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Assassinio a Prado del Rey

e altre storie sordide

Di

Editore: Feltrinelli

3.2
(134)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8807702088 | Isbn-13: 9788807702082 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Hado Lyria

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Pepe Carvalho è sempre il migliore. Anche quando viene chiamato a Madrid, città dove il nostro detective non riesce mai a dormire, a sciogliere l’enigma del decesso di Arturo Araquistain, trovato morto con un mazzetto di viole nella patta aperta. Un delitto a sfondo sessuale? Ma tutto questo avviene a Prado del Rey, gli studi storici della Televisione spagnola, e molti suppongono che si tratti di una vendetta nella guerra per le ambite poltrone del nuovo potere. Carvalho scoprirà ben di più: politici socialisti, giovani bande musicali, emarginati, scrittori falliti o maltrattati e una ragazza di rara e prepotente bellezza mostrata nuda fin troppe volte sul piccolo schermo daranno colore e verità a un racconto di rara perfezione. E poi: una colombiana assassinata nell’“Up and Down”, il club dei nuovi arricchiti barcellonesi, pieno di snob e di cafoni; un sociologo sessuale che ingaggia Carvalho per chiarire la morte di una cubista che trasgredisce le leggi della morale comune e soprattutto quelle della propria famiglia, ricca e bempensante. E, per finire, una storia amara come poche, di amore e disamore, con sette cadaveri, una ragazza in vendita che tenta di redimersi con lo studio, due vecchi, un principe sordido, un cane color cannella. Nessuno si redime, nessuno si salva, e Carvalho cena con sempre maggior disincanto insieme al vecchio amico Fuster, lassù a Vallvidrera.
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  • 1

    Non fa per me una raccolta di racconti che sguazzano nel torbido.
    Non fanno per me i gialli che sembrano risolversi da soli, alla fine, senza un’indagine che si sviluppi lungo un percorso logico e senza intuizioni suffragate ex post o ex ante da prove e /o indizi.
    E non mi sono sembra ...continua

    Non fa per me una raccolta di racconti che sguazzano nel torbido.
    Non fanno per me i gialli che sembrano risolversi da soli, alla fine, senza un’indagine che si sviluppi lungo un percorso logico e senza intuizioni suffragate ex post o ex ante da prove e /o indizi.
    E non mi sono sembrati nemmeno quei gialli in cui l’investigazione sul delitto è in definitiva solo un pretesto per raccontare fatti storici, ricordi, ambienti e modi di vivere, o per “ricamare” sui personaggi, siano essi seriali, comprimari o comparse.
    Non fa per me uno stile che si estrinseca quasi esclusivamente nella narrazione al presente e che cerca sporadicamente di ottenere qualche increspatura dei piani temporali con i verbi al passato, sì, ma prossimo.
    Non avevo mai letto prima niente di questo autore, ma dopo questo primo approccio ho davvero l’impressione che non faccia per me (pur con la consapevolezza che una sola raccolta di racconti non può essere sufficiente ad esprimere pareri categorici) !

    ha scritto il 

  • 3

    Raccolta di racconti minori aventi per protagonista Pepe Carvalho, che però curiosamente vanta il più bell'incipit di tutta la serie dell'investigatore catalano. Pecca principale: nel descrivere la preparazione del pesto, Pepe dimentica il pecorino.

    ha scritto il 

  • 3

    il sottotitolo "sordido" calza a pennello ai 4 racconti che compongono il libro. I primi due, Assassinio a prado del rey e appuntamento mortale all'up & down non eccezionali sicuramente non il meglio della produzione di Montalban. Gli ultimi due invece jordi anfruns sociologo sessuale ed il segno ...continua

    il sottotitolo "sordido" calza a pennello ai 4 racconti che compongono il libro. I primi due, Assassinio a prado del rey e appuntamento mortale all'up & down non eccezionali sicuramente non il meglio della produzione di Montalban. Gli ultimi due invece jordi anfruns sociologo sessuale ed il segno di zorro val la pena leggerli, parlano dell'ingenuità e dell'ipocrisia, della solitudine del rifiuto e dell'odio.

    ha scritto il 

  • 4

    Causa due figli piccoli e lavoro impegnativo in zona periferica era un po' di tempo che non entravo in libreria per curiosare con calma... che gioia quando ho scoperto un libro "nuovo" di Carvalho!!! E come sempre Montalban non mi ha deluso. Bello!!

    ha scritto il 

  • 1

    Ma quanti paroloni.

    Ci sto mettendo tanta fatica a leggere questo libro, che ho scelto seguendo il consiglio di Camilleri su Montalban, ma è davvero dispersivo e pieno di paroloni di cui spesso non conosco il significato. Non esiste la suspance ma in compenso può essere un ottimo libro da cucina.
    Ha però il pr ...continua

    Ci sto mettendo tanta fatica a leggere questo libro, che ho scelto seguendo il consiglio di Camilleri su Montalban, ma è davvero dispersivo e pieno di paroloni di cui spesso non conosco il significato. Non esiste la suspance ma in compenso può essere un ottimo libro da cucina.
    Ha però il pregio di voler essere un giallo tramite il quale l'autore disegna la vita nel suo paese post franchista. Forse per leggerlo bisognerebbe metterci un'attenzione storica e non cercare la suspance che uno di solito cerca nei gialli.

    ha scritto il 

  • 4

    Una bellissima raccolta di storie sordide

    Pepe Carvalho, e in realtà quasi tutti i protagonisti di Vazquez Montalbán, hanno una delle qualità che mi sembra più apprezzabile, negli esseri umani prima ancora che nei personaggi letterari: un misto di malinconico cinismo, di chi ha vissuto e visto abbastanza per perdere ogni illusione sui pr ...continua

    Pepe Carvalho, e in realtà quasi tutti i protagonisti di Vazquez Montalbán, hanno una delle qualità che mi sembra più apprezzabile, negli esseri umani prima ancora che nei personaggi letterari: un misto di malinconico cinismo, di chi ha vissuto e visto abbastanza per perdere ogni illusione sui propri simili - e quindi anche su di sé - o su quanto possano essere realistici e credibili i sogni individuali o le ideologie collettive di liberazione; eppure partecipa, si commuove davanti alla debolezza degli uomini e continua a credere nel dovere di fare qualcosa per alleviarla.
    Non saprebbe neppure come farne a meno, non è progettato per vedere altri comportamenti possibili; ma se qualcuno gli dicesse che è un romantico si metterebbe a ridere, prima di mandarlo via a pedate.
    Non so dirlo bene come vorrei, però questo mi sembra il grado più alto della consapevolezza che possiamo raggiungere. E quando s’incontra qualcuno così non lo si può far sfuggire.

    ha scritto il 

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