Assassin's Apprentice

(The Farseer Trilogy, Book 1)

By

Publisher: Spectra

4.3
(1789)

Language: English | Number of Pages: 356 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , Polish , French

Isbn-10: 0553374451 | Isbn-13: 9780553374452 | Publish date: 

Also available as: eBook , Mass Market Paperback , Hardcover , Others , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Young Fitz is the bastard son of the noble Prince Chivalry, raised in the shadow of the royal court by his father's gruff stableman. He is treated like an outcast by all the royalty except the devious King Shrewd, who has him sectetly tutored in the arts of the assassin. For in Fitz's blood runs the magic Skill--and the darker knowledge of a child raised with the stable hounds and rejected by his family. As barbarous raiders ravage the coasts, Fitz is growing to manhood. Soon he will face his first dangerous, soul-shattering mission. And though some regard him as a threat to the throne, he may just be the key to the survival of the kingdom.From the Paperback edition.
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  • 5

    La trilogia dei lungavista composta da “L’apprendista assassino”, “L’assassino di corte” e “Il viaggio dell’assassino”, segue la crescita del giovane protagonista Fitz attraverso gli anni dell'infan ...continue

    La trilogia dei lungavista composta da “L’apprendista assassino”, “L’assassino di corte” e “Il viaggio dell’assassino”, segue la crescita del giovane protagonista Fitz attraverso gli anni dell'infanzia e della adolescenza mostrandoci la storia del regno dei Sei Ducati attraverso le sue vicissitudini.
    Un abile scrittura , un linguaggio semplice ma capace di mostrare innumerevoli particolari e la ricostruzione di un medioevo realistico rendono la lettura sempre appassionante.
    L' esposizione in prima persona permette di vivere la storia e gli eventi dei Sei Ducati attraverso gli occhi di fitz, condividiamo pensieri ed emozioni per tutta la durata della storia.
    Le descrizioni sono accurate ma mai eccessive,
    I dialoghi  sono sempre scritti bene e funzionali, ottima l'idea di dare ai personaggi nomi descrittivi delle loro capacità e delle loro caratteristiche.
    Il ritmo è ben calibrato e miscelato da una buona dose di imprevedibilità che contribuisce a tenere alta la tensione.
    Le due forme di magia Lo Spirito e l'Arte sono ben inserite e originali.
    Una trilogia ottima , appassionante , coinvolgente , originale , da leggere.

    said on 

  • 4

    l'apprendista assassino

    L'apprendista assassino è il primo libro di una trilogia fantasy, che narra le vicende di FitzChevalier Lungavista, figlio bastardo dell'erede al trono Chevalier. A soli sei anni viene strappato dalle ...continue

    L'apprendista assassino è il primo libro di una trilogia fantasy, che narra le vicende di FitzChevalier Lungavista, figlio bastardo dell'erede al trono Chevalier. A soli sei anni viene strappato dalle, braccia della madre, di cui non ha nessun ricordo, e affidato alle cure dell'uomo del re, Burrich, che si dedica a lui come se si dedicasse ad un qualsiasi altro animale a lui affidato, con affetto ma con distacco. Il re Sagace, però, ha in serbo per lui un futuro da assassino, l'assassino del re, e il libro narra proprio l'apprendistato di questo ragazzino, che si trova a combattere non solo con chi a corte lo odia ma anche con i suoi sentimenti, combattuto tra l'usare o meno due poteri magici, l'arte, propria di tutti i reali, e lo spirito, temuto e disprezzato mediante cui riesce a instaurare rapporti con gli animali di cui sente i pensieri e i sentimenti.
    L'apprendista assassino non è un classico romanzo fantasy, con elfi e orchi, ma è un fantasy medievaleggiante, molto reale nella sua fantasia Il protagonista, un ragazzino di soli 6 anni che seguiamo nella sua crescita e nel suo apprendistato fino ai 14 anni, si trova davanti a scelte più grandi di lui, a causa del destino che il suo re ha deciso di riservargli. Ma accanto al re Sagace ci sono altri personaggi, tutti con influenze positive e/o negative sulla crescita di Fitz, a cominciare da Burrich, uomo solido e tutto d'un pezzo che ama gli animali di cui si occupa e allo stesso modo ama Fitz, di sui però ha timore, passando per Pazienza, regina moglie di Chevalier, che guardando Fitz ritrova il suo amato sposo, e vuole fare di Fitz la copia di Chevalier. L'unico che riesce a interagire senza tentare di influenzare Fitz, è Veritas, Principe dedito alla pratica dell'arte per salvare il suo popolo. Personaggi particolari ma ricchi di significato per la crescita di Fitz sono Umbra, l'assassino di Sagace che lo guida durante il suo apprendistato insegnandogli la sua arte, e il matto del re, che in silenzio protegge e consiglia Fitz.
    E' un romanzo ricco di descrizioni, sia ambientali sia dei sentimenti dei singoli personaggi, e per questo risulta un po' lento nella lettura, complice anche la lunghezza del romanzo, ma mai noioso. É avvincente nelle avventure di Fitz, nella descrizione dei pericoli che deve affrontare e nel sottile combattimento psicologico contro i suo avversari da cui continuamente deve guardarsi. Bello anche il rapporto che instaura con i vari animali, grazie al dono dello Spirito, soprattutto con i due cani, Nausuto che lo ha accompagnato nei primi giorni del suo arrivo a Castelcervo, e Ferrigno regalo della regina, che gli ha tenuto compagnia nei primi tempi del suo apprendistato, momento difficile per lui perché si ritrova da solo, con il solo appoggio del suo cagnolino.
    Lascia ovviamente aperte tante porte, ma è naturale visto che è il primo di una trilogia. Ed io sicuramente leggerò i due successivi romanzi, anche per chiarire il rapporto tra Fitz e il Matto, personaggio che è rimasto ai margini, ma che sicuramente avrà molta importanza nel proseguo della vita di Fitz.

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  • 4

    Primo libro Trilogia dei Lungavista

    Il Mondo dei Sei Ducati ricorda un mondo medievale, con qualche tocco di magia (L'Arte è una potente arma, simile alla Telepatia). In questo primo libro si assiste alla crescita e formazione del basta ...continue

    Il Mondo dei Sei Ducati ricorda un mondo medievale, con qualche tocco di magia (L'Arte è una potente arma, simile alla Telepatia). In questo primo libro si assiste alla crescita e formazione del bastardo Fitz figlio illeggittimo del principe Chevalier che viene "scaricato" dal patrigno che lo aveva cresciuto al Castello dove vive il re Sagace e i suoi figli. Gli insegnamenti per Fitz saranno un pò particolare e riguardano soprattutto l'omicidio. Prima parte più di formazione, seconda con più azione e intrighi di corte; le due parti più interessati sono legate una da i Pirati della Nave Rossa (terribile ciò che accade a Forgia), l'altra la spedizione presso le Montagne.
    Interessante e avvincente con il protagonista Fitz attanagliato da dubbi, in una zona mista tra bene e male. In attesa di leggere i prossimi.

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  • 3

    Trilogia dei Lungavista - Libro 1

    Un fantasy medievale in cui la magia non la fa da padrona. La narrazione è abbastanza lenta ma non noiosa, i personaggi sono numerosi e ben caratterizzati, non si può far a meno di affezionarsi ad alc ...continue

    Un fantasy medievale in cui la magia non la fa da padrona. La narrazione è abbastanza lenta ma non noiosa, i personaggi sono numerosi e ben caratterizzati, non si può far a meno di affezionarsi ad alcuni di loro. Il classico fantasy non mi fa impazzire ma questo libro presenta molte situazioni verosimili, è per questo che l'ho gradito. Per il momento abbandono Fitz Chevalier ragazzo, non so quando riprenderò le sue avventure, per me è un genere di lettura che va intervallata da altri libri.

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  • 5

    Semplicemente adorato

    A volte mi domando perché scopro certi libri così tardi
    poi però mi trovo a invidiare chi invece non l’ha ancora letto, perché la bellezza e la meraviglia del primo approccio una rilettura non te la p ...continue

    A volte mi domando perché scopro certi libri così tardi
    poi però mi trovo a invidiare chi invece non l’ha ancora letto, perché la bellezza e la meraviglia del primo approccio una rilettura non te la potrà mai ridare.
    Amore a prima vista per un libro che è di una linearità e semplicità disarmante ed è proprio questo il punto di forza della storia.
    Un libro scritto 20 anni fa ma che non sente minimamente i suoi anni.
    Leggerlo mi ha fatto tornare ragazzino, mi ha ricordato quelle classiche storie di avventura che da bambino adoravo. Divorato in 3 in giorni, mi ha isolato dal mondo e regalato quella estraneità che solo certi libri sanno dare, quella evasione che ti porta a viaggiare, vivere e soffrire con il protagonista. Ogni volta che leggevo ero con Fitz, a Castelcervo, al borgo, nei suoi primi viaggi , le sue scoperte, le sue meraviglie, le sue tante amarezze. A sperare ed odiare (dio che odio per Regal) con lui
    In un ambientazione medioevaleggiante, scritto in prima persona è appunto la storia di FITZ, figlio bastardo dell’erede al trono del regno dei 6 ducati che a 6 anni si trova a crescere a Castelcervo, allevato da Burrich capostalliere reale e amico fraterno del padre che non conoscerà mai, addestrato da Umbra per volere del nonno re a diventare assassino.
    Nel contorno la storia del regno, con miti e leggende bisbigliati, con una magia non troppo invasiva ma con un potenziale futuro immenso.
    La semplicità di questa citazione dice molto del libro.

    “Il mare era freddo, la notte era nera, e se avessi avuto un po’ di buonsenso anch’io avrei desiderato di essere altrove; ma c’è qualcosa in un ragazzo che prende le cose banalmente difficili e spiacevoli e le trasforma in una sfida personale, in un avventura”

    Leggere questo libro è stata un avventura, dalla prima all’ultima pagina,

    5 stelle non perché è un capolavoro.
    Non si avvicina all'intelligenza e alla crudezza delle cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin, non sfiora la poesia delle cronache dell’assassino del re di Rothfuss, non è nemmeno avvicinabile alla fantasia di Sanderson, non è epico come il libro dei caduti di Malazn di Eriksson e non è duro come Abercrombie. 5 stelle perché è un libro semplicemente bellissimo con un protagonista unico e una volta che sarete entrati nel racconto della sua vita sarà difficile uscirne.

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  • 4

    Avevo già letto in precedenza parte di questo libro, abbandonandolo...ho poi deciso di rileggerlo dall'inizio, e devo dire di essermi ricreduta sull'autrice e su questa saga. Mi piace lo stile dell'au ...continue

    Avevo già letto in precedenza parte di questo libro, abbandonandolo...ho poi deciso di rileggerlo dall'inizio, e devo dire di essermi ricreduta sull'autrice e su questa saga. Mi piace lo stile dell'autrice, descrittivo e analitico sui personaggi, che vengono fuori in modo molto caratteristico e umano. Il dipanarsi delle vicende segue un ritmo un po' blando, cosa che non piacerà a chi è magari in cerca di un libro dal ritmo più alto e rocambolesco...riesce però ad interessare ugualmente grazie ad una introspezione molto viva, che ipnotizza e che ti fa affezionare ai personaggi.
    Se posso trovare qualche difetto, probabilmente avrei speso qualche pagina in più sul finale, molto movimentato rispetto alla gran parte del libro, forse manca un po' di chiarezza...e l'uso della prima persona, che a mio gusto personale trovo limitante, e che in questo caso rende il tono del libro "adolescenziale", visto che si empatizza molto con Fitz. Ho trovato molto belle le descrizioni del legame di Fitz con gli animali...

    In attesa di leggere il 2° e capire come andrà a svilupparsi questa storia

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  • 4

    L'apprendista assassino racconta la storia dei primi 15 anni di vita, all'incirca, di Fitz, bastardo dell'erede al trono di Castelcervo. E' il primo libro della Trilogia del Lungavista, e si tratta di ...continue

    L'apprendista assassino racconta la storia dei primi 15 anni di vita, all'incirca, di Fitz, bastardo dell'erede al trono di Castelcervo. E' il primo libro della Trilogia del Lungavista, e si tratta di un fantasy abbastanza blando, mancando elementi quali la presenza di creature magiche, ma sono comunque presenti elementi magici.
    Ho amato molto questo libro, ma non è stato un'amore scoppiato fin dalle prime pagine, bensì questo è maturato con il passare dei capitoli. La narrazione all'inizio può sembrare lenta, anche se non noiosa, ma riflettendoci ciò è facilmente comprensibile considerando che la storia ripercorre la vita del protagonista anno per anno, dunque è normale che il ritmo non sia sempre frenetico e calzante. Ciò che mi ha fatto amare sempre di più questo meraviglioso libro è sicuramente la maestria con cui Robin Hobb, pseudonimo di Margaret Lindholm, descrive i personaggi del suo racconto. Tutti sono perfettamente caratterizzati, i dialoghi che si svolgono tra di loro non sono mai banali e la descrizione dei loro pensieri e stati d'animi è sempre molto umana ed empatica. Inoltre, Robin Hobb si esprime con grande padronanza della lingua, oltre alla riccehzza di termini impiegati usa sempre similitudini bellissime, e la sua scrittura è a tratti poetica. E' stato impossibile per me, dunque, non affezionarmi ai tantissimi personaggi che popolano il mondo di Robin Hobb, non innamorarmi delle meravigliose ambientazioni medievaleggianti delle terre dei Sei Ducati, e non lasciarmi appassionare dalle avventure e disavventure del giovane Fitz. Una nota negativa, purtroppo, è che il finale si conclude in modo un po' sbrigativo, addirittura con una soluzione un po' troppo "pacifica" tra i personaggi considerando quanto successo fino a poco prima. Come hanno fatto notare già alcuni, inoltre, mancano a volte dei riferimenti temporali, che rendono difficile capire se le pagine in questione sono ancora ambientate nella preadolescenza di Fitz, o se ci si è già addentrati nell'età dei 14/15 anni. Insomma questi pochi elementi, insieme al fatto che il libro non decolla immediatamente fin dalle prime pagine, mi hanno impedito di dargli 5, diciamo che sarebbe un 4.5.

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  • 2

    Per me il riassunto si concentra in pochissime righe: figlio bastardo allevato per anni alla carlona per circa metà libro (Dove onestamente non succede nulla di interessante) all'ormai cresciutello ra ...continue

    Per me il riassunto si concentra in pochissime righe: figlio bastardo allevato per anni alla carlona per circa metà libro (Dove onestamente non succede nulla di interessante) all'ormai cresciutello ragazzino sfigatissimo e odiatissimo al quale vengono impartite lezioni nascoste per diventare assassino per l'altra restante metà; così, proprio perché qualcosa dobbiamo pur fargli fare (continuando a tenere conto che anche qui non succede nulla che non ti aspetti). Mescoliamo il tutto con infinite e lunghissime descrizioni dei luoghi, mettiamoci le ultime venti pagine interessanti su 495, ed otteniamo il tutto.
    Ma la cosa che mi ha stupido di piú é il finale: dopo un attesa snervante nella speranza che la trama possa diventare avvincente, inizia a venire a galla l'intero intrigo e i reali nemici. Scoppia l'ambaradam, succede quello che non dovrebbe succedere, si rischia il finimondo e con una qualche riga finale si sistema tutto, ah okkei, grazie mille, noi si torna a casa, tutto sistemato, ci si becca in giro eh?
    Stai scherzando vero?

    said on 

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