Assassino senza volto

Le inchieste del commissario Wallander 1

Di

Editore: Marsilio (Tascabili maxi)

3.6
(2502)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 366 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese , Sloveno , Norvegese , Svedese , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 883170639X | Isbn-13: 9788831706391 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Puleo

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Serie: Le inchieste del commissario Wallander - 1

Una giornata di gennaio, in un paese della Svezia, un contadino scopre che i suoi vicini, una coppia di vecchi contadini, sono stati assaliti e picchiati barbaramente. Incredulo di fronte a tanto sangue, avverte la polizia. Kurt Wallander accorre subito alla chiamata della centrale e quello che vede è peggio di quanto avesse immaginato. L'uomo è stato torturato e colpito fino alla morte, la donna è ancora viva e anche lei vittima di una violenza senza ragione. Prima di morire sussurra le sue ultime parole: "Straniero, straniero". Basta una fuga di notizie e i cittadini organizzano una caccia all'uomo. Wallander deve arginare la loro determinazione a farsi giustizia da soli, ma presto scoprirà anche che l'uomo ucciso conduceva una doppia vita.
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  • 3

    Grande scrittore

    Primo libro della serie del commissario Wallander. Il giallo in sè non era male, ma è la scrittura di questo scrittore che è entusiasmante. Da leggere assolutamente "Scarpe italiane" dello stesso auto ...continua

    Primo libro della serie del commissario Wallander. Il giallo in sè non era male, ma è la scrittura di questo scrittore che è entusiasmante. Da leggere assolutamente "Scarpe italiane" dello stesso autore.

    ha scritto il 

  • 1

    Non leggerò più nulla di Mankell. Noioso, storia inconsistente. Ogni snodo del romanzo arriva dopo che il protagonista ha avuto "una strana sensazione"... non regge una storia di trecento pagine sulle ...continua

    Non leggerò più nulla di Mankell. Noioso, storia inconsistente. Ogni snodo del romanzo arriva dopo che il protagonista ha avuto "una strana sensazione"... non regge una storia di trecento pagine sulle strane sensazioni! Il protagonista che passa per eroe dolente e compassionevole ma che molesta (il giorno dopo son mazzi di fiori!) la donna che nella 'sua' fantasia lo salverà dalla sua solitudine. Bocciato!

    ha scritto il 

  • 3

    Lettura nel complesso piacevole, anche se sinceramente non riesco a spiegarmi la scelta dell'autore di risolvere quasi frettolosamente il giallo nelle ultime 20/30 pagine (tra l'altro grazie a indizi ...continua

    Lettura nel complesso piacevole, anche se sinceramente non riesco a spiegarmi la scelta dell'autore di risolvere quasi frettolosamente il giallo nelle ultime 20/30 pagine (tra l'altro grazie a indizi che saltano improvvisamente fuori dal nulla per una intuizione di Wallander), facendoci girare a vuoto durante tutta la lettura del libro. Tre stelline (e mezzo) per i personaggi, davvero ben caratterizzati.

    ha scritto il 

  • 3

    Ha sido una relectura que he disfrutado porque apenas recordaba el libro y ciertos detallitos me han sorprendido. Es un libro muy ágil que no se extiende en descripciones ni divagaciones y abundan los ...continua

    Ha sido una relectura que he disfrutado porque apenas recordaba el libro y ciertos detallitos me han sorprendido. Es un libro muy ágil que no se extiende en descripciones ni divagaciones y abundan los diálogos.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo lo reputo un bel giallo, scritto in modo scorrevole e semplice. Wallander e' un personaggio tipo Colombo, tutto sbandato e per i cavoli suoi con un fiuto fantastico per i casini e allo stesso t ...continua

    Questo lo reputo un bel giallo, scritto in modo scorrevole e semplice. Wallander e' un personaggio tipo Colombo, tutto sbandato e per i cavoli suoi con un fiuto fantastico per i casini e allo stesso tempo per i delitti. Ti prende fino alla fine.
    vole

    ha scritto il 

  • 3

    Non eccezionale, anche se si fa leggere. Ricorda vagamente la Signora della Domenica di Fruttero&Lucentini. Per me resterà l'unica avventura del commissario Kurt Wallander. Però devo ammettere che il ...continua

    Non eccezionale, anche se si fa leggere. Ricorda vagamente la Signora della Domenica di Fruttero&Lucentini. Per me resterà l'unica avventura del commissario Kurt Wallander. Però devo ammettere che il finale non è scontato.

    ha scritto il 

  • 1

    Deprimente

    Non dubito sia un effetto voluto, ma lo svolgimento della storia, gli ambienti in cui si muovono i personaggi, il tono delle descrizioni e soprattutto il protagnista lasciano una tristezza che a volte ...continua

    Non dubito sia un effetto voluto, ma lo svolgimento della storia, gli ambienti in cui si muovono i personaggi, il tono delle descrizioni e soprattutto il protagnista lasciano una tristezza che a volte è addirittura difficile togliersi di dosso. Non parlo di romantica malinconia, ma proprio di un senso di pesantezza che ingrigisce tutta la giornata e deprime l'umore, quindi non sono riuscita ad andare oltre i primi capitoli.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Delusioneeeeeee - ATTENZIONE SPOILER DEL FINALE

    Mi stava piacendo enormemente quand'ecco, poche pagine dall'epilogo che già pregustavo, la delusione di una soluzione banale e imprevedibile perché non preannunciata da nessun indizio, due delinquenti ...continua

    Mi stava piacendo enormemente quand'ecco, poche pagine dall'epilogo che già pregustavo, la delusione di una soluzione banale e imprevedibile perché non preannunciata da nessun indizio, due delinquenti comuni che rapinano e uccidono vecchietti, ma comeeee? questo dovrebbe essere un giallo, non un telefilm poliziesco! un minimo di attinenza alle prove no, eh? e il testamento scomparso? e l'eredità? e i figli illegittimi? e il cavallo? persino in CSI si sforzano di più. No, mi dispiace, mi ha deluso proprio.

    ha scritto il 

  • 3

    Kurt Wallander esordisce in questo romanzo già raccogliendo su di sé una specie di summa delle disgrazie che possono investire il poliziotto (o l’investigatore privato) dall’esistenza traballante. Il ...continua

    Kurt Wallander esordisce in questo romanzo già raccogliendo su di sé una specie di summa delle disgrazie che possono investire il poliziotto (o l’investigatore privato) dall’esistenza traballante. Il nostro è uno sbirro di provincia con una moglie che se n’è appena andata a vivere assieme a un altro, la figlia sbandata non si sa dove dopo un tentativo di suicidio, gli amici di un tempo ormai lontani, un padre senile a cui badare e, come conseguenza, una dipendenza dal cibo spazzatura e da quell’alcool che gli allievia la solitudine, ma lo spinge anche a comportamenti disdicevoli. Gli restano la passione per la musica lirica e, soprattutto, il lavoro in cui si tuffa costringendosi (e costringendo i suoi colleghi) a maratone faticosissime che però aiutano anche il lettore a sintonizzarsi meglio con un personaggio che, proprio a causa dell’esagerata catena di sfighe da novello Giobbe, non risulta particolarmente simpatico (anche perché finisce per piangersi addosso un po’ troppo). Per fortuna del lettore – e sfortuna delle vittime – appena dopo Capodanno gli capitano fra i piedi due delitti: la brutale uccisione di due anziani contadini nella loro fattoria isolata e l’omicidio di un immigrato appena fuori da un campo profughi. Gli assassinii potrebbero essere collegati oppure no, in ogni caso la macchina della polizia di Ystad si mette in moto e, tra una cantonata e l’altra, si riesce a sbrogliare la seconda matassa mentre la prima richiederà mesi, pazienza e una certa dose di fortuna per giungere alla conclusione più ovvia. I colpi di scena in un certo senso ‘ex machina’ sono una costante dei tre romanzi dedicati a Wallander letti finora e in tutti i casi rappresentano la principale causa di una certa insoddisfazione per lo sviluppo della vicenda, che ne viene all’improvviso forzata - a meno che Mankell non voglia dirci che il suo è si un poliziotto coscienzioso e quasi maniacale sul lavoro, ma anche incapace di particolari colpi di genio. In ogni caso, a rimetterci è la qualità dell’investigazione in senso stretto, tanto che si fanno preferire le descrizioni ambientali e, quando non viene calcata troppo la mano, le ambasce del protagonista. Il passo lento che lo scrittore dà alla narrazione ben si confà all’ambientazione in una Svezia dove il clima freddo e la pace sociale creano una patina di uniformità che nasconde fratture che non si vogliono vedere (anche se i pistolotti sul ‘dove andremo a finire?’ sono troppi e non solo in questo libro); inoltre risulta ben caratterizzata la narrazione della routine poliziesca, con l’entrata in scena del ristretto gruppo di comprimari che si svilupperà nei libri successivi. Questo procedere frenato conferisce alla scrittura un ritmo ben preciso da cui scaturisce, un po’ a sorpresa, una sorta di coinvolgimento che spinge ad andare avanti anche laddove non succede nulla se non tentativi a vuoto e inciampi nella vita quotidiana: l’effetto che ne discende non è facile da spiegare, ma, malgrado Wallander a volte faccia esaurire la dotazione di pazienza e dallo sviluppo giallo in sé nasca qualche dubbio, al buon Kurt e alla sua piccola stazione di polizia si finisce sempre per tornare.

    ha scritto il 

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