Atonement

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Publisher: Seal Books

4.2
(6962)

Language: English | Number of Pages: 496 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , French , Chi simplified , German , Italian , Spanish , Swedish , Catalan , Latvian , Polish , Slovenian , Portuguese , Finnish

Isbn-10: 1400025559 | Isbn-13: 9781400025558 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    Scrittura intensa e seppur ricca di pagine descrittive, sempre scorrevole e mai noiosa. Emozioni dei personaggi riportate in una maniera così fedele e profonda, che rendono facile l'empatia. Emozioni ...continue

    Scrittura intensa e seppur ricca di pagine descrittive, sempre scorrevole e mai noiosa. Emozioni dei personaggi riportate in una maniera così fedele e profonda, che rendono facile l'empatia. Emozioni suscitate che tengono incollati alla pagina, al dispiegamento della vicenda che sfocia in avvenimenti carichi di tensione e inaspettati. Il finale mi ha portato a una lunga riflessione sulla vita, sulla scelte- piccoli grandi momenti inconsapevoli o no- che possono condizionare un'intera vita.

    said on 

  • 5

    Lo ammetto, ho scelto di leggere questo libro qualche anno fa, dopo essermi innamorata del film - che poi ho scoperto essere piuttosto aderente al romanzo.
    Lo considero come un inno a "quello che sare ...continue

    Lo ammetto, ho scelto di leggere questo libro qualche anno fa, dopo essermi innamorata del film - che poi ho scoperto essere piuttosto aderente al romanzo.
    Lo considero come un inno a "quello che sarebbe potuto essere se...", la classica frase che accompagna sempre i nostri rimpianti o i nostri rimorsi.
    In questo caso si tratta di rimorso, il leitmotiv che condiziona l'intera vita di Briony, la protagonista, che consacra la propria esistenza all'espiazione della propria colpa e allo sforzo di ottenere il tanto sospirato perdono per un'azione avventata commessa da ragazzina: un'azione avventata le cui conseguenze, però, si rivelano come una macchia indelebile nella vita delle persone a lei più care.
    Una storia delicata e commovente, romantica, ma per nulla melensa, che lascia un ricordo agrodolce nella memoria del lettore.

    said on 

  • 4

    Ogni persona è, tra le altre cose, un oggetto facile da rompere e difficile da riparare

    Ian Mcewan affida ancora una volta la narrazione ad una donna. Questa volta fa di più, perchè la donna è una ragazzina che nel 1935 ha tredici anni. Leggo delle sue fantasticherie, del suo subbuglio, ...continue

    Ian Mcewan affida ancora una volta la narrazione ad una donna. Questa volta fa di più, perchè la donna è una ragazzina che nel 1935 ha tredici anni. Leggo delle sue fantasticherie, del suo subbuglio, del suo egoismo e mi domando se io trovi le donne di McEwan attendibili proprio perchè descritte da un uomo, dunque più simili a come me le immagino. Rifletto sul fatto che quando sono le donne a descrivere se stesse, faccio più fatica. Nel frattempo McEwan cambia narratore, sceglie la sorella ventitreenne, tesse una trama articolata, e in modo appropriato piazza delle anticipazioni che fanno aumentare il ritmo di lettura. (E' la tecnica punto di forza di Truman Capote in A sangue freddo).

    Nella seconda parte del romanzo lo scenario muta completamente, ci ritroviamo nei panni di un soldato inglese durante la ritirata verso Dunkerque (seconda guerra mondiale). Quel soldato l'avevamo conosciuto, nella prima parte, come uno studente diligente a cui erano stati sottratti amore e libertà. Di fronte all'orrore della guerra, tutto si ridimensiona

    Attualmente, il problema era riuscire a mangiare senza essere aggrediti. La sopravvivenza coincideva con l'egoismo.

    La terza parte è la guerra vista dal punto di vista di un'infermiera in un ospedale londinese. L'infermiera si chiama Briony, è la stessa ragazzina che nel 1935 aveva tredici anni. McEwan le affida alcuni pensieri sulla scrittura

    Il racconto era una sorta di telepatia. Attraverso la trascrizione di segni sulla pagina, lei era in grado di trasferire pensieri e sentimenti dalla sua mente a quella del lettore. Era un processo magico, tanto comune che nessuno si soffermava a rifletterci.

    Soltanto una storia permetteva di entrare in più di una testa e dimostrare come ciascuna avesse eguale valore.

    La passione di Briony per la scrittura è quella di McEwan, di nuovo mi sorprendo per la scelta di parlarne attraverso una donna. Che gli serva da filtro? che gli consenta spersonalizzazione? Ho dovuto saltare alcune descrizioni particolareggiate delle ferite causate dagli ordigni bellici e sono approdato all'ultima parte del romanzo che aveva in serbo anche l'ultima sorpresa.

    Ho recensito il libro nel modo in cui l'ho letto, senza sapere niente della sua trama. Mi è piaciuto particolarmente proprio per questo motivo. Se avessi ceduto all'impulso di leggere l'introduzione sarebbe “svaporata” buona parte della mia soddisfazione di lettura. Le parti sono interconnesse fra loro perfettamente. Per scelta, non sarò io a spiegarvi come.

    Il finale mi ha quasi commosso, non me lo aspettavo. Spesso scriviamo di finali deludenti, in questo caso devo complimentarmi per il modo con il quale McEwan ha scelto il suo. Vi è anche un post-finale, dove nei panni di Briony McEwan si chiede: come può una scrittrice espiare le proprie colpe, quando il suo potere assoluto di decidere dei destini altrui la rende simile a Dio?

    Mi sento estraneo alla creazione letteraria, lontano dal potere assoluto, ciò che posso fare è apprezzare un essere umano che non solo si sente questo potere, ma possiede la capacità di esercitarlo. Il McEwan di Espiazione è un ottimo scrittore ma non è Dio, se mai Dio avesse scritto un romanzo, quello s’intitolerebbe “I Miserabili”.

    said on 

  • 4

    Si sarebbero gettati insieme. Adesso era con lui, a guardare nell'abisso, e insieme videro che la pietraia si tuffava in una distesa di nuvole. Mano nella mano si sarebbero lanciati all'indietro.

    E' difficile pungolare continuamente la nostra coscienza senza che si delinei una storia. Quando ci smarriamo tra le pieghe di un'idea irresistibile, osserviamo come il filo bianco che si srotola dall ...continue

    E' difficile pungolare continuamente la nostra coscienza senza che si delinei una storia. Quando ci smarriamo tra le pieghe di un'idea irresistibile, osserviamo come il filo bianco che si srotola dalla punta di una semplice piuma d'oca si avvolge in parole. Ne siamo assorbiti e meramente soddisfatti, e sebbene agli occhi del mondo il nostro potrebbe apparire come un "tentativo" folle e privo di significato, rendiamo giustizia al brusio insopportabile delle nostre ansie o paure ai cambiamenti che ci avevano fatto dubitare di noi stessi.
    Briony ricorda questo momento come il bruciore di una ferita non ancora rimarginata. Aveva trovato il ramo sottile di un racconto, e l'aveva pulito per bene. Rifinendolo in ogni sfaccettatura, mettendo per iscritto il desiderio, e potervi creare un mondo: competere ai massimi livelli accettando sfide continue. Dopotutto, ci si misura rapportandosi agli altri; non esiste alternativa! Di quando in quando, in modo assolutamente involontario, arriva qualcuno e ti insegna qualcosa sul tuo conto. Tessendo un filo indissolubile e crescendo all'ombra della nostra completa incoscienza; quella benedetta ignoranza che ci aveva fatto ritenere Briony un angelo biondo disceso in terra. Col desiderio insopprimibile di rendere giustizia a coloro che l'avevano fatta dubitare sulle sue sorti di scrittrice, col disgusto misto a incanto che provava, una sfilza di sogni infranti con esperienze terribili.
    La complessità stessa dei suoi sentimenti consolidò in lei la certezza di trovarsi sulla soglia di un teatro fantasmagorico di emozioni adulte e di segreti dai quali la scrittura non poteva che trarre vantaggio. Quale romanzo avrebbe mai potuto contenere altrettanti termini di contraddizioni? Scrivere, in fin dei conti, non era come librarsi in cielo, sperimentando una forma possibile di volo, di fantasia, di immaginazione?
    Una curiosità ardente e selvaggia mi aveva strappata dalla monotonia del giorno per fiondarmi fra le pagine di un caso editoriale affascinante, emozionante, che introduce un elemento essenziale. Un principio di tenebra. L'espiazione. La redenzione. E sebbene la violenza del messaggio mi scagionasse completamente, ciò non mi impedì di sentirmi afflitta. Era sbagliato tutto questo; tutto sommato è giusto, anzi più che naturale, che mi sentissi così. Rivedere Briony, Cecilia, Robbie era stata una gioia, ma non potevo negare di aver esagerato con l'entusiasmo per evitare la spada di Damocle che gravava sulla testa dei protagonisti. E solo a lettura terminata mi ero spinta oltre l'immaginazione. Avevo ignorato la voce della piccola Briony e, sprigionando lo sguardo lungo il vialetto, fra le vecchie mura di una dimora fatiscente, nei cuori di due giovani innamorati ma disillusi, mi accorsi che era tutto piuttosto gradevole. L'immaginazione mi stava offrendo una serenità immutabile e senza tempo che più di ogni altra cosa confermò l'idea della mia permanenza.
    Tutto questo: Briony e le sue colpe, Cecilia e Robbie, la raffinata storia d'amore e di colpa che celano i loro cuori caldi, le geometrie amorose ed emotive, le pulsazioni che via via aumentavano nelle mie orecchie, tutto questo mi procurò il piacere di assistere alla metamorfosi di una famiglia in deliziosa estraneità.
    Come fossi capitata nuovamente in un caldo giorno d'estate del 1935, come fossi entrata silenziosamente negli animi dei protagonisti, non so dirlo. Il romanzo aveva forse un barlume di vita propria? Il mistero era sigillato un attimo prima dall'emozione, dall'istante che avrebbe separato la quiete dell'anima dal cuore, quando i sentimenti bussavano alla porta? Come lo scontro fra due satelliti, che tuttavia restano nettamente separati.
    Esisteva soltanto il presente e il futuro. Non c'erano segni di creazione, linee di congiunzione, eppure sapevo che al di là di questa patina trasparente che ricopriva ogni cosa - ogni battito, ogni respiro - si trovava la vera essenza di questa storia. L'anima del romanzo, e quella della piccola Briony dalla quale dipesero le sorti di un destino oscuro e incerto. Rimescolando gli elementi, non riuscendo più a ripristinare l'ordine.
    La mia visita inaspettata aveva mosso un po' le acque: avevo svolto il ruolo di osservatrice, dalla naturale lucentezza della mia camera, e ogni cosa mi era apparso come un continente inquieto e vastamente popolato dalla cui scarsità di elementi in conflitto fra loro avanzavano contrastanti pretese alla mia trepida sensibilità. Non mi ero fatta alcun progetto: il passato, offuscato da questa patina appiccicosa, ammesso che avrebbe bussato alla mia porta, tendeva a trasmettermi una visione degli eventi incompleti ed eccessivamente vaghi. Fu in grado di attanagliare le mie membra, eppure potei ricavarne quel giusto materiale utile per raggiungere il futuro. Raggruppando cose che non hanno solo un battito, ma anche una voce. Aspettano sotto l'ombra di essere chiamate ed evocate, prima che il fuoco della vita se le prenda e le ammutolisca.
    Col tempo avrei ricordato i personaggi di Espiazione come figure che, in un centinaio di pagine, avevano lasciato uno spazio vuoto che aveva la forma di una persona. Al percorso spesso accidentato che dovettero imboccare, e che si era congiunto alla strada dove questa curvava verso i loro cuori e i loro segreti.
    L'intensità di una manciata di giornate luminose in loro compagnia raccolse piacevoli, immediate e molteplici sensazioni: la furia devastatrice della guerra, la dolcezza che aleggia nell'aria immobile e calda, l'abbandono di due corpi ardenti e sudati fra i meandri di una gigantesca libreria. La sensazione di trepidazione e fascino che provai all'idea di vederli tenersi per mano mi procurò anche un soffuso piacere sensuale avvolto da un generale senso di ebbrezza: era qualcosa di intenso, quasi irritante, che mi aveva procurato il piacere di scoprire cosa volesse dire essere innamorati. Così emozionante e travolgente; così dolce come l'aria della sera. Chiacchiere che mi avvolsero e mi penetrarono intensamente, evocando l'immagine di un mondo fatto di cattive intenzioni e tristi finali.
    Brividi crescenti della dimenticanza; suono di due cuori che si cercano in ogni battito, mentre le anime si osservano dalla soglia di un'inquietudine sensuale e incessante, questo è per me Espiazione. Una forma possibile di volo, di immaginazione. Una grande partecipazione ai pensieri altrui, assumendosi un ruolo dominante mentre si conduce per mano il destino di qualcun altro. La capacità di penetrare all'interno di una mente e mostrarne il lavoro e tutte le trame interiori. Il pensiero, la percezione, la coscienza che fluisce come un fiume nel tempo, in cui è possibile cogliere il senso di un grande cambiamento.
    Un mondo conchiuso disegnato con la chiarezza di parole non sempre semplici, ma perfette. Snaturato dagli scarabocchi di altre menti, altri bisogni, in cui persino il tempo - così facile da stabilire e segmentare ad intervalli regolari - nel romanzo gocciola a poco a poco in modo incontrollabile. Una fonte di segretezza che rievoca il piacere della miniaturizzazione e della scrittura; quest'ultima, intesa nel romanzo come una pratica incerta, vulnerabile e imbarazzante.

    Lui l'aveva vista, e sarebbe stato in grado di rivederla in ogni momento, anche quando il ricordo si fosse ridotto a un semplice aneddoto da pub con gli amici.

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  • 0

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Una mocciosa di 13 anni che accusa ingiustamente di stupro i ...continue

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Una mocciosa di 13 anni che accusa ingiustamente di stupro il figlio della domestica. Della serie che io, quando ho sostituito - con il mio - il numero della bambina che piaceva a mio fratello e ho finto di essere lei facendogli poi credere si fossero fidanzati, al confronto sono solo un principiante.

    said on 

  • 5

    El daño está hecho: no hay expiación posible.

    Me parece que todo son virtudes en esta novela: la creación profunda y creíble de los personajes, la red de relaciones emocionales que los envuelve, la fuerza narrativa de los acontecimientos que se v ...continue

    Me parece que todo son virtudes en esta novela: la creación profunda y creíble de los personajes, la red de relaciones emocionales que los envuelve, la fuerza narrativa de los acontecimientos que se van sucediendo, el estilo pulido y perfecto en el uso del lenguaje...
    Creo que puede ser una de las grandes obras literarias de las primeras décadas del siglo XXI. Dudo mucho que el autor sea capaz de igualar lo que consiguió en esta novela, aunque he leído alguna otra suya de mucho mérito.
    La primera parte, que ocupa casi la mitad de las páginas del libro, puede resultar demasiado morosa para quienes esperen un argumento en el que pasen muchas cosas. En realidad, lo que se cuenta podría encajar perfectamente en la trama de cualquier novela rosa de entretenimiento. Sin embargo, se nota en seguida que este autor tiene un don para la creación literaria de alto nivel. La segunda mitad del libro, momento en que se produce un salto cronológico hacia adelante y la narración cambia de localización y sale de la casa de los Tallis, atrapa definitivamente al lector que ha llegado hasta allí. Es cuando aparecen los acontecimientos históricos que van a causar un definitivo revuelo en las atribuladas vidas de los personajes principales.
    Para culminar todo, resulta magistral el modo en que el autor resuelve el desenlace de la trama.

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  • 1

    Ondivago, a esser buoni.

    Una buona prosa e una buona idea di fondo che non si incontrano mai nel libro perché la narrazione beccheggia in balia dei flussi, meglio delle onde, di coscienza di un personaggio per volta; perché l ...continue

    Una buona prosa e una buona idea di fondo che non si incontrano mai nel libro perché la narrazione beccheggia in balia dei flussi, meglio delle onde, di coscienza di un personaggio per volta; perché la narrazione rolla per la cattivo stivaggio dei pesi, dei fatti narrati; perché la narrazione deriva per le correnti emotive di un personaggio per volta; perché la narrazione scarroccia per il vento della Storia. La narratrice/autrice/protagonista non riesce a tenere la barra sulla rotta prefissata: l'espiazione. Forse per questo ogni tanto cede il passo ad altri narratori (gli autori delle lettere, per esempio)?
    Nella prima parte, divisa in capitoli, non ci sono avvenimenti, ma solo descrizioni ora dei pensieri di Briony o di Cee o di Emily (mai dei personaggi maschili, ridotti o a molluschi o a priapi) ora di paesaggi e scene bucolici. Parrebbero interessanti i sofismi sulla scrittura e sul rapporto autore narratore fruitore dell'opera espressi da Briony, ma ritengo estremamente improbabile un tale livello di autocoscienza e di coscienza intellettuale in un essere umano di tredici anni scarsi e che a mala pena distingue il bene dal male, il male assoluto (che forse scopre nella seconda parte) dal male minore.
    La seconda parte è senza capitoli forse perché la Guerra, la Storia non ammettono interruzioni o periodizzazioni? Domanda, questa come tante altre anche meno sofisticate sulla sorte di alcuni personaggi, senza risposta: non ho trovato nessuna riflessione di carattere generale su questi concetti. Questa parte, invece, pullula di particolari truculenti ancorché estremamente realistici degli orrori bellici e, naturalmente, di pensieri dei protagonisti (mai dei comprimari che sono macchiette) a distanza di cinque anni dalla giornata descritta nella prima parte: che orrore descrivere così bene le perdite arti occhi ed altri frammenti di carne e non aver saputo voluto descrivere la disumanizzazione della condizione umana provocata dalla Guerra.
    Ma ecco che la moralizzazione arriva nella terza parte: uno sproloquio sul potere divino degli scrittori e sulla loro sostanziale incolpevolezza. Una terza parte auto assolutoria, auto incensatoria in cui McEwan sostiene che «Non c'è espiazione per Dio, né per il romanziere, nemmeno se fossero atei».

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  • 5

    Da mettere nello scaffale dei classici.

    Dello stile e del valore letterario lascio parlare i miei amici aNobiani.
    Dirò delle mie emozioni. Mi capita un libro su venti che mi coinvolga tanto come questo. Mi sono organizzato questa settimana ...continue

    Dello stile e del valore letterario lascio parlare i miei amici aNobiani.
    Dirò delle mie emozioni. Mi capita un libro su venti che mi coinvolga tanto come questo. Mi sono organizzato questa settimana per trovare più spazi di lettura. Il libro si sviluppa come le 4 stagioni di Vivaldi ( corrette ): inizia come una briosa primavera, per svilupparsi in una tempestosa e drammatica estate; poi il gelido e tragico inverno, ed infine il melanconico autunno. E suspence ad ogni pagina.

    said on 

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