Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Assassino senza volto

Di

Editore: Marsilio

3.6
(2368)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese , Sloveno , Norvegese , Svedese , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8831730789 | Isbn-13: 9788831730785 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Puleo

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace Assassino senza volto?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
La prima inchiesta del commissario Wallander

Sulle tracce di un assassino che colpisce con inaudita violenza, il commissario Kurt Wallander deve fare i conti anche con chi ha deciso di farsi giustizia da sé. Una fredda giornata di gennaio poco prima dell’alba, in un paese del sud della Svezia, un contadino scopre che i suoi vicini, una coppia di vecchi contadini come lui, sono stati assaliti e picchiati barbaramente. Basta una fuga di notizie e comincia la caccia all'uomo. I cittadini non si fidano della polizia, preferiscono organizzare da sé la loro sicurezza e la loro vendetta: Kurt Wallander deve ora arginare la loro determinazione a farsi giustizia da soli, ma scoprirà presto che la vittima barbaramente trucidata conduceva in realtà una doppia vita...
Ordina per
  • 1

    Alle prevedibili caratteristiche di buona creanza, reddito certo e costumi morigerati richieste agli aspiranti fidanzati delle giovani donne della mia generazione, la mia famiglia aggiungeva le pretes ...continua

    Alle prevedibili caratteristiche di buona creanza, reddito certo e costumi morigerati richieste agli aspiranti fidanzati delle giovani donne della mia generazione, la mia famiglia aggiungeva le pretese della mia adorabile e temutissima nonnetta.
    La Nonna aveva infatti idee precisissime sull'importanza dell'avvenenza umana, specie se riferita ad aspiranti generi o a qualunque maschio aspirasse ad entrare nella sua famiglia per via di matrimonio con una delle sue nipoti, giudicate tutte -imparzialmente- bellissime.
    La sua personale religione domestica, della quale era custode unica e inflessibile, vietava alle nipoti la riproduzione mediante copula con i brutti, per l'ovvio motivo che ciò avrebbe portato alla nascita di poveri infelici, rivelandosi alla fine come una forma esecrabile di egoismo e di noncuranza verso il costante miglioramento della razza umana, o almeno della parte di essa posta sotto la sua giurisdizione.
    Va rilevato che codeste regole non riguardavano i nipoti nei confronti dei quali praticava il più assoluto disinteresse, così pervenendo ad una curiosa e irripetibile sintesi di matrilinearità di sapore ebraico e di una eugenetica che forse sarebbe parsa eccessiva persino ad Adolf Hitler.

    Come ogni sacerdote che si rispetti, la Nonna rivelava però talvolta un'inaspettata indulgenza verso taluni sbandamenti nipoteschi per giovanotti non proprio di boutique, dei quali non disconosceva l' l'attrattività animalesca. Si mostrava cioè incline ad accettare quelle smagliature in ordine alla buona creanza, al reddito certo e ai costumi morigerati che non di rado si accompagnano ai più significativi portatori di testosterone, almeno in età giovanile, e possono essere indizio di una qualche personalità futura; così ponendosi in aperto contrasto con l'anima piccolo borghese del comitato delle zie e rendendo di fatto ogni presentazione di aspirante fidanzato un evento dagli imprevedibili sviluppi.
    Fu così che il giorno che la prima delle mie cugine, attualmente al terzo matrimonio, si risolse a mostrare tale Giancarlo -di modesto ma non sgradevole aspetto, modesta ma non aleatoria retribuzione e modeste ma non scandalose maniere- la Nonna pose una pietra tombale sulla accurata ma cordiale soppesatura delle modestie operata dalla famiglia, sentenziando col tono sconsolato di chi è costretto a constatare il proprio fallimento pedagogico: “Ma che ci troverà di interessante? Non è neanche un delinquente!”

    E' evidente che Ingmar Bergman, suocero di codesto scrittore, non ha conosciuto mia nonna.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo della serie Kurt wallander

    Avevo iniziato la serie anni fa, senza tener conto dell'ordine cronologico, affascinata più dal giallo che dalla figura dell'ispettore.
    Leggere il primo capitolo mi ha ...continua

    Primo della serie Kurt wallander

    Avevo iniziato la serie anni fa, senza tener conto dell'ordine cronologico, affascinata più dal giallo che dalla figura dell'ispettore.
    Leggere il primo capitolo mi ha aiutato a capire alcuni tratti del suo carattere

    ha scritto il 

  • 5

    assassino senza volto

    Con Mankell ho scoperto un mondo. Un mondo fantastico. Crudo, bestiale a tratti, romantico e nostalgico il più delle volte. Ho letto molti gialli nella mia se pur giovane vita. Ho letto molti scrittor ...continua

    Con Mankell ho scoperto un mondo. Un mondo fantastico. Crudo, bestiale a tratti, romantico e nostalgico il più delle volte. Ho letto molti gialli nella mia se pur giovane vita. Ho letto molti scrittori di gialli ma posso affermare con fermezza e palese logica che Mankell è il migliore tra tanti.
    Questa suo primo romanzo, tra l'altro, secondo me è il migliore.
    Un po diverso dagli altri. Più semplice, meno cervellotico. Dove l'indagine (di per se difficile) mi mischia ai pensieri teneri e nostalgici del protagonista. Un protagonista vero. Una persona vera. Il mio vero e umano eroe.
    Kurt Wallander è in ognuno di noi.

    ha scritto il 

  • 0

    Io ho scoperto anni fa Mankell con "Scarpe italiane". Poi ho letto altre cose, sempre estranee alla serie di inchieste del commissario Wallander e comunque successive a questo suo primo libro. Altro l ...continua

    Io ho scoperto anni fa Mankell con "Scarpe italiane". Poi ho letto altre cose, sempre estranee alla serie di inchieste del commissario Wallander e comunque successive a questo suo primo libro. Altro livello, indubbiamente. Ma anche l'autore l'ha scritto parecchi anni dopo, da scrittore più maturo. Ciò nondimeno, sarò di bocca buona, ma ho letto questa prima inchiesta con piacere. Si fa leggere, è avvincente, anche se non così sfaccettata come ti aspetteresti. La figura del commissario, poi, è molto umana, vera nella sua tristezza, nelle sue insicurezze nella sua crisi di uomo "abbandonato". E quindi credibile. I desolati paesaggi nordici che fanno da sfondo, infine, esercitano su di me un fascino assolutamente irresistibile.

    ha scritto il 

  • 2

    Un giallo classico

    Non sono una lettrice di gialli, ma ho letto questo libro -primo della serie del commissario Wlallander- perché avevo già letto "Scarpe italiane" di quest'autore e ne ero rimasta affascinata. Un roman ...continua

    Non sono una lettrice di gialli, ma ho letto questo libro -primo della serie del commissario Wlallander- perché avevo già letto "Scarpe italiane" di quest'autore e ne ero rimasta affascinata. Un romanzo introspettivo, lucido, una scrittura di rara pulizia e bellezza. Questo giallo, tuttavia, non mi ha esaltata: pieno di retorica, buoni sentimenti, stereotipi, lo vedo ancora lontano dal Mankell che ha scritto Scarpe italiane 20 anni dopo. Do comunque la sufficienza poiché la scrittura è già piacevole e sono arrivata fino alla fine, seppure senza entusiasmo.

    ha scritto il 

  • 3

    Nuova consapevolezza

    Probabilmente il genere "nordico" ha capito che troppo politically correct alla lunga annoia. E così il tema immigrati e immigrazione entra a pieno titolo nelle trame dei romanzi provenienti da quella ...continua

    Probabilmente il genere "nordico" ha capito che troppo politically correct alla lunga annoia. E così il tema immigrati e immigrazione entra a pieno titolo nelle trame dei romanzi provenienti da quella zona, o lì ambientati. Niente di male né di sbagliato, visto anche ciò che sta succedendo anche in quelle nazioni. Però rimane sempre tutto un po' distaccato e lontano. Un libro piacevole ma non troppo coinvolgente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Interessante giallo con protagonista il commissario Wallander.
    E' stato il mio battesimo per questo genere, devo ammettere che mi ha intrigato, anche se nel mezzo si è un pò perso con l'apertura dell' ...continua

    Interessante giallo con protagonista il commissario Wallander.
    E' stato il mio battesimo per questo genere, devo ammettere che mi ha intrigato, anche se nel mezzo si è un pò perso con l'apertura dell'altro caso; ma mi è piaciuta la risoluzione, è scorrevole e ci ha lasciato quel mistero irrisolto che ci tormenterà all'infinito.

    ha scritto il 

  • 3

    Assassino senza volto

    Mio primo libro di questo scrittore svedese.
    Interessante il personaggio del commissario e lì'indagine (che sono in effetti due distinte).
    Consigliato.

    ha scritto il 

Ordina per