Assalonne, Assalonne!

Di

Editore: Garzanti

4.5
(278)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 361 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese

Isbn-10: 8811666945 | Isbn-13: 9788811666943 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura

Ti piace Assalonne, Assalonne!?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Come essere arrivati alla cima di una montagna sorprendente, illuminata da un'aurora che commuove, asciugandosi il sudore di un'arrampicata fatta al buio nel primo chiarore del giorno.
    Mi sono mancati ...continua

    Come essere arrivati alla cima di una montagna sorprendente, illuminata da un'aurora che commuove, asciugandosi il sudore di un'arrampicata fatta al buio nel primo chiarore del giorno.
    Mi sono mancati i muscoli allenati per assaporare fino all'ultima parola quello che ho sentito un capolavoro.
    Da rileggere.
    Allenati.

    ha scritto il 

  • 5

    El Sur, un misterio construido la margen de lo humano pero comprende las actitudes más extremas de lo humano. La narración de Faulkner, una historia diferida, sucia de puntos de vista acumulados, de a ...continua

    El Sur, un misterio construido la margen de lo humano pero comprende las actitudes más extremas de lo humano. La narración de Faulkner, una historia diferida, sucia de puntos de vista acumulados, de ambigüedades y de detalles prolíficos que emborronan la escena en vez de mostrarla claramente, El polvo pesado flotando en las franjas de luz que las rendijas de las persianas deja pasar. Las penumbras plúmbeas. Personajes condenados por sus antecedentes y por un futuro inexorables. La narración que vuelve sobre sí misma para contarse de nuevo e ir incrementando su enrarecimiento. Cuanto más leemos, menos entendemos, y nos encontramos con el peso de hechos malditos que no tendrían sentido para nosotros, pero que nos llegan con toda la fuerza de su abominación y del hecho de que sean nociones que ya están muertas.
    El sur, ese estado salvaje dentro de nosotros.

    ha scritto il 

  • 5

    Maestro, fenomeno.

    Uno dei libri più belli mai letti.
    Il piacere di fermarti durante la lettura, tornare indietro per riassaporare un momento di puro godimento sia fisico che mentale.

    ha scritto il 

  • 0

    Faulkner è l'opposto di Steinbeck: forme moderniste per un contenuto tutto sommato tradizionale, un dramma familiare con al centro un enigmatico demone-demiurgo.
    L'autore non dosa mai gli strumenti de ...continua

    Faulkner è l'opposto di Steinbeck: forme moderniste per un contenuto tutto sommato tradizionale, un dramma familiare con al centro un enigmatico demone-demiurgo.
    L'autore non dosa mai gli strumenti dello sfasamento dei piani temporali e del flusso di coscienza, che arrivano a sopprimere gli afflati epici del plot in una indeterminata staticità.
    L'intensità funziona quando tende ad un parossismo, ad una liberazione, altrimenti rischia di risolversi in arabeschi ingottati, che mal si conciliano con il grumo di passioni primordiali alla base delle vicende.
    E dire che la gesta di Thomas Sutpnen ben avrebbero meritato una costruzione più semplice e potente, una martellante successione anaforica in grado di riprodurre le cadenze ritmiche dell'ossessione.
    Ci vengono invece restituite immagini suggestive ma prive di dinamismo e, alla fine, la narrazione si sovrappone alla lingua estenuata ed instancabile di Miss Rosa Coldfield, vecchia zitella sudista, che siede immobile e inappagata nella propria camera da letto con gli scuri abbassati.
    E lì l'abbandoneremo, avendo cura di richiudere piano la porta, per non disturbare.

    ha scritto il 

  • 4

    Un demonio, il figlio del re

    Entro ed è quasi buio, avanzo in punta di piedi ed essendo scalza so già che inciamperò in qualche spigolo, povero mignolo, so che imprecherò. Sono dentro da poco e già avverto fame d'aria, nessuno ...continua

    Entro ed è quasi buio, avanzo in punta di piedi ed essendo scalza so già che inciamperò in qualche spigolo, povero mignolo, so che imprecherò. Sono dentro da poco e già avverto fame d'aria, nessuno si preoccupa di far arieggiare. C'è afa da queste parti, è il sud. Qualcuno parla, non si capisce dove voglia andare a parare, ma ha un linguaggio che mi ipnotizza, per fortuna spesso si ripete, forse ha compreso che mi trovo in difficoltà. Ascolto attentamente, entro ed esco da una miriade di posti, di tempi, di parentesi. Forse me ne vado, finché sono in tempo, prevedo tragedia, sconfitta, frustrazione. La voce che sento è accattivante, molto, decido di restare, dopotutto la strada del ritorno è polverosa e non voglio sporcarmi.
    Qui ciascuno la racconta a proprio modo e io non so a chi dare la mano dritta, ma poi mi rendo conto che -storto o morto- forse la meritano tutti.

    continua, naturalmente!

    ha scritto il 

  • 5

    Lascia senza parole. Bellissimo. Una maturità stilistica crescente porta Faulkner a scrivere questa perla che completa, espande e affina la sua tecnica di scrittura, nonché la forma del romanzo da lui ...continua

    Lascia senza parole. Bellissimo. Una maturità stilistica crescente porta Faulkner a scrivere questa perla che completa, espande e affina la sua tecnica di scrittura, nonché la forma del romanzo da lui preferita: il romanzo corale. Infatti, se in "Mentre morivo", quella forma è caratterizzata dall'alternarsi di brevi capitoletti, ognuno riferito ad un personaggio, e ne "L'urlo e il furore" ciascuno dei quattro capitoli è ascrivibile ad altrettanti personaggi, che ripercorrono gli stessi eventi ma la cui lettura è resa impervia da un continuo andirivieni dal passato al presente, dai pensieri ai dialoghi pensati, dalle frasi incompiute e poi completate solo nelle pagine successive, dai personaggi con lo stesso nome che complicano la trama portando il lettore "a lottare per conquistarsi la verità, perché Faulkner non fa sconti" - come ebbe a dire una sua appassionata lettrice, Maria di Biase- in "Assalonne, Assalonne!" la trama è lineare, svelata lentamente, la prosa è ricca di riferimenti biblici, storici, mitologici che aiutano Faulkner ad offrire il filo che unisce i personaggi della trama, scandita al ritmo di pensieri e frasi ripetute, dove ogni personaggio è custode, a modo suo, di un terribile segreto oppure è stato trafitto da un senso di colpa o di umiliazione o da un desiderio di vendetta o di riscatto per eventi accaduti cinquant'anni prima e più sullo sfondo della guerra di secessione americana, eventi attinenti alla famiglia Sutpen-Coldfield il cui epilogo ha luogo sotto gli occhi del lettore, attraverso l'immedesimarsi progressivo nell'azione da parte di due personaggi già presenti ne "L'urlo e il furore", ovvero Quentin Compson e il suo compagno di studi Shreve.
    Insomma, il fluire dei pensieri di Rosa Coldfield, di Quentin Compson, la narrazione di Shreve, del padre di Quentin e di Mr Coldfiled, i tormenti di Henry, la durezza di Judith, la generosità di Clitye, la gaiezza di Charles Bon, l'oscura vita di Thomas Sutpen rendono questo libro speciale, grazie anche ad una traduzione impeccabile. E per concludere, si consiglia anche la lettura della Bibbia, Libro II di Samuele, 13, 1-30 (almeno) al fine di comprendere la ragione del titolo scelto da Faulkner. Certo è che ad ottant'anni dalla sua pubblicazione, alcuni concetti rimangono oscuri e di difficile comprensione, appaiono superati e arcaici perché il mondo è cambiato, non sappiamo se in meglio o in peggio, i nostri cuori si sono induriti e il cinismo ci ha avvelenati, per cui concetti come ripudio, peccato originale, colpa o sangue misto appaiono antichi e desueti ma conviene misurarcisi di tanto in tanto.

    ha scritto il 

  • 5

    Come si fa a commentarlo? Avevo letto Luce d’agosto, epico, grandioso, biblico. Molto meno ostico rispetto ad “ Assalonne, Assalonne!”, un romanzo che obbliga a non distrarti, a fare la massima attenz ...continua

    Come si fa a commentarlo? Avevo letto Luce d’agosto, epico, grandioso, biblico. Molto meno ostico rispetto ad “ Assalonne, Assalonne!”, un romanzo che obbliga a non distrarti, a fare la massima attenzione ai salti temporali che portano a spasso avanti e indietro nel tempo, che ti costringe a leggere senza prendere respiro i periodi lunghissimi inframezzati di incisi e di parentesi su parentesi, con una scrittura ricchissima, lirica, vorticosa, che avvolge il lettore come il cobra viene incantato dal fachiro, ed ogni volta torni indietro a rileggere, ogni volta cerchi di individuare chi sia il narratore, di chi sia il punto di vista da cui la storia è narrata, e poi ti ritrovi a rileggere dello stesso personaggio e delle medesime vicende che già lo scrittore aveva anticipato pagine prima…. Insomma,è stata una grandissima fatica leggerlo, compensata dalla stupenda sensazione alla fine, quella di aver letto un capolavoro.
    Alla fine è chiaro: è il sangue l’elemento che lega ogni personaggio della saga dei Sutpen, il sangue malato che si trasmette geneticamente a partire da Tomas Sutpen, capostitpite venuto dalle montagne della Virginia da una misera famiglia di origini anglo-scozzesi ed arrivato nel Mississippi con un solo scopo, creare una stirpe che riproduca il suo sangue immacolato. Attraverso le vicende di Tomas Sutpen, su cui incombe un senso di tragica fatalità, e della sua famiglia, dei figli Henry e Judith, dell’enigmatico Charles Bon, che solo nel finale si scoprirà come uno dei personaggi più tragici, quello che mi ha ricordato il Joe Christmas di Luce d’agosto, nel cui sangue i diversi geni che lo compongono trasportano anche una ridda di emozioni contrastanti, viviamo le passioni palpitanti e violente di personaggi che si stagliano indimenticabili, quali i protagonisti della tragedia greca, destinati alla sconfitta, perché il sangue che scorre nelle vene della stirpe dei Sutpen è un sangue guasto, ormai putrefatto, dissoltosi così come si è dissolto il vecchio mondo, quello del Sud degli Stati Uniti, dopo la tragica guerra di secessione.

    Un libro sterminato, non catalogabile, di cui si può egualmente dire “bellissimo” come “ma chi me l’ha fatto fare”; senza dubbio un’opera d’arte grandiosa.

    ha scritto il