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Assassino senza volto

Di

Editore: Marsilio

3.6
(2430)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 366 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese , Sloveno , Norvegese , Svedese , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8831792873 | Isbn-13: 9788831792875 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Puleo ; Illustratore o Matitista: Fabio Visintin

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Una giornata di gennaio, in un paese della Svezia, un contadino scopre che i suoi vicini, una coppia di vecchi contadini, sono stati assaliti e picchiati barbaramente. Incredulo di fronte a tanto sangue, avverte la polizia. Kurt Wallander accorre subito alla chiamata della centrale e quello che vede è peggio di quanto avesse immaginato. L'uomo è stato torturato e colpito fino alla morte, la donna è ancora viva e anche lei vittima di una violenza senza ragione. Prima di morire sussurra le sue ultime parole: "Straniero, straniero". Basta una fuga di notizie e i cittadini organizzano una caccia all'uomo. Wallander deve arginare la loro determinazione a farsi giustizia da soli, ma presto scoprirà anche che l'uomo ucciso conduceva una doppia vita.
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  • 3

    Non avendo mai letto nulla dell'autore ho pensato che sarebbe stato intelligente iniziare dal romanzo dove fa la sua entrata in scena il protagonista.... Forse ho sbagliato? Non lo so. Questo romanzo ...continua

    Non avendo mai letto nulla dell'autore ho pensato che sarebbe stato intelligente iniziare dal romanzo dove fa la sua entrata in scena il protagonista.... Forse ho sbagliato? Non lo so. Questo romanzo mi è sembrato piacevole e mi ha incuriosito fino ad un certo punto della vicenda. Dopo di che avevo solo " voglia di leggere come va a finire". Dovrei dare una possibilità di riscatto all'autore leggendo un altro dei suoi romanzi? Help.....

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezzo. Fino a metà l'indagine sembra non decollare, come anche la scrittura. Troppe ripetizioni,dettagli inutili, l'introspezione c'è e non c'è. Nonostante questo Wallander è un bel perso ...continua

    Tre stelle e mezzo. Fino a metà l'indagine sembra non decollare, come anche la scrittura. Troppe ripetizioni,dettagli inutili, l'introspezione c'è e non c'è. Nonostante questo Wallander è un bel personaggio: triste e alcolizzato, divorziato come ogni agente di polizia scandinavo che si possa rispettare, ma mi è piaciuta in particolar modo questa figura anti eroica. Non è il classico agente/detective visto e rivisto che ha sempre la situazione sotto controllo, e che con la logica arriva dove nessun'altro potrebbe. È un uomo senza un abilità particolare, profondamente insicuro, incerto tanto che spesso dimentica di chiedere dettagli fondamentali agli indiziati, che chiede il parere ai suoi subordinati su cosa sarebbe più giusto fare, che si lascia consigliare, che durante la cattura dei sospetti tanto ricercati dimentica di avere con sé l'arma, che ad ogni possibile inseguimento inciampa e cade. È un personaggio solo che desta un sentimento di tristezza ma anche di profonda compassione e in fondo anche un po' di simpatia. È il poliziotto talentuoso non per il suo QI ma per la sua tenacia e la voglia di fare giustizia con i mezzi che ha a
    disposizione, quello che potremmo trovare anche nella nostra città.

    ha scritto il 

  • 1

    Forse dovrei smetterla di leggere gialli nordici: non ho ancora trovato un libro o un autore degni di nota. Questo romanzo è stata l'ennesima delusione: l'impianto giallistico inizialmente funziona e ...continua

    Forse dovrei smetterla di leggere gialli nordici: non ho ancora trovato un libro o un autore degni di nota. Questo romanzo è stata l'ennesima delusione: l'impianto giallistico inizialmente funziona e fa chiudere un occhio su alcune stereotipie di genere che ammorbano i personaggi, ma verso la fine la storia perde grinta e diventa noiosa, i personaggi scialbi sembrano provare a cavalcare le stesse onde emotive dei nostri politici e sfruttano l'atavica umana paura per "lo straniero"
    Peccato che al giorno d'oggi quello di straniero sia diventato un concetto complesso e che in questo libro non si intraveda nessuno spessore quando lo si usa. Lettura consigliata a certa destra salviniana italiana ma a me ha lasciato piuttosto perplessa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Mi aspettavo di più

    Sono un'appassionata di Camilla Läckberg e pensavo, leggendo questo libro, di iniziare una saga appassionante e ricca di colpi di scena come quella di Erica e Patrick. Invece sono rimasta piuttosto de ...continua

    Sono un'appassionata di Camilla Läckberg e pensavo, leggendo questo libro, di iniziare una saga appassionante e ricca di colpi di scena come quella di Erica e Patrick. Invece sono rimasta piuttosto delusa, perché la storia scorre via veloce ma molto piatta. Non ci sono sorprese, suspense, sospetti: gli assassini sono dei perfetti sconosciuti e il giallo rimane anche in parte inspiegato. Tra l'altro il narratore condensa in poche righe periodi di tempo abbastanza lunghi. Non credo che continuerò la saga...

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo di meglio. Non è male - interessante l'ambientazione, interessanti i risvolti sociopolitici - ma non mi ha preso. La scrittura è abbastanza sciatta e benché l'autore ce l'abbia messa tutt ...continua

    Mi aspettavo di meglio. Non è male - interessante l'ambientazione, interessanti i risvolti sociopolitici - ma non mi ha preso. La scrittura è abbastanza sciatta e benché l'autore ce l'abbia messa tutta per caratterizzare il suo protagonista dandogli un background e un tentativo di spessore psicologico, non sono riuscita ad affezionarmi a Wallander. Gli altri saranno meglio? Non so se ho voglia di provare.

    ha scritto il 

  • 2

    16-2015

    Dopo qualche anno dall'ultima lettura di Mankell ("Il cinese", letto di questi tempi nel 2011) sono andato a leggere il primo libro in cui fece la sua comparsa il commissario Kurt Wallander. Delusione ...continua

    Dopo qualche anno dall'ultima lettura di Mankell ("Il cinese", letto di questi tempi nel 2011) sono andato a leggere il primo libro in cui fece la sua comparsa il commissario Kurt Wallander. Delusione! Lento, poco appassionante, incapace di creare suspance o un minimo di climax finale.... Per fortuna in alcuni dei suoi successivi lavori con Wallander protagonista (es "La quinta donna") Mankell è riuscito a migliorare sia i tempi che i personaggi. Assassino senza volto invece è una "prima volta" di cui si può tranquillamente fare a meno.

    ha scritto il 

  • 4

    Quello che mi ha colpito positivamente in questo libro è la figura del protagonista, il detective Kurt Wallander. La sua umanità è un qualcosa che è riuscito a conquistare la mia simpatia in maniera f ...continua

    Quello che mi ha colpito positivamente in questo libro è la figura del protagonista, il detective Kurt Wallander. La sua umanità è un qualcosa che è riuscito a conquistare la mia simpatia in maniera forse più profonda rispetto ad altri investigatori di carta, magari più blasonati ma forse un tantino più stereotipati (senza per questo essere meno validi). Un essere umano, un uomo, che sbaglia, che piange e che si ritrova, tra una pagina e l'altra, ad essere lo "sfigato" di turno.

    ha scritto il 

  • 3

    piacevole

    thriller dell'ormai fiorente filone svedese, lontano anni luce dalla spontaneità della Lackberg e dalla maestria di Larsoon, ma piacevole nella scrittura e scorrevole nella trama. diverse cose irrisol ...continua

    thriller dell'ormai fiorente filone svedese, lontano anni luce dalla spontaneità della Lackberg e dalla maestria di Larsoon, ma piacevole nella scrittura e scorrevole nella trama. diverse cose irrisolte che spero siamo riprese nei libri seguenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo incontro con il commissario Kurt Wallander: sarà la traduzione, chissà, ma non mi ha preso. I personaggi bevono ettolitri di caffè e non sono molto definiti, nè interessanti.La storia vale poco, ...continua

    Primo incontro con il commissario Kurt Wallander: sarà la traduzione, chissà, ma non mi ha preso. I personaggi bevono ettolitri di caffè e non sono molto definiti, nè interessanti.La storia vale poco, due delitti diversi senza nulla in comune. un commissario sciatto e provolone. tuttavia il successo della serie è tale da farmi pensare che i volumi successivi possano essere meglio.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Pessimo

    Uno dei peggiori libri che abbia mai letto, terminato solo perché la firma è la stessa di "Prima del Gelo", di parecchie misure superiore. Il primo caso di Wallander può essere interessante solo per c ...continua

    Uno dei peggiori libri che abbia mai letto, terminato solo perché la firma è la stessa di "Prima del Gelo", di parecchie misure superiore. Il primo caso di Wallander può essere interessante solo per chi vuole conoscere approfonditamente Mankell decidendo così di affrontare il primo capitolo. Si tratta purtroppo di un poliziesco di bassa fattura con un buon inizio avvincente; un delitto particolarmente violento attira le attenzioni del corpo di polizia locale. Wallander in particolare si distinguerà per lo zelo nel voler scoprire la verità e tra errori procedurali e fallimenti personali si imbatte in un secondo caso. A questo punto la narrativa diventa ondivaga : l'ulteriore omicidio dà spunto ad una lunga ed inutile digressione sui problemi sociali di una Svezia in rapido cambiamento. Se si aggiunge il fatto che i due omicidi non hanno alcuna attinenza, e che le riflessioni socio politiche hanno il sopravvento sulle indagini , non si può certo definire coinvolgente la lettura. La soluzione, quando arriva, non interessa, anche perché viene fuori in maniera improvvisa, senza colpi di scena e , cosa assai più grave, senza dare al lettore la possibilità di inutirla perché lo scrittore non mette a disposizione gli stessi elementi a conoscenza dell'investigatore. Refusi inaccettabili, errori di sintassi , e ripetizioni di vocabolario sono la spia di un disinteresse anche della Marsilio nei confronti di questa prima opera. Assolutamente da evitare.

    ha scritto il 

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