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Assassin's Apprentice

(The Farseer Trilogy, Book 1)

By

Publisher: Spectra

4.3
(1759)

Language:English | Number of Pages: 356 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , French , Italian , Spanish , Polish

Isbn-10: 0553374451 | Isbn-13: 9780553374452 | Publish date: 

Also available as: Others , Mass Market Paperback , Hardcover , eBook , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Music , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Young Fitz is the bastard son of the noble Prince Chivalry, raised in the shadow of the royal court by his father's gruff stableman. He is treated like an outcast by all the royalty except the devious King Shrewd, who has him sectetly tutored in the arts of the assassin. For in Fitz's blood runs the magic Skill--and the darker knowledge of a child raised with the stable hounds and rejected by his family. As barbarous raiders ravage the coasts, Fitz is growing to manhood. Soon he will face his first dangerous, soul-shattering mission. And though some regard him as a threat to the throne, he may just be the key to the survival of the kingdom.


From the Paperback edition.
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  • 4

    Sono stata dubbiosa su quante stelline mettere: 4 forse erano poche, 5 tante, ma dopo una cascata di libri mediocri (o proprio bruttarelli) e di astinenza dal fantasy non sapevo decidermi. Alla fine n ...continue

    Sono stata dubbiosa su quante stelline mettere: 4 forse erano poche, 5 tante, ma dopo una cascata di libri mediocri (o proprio bruttarelli) e di astinenza dal fantasy non sapevo decidermi. Alla fine ne ho messe 4, consapevole che forse ce ne sarebbero volute 4 ½.
    Si tratta del primo libro della “Trilogia dei Lungavista” scritta da Robin Hobb e rappresenta il mio primo approccio a questa scrittrice.
    Si tratta di un medieval-fantasy, uno di quelli dove mancano molti aspetti del fantasy più tradizionale (creature magiche, razze diverse da quella umana,...) e dove la magia è più diluita, meno presente di quello che ci si potrebbe aspettare ma è e resta comunque un fantasy.
    La scrittura è scorrevole, abbastanza semplice senza però diventare piatta, vuote e scialba (odio i libri scritti come se il lettore avesse un QI border line).
    La storia è raccontata dal protagonista Fitz Chevalier, come se fosse un ricordo, la stesura delle memorie personali e ciò aiuta il lettore a calarsi nella vicenda.
    Si potrebbe quasi parlare di un romanzo di formazione, quasi, visto che questo primo volume ripercorre l’infanzia a la prima adolescenza del protagonista (fin quasi all’età di 15 anni) mostrando la sua crescita, i suoi cambiamenti, come l’esperienze vissute lo abbiamo modellato e forgiato.
    Alcuni pezzi sembrano più lenti di altri ma il mix è così ben bilanciato che sembra quasi voler riprodurre il naturale svolgersi della vita, dove momenti frenetici e incalzanti si alternano ad altri che sembrano più calmi, quasi piatti e vuoti, ma altrettanto importanti.
    La trama, la scrittura, lo stile narrativo, i messaggi stramessi, lo spessore etico-morale, non sono così marcati o eccellentemente costruiti da farne un libro fenomenale ma le emozioni, gli stati d’animo, l’empatia che si crea con i personaggi lo rendono davvero bello.
    I personaggi sono molto vari e ben caratterizzati; alcuni chiaramente e nettamente schierati dalla parte del Bene o del Male, mentre altri restano più sfumati, ambigui.
    Intrighi, cospirazioni per ottenere il potere, personaggi ben costruiti, quel pizzico di magia che non guasta mai sono ingredienti perfetti per far sperare che anche i prossimi due capitoli siano all’altezza di questo.

    said on 

  • 4

    Recensione da: La Porta sui Mondi

    All'età di sei anni, il ragazzo venne portato ad un avamposto reale e affidato ad una guardia, presentato semplicemente come il figlio bastardo del principe Chevalier.
    A causa di questo fatto, il prin ...continue

    All'età di sei anni, il ragazzo venne portato ad un avamposto reale e affidato ad una guardia, presentato semplicemente come il figlio bastardo del principe Chevalier.
    A causa di questo fatto, il principe ereditario Chevalier, riconoscendo davvero il ragazzo come suo figlio, decise di abdicare e ritirarsi dalla scena nobiliare e pubblica, sia per evitare scandali che per proteggere il figlio.
    Il ragazzo venne quindi affidato allo stalliere Burrich, un fedele servitore di Chevalier, e portato a Castelcervo, sede del potere del regno dei Sei Ducati.
    Qui il ragazzo, Fitz, comincia il suo addestramento come stalliere e scopre ben presto che la sua capacità di saper leggere la mente e lo stato d'animo degli animali non è per nulla una cosa normale. Spirito, lo chiama Burrich, una cosa pericolosa che in passato ha già portato i possessori di questa abilità sull'orlo della follia, facendoli diventare più animali che uomini.
    Fitz diventerà un fedele uomo del Re, addestrato nelle armi, istruito nelle materie letterali e matematiche e infine diverrà anche l'apprendista di Umbra, l'assassino di corte.
    Nei Sei Ducati, nel frattempo, arriva una grande minaccia: i Pirati dalla Nave Rossa, che cominciano a rapire persone per poi restituirle come gusci vuoti, private completamente dalla loro umanità.
    Re Sagace deve quindi fronteggiare i Pirati e nel frattempo mantenere la pace nel regno, ma gli intrighi di corte sono oscuri e intricati e ben presto Fitz si renderà conto che i Pirati non sono l'unico nemico del regno e che lui è un solo pedone di una grande e complessa scacchiera.

    Una scrittura scorrevole e una storia emotivamente complessa sono le solide basi su cui poggia la prima opera di Robin Hobb.
    La narrazione in prima persona, raccontata da Fitz, immedesima il lettore nel protagonista e ne rende più vivide le emozioni. Ne seguiamo così la crescita, momenti felici e momenti tristi, momenti spensierati e momenti cupi, legandoci a lui come lui si lega ai suoi amici animali. L'autrice non si preoccupa di creare un eroe invincibile, Fitz fallirà spesso nei suoi intenti. Questi fallimenti però sono una grande vittoria letterale, poiché conferiscono al personaggio una grande umanità.
    Gli eventi narrati si susseguono sempre visti attraverso la lente di Fitz. Non ci sarà quindi la guerra contro i Pirati dalle Navi Rosse, ma ne sentiremo la minaccia perché Fitz sente i pettegolezzi a Castelcervo e li perderemo di vista quando il ragazzo sarà indaffarato in altro, per poi sentir parlare di loro nuovamente più avanti.
    La Hobb riesce a gestire questo stile mantenendo una trama semplice, ma ben caratterizzata, intrecciando così numerosi filoni narrativi con grande semplicità e passando da uno all'altro con una naturalezza disarmante.
    Di grande importanza saranno i legami emotivi che Fitz intreccierà con i vari personaggi, dall'irrangiungibile Re Sagace al difficile rapporto con Burrich, figura metà paterna e metà insegnante, ai suoi incompresi sentimenti verso l'amica Molly.
    Un fantasy quindi molto più calmo e riflessivo rispetto al violento "action/fantasy" degli ultimi anni, che suscita emozioni diverse e profonde.

    Voto: 4/5

    Questa e tante altre recensioni su: http://la-porta-sui-mondi.blogspot.it/

    said on 

  • 4

    Niente da dire, continuo ad amare la Hobb. Amo le sue storie, i suoi personaggi così ben caratterizzati, il suo stile scorrevole e le sue ambientazioni particolari, anche se qui, per questo primo libr ...continue

    Niente da dire, continuo ad amare la Hobb. Amo le sue storie, i suoi personaggi così ben caratterizzati, il suo stile scorrevole e le sue ambientazioni particolari, anche se qui, per questo primo libro della Trilogia dei Lungavista, si rientra più in un'ambientazione medievale rispetto al ciclo incentrato su Borgomago. L'unica pecca è che in certi tratti la storia sfila davanti agli occhi in modo troppo rapido, di modo che ti ritrovi un po' disorientato...per il resto, non vedo l'ora di proseguire le avventure di Fitz e di andare in iperventilazione ad ogni colpo di scena.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    I've just bought "Fool's Assassin", but I realized it had been too much since the last time I've been in the Six Duchies, since the last time I've been lost somewhere with Fitz and the Fool.
    So, I wan ...continue

    I've just bought "Fool's Assassin", but I realized it had been too much since the last time I've been in the Six Duchies, since the last time I've been lost somewhere with Fitz and the Fool.
    So, I want to start this journey again, and this time I'm ready to do so without needing to trust any translation.
    If I disappear, I will probably be in Buckkeep, or on my way to Jhaampe, or carving my dragon in the Stone Garden. 100% chanche I will be crying.

    said on 

  • 3

    Un fantasy molto originale.
    La caratterizzazione dei personaggi e la descrizione dei luoghi ti trascinano dentro le pagine. Molto descrittivo e quindi un po' lento all'inizio, l'autrice si concentra m ...continue

    Un fantasy molto originale.
    La caratterizzazione dei personaggi e la descrizione dei luoghi ti trascinano dentro le pagine. Molto descrittivo e quindi un po' lento all'inizio, l'autrice si concentra molto sull'introspezione dei personaggi a scapito di scene di azione, solitamente molto presenti in questo tipo di romanzi.
    Molto bello davvero.

    said on 

  • 4

    Serie dei Lungavista vol. 1

    "L'apprendista assassino", primo libro di una promettente trilogia, con ambientazione medievale, di genere fantasy, ma non troppo. Di solito siamo abituati a fantasy dove la componente fantastica è mo ...continue

    "L'apprendista assassino", primo libro di una promettente trilogia, con ambientazione medievale, di genere fantasy, ma non troppo. Di solito siamo abituati a fantasy dove la componente fantastica è molto marcata, con personaggi quali elfi, fate e altre creature paranormali e dove la magia è una caratteristica sempre presente. Questo romanzo della Hobb invece si distingue dagli altri fantasy proprio per il fatto che queste peculiarità sono quasi completamente assenti, la storia come ambientazione e personaggi è molto realistica, sembra quasi di leggere un romanzo storico cavalleresco, vi sono solo dei piccoli accenni magici come la telepatia tra uomini e quella tra uomo e animale a farci ricordare che si tratta di un fantasy, ma questo non è a mio avviso un punto debole del libro, semmai una qualità che lo rende diverso e particolare rispetto agli altri. Altra nota che contraddistingue questo primo libro è la sua forte e marcata componente di formazione, in quanto la storia è incentrata sull'infanzia del protagonista fino all'età di circa quattordici anni e in questo lasso di tempo vi sarà una vera e propria crescita evolutiva e caratteriale del personaggio, che sarà messo a dura prova da tante complicazioni. Non vi dico altro per non rovinare la lettura, ma, a parte i primi capitoli iniziali dove la storia è ancora agli albori e a tratti un po' lenta, la prosecuzione è davvero una sorpresa dietro l'altra e non ci sarà spazio per la noia. Non so dire qual'è la cosa che mi è piaciuta di più del romanzo, sicuramente lo stile di scrittura della Hobb invoglia alla lettura, come pure la trama che incuriosisce molto, e vi sono anche dei personaggi ben caratterizzati (seppur a volte con una connotazione troppo netta tra bene e male, ma non tutti, alcuni personaggi infatti rimangono ambigui) ma in realtà la cosa che ho percepito più forte e che mi ha legata maggiormente al romanzo è la sensazione che mi lasciava quando mettevo la lettura in pausa, una sensazione quasi di nostalgia per i personaggi e per la storia che mi ha indotta più di una volta a riprendere a leggere molto più in fretta rispetto ad altri libri. Se devo guardare alla trama nuda e cruda mi rendo conto che è ben strutturata e sopra la media, ma non così tanto speciale da giustificare una votazione superiore alle quattro stelline; ma se invece devo giudicarlo secondo le sensazioni trasmesse, che come ho detto prima sono state molto forti ed è raro trovare romanzi capaci di calamitare l'attenzione così, allora cinque stelline se le meriterebbe tutte. Mi riservo il massimo dei voti per i prossimi della serie, sapendo già che questo libro, rispetto alla serie completa, è solo una piccola introduzione.

    said on 

  • 5

    Me lo leí conjuntamente al primero, y es la evolución de los problemas (espionajes, asesinatos, traiciones, acuerdos, amenazas de otro país...) y de las magias que Fitz experimenta. Cada vez engancha ...continue

    Me lo leí conjuntamente al primero, y es la evolución de los problemas (espionajes, asesinatos, traiciones, acuerdos, amenazas de otro país...) y de las magias que Fitz experimenta. Cada vez engancha más.

    said on 

  • 5

    Forse 5 stelle sono un po' troppe, ma dopo mesi e mesi di libri soltanto "carini", finalmente uno che mi coinvolge e appassiona, e che fatico a chiudere per fare altre cose basilari, tipo, non so, dor ...continue

    Forse 5 stelle sono un po' troppe, ma dopo mesi e mesi di libri soltanto "carini", finalmente uno che mi coinvolge e appassiona, e che fatico a chiudere per fare altre cose basilari, tipo, non so, dormire. Grazie Robin!!!

    said on 

  • 4

    Ho sempre privilegiato i fantasy in cui i protagonisti si dedicano a un periodo di apprendistato e non diventano eroi per caso o per strane congiunture celesti. "L'apprendista assassino" è il libro in ...continue

    Ho sempre privilegiato i fantasy in cui i protagonisti si dedicano a un periodo di apprendistato e non diventano eroi per caso o per strane congiunture celesti. "L'apprendista assassino" è il libro in cui si forma Fitz, bastardo e assassino di corte, non solo fisicamente ma anche caratterialmente sbagliando, soffrendo e imparando a capire le dinamiche umane. Un'ottima introduzione alla saga, scorrevole e sorprendente per come riesce a schivare abilmente molte delle banalità spesso insite nel genere. Soprattutto ho apprezzato molto la capacità dell'autrice di creare dei personaggi vividi con caratteri ben definiti, ma in continua evoluzione grazie alle esperienze che si trovano a vivere. Fitz è un ottimo protagonista ed è sorprendente seguirne la formazione caratteriale dall'infanzia fino al suo diventare uomo, con sbagli, conseguenze ed evoluzioni che sono resi con grande bravura che li fa sembrare estremamente realistici. Insomma, Margaret Lindholm ha davvero una rara capacità di raccontare storie in prima persona cogliendo perfettamente le sfumature di ogni più piccola reazione dei suoi personaggi e costringendo il lettore a sviluppare una forte empatia con loro. Questo tratto è sicuramente il punto forte della scrittura dell'autrice, quello che cattura, quello che fa chiudere un occhio con benevolenza su altri piccoli errori.
    Se la trama ristagna un po' all'inizio e si scioglie lentamente, appoggiandosi comodamente sui canoni del genere senza mai, però, allontanare definitivamente il lettore, nella seconda parte del libro riesce a dare il meglio, con intrighi di corte che lasciano sbalorditi per la loro inaspettata svolta.
    "L'apprendista assassino" presenta molto bene la saga e spinge immediatamente verso il suo seguito.

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