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Assassinio a Amsterdam

I limiti della tolleranza e il caso di Theo Van Gogh

Di

Editore: Einaudi

3.5
(17)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 233 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806187201 | Isbn-13: 9788806187200 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Mobiglia

Genere: History , Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
Il 2 novembre 2004 un olandese di origine marocchina uccide nel pieno centro di Amsterdam con un coltello e in nome del Corano il regista Theo Van Gogh. Era "colpevole" - lui e la sceneggiatrice somala Ayaan Hirsi Ali - di aver girato un film ritenuto blasfemo per l'Islam. Per Buruma è un brutale punto di svolta che segna la crisi di un modello di integrazione - il multiculturalismo - in un Paese che vantava di essere un bastione della tolleranza, che aveva accolto turchi, marocchini, siriani, iraniani, egiziani, cinesi. Dopo quel gesto la crisi politica e identitaria è stata gravissima e ha dato voce a chi urlava che l'Islam è "una religione arretrata", i musulmani "un popolo di bruti", e che non è tollerabile accettare una cultura che tramanda pratiche inaccettabili e violenze. Ma è possibile azzerare le culture di provenienza costringendo gli immigrati ad adeguarsi agli standard culturali occidentali in una sorta di integrazione forzata? Secondo Ian Buruma, tutto ciò è impossibile. E questa presa di posizione è all'origine di uno scontro tra intellettuali di diversa estrazione che ha preso toni di dimenticata durezza. Ma che la lettura di questo libro può collocare nella giusta prospettiva.
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  • 3

    Murder in Amsterdam. The Death of Theo Van Gogh and The Limits of Tolerance 2006

    2006 Jan Buruma. Einaudi Editore, "Stile Libero", giugno 2007. Traduzione di Santina Mobiglia.


    Ultima di copertina: << La convivenza tra Islam e Occidente è davvero possibile ? Esce il libro che ha scatenato sui quotidiani di tutto il mondo una violenta polemica, cui hanno parteci ...continua

    2006 Jan Buruma. Einaudi Editore, "Stile Libero", giugno 2007. Traduzione di Santina Mobiglia.

    Ultima di copertina: << La convivenza tra Islam e Occidente è davvero possibile ? Esce il libro che ha scatenato sui quotidiani di tutto il mondo una violenta polemica, cui hanno partecipato, oltre a Jan Buruma, Timothy Garton Ash e Mario Vargas Llosa>>. Il 2 Novembre 2004 un olandese di origine marocchina uccide nel centro di Amsterdam con un coltello e in nome del Corano il regista Theo Van Gogh. Era "colpevole" lui e la sceneggiatrice somala Ayan Hirsi Ali , di aver girato un film considerato blasfemo per l' Islam. Per Buruma è un brutale punto di svolta che segna la crisi di un modello di integrazione-il multiculturalismo-in un paese che vantava di essere un baluardo della tolleranza. Che aveva accolto turchi, marocchini, siriani, iraniani, egiziani, cinesi. Dopo quel gesto la crisi politica è stata gravissima e ha dato voce a chi gridava che " L'Islam è una religione arretrata", i musulmani "un popolo di bruti", e che non è tollerabile accettare una cultura che tramanda pratiche inaccettabili e violenze. Ma è possibile azzerare le culture di provenienza costringendo gli immigrati ad adeguarsi agli standard culturali occidentali in una sorta di integrazione forzata ? Queste le domande che il libro pone: domande e risposte difficili, alle quali occorre dare una risposta e anche presto. Mi auguro che la risposta sia, almeno in Olanda, e come Jan Buruma vorrebbe, una risposta di dialogo . In Olanda, perchè in Italia la vedo dura.

    ha scritto il 

  • 3

    è la seconda volta che affronto la lettura di un volume di buruma; ed è la seconda volta che, alla fine, ne rimango deluso. la sua scrittura è assai coinvolgente; la ricerca, in grado di fondere assieme l'inchiesta giornalistica con la storia delle idee e della cultura, presenta numerosi ed inter ...continua

    è la seconda volta che affronto la lettura di un volume di buruma; ed è la seconda volta che, alla fine, ne rimango deluso. la sua scrittura è assai coinvolgente; la ricerca, in grado di fondere assieme l'inchiesta giornalistica con la storia delle idee e della cultura, presenta numerosi ed interessanti dati. tuttavia, l'impressione finale è che ad un così elaborato piano non corrispondano conclusioni forti, chiare e condivisibili. e francamente il volume non ha contribuito a fugare dubbi sulla particolarità del "caso olandese".

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro molto interessante racconta l’assassinio avvenuto ad Amsterdam nel 2004 di Theo Van Gogh, regista “blasfemo” di “Sottomessa” (sceneggiato da Ayaan Hirsi Ali, autrice del libro “Non sottomessa”), da parte di un fanatico fondamentalista olandese di origine marocchina; ma è soprattutto ...continua

    Questo libro molto interessante racconta l’assassinio avvenuto ad Amsterdam nel 2004 di Theo Van Gogh, regista “blasfemo” di “Sottomessa” (sceneggiato da Ayaan Hirsi Ali, autrice del libro “Non sottomessa”), da parte di un fanatico fondamentalista olandese di origine marocchina; ma è soprattutto un reportage dell’Olanda contemporanea alle prese con la crisi del suo modello multiculturale. Le cose che racconta Buruma sarebbero potute accadere (accadranno?) in qualsiasi parte d’Europa che è alle prese con una forte minoranza immigrata, in specie musulmana. Il tema è molto difficile, controverso e anche inquietante.
    Un libro che fa molto riflettere, che pone più interrogativi che soluzioni da percorrere.

    ha scritto il