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Attentat

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Editeur: LGF - Livre de Poche

3.6
(489)

Language:Français | Number of pages: 152 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , Italian , German

Isbn-10: 2253146889 | Isbn-13: 9782253146889 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy

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Description du livre
Sorting by
  • 4

    La bella e la bestia nel 2000

    Difficile dire qualcosa di questo libercolo senza fare delle anticipazioni.
    Parla di una storia d'amore tra una ragazza sublime e un uomo orrendo, questo si può dire.
    E di lucida disperazione, tema caro alla Nothomb, che come spesso le accade sforna un bel romanzo che galleggia tra at ...continuer

    Difficile dire qualcosa di questo libercolo senza fare delle anticipazioni.
    Parla di una storia d'amore tra una ragazza sublime e un uomo orrendo, questo si può dire.
    E di lucida disperazione, tema caro alla Nothomb, che come spesso le accade sforna un bel romanzo che galleggia tra atmosfere reali e grottesche con la solita vena di sarcasmo acido che percorre i suoi personaggi.

    dit le 

  • 4

    L'amore è il sentimento più eracliteo che esista.

    In verità non fui capace di nessuna riflessione: ci vuole un minimo di vuoto in sé per riuscire a traslocare le idee e a trovar loro un buon posto.

    dit le 

  • 5

    Viva la bruttezza!

    Per addentrarmi per la prima volta in vita mia nel mondo di questa scrittrice, ho scelto un libro con un tema a me caro, per quanto il titolo mi rimandasse al terrorismo islamico.
    Una sola parola per descriverlo: stupendo!
    Prima di tutto tengo a precisare che "Attentato" non è una sbo ...continuer

    Per addentrarmi per la prima volta in vita mia nel mondo di questa scrittrice, ho scelto un libro con un tema a me caro, per quanto il titolo mi rimandasse al terrorismo islamico.
    Una sola parola per descriverlo: stupendo!
    Prima di tutto tengo a precisare che "Attentato" non è una sbobba piagnona, patetica e sdolcinata, anzi, tutt'altro.
    Epiphane, il protagonista, è un uomo bruttissimo "con una faccia che somiglia ad un orecchio, la pelle che gli penzola dalle ossa e il paradiso dell'acne sulle scapole" ma non per questo complessato: il dispiacere che prova per il suo aspetto è praticamente minimo e ne va quasi fiero, adorando vedere le reazioni che lui stesso suscita in ogni persona che incontra il suo volto.
    E' tuttavia un uomo molto colto, raffinato, intelligente e riflessivo, sempre con la risposta pronta, spesso sarcastica.
    Una persona d'ammirare, insomma, testimoniato anche dal fatto che sarà sempre rispettato, soprattutto nel lavoro che si troverà (che non dico, perchè è talmente scioccante e comico che rovinerei la sorpresa).
    Inevitabilmente s'innamorerà di Ethel, un'attrice che lui stesso definisce "la più bella donna del mondo", che lo considera come un fratello e niente più, essendo innamorata di un altro uomo (stupido e arrogante) e il povero Epiphane sarà costretto a soffrire in silenzio facendo buon viso a cattivo gioco... almeno fino alla fine!

    Bello, bello, bello. Amelie Nothomb è stata una vera rivelazione per me! Questa mitica donna è riuscita a prendere in prestito un tema molto delicato per farlo sfociare in un misto di satira, comicità e grande cultura, nonchè in una perfetta rappresentazione della società attuale che finalmente qualcuno riesce a mettere a nudo senza tanti preamboli.
    Il suo stile è semplice ma incisivo, e lascia profondi segni nell'anima, oltre che essere terribilmente divertente e macabro insieme.
    La cosa che più mi ha divertita nel libro è stata la profonda critica di Epiphane nei confronti di Quasimodo, il celeberrimo campanaro gobbo di Notre Dame: tutti lo definiscono buono d'animo, ma secondo lui non è vero, perchè se lo fosse si sarebbe dovuto innamorare di una vecchia brutta e sdentata ma gentile, invece che di una bellissima ma superba zingara, dando in questo modo un buon esempio.
    Essendo io grandissima ammiratrice del capolavoro letterario di Victor Hugo, mi sono spanciata dalle risate leggendo quest'osservazione anche se non sono totalmente d'accordo (ma d'altronde, se non prendiamo in giro le cose che ci piacciono di più, non si sopravvive in questo mondo!).
    Oppure quando racconta, a seconda delle persone che ha davanti, varie versioni della storia della sua vita, tra cui quella di essere nato dalle feci di sua madre dopo che questa si ubriacò al casinò di Montecarlo.
    L'unica cosa che un po' mi ha delusa è il finale che ho trovato molto amaro e inaspettato, soprattutto perchè ha rivelato la vera natura di Ethel che avrei volentieri preso a schiaffi in quel momento.
    Però da quanto mi sembra e da quanto ho capito, tutto questo è tipico della Nothomb e se il finale fosse stato diverso molto probabilmente sarebbe caduto nel banale togliendogli un po'della sua bellezza.

    In conclusione: questo libro merita davvero tanto e lo consiglio a tutti, sia a chi ama Amelie, sia a chi non ha mai letto niente di lei.
    Risate, cultura, sarcasmo e macabro non mancano di certo!

    dit le 

  • 4

    Graffiante

    cridele, ironico. nel frattempo che ci mette di fronte all'esistenza delle apparrenze e di come ci anneghiamo dentro, si permette di presentarci una versione de la Bella e la bestia.
    E' sarcastico ed anche umoristico.

    dit le 

  • 4

    Niente di nuovo sotto al sole. Il finale stravolge quel tanto che basta per aver letto le 100 pagine di romanzo.
    Quello e l'aggettivo 'eracliteo'. Grazie Amélie per contribuire ad ampliare il mio vocabolario!

    dit le 

  • 3

    La bellezza non è tutto, diamine!

    ...ma allora cos'è? A che serve contemplare il sublime?
    E' colpa della bellezza se le persone si fermano sempre alle apparenze e non capiscono, comunque, che la bellezza è soggettiva, non oggettiva. Ma purtroppo non se ne può fare a meno di dire:"che brutto quello", "che grassa quell'altra" ...continuer

    ...ma allora cos'è? A che serve contemplare il sublime?
    E' colpa della bellezza se le persone si fermano sempre alle apparenze e non capiscono, comunque, che la bellezza è soggettiva, non oggettiva. Ma purtroppo non se ne può fare a meno di dire:"che brutto quello", "che grassa quell'altra", "ma quant'è magra, sta per scomparire!", "quello ha un fisico da urlo, ma in faccia fa cacare"(o viceversa). E' una tristezza amara vedere una società fondata su questi tipi di commenti che sono all'ordine del giorno... e ancora più amara l'invidia che ti rode dentro se tu fai schifo e vedi una persona che è strabella. Ti ritrovi a pensare:"ma è possibile che esistano creature così?! Che sembrano quasi uscite dai manga?"
    Tutti alla ricerca del bello, quello apparente, fittizio ma senza pensare che tanto la vecchiaia(se voglio esagerare, la morte) arriva per tutti e a quel punto cos'è che è più importante? Apparire o essere? Mega domandone.
    Comunque sia non mi ha convinta molto questo quarto libro che leggo della Nothomb e non saprei spiegarne il motivo preciso... so solo che ha contribuito a farmi avere più complessi del solito sul mio fisico! D:

    dit le 

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