Atlas of Remote Islands

Fifty Islands I Have Never Set Foot on and Never Will

By

Publisher: Penguin Books

4.3
(277)

Language: English | Number of Pages: 143 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) German , French , Chi traditional , Chi simplified , Italian , Spanish

Isbn-10: 014311820X | Isbn-13: 9780143118206 | Publish date: 

Translator: Christine Lo

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Travel

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Book Description
A rare and beautifully illustrated journey to fifty faraway worlds. There are still places on earth that are unknown. Visually stunning and uniquely designed, this wondrous book captures fifty islands that are far away in every sense-from the mainland, from people, from airports, and from holiday brochures. Author Judith Schalansky used historic events and scientific reports as a springboard for each island, providing information on its distance from the mainland, whether its inhabited, its features, and the stories that have shaped its lore. With stunning full-color maps and an air of mysterious adventure, Atlas of Remote Island is perfect for the traveler or romantic in all of us.
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  • 5

    sono cresciuto anche io così!

    Anche io ho sempre spulciato gli atlanti ed adesso la rete alla ricerca delle isole più a sud, più a nord e più in mezzo al nulla....ho quindi ritrovato qui tante "amiche" ed alcune nuove scoperte. Co ...continue

    Anche io ho sempre spulciato gli atlanti ed adesso la rete alla ricerca delle isole più a sud, più a nord e più in mezzo al nulla....ho quindi ritrovato qui tante "amiche" ed alcune nuove scoperte. Così con il libro davanti al Pc per integrare informazioni, ho viaggiato di nuovo intorno al mondo....come da bambino.

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  • 4

    La meraviglia e il sublime di Kant

    Aristotele e Platone affermavano che la meraviglia nasce da una conoscenza parziale degli oggetti dell'esperienza: in breve, nasce quando, pur conoscendo l'esistenza di qualcosa e comprendendone parte ...continue

    Aristotele e Platone affermavano che la meraviglia nasce da una conoscenza parziale degli oggetti dell'esperienza: in breve, nasce quando, pur conoscendo l'esistenza di qualcosa e comprendendone parte delle sue dinamiche, non siamo in grado di capire la causa dell'esistenza di quel qualcosa. Kant affermava che il sentimento del "Sublime", quello matematico, nasce quando avvertiamo che la nostra immaginazione può andare ben oltre ciò che riusciamo a conoscere.
    Sfogliando questo delizioso libretto ho avvertito meraviglia e sentito il sublime: grazie a questa lettura so che ci sono luoghi remoti, che come l'autrice mai visiterò e mai vedrò, ma che hanno il potere di attivare potentemente la mia immaginazione alla ricerca del motivo della loro esistenza.
    Nella sua essenzialità, con le piccole storie, di cui a stento si riesce a volte a capire che sono vere, questo libro mi ha strappato dalla mia poltrona e come un teletrasporto mi ha portato in giro per il mondo, da luoghi così ghiacciati e desolati da meritare il nome di "Solitudine" a isolotti di sabbia che pensavo esistessero solo nei fumetti, 300 mq di sabbia e con una sola palma al centro, per farmi scoprire che in prossimità di una di queste, nel mezzo di un mare pacifico solo di nome, scomparve l'aereo di una pioniera del volo.
    Perché come recita l'autrice nell'introdurci il suo lavoro, il paradiso è un'isola ma lo è anche l'inferno.

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  • 5

    DA LEGGERE ASPETTANDO CHE GLI UFO VENGANO A PRENDERTI !!!

    Elegante piccolo libro con copertina arancione dorato,l'imparziale autrice dedica quattro facciate per ogni isola, 1°informazioi generali,nazione di appartenenza dista da,,,,,ecc.ecc. 2° su uno sfondo ...continue

    Elegante piccolo libro con copertina arancione dorato,l'imparziale autrice dedica quattro facciate per ogni isola, 1°informazioi generali,nazione di appartenenza dista da,,,,,ecc.ecc. 2° su uno sfondo azzurro-marecalmo il disegno dell'isola 3°e4° notizie curiosità,storia.
    Un gran numero sono disabitate, altre vanno dai 4 abitanti di Tromelin(interessante anche la sua storia ,fatta di naufragi,abbandono,disperazione....) l'isola di Raoul 9 abitanti stagionali (inviati dal governo inglese per lavori di conservazione di immobili) ai quasi 7000 di Brava (Isole di Capo Verde) Pingelap(Mocronesia)super affollata 1,8kmq 250 abitanti
    Conosciute: Sant'Elena,Robinson Crosue,L'isola di Pasqua(c'è anche L'isola di Natale)
    I nomi.... quelli si !!!!
    Solitudine: disabitata,più sola do così!!!
    Fangataufa: imprecazione esotica
    Pukapuka: solleticando castamente un bambino o con malizia il partner.
    Banaba:una banana quando si ha il raffreddore
    Semisopochnoi(in russo"Che ha sette colline),ma che sembra un'imprecazione in dialetto veneto
    ECC.ecc.mi scuso per le eventuali omissioni.
    Che incanto di viaggio senza valige e attese snervanti in areoporto e in un solo pomeriggio!!!

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  • 3

    il paradiso è un'isola. anche l'inferno.

    È difficile catalogare questo libro così strutturalmente curato e piacente alla vista: non è una guida di viaggio, né un vero e proprio atlante geografico, ma il prodotto rielaborato e rivisto della p ...continue

    È difficile catalogare questo libro così strutturalmente curato e piacente alla vista: non è una guida di viaggio, né un vero e proprio atlante geografico, ma il prodotto rielaborato e rivisto della passione e della fantasia di una bambina curiosa che all’età di otto anni circumnavigava il globo facendo scivolare il suo dito sulle mappe seguendo strade immaginarie eppure reali. Ed è grazie a lei che vi troverete ad esplorare cinquanta isole remote e quasi disabitate solo attraverso i racconti e gli occhi degli altri.
    Alla cartografia dell’isola segue uno specchietto con le principali informazioni: quando è stata scoperta e da chi; la sua dimensione; il numero di abitanti che a volte supera il centinaio, a volte rasenta le quattro persone (chi sono?, perché sono lì?) e altre volte è fisso sullo zero; gli eventi importanti e le eventuali annessioni. Ogni isola ha una storia scelta sapientemente. Troverete il fascino di isole dove l’unica forma di presenza dell’uomo è testimoniata da stazioni di ricerca, rabbrividirete nell’apprendere l’esistenza di un’isola dove la metà dei bambini non raggiunge gli otto anni, immaginerete di scavare nel terreno alla ricerca di leggendari tesori nascosti e mai trovati. Ci sono isole dove nessuno può attraccare e isole dove 120.000.000 granchi rossi migrano verso il mare in un certo periodo dell’anno. Isole che sono colonie penali e dove gli abitanti sono completamente daltonici. E infine vi commuoverete nello scoprire di naufraghi che hanno costruito colonie dove la cultura è nata e morta.
    Sono tutte storie uniche, atmosferiche e affascinati che basteranno a farvi venire voglia di riempire una valigia e partire, cosa che non potrete fare perché queste isole, in quanto remote, sono difficilmente raggiungibile a) perché fisicamente impossibile b) perché troppo costoso e c) perché non ne avreste il tempo materiale, ma comunque
    enjoy the journey!

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  • 5

    Judith Schalansky è una tedesca nata in DDR pochi anni prima della caduta del muro, e che ha trascorso la sua infanzia facendo immensi viaggi virtuali immersa negli atlanti. Da questo le è nata una pa ...continue

    Judith Schalansky è una tedesca nata in DDR pochi anni prima della caduta del muro, e che ha trascorso la sua infanzia facendo immensi viaggi virtuali immersa negli atlanti. Da questo le è nata una particolare fascinazione per le isole piccolissime e sperdute. Diventata grande, e specializzatasi in grafica, ha realizzato questo pregevolissimo “atlante delle isole remote”, uno dei libri più perfetti, sotto il profilo grafico e contenutistico, che abbia mai avuto occasione di prendere in mano (e lo dico a ragion veduta, perché comunica piacere non solo a leggerlo, ma anche a maneggiarlo). Un libro che ricorda da vicino le pubblicazioni artistiche di Sophie Calle; se deciderete di comprarlo scegliete l’edizione con copertina rigida, che non costa nemmeno tanto; evitate quella economica e l’e-book.

    Cinquanta isole, di cui nella pagina di destra c’è la mappa in scala 1:125.000, in quella di sinistra alcune informazioni generali (superficie, numero di abitanti se abitata, distanza da altre isole e altri continenti anno della scoperta e di eventi importanti) e la narrazione, talmente precisa ed essenziale da diventare una specie di poesia in prosa, di fatti salienti. Fatti che possono essere descrizioni, leggende, eventi realmente accaduti. A volte noti, come l’esilio di Napoleone a Sant’Elena; a volte minimali, come l’esistenza di una base metereologica abitata da uno o due tecnici; a volte raccapriccianti, come la scoperta della tomba di un navigatore scomparso a migliaia di chilometri di distanza e che non si sa chi l’abbia seppellito e quando, o come la popolazione di un’isola, stranamente sovrappopolata in rapporto alla sua dimensione, i cui abitanti in caso di carestie o di devastazioni rimettono le cose in equilibrio suicidandosi e uccidendo i bambini piccoli.

    La maggior parte di queste isole appartengono a Paesi lontanissimi, Inghilterra, Francia o Stati Uniti. C’è da chiedersi che senso abbia per questi Paesi possedere isole a distanze così immense, talmente piccole e marginali da non poter nemmeno diventare basi militari o offrire ricovero a navi commerciali di improbabile passaggio. Sarà una questione di prestigio, sarà che uno se le è trovate e non sa che farsene, certo è che anche solo il fatto di doverne gestire la “continuità territoriale” è un bell’onere… Grazie all’applicazione per smartphone che consente di sapere da dove vengono e dove vanno gli aerei che ti passano sopra la testa, ho scoperto che il mio cielo è occasionalmente solcato da un collegamento tra Parigi e l’isola della Réunion. Non proprio una micro-isola che figurerebbe appropriatamente in questo libro (fa 2500 chilometri quadrati, le isole della Schalansky stanno pressappoco tra i 100 e i 0,5 chilometri quadrati) ma comunque un volo che presumo sia pressoché vuoto per la maggior parte dell’anno, salvo la stagione turistica. All’Italia è andata meglio, il suo unico possedimento extra-europeo, l’isola di Lampedusa, è molto più vicino.

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  • 0

    L’isola è nell’immaginario collettivo qualcosa più di una piccola terra emersa circondata dal mare.
    E’ dove sognare di andarsene quando non ce la si fa più, è l’atollino con la palma dove vive il nauf ...continue

    L’isola è nell’immaginario collettivo qualcosa più di una piccola terra emersa circondata dal mare.
    E’ dove sognare di andarsene quando non ce la si fa più, è l’atollino con la palma dove vive il naufrago delle barzellette della settimana enigmistica, è un luogo separato e lontano.
    Remoto, appunto.
    “…le isole non sono che piccoli continenti e che i continenti, a loro volta, non sono altro che isole molto, molto grandi.”
    E’ impressionante come le 50 isole dell’atlante di Judish Schalansky siano toccate, per quanto minuscole o respingenti o disabitate, da vicende umane che varcano i confini del loro ombelico: esploratori, naufraghi, sognatori, sfruttatori, distruttori calpestarono, hanno calpestato e calpestano il loro suolo.
    Nessuna isola, per quanto remota e lontanissima, è veramente “isolata”.
    Nell’era della globalizzazione, dell’internet, del google view (il mio atlante preferito, quello che percorro con le dita sulla tastiera quasi ogni giorno per vedere luoghi dove non sono mai stata e dove non andrò mai), il lontano è un’idea assai astratta per gli abitanti della terra, la casa con googolplex di stanze.
    Di ognuna delle 50 isole, disegnate con delicati tratti a matita, corredate di informazioni relative alle dimensioni, alle distanze da altri luoghi, ai “tempi” della loro scoperta, l’autrice dice qualcosa.
    Lo fa con una modalità che non è saggistica, non è narrativa, non è storiografica, non è scientifica.
    Non c'è definizione appropriata, si deve inventarla.
    Geopoetica, ecco.

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