Atonement

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Publisher: Seal Books

4.2
(7202)

Language: English | Number of Pages: 496 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , French , Chi simplified , German , Italian , Spanish , Swedish , Catalan , Latvian , Polish , Slovenian , Portuguese , Finnish

Isbn-10: 1400025559 | Isbn-13: 9781400025558 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    è stato molto doloroso leggere questo libro. mi sentivo come Briony, benché mi possa vantare di non aver mai fatto del male a nessuno. eppure, eppure mi sono sentita, sono stata quella ragazzina. una ...continue

    è stato molto doloroso leggere questo libro. mi sentivo come Briony, benché mi possa vantare di non aver mai fatto del male a nessuno. eppure, eppure mi sono sentita, sono stata quella ragazzina. una vicinanza di sentimenti, per fortuna non di azioni, mi fa comprendere come la protagonista abbia potuto fare quello che ha fatto. è la nostra adolescenza che ci ha portato verso quello che siamo e le nostre deformazioni della realtà le sconteremo per tutta la vita. involontariamente siamo tutti destinati a causare dolore a chi amiamo non è possibile l'espiazione, nessuna colpa può essere risarcita. nessun errore può essere corretto. la conclusione mi ha un po' delusa. la protagonista vuole far vivere i depositari della sua colpa per attenuarla, il romanziere per cambiare la storia.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Quanto odio mi hai ispirato Briony Tallis. Sei stata tu a riuscire quasi a convincermi ad abbandonate la lettura. Tu e la tua insignificanza. Sei stata tu ad uccidere tua sorella ed il povero Robbie. ...continue

    Quanto odio mi hai ispirato Briony Tallis. Sei stata tu a riuscire quasi a convincermi ad abbandonate la lettura. Tu e la tua insignificanza. Sei stata tu ad uccidere tua sorella ed il povero Robbie. Sei stata tu, e la tua vaga testolina piena di tante farfalle, che probabilmente erano tutte inchinate a te come covoni di grano, con la tua mania di interpretare come più ti conveniva il mondo, a scegliere di raccontare una disperata storia d’amore. E raccontandola, sei stata a tu a scegliere di farla diventare reale.
    Davvero era così forte la tentazione di rendere il verbo carne, Tallis? Ma tu ti sei arrogata di un diritto che spetta solo al creatore del verbo sacro. E ne hai pagato le conseguenze. Hai toccato il frutto dell’albero della conoscenza, e ne hai morso il veleno della colpa, mentre la polpa succosa ti rigava gli angoli della bocca di un ricordo che avrebbe segnato per sempre il tuo futuro.
    Eppure, nonostante te, ho terminato questo interminabile libro. E all’ultima pagina ho dovuto soffocare un groppo in gola. Inspiegabile. Io avevo già sentenziato il mio gravoso giudizio per questo romanzo. Io e il mio fiuto da lettrice forte, eravamo già pronti a dimenticare il respiro di questo romanzo per cominciarne un altro. Eppure sono rimasta ad ascoltare il tuo racconto, Tallis. Inerte e sbigottita l’ho ascoltato. Un racconto statico, che qualcun altro, senza la mania dei dettagli, avrebbe compresso in una paginetta stracciata. Come ha fatto una storia così concisa a creare quasi 400 pagine di dettagli, immagini, paesaggi? Sai, appena terminata la lettura ho come avuto la sensazione che di espiazione si fosse solamente parlato. Che rimanesse una parola dal peso immenso, fissa sulle mani di Briony-scrittrice. Ma che fosse solo una sua creazione. Come tutte le altre. Come la tua vista acuta. Come i tuoi scritti. La vita non tramuta la tua colpa in una pena inaspettata, in un finale inatteso. Dov’era l’espiazione, Tallis? Dov’era la coerenza nel silenzio di una 70enne che non prova ad alzare lo sguardo? Era solo uno sterile flusso di coscienza.
    Poi la realizzazione del fatto. Tu avevi inventato il finale felice di due giovani vite che in realtà erano state strappate mentre sulle loro labbra si coniugava ancora il verbo del ritorno. Tu. Tu, Tallis. Forse sul serio hai espiato la tua colpa. Una colpa il cui ricordo è abissalmente doloroso e profondo, come l’acqua della fontana che un giorno d’estate innaffiò una pianta d’amore morta.

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  • 3

    Lento, non noioso, ma proprio lento.

    Lento, non noioso, ma proprio lento. C'è da dire che non amo le trame troppo statiche e introspettive, è un mio limite, quindi sono di parte. Ho apprezzato particolarmente la scrittura, perfetta, tutt ...continue

    Lento, non noioso, ma proprio lento. C'è da dire che non amo le trame troppo statiche e introspettive, è un mio limite, quindi sono di parte. Ho apprezzato particolarmente la scrittura, perfetta, tutto al posto giusto, bravo anche il traduttore quindi, ma la trama, all'apparenza intrigante, si trascina e si ripete all'esaurimento. La parte centrale, sì statica ma con l'episodio della guerra, è la meglio riuscita. Non male ma non lo rileggerei.

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  • 4

    “Lei era imperdonabile”.

    “Ogni persona è, tra le altre cose, un oggetto facile da rompere e difficile da riparare”.
    Questa storia, romanzo nel romanzo, è innanzitutto il resoconto dettagliato e struggente di due vite distrutt ...continue

    “Ogni persona è, tra le altre cose, un oggetto facile da rompere e difficile da riparare”.
    Questa storia, romanzo nel romanzo, è innanzitutto il resoconto dettagliato e struggente di due vite distrutte, di un amore spezzato, resoconto redatto da una mano colpevole in un maldestro e forse inutile tentativo di riparazione:
    “Lei era imperdonabile”.
    Lei è Briony, tredicenne aspirante scrittrice che dirà addio al mondo incantato dell'infanzia nel modo peggiore.
    Il velo di apparente leggerezza che caratterizza le prime pagine si dirada sempre più, fino a mettere impietosamente in luce la meschinità umana in tutte le sue forme.
    Il punto di vista di Briony e di altri personaggi, tratteggiati con notevole capacità analitica, permette di cogliere la realtà sotto varie sfumature, determinando nella loro sommatoria un quadro completo dei fatti oggettivi.
    E' un luminoso mattino d'estate del 1935 nella quiete della campagna inglese, una giornata particolarmente calda in cui tutti perderanno, in qualche modo, la loro innocenza.
    La sua luce bianca e pura resterà impressa nella memoria di qualcuno come l'ultimo giorno di felicità e il primo di un'inesorabile discesa agli inferi.
    Il tocco originale dello stile sta nelle immagini simboliche inserite a tratti nella narrazione, che danno la misura di ciò che accade con un sapiente effetto rallentato dal sapore quasi onirico.
    Il lettore si ritrova così a guardare un “gigante” che emerge dalla nebbia per accorgersi, poche righe dopo, che si tratta solo di un'illusione ottica: il gigante in questione è un giovane innamorato e pieno di speranze per l'avvenire, che tiene sulle spalle un bambino e sta per essere accusato ingiustamente di un crimine infamante.
    E' Robbie, che ha da poco scoperto di amare Cecilia e di esserne riamato.
    L'atrocità della guerra aggiungerà orrore al triste spettacolo della verità dilaniata, appesa esangue ad un albero proprio come il corpo di un piccolo innocente fatto a pezzi da una bomba.
    Dopo aver letto alcuni passaggi che pulsano di vita reale ed emozionano come versi poetici in prosa si perdona facilmente allo scrittore una certa tendenza alla prolissità, e si perdona l'inganno che verso la fine viene tessuto ad arte, amplificando sensazioni penose che si credevano ormai superate.
    Ma è un inganno compiuto in nome di un ideale elevato, in nome del potere che ha la letteratura di realizzare ciò che nella vita è rimasto incompiuto, immortalandolo, mentre lo scrittore sulla carta stampata si sostituisce a Dio.
    Del resto, non è facile per un colpevole affrontare le conseguenze funeste di un misfatto e riportare la realtà nuda e cruda: cosa resta se viene meno anche la dolce illusione di un lieto fine?
    Restano brevi ritagli sottratti al destino, pochi preziosi minuti di intimità e frasi da rievocare nei momenti più duri: “Tu sei il mio amore, la mia ragione per vivere”.
    Resta la corrispondenza di due giovani amanti infelici, il loro sogno cristallizzato:
    “Ti aspetterò. Torna da me”.

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  • 5

    Un inizio un po’ lento e dilatato che non rispecchia lo svolgimento dell’intero romanzo: non demordete, continuate la lettura non ve ne pentirete! Il racconto è un viaggio nella mente, nelle coscienze ...continue

    Un inizio un po’ lento e dilatato che non rispecchia lo svolgimento dell’intero romanzo: non demordete, continuate la lettura non ve ne pentirete! Il racconto è un viaggio nella mente, nelle coscienze e nelle azioni dei personaggi. Una bambina, protagonista e un po’ burattinaia, conduce l’azione, muove i suoi pupazzi e un po’ anche la mente del lettore, accompagnandolo nella tranquillità di un palazzo della campagna inglese, nelle difficoltà di un conflitto mondiale e nella fragilità e complessità dell’animo umano. Assolutamente consigliato!

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  • 3

    un libro che mi ha messo in difficoltà che più volte ho avuto la tentazione di abbandonare, ma ogni volta non ci sono riuscita. qualcosa mi ha sempre spinta ad andare avanti. A differenza della storia ...continue

    un libro che mi ha messo in difficoltà che più volte ho avuto la tentazione di abbandonare, ma ogni volta non ci sono riuscita. qualcosa mi ha sempre spinta ad andare avanti. A differenza della storia, che non mi ha trascinata fin da subito, la sua scrittura mi ha rapita. e' stata un po' una faticata, ma credo ne sia valsa la pena.

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  • 3

    Ingredienti: una bambina (jolly) dotata di una fervida immaginazione, una regina di cuori pronta ad accoppiarsi al suo re, un re di cuori trasformato in fante di picche da un jolly troppo protagonista ...continue

    Ingredienti: una bambina (jolly) dotata di una fervida immaginazione, una regina di cuori pronta ad accoppiarsi al suo re, un re di cuori trasformato in fante di picche da un jolly troppo protagonista, una guerra che arriva imprevista a sparigliare partita e mazzo.
    Consigliato: a chi crede che i sentimenti siano più potenti del destino, a chi vuol farsi cullare da una storia in bilico tra vita e letteratura.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    L'ingenuita' e la presunzione adolescenziali a volte possono colpire cone la foga di un uragano

    Ian McEwan ci lascia a bocca aperta con le sue descrizioni spettacolari in questo romanzo nel romanzo. L'ingenuita' e la presunzione adolescenziali che distruggono non solo una storia d'Amore che non ...continue

    Ian McEwan ci lascia a bocca aperta con le sue descrizioni spettacolari in questo romanzo nel romanzo. L'ingenuita' e la presunzione adolescenziali che distruggono non solo una storia d'Amore che non ha mai potuto propriamente sbocciare ma anche due vite. Eh si', perche' Cecilia e Robbie forse non sarebbero morti se Briony non si fosse inventata tutto. Forse la loro vita sarebbe stata diversa. E anche quella di Lola, sposata al suo carnefice. Ma non succede, perche' l'immaginazione di Briony ha la forza immane di un uragano, con conseguenze altrettanto devastanti.

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  • 5

    come si costruisce una trama

    Espiazione è il libro che mi ha fatto cambiare idea su McEwan.
    Mi respingeva, quel poco che ne avevo leggiucchiato mi aveva lasciato un amaro in bocca insopportabile, un senso di paura e tristezza. In ...continue

    Espiazione è il libro che mi ha fatto cambiare idea su McEwan.
    Mi respingeva, quel poco che ne avevo leggiucchiato mi aveva lasciato un amaro in bocca insopportabile, un senso di paura e tristezza. Invece con Espiazione sono finalmente riuscita a immergermi nella sua scrittura.
    Non mi piace anticipare nulla, quindi cercherò di barcamenarmi nel racconto delle mie impressioni lasciando molti sospesi.
    McEwan ha una qualità impareggiabile: è capace di tratteggiare situazioni e caratteri con poche frasi grazie al modo, allo stile, alla logica con cui queste sono legate tra loro. La trama si svela e si scopre un fotogramma alla volta, fin quando lo scatto sul movimento decisivo non fa luce sulla scena.
    Non c'è un eroe, non c'è un protagonista, ci sono dei personaggi funzionali alla storia, perfetti, senza sbavature e lo snodarsi delle parole atte a costruire la vicenda è fulcro, motore e star.
    Ottima l'analisi psicologica che delinea i caratteri di Briony (la 13enne che deve espiare), di Emily (sua madre) la cui storia ci regala qualche paragrafo di magistrale bellezza, di Lola (la cugina) e di tutti gli altri membri di questa banale, classica famiglia borghese dell'Inghilterra delle grandi magioni di campagna, tra tè, arrosti e personale di servizio. Il libro è diviso in parti, 4 per l'esattezza, e la maestria della penna di McEwan fa di ognuna un racconto compiuto e a sé stante ma comunque indissolubilmente legato agli altri.
    La prima parte è un lungo prologo che serve a presentarci quadro e personaggi e culmina con la vicenda che si fa attendere annunciata da un filo rosso di tensione narrativa srotolato con sapienza tra i saloni della villa e il giardino.
    La seconda parte porta Robbie (il figlio della giardiniera, mantenuto agli studi dalla nostra famgilia Tallis), in guerra. Attraverso i suoi occhi - al cui fondo rimane impressa indelebile la fotografia di Cecilia (sorella di Briony) e delle vicende centrali del romanzo - attraverso quel suo sguardo mai abbastanza indurito dalla vita, incontriamo morte, disperazione, orrore e speranza. Pagine bellissime, ricche di personaggi che passano come meteore nel cuore del racconto ma che lasciano dietro di sé tracce luminose e qualche sorriso.
    La terza parte è la più difficile, Briony è cresciuta, vive con difficoltà la sua colpa ma la sua vita scorre normalmente, come quella di ognuno di noi, come se le sue azioni, così gravi, così definitive, potessero essere archiviate come "errori di bambina". E il bello è che noi ci crediamo, io ci ho creduto, e l'antipatia che inizialmente provavo, piano piano si trasforma in quel legame poco chiaro che spesso si instaura con i personaggi letterari, si finisce per affezionarsi anche a coloro che sbagliano.
    La quarta parte è dedicata alle riflessioni post avvenimenti, ed è una parte liberatoria e dolorosa insieme.
    Ognuna di queste parti potrebbe costituire un breve racconto, pubblicato a sé ma trovarle riunite in un'unica storia, in un unico libro, in un unico corpo e in un unico momento di lettura, rende questo romanzo degno di un voto pieno.
    Forse ma proprio forse, l'epilogo poteva essere più ampio e non escludo che a parlare sia solo la voglia di proseguire nella lettura di queste parole inanellate in un gioiello.
    Buona lettura!

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