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Assassin's Apprentice

(The Farseer Trilogy, Book 1)

By Robin Hobb

(135)

| Mass Market Paperback | 9780553573398

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Book Description

Young Fitz is the bastard son of the noble Prince Chivalry, raised in the shadow of the royal court by his father's gruff stableman. He is treated like an outcast by all the royalty except the devious King Shrewd, who has him sectetly tutored in the Continue

Young Fitz is the bastard son of the noble Prince Chivalry, raised in the shadow of the royal court by his father's gruff stableman. He is treated like an outcast by all the royalty except the devious King Shrewd, who has him sectetly tutored in the arts of the assassin. For in Fitz's blood runs the magic Skill--and the darker knowledge of a child raised with the stable hounds and rejected by his family. As barbarous raiders ravage the coasts, Fitz is growing to manhood. Soon he will face his first dangerous, soul-shattering mission. And though some regard him as a threat to the throne, he may just be the key to the survival of the kingdom.

249 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Forse 5 stelle sono un po' troppe, ma dopo mesi e mesi di libri soltanto "carini", finalmente uno che mi coinvolge e appassiona, e che fatico a chiudere per fare altre cose basilari, tipo, non so, dormire. Grazie Robin!!!

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    Miss Giles said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho sempre privilegiato i fantasy in cui i protagonisti si dedicano a un periodo di apprendistato e non diventano eroi per caso o per strane congiunture celesti. "L'apprendista assassino" è il libro in cui si forma Fitz, bastardo e assassino di corte, ...(continue)

    Ho sempre privilegiato i fantasy in cui i protagonisti si dedicano a un periodo di apprendistato e non diventano eroi per caso o per strane congiunture celesti. "L'apprendista assassino" è il libro in cui si forma Fitz, bastardo e assassino di corte, non solo fisicamente ma anche caratterialmente sbagliando, soffrendo e imparando a capire le dinamiche umane. Un'ottima introduzione alla saga, scorrevole e sorprendente per come riesce a schivare abilmente molte delle banalità spesso insite nel genere. Soprattutto ho apprezzato molto la capacità dell'autrice di creare dei personaggi vividi con caratteri ben definiti, ma in continua evoluzione grazie alle esperienze che si trovano a vivere. Fitz è un ottimo protagonista ed è sorprendente seguirne la formazione caratteriale dall'infanzia fino al suo diventare uomo, con sbagli, conseguenze ed evoluzioni che sono resi con grande bravura che li fa sembrare estremamente realistici. Insomma, Margaret Lindholm ha davvero una rara capacità di raccontare storie in prima persona cogliendo perfettamente le sfumature di ogni più piccola reazione dei suoi personaggi e costringendo il lettore a sviluppare una forte empatia con loro. Questo tratto è sicuramente il punto forte della scrittura dell'autrice, quello che cattura, quello che fa chiudere un occhio con benevolenza su altri piccoli errori.
    Se la trama ristagna un po' all'inizio e si scioglie lentamente, appoggiandosi comodamente sui canoni del genere senza mai, però, allontanare definitivamente il lettore, nella seconda parte del libro riesce a dare il meglio, con intrighi di corte che lasciano sbalorditi per la loro inaspettata svolta.
    "L'apprendista assassino" presenta molto bene la saga e spinge immediatamente verso il suo seguito.

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    Lamia said on May 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    I vantaggi della prima persona

    Ho apprezzato moltissimo la scelta dell'autrice di narrare gli eventi in prima persona e in forma di memoria. Questa è infatti una scelta che non mi pare di aver mai incontrato nel genere fantasy e trovo che sia quanto mai interessante leggere un rom ...(continue)

    Ho apprezzato moltissimo la scelta dell'autrice di narrare gli eventi in prima persona e in forma di memoria. Questa è infatti una scelta che non mi pare di aver mai incontrato nel genere fantasy e trovo che sia quanto mai interessante leggere un romanzo come questo, in cui ai temi classici del genere si aggiunge il senso del vissuto e la penetrazione psicologica tipici di questa forma narrativa.
    Io trovo che Robin Hobb abbia preso con grande serietà il suo compito di scrittrice fantasy perché a mio avviso la credibilità dei personaggi e delle situazioni è tale da far spesso dimenticare che si tratta di un mondo irreale e di fantasia. La magia non è un "facile abracadabra" (espressione che ho copiato da una recensione qui su aNobii e che trovo molto azzeccata per rendere l'idea) ma un'esperienza che appare reale, possibile, verosimile. E' vero, come ha detto qualcuno, che alcuni punti importanti della trama sono un po' confusionari e fanno perdere il filo: ho trovato anche io questo difetto (non sapendo sinceramente se la colpa fosse mia o del libro, che non ho potuto leggere con continuità, essendo impegnata con lo studio); ciò nonostante penso comunque che questo romanzo meriti un voto pieno perché è obbiettivamente uno dei migliori libri che io abba letto ultimamente, la trama mi ha coinvolto moltissimo e i personaggi sono caratterizzati ottimamente. Anche l'ambientazione è degna di nota.

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    Harpy said on Feb 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Fantastico, un buon fantasy come piace a me, coinvolgente e con una trama veloce ma non troppo. La Hobb è riuscita a catturarmi totalmente in un mondo del tutto nuovo, a legarmi a personaggi di cui pur non descrivendo in modo minuzioso i tratti penso ...(continue)

    Fantastico, un buon fantasy come piace a me, coinvolgente e con una trama veloce ma non troppo. La Hobb è riuscita a catturarmi totalmente in un mondo del tutto nuovo, a legarmi a personaggi di cui pur non descrivendo in modo minuzioso i tratti penso di conoscere i visi, la voce, i modi di fare, di alcuni persino la camminata. Mi è sembrato di scovare alcuni cenni alle Cronache di Martin, qualche modo di dire particolare, qualche frase che me l'ha richiamato, e mi piace pensare di aver visto giusto perché sono due scrittori totalmente diversi ma che sono riusciti a legarmi a loro a doppio filo. Ho amato TUTTI i personaggi, anche i "cattivi", perché ben pensati e realizzati su carta. Il finale mi ha strappato una lacrima e penso se la sia meritata. Amo, amo, AMO. Se la saga continua così abbiamo una nuova fissa, signori.

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    Svampi said on Jan 29, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Eppure, se io non fossi nato, tante cose sarebbero diverse e migliori? Non penso.

    Su consiglio del marito, che ha divorato la prima trilogia in un nulla, mi trovo a leggere la saga dei Lungavista della Hobb.

    Trama: *** 1/2
    Un fantasy che si basa su mondo medievaleggiante in cui gli intrighi di corte la fanno da sovrano, senza per ...(continue)

    Su consiglio del marito, che ha divorato la prima trilogia in un nulla, mi trovo a leggere la saga dei Lungavista della Hobb.

    Trama: *** 1/2
    Un fantasy che si basa su mondo medievaleggiante in cui gli intrighi di corte la fanno da sovrano, senza però diventare troppo cervellotici o oscuri – ciascun riferimento al vecchio Martin è non casuale. Non si ha un alto uso della magia nel Regno dei Sei Ducati, quanto piuttosto di alcuni poteri mentali di telepatia, posseduti dalla casata reale dei Lungavista e che permettono loro di comunicare coi propri congiunti o annebbiare le menti del nemico. Di contro esiste anche un’empatia animale, disprezzata perché può portare a ridursi come bestie e probabilmente assai più triviale.
    In questi regni inoltre i Nomi hanno importanza, in quanto essere assegnatari di un nome ne implica anche realizzarne il pronostico di virtuosità. Quindi non averne alcuno o portarne uno infamante, come il nostro protagonista, è cosa più che insolita.

    In tale contesto si muove il nostro protagonista, di cui seguiamo la vita dall’infanzia all’adolescenza in questo primo libro della "Trilogia dei Lungavista" della Hobb. Fitz, il Ragazzo è un bastardo di sangue reale che con il suo arrivo muove più di un evento. In primis causa l’allontanamento da qualsiasi pretesa al trono del padre, fino a quel momento legittimo erede e causa quindi la decadenza del suo mentore, il fedele Burrick che ha dedicato la sua vita al suo principe ed alle sue bestie. Un "ragazzo" senza nome, sopportato con fatica dalle persone cui è assegnato perché ne ricorda sempre i fallimenti, che il re Sagace decide di allevare come proprio strumento, prima che diventi nemico in mani altrui.

    Ne seguiamo quindi la crescita fisico mentale e l'addestramento, con una narrazione piana, chiara, descrittiva il giusto, dettagliata anche nel quotidiano, di cui apprezzo l'assenza di epicità trionfali ma la presenza di personaggi veri e fallaci, che tanto sanno soffrire di pene vere ma che poco le fanno pesare ad altri. Niente eroi perfetti e spocchiosi (tranne forse l'assente Chevalier), esseri umani con pregi e difetti ed in genere motivazioni coerenti. Talvolta anche troppo sfortunati, oserei dire, come il nostro protagonista cui sembra non andarne bene una nella sfilza di disgrazie di vario grado che lo accompagnano, fortunatamente non è mai un lamentoso auto compiaciuto, anzi è un eroe che viene allevato secondo i voleri altrui come strumento del regno, che accetta un futuro nell’ombra come assassino e crede nelle persone cui si lega e nel suo senso del dovere.

    La trama è varia ed interessante, avventurosa anche ed alquanto compiuta pur proseguendo negli altri libri. Rispetto al resto del libro, il finale si presenta un poco affrettato e forse facile, come arrivato troppo presto benché lungamente preparato.

    Stile: ***1/2
    La lettura è piacevole e coinvolgente, invoglia a proseguire nel libro e nei seguiti e fa affezionare ai personaggi “buoni” come Burrick il capo stalliere o Molly la paesana, che hanno una loro interessante psicologia, mentre rende proprio odiosi i cattivi che risultano quasi macchiette di loro stessi. Fortunatamente vi sono diverse figure ambigue che stemperano questo l’effetto bianco/nero, quali re Sagace ed il Matto di corte, comunque ben reso e non eccessivo, pacato ed interessante.

    Piacevolezza: ****

    Consigliato: Si
    Da appassionata di fantasy, ma di qualità, mi sento di promuoverlo: temi classici ma non banali, credibilità, buona caratterizzazione e coinvolgimento emotivo e sensoriale ci sono. Non un capolavoro perché manca una Visione originale, ma una valida alternativa che spicca nel mare di cloni tristi che va impaludando la fantasy, soprattutto young.

    Quest'opera di Mmorgana è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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    Mmorgana (lettrice onnivora) said on Jan 15, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Alla prima rilettura questo libro mi ha entusiasmato forse più della prima volta! L'inizio di un capolavoro!

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    Cristina said on Nov 14, 2013 | Add your feedback

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