è piaciuto fin da subito.
    Il romanzo si apre con un invito a non continuare la lettura, a chiudere il libro e poggi ...continue

    Soffocare è uno dei primi libri che ho letto di questo scrittore, e devo dire che mi è piaciuto fin da subito.
    Il romanzo si apre con un invito a non continuare la lettura, a chiudere il libro e poggiarlo sul comodino, a pentirsi di averlo comprato.
    “Se stai per metterti a leggere, evita. Tra un paio di pagine vorrai essere da un’altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finchè sei ancora intero. Salvati. Ci sarà qualcosa di meglio alla TV.”
    Un incipit che ti cattura immediatamente e non ti lascia più, quasi come fosse “un polpo. (Che) ti afferra con i suoi tentacoli e ti trascina in un buco pauroso” (pensiero di Nicolò Ammaniti riguardo lo stile di Palahniuk).
    Il primo capitolo di Soffocare si apre con la storia di un bambino, “uno stupido vermiciattolo”, un “imbranato”, “un ottuso, ridicolo ragazzino” che si rivelerà essere poi Victor Mancini, il protagonista di questa meravigliosa storia.
    Il secondo ci presenta quello stesso ragazzino con vent’anni e una responsabilità in più. Un uomo cambiato, più sveglio, nonostante sia uno studente di medicina fallito e un sessodipendente (o meglio come lui dirà “dipendente dalle endorfine”) che si ritrova ogni settimana con altre persone con il suo stesso problema in una chiesa. Stanza 234, per curarsi, per completare tutte le 12 fasi di comprensione e superamento di una dipendenza (anche se egli pare bloccato nella 4, quella dello scrivere in un quaderno “la storia completa e inesorabile” del suo problema).
    Il terzo capitolo ci conduce in un ospedale, nella camera di una donna anziana, segnata dal tempo che passa e dalla pazzia, che non riconosce il figlio, il protagonista.
    Quest’ultimo va a farle visita quotidianamente, fingendosi Fred Hastings (“un giorno, di punto in bianco mia madre pensa che io sia un avvocato d’ufficio che l’ha difesa un paio di volte, un certo Fred Hastings”), facendole mangiare qualcosina. La madre di Victor è “talmente sottile che sembra una marionetta”. È in fin di vita, ha bisogno di un sondino per ingerire proteine, vitamine e carboidrati. Ha bisogno di quello strumento medico per continuare a respirare, ha bisogno di cure mediche tempestive e immediate. Ecco perché Victor finge di soffocare nei ristoranti, facendosi salvare (e creando nuovi eroi ogni sera, perché “lasciandoti salvare, tu salvi loro”), facendosi dare il denaro necessario, attraverso assegni e bustarelle, per la madre.
    Il quarto capitolo ci porta “nell’America coloniale”, luogo in cui lavora. In cui si guadagna la “pagnotta” per vivere, o meglio, sopravvivere, perchè si, il suo mondo pare troppo denso. Troppo appicicaticcio, troppo stretto.
    Victor soffoca non solo mentre è a tavola con Denny, fedele compagno, mentre taglia una bistecca, per attirare l’attenzione.
    Victor soffoca anche nella vita.

    La trama di tale romanzo è avvincente, i personaggi ben costruiti, caratterizzati da tratti particolari e inconfondibili. Personaggi che rimangono impressi, che non vengono dimenticati facilmente.
    Lo stile è pulito, senza sbavature.
    Un libro che ti fa amare lo scrittore e che ti invoglia a leggere altre sue opere.
    Apprezzato e consigliato assolutamente.

    said on 

  • 5

    Palahiuk: un genio della follia.

    Per me un piccolo gioiello questo libro. Troppo facile descrivere questo libro come una commedia pulp/noir, troppo facile vedere i personaggi e le loro azioni come semplici atti di una manciata di omu ...continue

    Per me un piccolo gioiello questo libro. Troppo facile descrivere questo libro come una commedia pulp/noir, troppo facile vedere i personaggi e le loro azioni come semplici atti di una manciata di omuncoli, in preda a troppe debolezze, che si trovano in situazioni paradossali e assurde, troppo facile dire queste rappresentazioni sono semplicemente i deliri qualche svitato, qualche outsider. C'è dell'altro in queste pagine, ci sono le debolezze, le insicurezze che stanno in ognuno di noi. I deliri del geniale protagonista, Victor Mancini, sono una seduta di psicoterapia, sono le riflessioni dell'uomo della strada, la sua solitudine, la sua ricerca del passato, la sua ricerca dell'affetto sono le nostre. O è così o sono pazzo anch'io.

    said on 

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