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Assassino senza volto

Di

Editore: Marsilio

3.6
(2402)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese , Sloveno , Norvegese , Svedese , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8831730789 | Isbn-13: 9788831730785 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Puleo

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
La prima inchiesta del commissario Wallander

Sulle tracce di un assassino che colpisce con inaudita violenza, il commissario Kurt Wallander deve fare i conti anche con chi ha deciso di farsi giustizia da sé. Una fredda giornata di gennaio poco prima dell’alba, in un paese del sud della Svezia, un contadino scopre che i suoi vicini, una coppia di vecchi contadini come lui, sono stati assaliti e picchiati barbaramente. Basta una fuga di notizie e comincia la caccia all'uomo. I cittadini non si fidano della polizia, preferiscono organizzare da sé la loro sicurezza e la loro vendetta: Kurt Wallander deve ora arginare la loro determinazione a farsi giustizia da soli, ma scoprirà presto che la vittima barbaramente trucidata conduceva in realtà una doppia vita...
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  • 3

    Mi aspettavo di meglio. Non è male - interessante l'ambientazione, interessanti i risvolti sociopolitici - ma non mi ha preso. La scrittura è abbastanza sciatta e benché l'autore ce l'abbia messa tutt ...continua

    Mi aspettavo di meglio. Non è male - interessante l'ambientazione, interessanti i risvolti sociopolitici - ma non mi ha preso. La scrittura è abbastanza sciatta e benché l'autore ce l'abbia messa tutta per caratterizzare il suo protagonista dandogli un background e un tentativo di spessore psicologico, non sono riuscita ad affezionarmi a Wallander. Gli altri saranno meglio? Non so se ho voglia di provare.

    ha scritto il 

  • 2

    16-2015

    Dopo qualche anno dall'ultima lettura di Mankell ("Il cinese", letto di questi tempi nel 2011) sono andato a leggere il primo libro in cui fece la sua comparsa il commissario Kurt Wallander. Delusione ...continua

    Dopo qualche anno dall'ultima lettura di Mankell ("Il cinese", letto di questi tempi nel 2011) sono andato a leggere il primo libro in cui fece la sua comparsa il commissario Kurt Wallander. Delusione! Lento, poco appassionante, incapace di creare suspance o un minimo di climax finale.... Per fortuna in alcuni dei suoi successivi lavori con Wallander protagonista (es "La quinta donna") Mankell è riuscito a migliorare sia i tempi che i personaggi. Assassino senza volto invece è una "prima volta" di cui si può tranquillamente fare a meno.

    ha scritto il 

  • 4

    Quello che mi ha colpito positivamente in questo libro è la figura del protagonista, il detective Kurt Wallander. La sua umanità è un qualcosa che è riuscito a conquistare la mia simpatia in maniera f ...continua

    Quello che mi ha colpito positivamente in questo libro è la figura del protagonista, il detective Kurt Wallander. La sua umanità è un qualcosa che è riuscito a conquistare la mia simpatia in maniera forse più profonda rispetto ad altri investigatori di carta, magari più blasonati ma forse un tantino più stereotipati (senza per questo essere meno validi). Un essere umano, un uomo, che sbaglia, che piange e che si ritrova, tra una pagina e l'altra, ad essere lo "sfigato" di turno.

    ha scritto il 

  • 3

    piacevole

    thriller dell'ormai fiorente filone svedese, lontano anni luce dalla spontaneità della Lackberg e dalla maestria di Larsoon, ma piacevole nella scrittura e scorrevole nella trama. diverse cose irrisol ...continua

    thriller dell'ormai fiorente filone svedese, lontano anni luce dalla spontaneità della Lackberg e dalla maestria di Larsoon, ma piacevole nella scrittura e scorrevole nella trama. diverse cose irrisolte che spero siamo riprese nei libri seguenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo incontro con il commissario Kurt Wallander: sarà la traduzione, chissà, ma non mi ha preso. I personaggi bevono ettolitri di caffè e non sono molto definiti, nè interessanti.La storia vale poco, ...continua

    Primo incontro con il commissario Kurt Wallander: sarà la traduzione, chissà, ma non mi ha preso. I personaggi bevono ettolitri di caffè e non sono molto definiti, nè interessanti.La storia vale poco, due delitti diversi senza nulla in comune. un commissario sciatto e provolone. tuttavia il successo della serie è tale da farmi pensare che i volumi successivi possano essere meglio.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Pessimo

    Uno dei peggiori libri che abbia mai letto, terminato solo perché la firma è la stessa di "Prima del Gelo", di parecchie misure superiore. Il primo caso di Wallander può essere interessante solo per c ...continua

    Uno dei peggiori libri che abbia mai letto, terminato solo perché la firma è la stessa di "Prima del Gelo", di parecchie misure superiore. Il primo caso di Wallander può essere interessante solo per chi vuole conoscere approfonditamente Mankell decidendo così di affrontare il primo capitolo. Si tratta purtroppo di un poliziesco di bassa fattura con un buon inizio avvincente; un delitto particolarmente violento attira le attenzioni del corpo di polizia locale. Wallander in particolare si distinguerà per lo zelo nel voler scoprire la verità e tra errori procedurali e fallimenti personali si imbatte in un secondo caso. A questo punto la narrativa diventa ondivaga : l'ulteriore omicidio dà spunto ad una lunga ed inutile digressione sui problemi sociali di una Svezia in rapido cambiamento. Se si aggiunge il fatto che i due omicidi non hanno alcuna attinenza, e che le riflessioni socio politiche hanno il sopravvento sulle indagini , non si può certo definire coinvolgente la lettura. La soluzione, quando arriva, non interessa, anche perché viene fuori in maniera improvvisa, senza colpi di scena e , cosa assai più grave, senza dare al lettore la possibilità di inutirla perché lo scrittore non mette a disposizione gli stessi elementi a conoscenza dell'investigatore. Refusi inaccettabili, errori di sintassi , e ripetizioni di vocabolario sono la spia di un disinteresse anche della Marsilio nei confronti di questa prima opera. Assolutamente da evitare.

    ha scritto il 

  • 1

    Alle prevedibili caratteristiche di buona creanza, reddito certo e costumi morigerati richieste agli aspiranti fidanzati delle giovani donne della mia generazione, la mia famiglia aggiungeva le pretes ...continua

    Alle prevedibili caratteristiche di buona creanza, reddito certo e costumi morigerati richieste agli aspiranti fidanzati delle giovani donne della mia generazione, la mia famiglia aggiungeva le pretese della mia adorabile e temutissima nonnetta.
    La Nonna aveva infatti idee precisissime sull'importanza dell'avvenenza umana, specie se riferita ad aspiranti generi o a qualunque maschio aspirasse ad entrare nella sua famiglia per via di matrimonio con una delle sue nipoti, giudicate tutte -imparzialmente- bellissime.
    La sua personale religione domestica, della quale era custode unica e inflessibile, vietava alle nipoti la riproduzione mediante copula con i brutti, per l'ovvio motivo che ciò avrebbe portato alla nascita di poveri infelici, rivelandosi alla fine come una forma esecrabile di egoismo e di noncuranza verso il costante miglioramento della razza umana, o almeno della parte di essa posta sotto la sua giurisdizione.
    Va rilevato che codeste regole non riguardavano i nipoti nei confronti dei quali praticava il più assoluto disinteresse, così pervenendo ad una curiosa e irripetibile sintesi di matrilinearità di sapore ebraico e di una eugenetica che forse sarebbe parsa eccessiva persino ad Adolf Hitler.

    Come ogni sacerdote che si rispetti, la Nonna rivelava però talvolta un'inaspettata indulgenza verso taluni sbandamenti nipoteschi per giovanotti non proprio di boutique, dei quali non disconosceva l' l'attrattività animalesca. Si mostrava cioè incline ad accettare quelle smagliature in ordine alla buona creanza, al reddito certo e ai costumi morigerati che non di rado si accompagnano ai più significativi portatori di testosterone, almeno in età giovanile, e possono essere indizio di una qualche personalità futura; così ponendosi in aperto contrasto con l'anima piccolo borghese del comitato delle zie e rendendo di fatto ogni presentazione di aspirante fidanzato un evento dagli imprevedibili sviluppi.
    Fu così che il giorno che la prima delle mie cugine, attualmente al terzo matrimonio, si risolse a mostrare tale Giancarlo -di modesto ma non sgradevole aspetto, modesta ma non aleatoria retribuzione e modeste ma non scandalose maniere- la Nonna pose una pietra tombale sulla accurata ma cordiale soppesatura delle modestie operata dalla famiglia, sentenziando col tono sconsolato di chi è costretto a constatare il proprio fallimento pedagogico: “Ma che ci troverà di interessante? Non è neanche un delinquente!”

    E' evidente che Ingmar Bergman, suocero di codesto scrittore, non ha conosciuto mia nonna.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo della serie Kurt wallander

    Avevo iniziato la serie anni fa, senza tener conto dell'ordine cronologico, affascinata più dal giallo che dalla figura dell'ispettore.
    Leggere il primo capitolo mi ha ...continua

    Primo della serie Kurt wallander

    Avevo iniziato la serie anni fa, senza tener conto dell'ordine cronologico, affascinata più dal giallo che dalla figura dell'ispettore.
    Leggere il primo capitolo mi ha aiutato a capire alcuni tratti del suo carattere

    ha scritto il 

  • 5

    assassino senza volto

    Con Mankell ho scoperto un mondo. Un mondo fantastico. Crudo, bestiale a tratti, romantico e nostalgico il più delle volte. Ho letto molti gialli nella mia se pur giovane vita. Ho letto molti scrittor ...continua

    Con Mankell ho scoperto un mondo. Un mondo fantastico. Crudo, bestiale a tratti, romantico e nostalgico il più delle volte. Ho letto molti gialli nella mia se pur giovane vita. Ho letto molti scrittori di gialli ma posso affermare con fermezza e palese logica che Mankell è il migliore tra tanti.
    Questa suo primo romanzo, tra l'altro, secondo me è il migliore.
    Un po diverso dagli altri. Più semplice, meno cervellotico. Dove l'indagine (di per se difficile) mi mischia ai pensieri teneri e nostalgici del protagonista. Un protagonista vero. Una persona vera. Il mio vero e umano eroe.
    Kurt Wallander è in ognuno di noi.

    ha scritto il 

  • 0

    Io ho scoperto anni fa Mankell con "Scarpe italiane". Poi ho letto altre cose, sempre estranee alla serie di inchieste del commissario Wallander e comunque successive a questo suo primo libro. Altro l ...continua

    Io ho scoperto anni fa Mankell con "Scarpe italiane". Poi ho letto altre cose, sempre estranee alla serie di inchieste del commissario Wallander e comunque successive a questo suo primo libro. Altro livello, indubbiamente. Ma anche l'autore l'ha scritto parecchi anni dopo, da scrittore più maturo. Ciò nondimeno, sarò di bocca buona, ma ho letto questa prima inchiesta con piacere. Si fa leggere, è avvincente, anche se non così sfaccettata come ti aspetteresti. La figura del commissario, poi, è molto umana, vera nella sua tristezza, nelle sue insicurezze nella sua crisi di uomo "abbandonato". E quindi credibile. I desolati paesaggi nordici che fanno da sfondo, infine, esercitano su di me un fascino assolutamente irresistibile.

    ha scritto il 

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