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Assalto a un tempo devastato e vile

Di

Editore: Mondadori

3.6
(221)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804504862 | Isbn-13: 9788804504863 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Periferie chimiche e degradate come le vite di chi le abita; anonimi attori diun'oscura vita metropolitana che sta davanti agli occhi di tutti ma chenessuno osserva: sono gli scenari e i protagonisti del teatro occultodescritto in questo libro. Un universo fatto di asfalto crepato, fame e lotteracchiuse in testi che nella loro eterogeneità, tra il saggio e il racconto,sono corpi vibranti, schegge impazzite rubate a un mondo feroce, disumanoeppure vero.
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  • 5

    Assalto e salto insieme, dentro una scrittura da cui è difficile staccarsi e dentro un mondo di cui è difficile dirsi estranei anche se ci si sente lontani da esso. Genna descrive la nostra crisi civile come forse nessun altro.

    ha scritto il 

  • 3

    Non ho ancora deciso se apprezzo o no la scrittura di Giuseppe Genna.
    Lo sto testando e fin qui dico che in alcuni pezzi sì, in altri no, in altri ancora forse.
    Forse devo provarne un altro prima di decidere cosa pensarne.
    Che poi, c'é forse un autore di cui si possa dire qualcosa di definitivo? ...continua

    Non ho ancora deciso se apprezzo o no la scrittura di Giuseppe Genna. Lo sto testando e fin qui dico che in alcuni pezzi sì, in altri no, in altri ancora forse. Forse devo provarne un altro prima di decidere cosa pensarne. Che poi, c'é forse un autore di cui si possa dire qualcosa di definitivo? Ognuno ha i suoi pregi e i suoi limiti, i suoi momenti alti e quelli un po' così. Tranne forse alcuni, quelli che hanno superato la barriera del tempo e della storia e ancora sono grandi e attuali. Però, che ne sappiamo alla fine di un autore contemporaneo? Solo ciò che scrive mentre vive. Ci si può accontentare, per ora.

    ha scritto il 

  • 3

    perplesso

    era molto tempo che non riprendevo in mano un libro di Genna, e devo dire che questo testo mi ha lasciato molto perplesso. l'ho trovato contorto, slegato, fatto di brandelli di storie, che sembrano proseguire sensa un filo logico.

    ha scritto il 

  • 4

    Di sicuro il libro più ostico di Genna, uno Zibaldone in fieri composto perlopiù da frammenti sparsi di storie di vita, di drammi di vita direi, e da considerazioni filosofiche, sociali e politiche - per sintetizzare all'osso il corpus dell'oggetto narrativo in questione.


    (Grande invenzion ...continua

    Di sicuro il libro più ostico di Genna, uno Zibaldone in fieri composto perlopiù da frammenti sparsi di storie di vita, di drammi di vita direi, e da considerazioni filosofiche, sociali e politiche - per sintetizzare all'osso il corpus dell'oggetto narrativo in questione.

    (Grande invenzione, quella del termine "oggetto narrativo")

    È difficile, contorto, non immediatamente intelligibile, molti passaggi sono rimasti, per me, tremendamente oscuri, ma perfettamente coerenti con la poetica di Genna. Hate it or love it.

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile

    Difficile innanzitutto capire di cosa si tratta: racconti? saggi? riflessioni? E' intenso, non si concede per poco, costringe a pensare. Però credo che bisogna entrarci in sintonia per ricavarne qualcosa, e non è per nulla scontato che ci si riesca. Io non ci riuscii.

    ha scritto il 

  • 4

    E' permesso?

    Certe volte sembra che Genna scriva per se stesso, dimenticandosi e quasi fregandosene del fatto che i suoi libri, tutto sommati, vengo letti da gente che li paga per leggerli... Se si accetta questa premessa e si chiede "permesso" si può mettere piede nell'universo complicato e sofferente di Gen ...continua

    Certe volte sembra che Genna scriva per se stesso, dimenticandosi e quasi fregandosene del fatto che i suoi libri, tutto sommati, vengo letti da gente che li paga per leggerli... Se si accetta questa premessa e si chiede "permesso" si può mettere piede nell'universo complicato e sofferente di Genna, capirne magari qualcosa (forse), e poi leggere con più agio quelli che sono secondo me i veri capolavori usciti dalla sua penna, i libri che seguono le vicende dell'ispettore Guido Lopez.

    ha scritto il 

  • 1

    Immagino non sia interessato, e lo capisco, eppure mi piacerebbe cenare una sera con Giuseppe Genna. Perchè ho segnato alcune domande da fargli. Giusto corrispondenti al numero esatto di parole da lui spese nelle circa 300 pagine di scrittura.
    Da quando, la complicazione, è un'arte? E soprattutto ...continua

    Immagino non sia interessato, e lo capisco, eppure mi piacerebbe cenare una sera con Giuseppe Genna. Perchè ho segnato alcune domande da fargli. Giusto corrispondenti al numero esatto di parole da lui spese nelle circa 300 pagine di scrittura. Da quando, la complicazione, è un'arte? E soprattutto... ma cosa voleva dire?!

    ha scritto il 

  • 4

    Devastante, oltre al nostro tempo, é l'impatto con ogni singola parola di questo libro .. finito di leggerlo ho quasi provato sollievo perché ogni pagina, anche quelle di più difficile interpretazione, mi ha dilaniato l'anima . Purtroppo o per fortuna mia in questo nostro tempo non vedo solo dev ...continua

    Devastante, oltre al nostro tempo, é l'impatto con ogni singola parola di questo libro .. finito di leggerlo ho quasi provato sollievo perché ogni pagina, anche quelle di più difficile interpretazione, mi ha dilaniato l'anima . Purtroppo o per fortuna mia in questo nostro tempo non vedo solo devastazione e viltà .

    ha scritto il 

  • 3

    lo Scrittore

    Mettere insieme le parole per raccontare, con precisione farmaceutica, le intuizioni, i dubbi, le cose sapute ma non dette, i pensieri nei quali anch’io mi ritrovo: a volte lo Scrittore fa questo. Finora mi è capitato con P.P.Pasolini, P.Roth e G.Genna.
    Esempio minimo buono per ogni ultraquarante ...continua

    Mettere insieme le parole per raccontare, con precisione farmaceutica, le intuizioni, i dubbi, le cose sapute ma non dette, i pensieri nei quali anch’io mi ritrovo: a volte lo Scrittore fa questo. Finora mi è capitato con P.P.Pasolini, P.Roth e G.Genna. Esempio minimo buono per ogni ultraquarantenne: “Ora che la vita è andata, perché è andata tutta la gioventù, si può ricordare a lungo, lentamente, e scandire sillaba per sillaba le parole dei nostri rimpianti e delle nostre gioie fuggite via per sempre.” Ciao, ora vado a intristirmi, ma felice.

    ha scritto il 

  • 3

    Giuseppe Genna è una mina vagante, impazzita, un potenziale grande scrittore, con un dono evidente a una prosa rigorosa e importante. Peccato, viene da dire, perchè in questo libro tutto il potenziale si disperde in pagine spesso sconnesse e acerbe nel non imporsi quella minima quanto necessaria ...continua

    Giuseppe Genna è una mina vagante, impazzita, un potenziale grande scrittore, con un dono evidente a una prosa rigorosa e importante. Peccato, viene da dire, perchè in questo libro tutto il potenziale si disperde in pagine spesso sconnesse e acerbe nel non imporsi quella minima quanto necessaria consequenzialità logica e di pensiero che porterebbe a un libro che, se anche non compiuto come l'autore ci ricorda all'inizio, avrebbe comunque una sua compiutezza formale. Queste pagine invece sanno molto spesso di delirio diaristico, un delirio di qualità ideologica, sia chiaro, una continua prosopopea del sé, di Milano e di personaggi chiave della sua storia. Si alternano momenti commoventi e indimenticabili a istanti di pura rabbia e perdita del controllo sulla direzione dell'opera. A suo modo, certo, indimenticabile.

    ha scritto il 

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