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Asfixia

By

Publisher: Debolsillo

3.9
(8585)

Language:Español | Number of Pages: 329 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Catalan , French , Romanian

Isbn-10: 8483465639 | Isbn-13: 9788483465639 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
Victor Mancini, un estudiante de medicina fracasado, ha diseñado un complejo plan para cubrir los gastos de la atención médica de su madre: fingir que se asfixia con un pedazo de comida en un restaurante para que la persona que acuda a «salvarlo» se sienta responsable de él durante el resto de su vida. Y le pase un cheque. Si se practica en varios centenares de restaurantes, la lluvia de dinero está garantizada. Entre una actuación y otra en los restaurantes, Victor también se gana la vida representando el papel de un campesino miserable en un parque temático dedicado a la América colonial del siglo XVIII, acude a un grupo de terapia para adictos al sexo (la mejor manera de conocer mujeres) y visita a su madre, cuya vena anárquica hizo de la infancia de Victor una auténtica locura. Un antihéroe en tiempos de insania, y una novela que confirma a Palahniuk como una de las voces más frescas y desopilantes de la narrativa norteamericana.
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  • 4

    All'inizio non mi aveva preso tanto, poi è andato in crescendo. Magari alcune scene sono un po' spinte e a volte è un po' ripetitivo ma comunque ho trovato molte idee e personaggi originali.

    said on 

  • 2

    Non fa per me

    Avrei dovuto seguire il consiglio iniziale di Palahniuk ed evitare di leggerlo. Se questo per molti è il suo libro migliore immagino gli altri....

    said on 

  • 5

    un libro che non avrei mai comprato di mia iniziativa....è il bello della lettura :scoprire di avere tra le mani un piccolo gioiello che d'istinto non si era degnato di uno sguardo! A parte l'inizio u ...continue

    un libro che non avrei mai comprato di mia iniziativa....è il bello della lettura :scoprire di avere tra le mani un piccolo gioiello che d'istinto non si era degnato di uno sguardo! A parte l'inizio un pò pesante con questo inivo a non leggere....personalmente non ho apprezzato la trovata nelle prime pagine di scrivere "non leggere, vattene, sparisci, ecc....", l'ho trovata un pò pesante e odiosa...ma poi il libro si riprende e non riesci a smettere di leggere!!

    said on 

  • 3

    e 1/2*

    2012:
    Se stai per metterti a leggere, evita. Tra un paio di pagine vorrai essere da un'altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finché sei ancora intero.
    Se c'è un modo per farmi fare u ...continue

    2012:
    Se stai per metterti a leggere, evita. Tra un paio di pagine vorrai essere da un'altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finché sei ancora intero.
    Se c'è un modo per farmi fare una cosa, è proprio quello di dirmi di non farla.....mi ci tuffo, al massimo, se sarò in pericolo chiederò aiuto!
    Invece l'ho aperto e divorato........non mi sono sentita affatto in pericolo, anzi.......semmai affascinata dalla scrittura esplicita, cruda, diretta. Palahniuk non veste di seta le parole e ti racconta la vita nei sui risvolti più intimi: dalla dipendenza dal sesso, al rapporto con le donne, all'odio/amore per la Madre. Lui, Mancini, il semi-Dio, nato dal prepuzio di Gesù......Ci rivediamo alla prossima Palahniuk....

    said on 

  • 4

    Soffocare è uno dei primi libri che ho letto di questo scrittore, e devo dire che mi è piaciuto fin da subito.
    Il romanzo si apre con un invito a non continuare la lettura, a chiudere il libro e poggi ...continue

    Soffocare è uno dei primi libri che ho letto di questo scrittore, e devo dire che mi è piaciuto fin da subito.
    Il romanzo si apre con un invito a non continuare la lettura, a chiudere il libro e poggiarlo sul comodino, a pentirsi di averlo comprato.
    “Se stai per metterti a leggere, evita. Tra un paio di pagine vorrai essere da un’altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finchè sei ancora intero. Salvati. Ci sarà qualcosa di meglio alla TV.”
    Un incipit che ti cattura immediatamente e non ti lascia più, quasi come fosse “un polpo. (Che) ti afferra con i suoi tentacoli e ti trascina in un buco pauroso” (pensiero di Nicolò Ammaniti riguardo lo stile di Palahniuk).
    Il primo capitolo di Soffocare si apre con la storia di un bambino, “uno stupido vermiciattolo”, un “imbranato”, “un ottuso, ridicolo ragazzino” che si rivelerà essere poi Victor Mancini, il protagonista di questa meravigliosa storia.
    Il secondo ci presenta quello stesso ragazzino con vent’anni e una responsabilità in più. Un uomo cambiato, più sveglio, nonostante sia uno studente di medicina fallito e un sessodipendente (o meglio come lui dirà “dipendente dalle endorfine”) che si ritrova ogni settimana con altre persone con il suo stesso problema in una chiesa. Stanza 234, per curarsi, per completare tutte le 12 fasi di comprensione e superamento di una dipendenza (anche se egli pare bloccato nella 4, quella dello scrivere in un quaderno “la storia completa e inesorabile” del suo problema).
    Il terzo capitolo ci conduce in un ospedale, nella camera di una donna anziana, segnata dal tempo che passa e dalla pazzia, che non riconosce il figlio, il protagonista.
    Quest’ultimo va a farle visita quotidianamente, fingendosi Fred Hastings (“un giorno, di punto in bianco mia madre pensa che io sia un avvocato d’ufficio che l’ha difesa un paio di volte, un certo Fred Hastings”), facendole mangiare qualcosina. La madre di Victor è “talmente sottile che sembra una marionetta”. È in fin di vita, ha bisogno di un sondino per ingerire proteine, vitamine e carboidrati. Ha bisogno di quello strumento medico per continuare a respirare, ha bisogno di cure mediche tempestive e immediate. Ecco perché Victor finge di soffocare nei ristoranti, facendosi salvare (e creando nuovi eroi ogni sera, perché “lasciandoti salvare, tu salvi loro”), facendosi dare il denaro necessario, attraverso assegni e bustarelle, per la madre.
    Il quarto capitolo ci porta “nell’America coloniale”, luogo in cui lavora. In cui si guadagna la “pagnotta” per vivere, o meglio, sopravvivere, perchè si, il suo mondo pare troppo denso. Troppo appicicaticcio, troppo stretto.
    Victor soffoca non solo mentre è a tavola con Denny, fedele compagno, mentre taglia una bistecca, per attirare l’attenzione.
    Victor soffoca anche nella vita.

    La trama di tale romanzo è avvincente, i personaggi ben costruiti, caratterizzati da tratti particolari e inconfondibili. Personaggi che rimangono impressi, che non vengono dimenticati facilmente.
    Lo stile è pulito, senza sbavature.
    Un libro che ti fa amare lo scrittore e che ti invoglia a leggere altre sue opere.
    Apprezzato e consigliato assolutamente.

    said on 

  • 5

    Palahiuk: un genio della follia.

    Per me un piccolo gioiello questo libro. Troppo facile descrivere questo libro come una commedia pulp/noir, troppo facile vedere i personaggi e le loro azioni come semplici atti di una manciata di omu ...continue

    Per me un piccolo gioiello questo libro. Troppo facile descrivere questo libro come una commedia pulp/noir, troppo facile vedere i personaggi e le loro azioni come semplici atti di una manciata di omuncoli, in preda a troppe debolezze, che si trovano in situazioni paradossali e assurde, troppo facile dire queste rappresentazioni sono semplicemente i deliri qualche svitato, qualche outsider. C'è dell'altro in queste pagine, ci sono le debolezze, le insicurezze che stanno in ognuno di noi. I deliri del geniale protagonista, Victor Mancini, sono una seduta di psicoterapia, sono le riflessioni dell'uomo della strada, la sua solitudine, la sua ricerca del passato, la sua ricerca dell'affetto sono le nostre. O è così o sono pazzo anch'io.

    said on 

  • 4

    Tanta robba!!!!

    Era un bel pò di anni che non leggevo il buon vecchio Chuck, sarà forse perchè alcuni amici suoi estimatori erano rimasti molto delusi dai suoi ultimi romanzi o forse perchè Fight Club mi era piaciuto ...continue

    Era un bel pò di anni che non leggevo il buon vecchio Chuck, sarà forse perchè alcuni amici suoi estimatori erano rimasti molto delusi dai suoi ultimi romanzi o forse perchè Fight Club mi era piaciuto così tanto...mentre Cavie mica tanto, ed ero un pò timoroso a cimentarmi nuovamente con questo autore.
    ....e invece complice una verticale enoletteraria di Taurasi e Palahniuk mi son voluto nuovamente lanciare e wow è stata meglio di una caduta in paracadute.
    La storia quotidiana pazzesca di un sessuomane, che forse è anche Gesù Cristo #maancheno, studente di medicina mancato che per pagare la retta dell'ospizio della madre inscena finti affogamenti con cibo per trovare legami con persone che poi lo manterranno....l'idea di partenza per il protagonista è veramente geniale....ma è tutta la storia in sè ad essere eccezzionalmente fuori di testa.
    Probabilmente, ci ho voluto vedere una critica molto caricaturizzata ai nostri stili di vita moderni, vuotie anche un pò folli....di sicuro un libro ed un autore su cui non ci si può soffermare al primo strato dilettura.

    Innamorato letterariamente di nuovo!!!

    VOTO: 8.5/10

    said on 

  • 2

    Scorrevole, ma piatto e banalotto.
    Da questo scrittore ci si aspetta qualcosa in più che una storia di sesso diffuso ed un racconto di vita sregolata.

    said on 

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