Aspettando i barbari

Voto medio di 881
| 135 contributi totali di cui 130 recensioni , 5 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Atticus
Ha scritto il 30/04/18
Il crimine che è latente in noi, lo dobbiamo infliggere a noi stessi. Non agli altri.
Che aspettiamo, raccolti nella piazza? Oggi arrivano i barbari. ... Questi sono alcuni versi del poema Aspettando i barbari di Konstantinos Kavafis. Chiaro è l'omaggio del premio Nobel al poeta greco, così come evidente è il richiamo alla forte...Continua
Rosispri
Ha scritto il 10/11/17
Finito: a fatica, scritto bene,ma non mi ha emozionato, ho sul comodino 14 libri iniziati e piantati li’ !!! Cerco un libro bellissimo di quelli che stai sveglia fino alle tre di notte per finirlo e quando l’hai finito ti senti sola e abbandonata, am...Continua
Angebet
Ha scritto il 13/08/17
Ingredienti: un magistrato vicino alla pensione in una terra di frontiera, una temuta invasione di barbari come minaccia per la civiltà, un cambio di mentalità attraverso la conoscenza e il contatto col “nemico”, un passaggio da giudice a imputato e...Continua
Martina
Ha scritto il 07/04/17
Non posso dire che è un brutto libro, perché non lo è, assolutamente. È pure estremamente attuale: si rende ostile ciò che non lo è e in nome della propria salvaguardia si compiono le peggiori nefandezze. Il senso del libro è alto quindi. C'è un però...Continua
starlabev
Ha scritto il 07/03/17

Deserto: participio passato del latino deserere, abbandonare, lasciare in abbandono, composto dalla particella "de" che dà senso contrario, e "serere", connettere, annodare, quasi dica che non ha punto di connessione, cioè vuoto d'ogni cosa.


starlabev
Ha scritto il Mar 05, 2017, 16:22
Qualcosa mi ha guardato dritto in faccia e io ancora non la vedo.
Pag. 192
Namid
Ha scritto il Jul 21, 2015, 06:27
Il crimine che è latente in noi, lo dobbiamo infliggere a noi stessi […] non agli altri
Pag. 183
Namid
Ha scritto il Jul 21, 2015, 06:27
Disteso sul nudo materasso mi concentro, cerco di produrre l’immagine di me stesso che nuoto: bracciate forti, regolari. Nuoto e fendo il tempo, un elemento più inerte dell’acqua, senza increspature, pervasivo, incolore, inodoro, secco come carta.
Pag. 179
Namid
Ha scritto il Jul 21, 2015, 06:27
Mi perdoni se la domanda sembra impudente, ma vorrei sapere: come fa a mangiare dopo, dopo aver…lavorato con le persone? È una domanda che mi sono sempre posto a proposito dei boia e di altra gente del genere. […] Riesce a toccare il cibo, dopo? Ho i...Continua
Pag. 157
Ljubov
Ha scritto il Feb 01, 2008, 17:27
I bambini non dubitano mai, neppure per un momento, che i vecchi enormi alberi sotto cui giocano dureranno in eterno; che loro cresceranno forti come i padri, fertili come le madri, che vivranno e saranno felici e alleveranno a loro volta i propri fi...Continua
Pag. 167

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