Aspetta primavera, Bandini

Di

Editore: Marcos y Marcos (Gli alianti)

4.1
(2861)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 189 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Turco , Tedesco , Ceco

Isbn-10: 8871681304 | Isbn-13: 9788871681306 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carlo Corsi ; Illustrazione di copertina: Francesco Dupré

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Arturo ha quattordici anni, abita in America, in uno sperduto paesino sulle montagne, possiede una slitta. Per il resto avrebbe preferito chiamarsi John,e di cognome, invece che Bandini, Jones. La madre e il padre sono italiani immigrati, ma lui avrebbe preferito essere americano. Poi c'è nonna Toscana, che considera il genero Svevo, padre di Arturo, un fallito, e la figlia Maria una povera pazza perché l'ha sposato. Una famiglia non solo povera: proprio fatta di povertà. Con questo volume prosegue, dopo "Chiedi alla polvere", "La confraternita dell'uva" e "Sogni di Bunker Hill", la ripubblicazione einaudiana delle opere di John Fante.
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  • 5

    Quella dei Bandini è una famiglia così sfigata che non li vorrei manco come vicini di casa. Il capofamiglia è un incazzoso ed insopportabile presuntuoso, povero com'è non si capisce perché abbia avuto ...continua

    Quella dei Bandini è una famiglia così sfigata che non li vorrei manco come vicini di casa. Il capofamiglia è un incazzoso ed insopportabile presuntuoso, povero com'è non si capisce perché abbia avuto tre figli, e che figli poi, tre mocciosi pestiferi, uno peggio dell'altro... L'unica ad avere un carattere dolce è la signora Maria, ma non sopporto proprio di vederla imbambolata per delle ore alla finestra a sgranare il rosario... Non parliamo poi della gigantesca nonna, a parte che non sa una parola d'inglese malgrado viva in America da una vita, ha comunque dei commenti sgradevoli da fare su tutto e tutti, mi fa solidarizzare col povero Svevo che per evitarla deve allontanarsi da casa ed ubriacarsi.... molti di noi hanno dei simili parenti-mostro che per fortuna si fan vivi solo nelle ricorrenze... Com'è dunque che le tragicomiche vicissitudini di una così sgangherata combriccola le ho trovate avvincenti come una saga epica? Mi han fatto più volte ridere da solo come un cretino ed addirittura commuovere... Credo che tutto questo abbia a che fare col famoso dono di cui sento ogni tanto parlare, quello di saper scrivere e raccontare una storia...

    ha scritto il 

  • 5

    Recensione a sorpresa

    “… niente di quello che leggevo aveva alcun rapporto con me, con le strade o con la gente che le percorreva. Mi sembrava che tutti giocassero con le parole e che i cosiddetti grandi scrittori non dice ...continua

    “… niente di quello che leggevo aveva alcun rapporto con me, con le strade o con la gente che le percorreva. Mi sembrava che tutti giocassero con le parole e che i cosiddetti grandi scrittori non dicessero un accidenti di niente. Il loro stile era una mistura di sottigliezza, mestiere e forma e ciò che scrivevano veniva letto , appreso, assimilato e poi ritrasmesso a qualcun altro. Era un congegno funzionale, una “cultura della parola” assai scorrevole e prudente. Bisognava tornare agli scrittori russi precedenti alla rivoluzione per ritrovare il rischio e la passione.
    … A paragone degli scrittori del passato, i moderni non valevano gran che … Perché nessuno diceva niente? Perché nessuno gridava? … Poi, un giorno, ne presi uno e capii subito di essere arrivato in porto.
    Rimasi fermo per un attimo a leggere … con l’aria di uno che ha trovato l’oro nell’immondezzaio cittadino. Le parole scorrevano con facilità, in un flusso ininterrotto. Ognuna aveva la sua energia ed era seguita da un ‘altra simile. La sostanza di ogni frase dava forma alla pagina e l’insieme risultava come scavato dentro di essa. Ecco, finalmente, uno scrittore che non aveva paura delle emozioni. Ironia e dolore erano intrecciati tra loro con straordinaria semplicità. Quando cominciai a leggere quel libro mi parve che mi fosse capitato un miracolo, grande e inatteso … prima ancora di finirlo capii che l’autore era riuscito a elaborare un suo stile particolare .
    Ma la storia di John Fante non è tutta qui. E’ la storia di un uomo fortunato e sfortunato in ugual misura , di un uomo di raro coraggio naturale. Un giorno qualcuno la racconterà , ma ho la sensazione che lui non voglia che lo faccia qui. Dirò solo che, nel suo caso, linguaggio e personalità coincidono: entrambi sono forti, buoni e caldi. E ora basta. Il libro è vostro.”
    Charles Bukowski

    Sottoscrivo tutto.

    ha scritto il 

  • 5

    Come tutti gli incontri, necessita del suo momento giusto.
    Finisco quindi irrimediabilmente innamorata della sincerità di ogni personaggio e di certe atmosfere che, ne sono convinta, solo John Fante p ...continua

    Come tutti gli incontri, necessita del suo momento giusto.
    Finisco quindi irrimediabilmente innamorata della sincerità di ogni personaggio e di certe atmosfere che, ne sono convinta, solo John Fante poteva tirar fuori con manciate di parole leggerissime ed indelebili.
    Meraviglia.

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo tentato già una volta di leggere Fante, ma non ero andata oltre le primissime pagine. Questa volta, con "Aspetta primavera.." è andata decisamente meglio, i personaggi, il linguaggio, il passare ...continua

    Avevo tentato già una volta di leggere Fante, ma non ero andata oltre le primissime pagine. Questa volta, con "Aspetta primavera.." è andata decisamente meglio, i personaggi, il linguaggio, il passare da uno dei familiari all'altro, mi ha attratto, e circa tre quarti del libro me li sono letti velocmente. Poi non so bene perché mi sono distratta, sono passata ad altro, e ritornata a questo romanzo per finirlo non ho ritrovato la stessa carica che mi aveva contagiato prima. Comunque rimane una bella lettura, e cercherò di nuovo di affrontare "Ask the dust".
    P.S.: Bellissima la prefazione di Ammaniti, con la suddivisione in scrittori che vivono e scrittori da tana!

    ha scritto il 

  • 5

    E' molto ironico e fa sorridere, ma nasconde tanta amarezza oltre ad una certa crudeltà.
    Una scrittura molto scorrevole e vivace.
    La neve è elemento fondamentale, ecco quell'aspetta primavera del tito ...continua

    E' molto ironico e fa sorridere, ma nasconde tanta amarezza oltre ad una certa crudeltà.
    Una scrittura molto scorrevole e vivace.
    La neve è elemento fondamentale, ecco quell'aspetta primavera del titolo: a causa dell'inverno e della neve tutto è bloccato, il lavoro del padre che è sempre più nervoso e irritabile, il baseball di Arturo che non vede l'ora di poter giocare; c'è una paralisi dei sentimenti e una freddezza nelle relazioni, come se tutto fosse in un torpore in attesa appunto della primavera, quando con il sole arriverà anche il buon umore.
    Altro elemento fondamentale è la religione: questa mamma così devota, sempre con in mano il rosario, che si rifugia nelle sue preghiere per affrontare qualsiasi difficoltà... e la paura del peccato, anche se basta confessarsi e si è sciolti da qualsiasi colpa.
    E poi il comportamento di Arturo e dei suoi fratelli nei confronti della madre: tutto è loro dovuto e non capiscono il suo comportamento quando il padre non c'è, pensano che la sua sia una reazione esagerata e che invece dovrebbe tornare ad occuparsi di loro come ha sempre fatto. Certo sono forse troppo piccoli per vederla non solo come madre ma come donna ferita. Addirittura Arturo è invidioso delle madri dei suoi amici perché sono belle e si curano, mentre la sua è sciatta e trasandata.
    E quando Maria reagisce nei confronti di Svevo graffiandolo, Arturo pensa che il padre avrebbe dovuto picchiarla per la mancanza di rispetto; evidentemente questo pensiero è frutto di un'educazione basata sulla presunta superiorità dell'uomo sulla donna.
    E poi la povertà che assilla Arturo, che si sente inferiore e si vergogna, ecco perché gli piace giocare a baseball, non c'è differenza tra ricchi e poveri.
    Ultima cosa: mi è piaciuta molto l'intromissione del cane, penso sia stato un pretesto per far tornare a casa Svevo, come un'occasione per riconciliare la famiglia prima della fine del libro, visto che ormai stava arrivando anche la primavera. :)
    Per me è stato amore a prima vista, mi sono subito affezionata ai personaggi.
    Anche se alcuni loro comportamenti sono da condannare (e infatti non li ho condivisi) mi sono ritrovata ad assumere un atteggiamento comprensivo e indulgente nei loro confronti, come una nonna che scopre le marachelle dei nipoti a cui però perdona tutto.
    Di solito di fronte a tanta bassezza morale resto indignata, ma stavolta mi ha suscitato una certa tenerezza.

    ha scritto il 

  • 5

    Dolceamaro

    Faceva il chierichetto ma in realtà era un demonio che detestava i chierichetti. Avrebbe tanto voluto essere un bravo ragazzo ma aveva paura a comportarsi da bravo ragazzo perchè temeva che i suoi ami ...continua

    Faceva il chierichetto ma in realtà era un demonio che detestava i chierichetti. Avrebbe tanto voluto essere un bravo ragazzo ma aveva paura a comportarsi da bravo ragazzo perchè temeva che i suoi amici gli dessero del bravo ragazzo. Lui era Arturo, e amava suo padre, ma viveva nel terrore che un giorno, diventato grande, le avrebbe suonate di santa ragione a suo padre.
    Una piacevole scoperta, Fante. Pare che i suoi libri abbiano molti riferimenti autobiografici, quelli delle genti italiane immigrate, fiere di essere diventate americane ma che continuano a sentirsi italiane fin dentro le ossa. Quelle che hanno fatto grande l'America, insieme agli Irlandesi, agli ispanici, e a tutta quell'umanità emigrata in cerca di un mondo migliore. Quella che ha dato i natali a scrittori così, a grandi personaggi, ad artisti, quell'umus un po' sporco, forse, ma pieno di vitalità, di voglia di riscatto, e di genio.
    Quelli che hanno arricchito anche i Trump e i loro amici, con le loro rubinetterie d'oro e tutto il resto.
    Fante si rivolterà nella tomba in questi giorni, ne sono certa.

    ha scritto il 

  • 4

    Appena ho finito di leggere questo libro, ho pensato: "3*, non di più" dopo una notte di riflessione, le stelle diventano 4.
    La storia è banale: le sfortune di una famiglia di immigrati italiani in Co ...continua

    Appena ho finito di leggere questo libro, ho pensato: "3*, non di più" dopo una notte di riflessione, le stelle diventano 4.
    La storia è banale: le sfortune di una famiglia di immigrati italiani in Colorado, papà semi-disoccupato che ogni tanto butta soldi alle carte, mamma super religiosa, tre figli di cui sicuramente uno, Arturo, protagonista di questa storia, che odia le sue origini (ma a volte non così tanto) e vorrebbe essere considerato americano. il contesto è un pochino squallido, ma del resto (per fortuna) non tutti i romanzi possono essere ambientati nei quartieri alti.
    La quarta stella arriva perchè Fante ha un'incredibile capacità di raccontare le ambiguità dell'animo umano e i suoi conflitti. Arturo è un adolescente che passa dall'amore all'odio per la stessa cosa o persona nel giro di un istante, a seconda di come questa si comporta. E' pieno di insicurezze e di conseguenza di fantasie gloriose che lo vedono come protagonista, purtroppo per lui destinate ad infrangersi. E' impulsivo, a volte semplicemente aggressivo, eppure è profondamente umano. Mi ha ricordato me stessa, ma anche i miei fratelli e i miei amici/amiche quando avevamo quell'età.
    Questa realismo rende il libro speciale. Poche volte mi è capitato di leggere descrizioni così profonde e precise dell'alternarsi delle emozioni nell'animo umano.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro dei due di Fante che ho letto, e sono giunta alla conclusione che vada preso a piccole dosi.
    Non è una scrittura facile, la sua.
    Il primo libro della saga di Bandini, "Aspetta primavera, B ...continua

    Primo libro dei due di Fante che ho letto, e sono giunta alla conclusione che vada preso a piccole dosi.
    Non è una scrittura facile, la sua.
    Il primo libro della saga di Bandini, "Aspetta primavera, Bandini", è la storia di un Arturo Bandini appena adolescente, delle sue vicissitudini di americano figlio di immigrati, della sua povertà e della sua famiglia.
    E, soprattutto, dell'adorazione che nutre nei confronti del padre, Svevo Bandini.
    Proprio Bandini senior è il personaggio chiave dell'opera, quello che influenzerà con la sua presenza tutta l'esistenza del giovane Arturo e quella della sua famiglia.
    La storia è un po' una storia di sopravvivenza, dura, rude, una città di cemento in cui ogni tanto nasce un fiore. E il fiore è l'amore di Arturo per la compagna di classe Rosa, un amore adolescenziale e vivace anche se destinato ad avere una fine, fiore è il calore di Maria nel gelo di un vecchio appartamento senza riscaldamento, fiore è la passione di Svevo Bandini per la bella Hildegarde.
    Sono tutti personaggi a modo loro aulici, pieni di una sorta di poesia "di strada", anche se in verità rozzi e volgari. Si arrabattano per sopravvivere nel difficile mondo in cui si trovano a vivere, ognuno cercando di rimanere saldo nei suoi valori, quali che essi siano.
    Su tutto spicca l'adorazione di Arturo per il padre Svevo, un'adorazione che ha un sapore intimo e universale insieme.
    Sono personaggi molto molto veri e la mano autobiografica di Fante è chiara e palese, e costruisce un romanzo agrodolce sulle vicissitudini di una normale e povera famiglia di immigrati italiani. Per ricordare anche il periodo in cui "loro" eravamo "noi". Si legge che è un piacere.
    Capolavoro il capitolo 8, leggibile anche come racconto lungo a parte.

    ha scritto il 

  • 5

    Come Full of life, gli unici due in terza persona e con un Fante più intimista, si mantiene fedele alla sua commovente personalità dal sorriso amaro. Personalmente ritengo sia incredibile come ha por ...continua

    Come Full of life, gli unici due in terza persona e con un Fante più intimista, si mantiene fedele alla sua commovente personalità dal sorriso amaro. Personalmente ritengo sia incredibile come ha portato la storia della sua vita alla letteratura.

    ha scritto il 

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