Atti innaturali, pratiche innominabili

15 irresistibili racconti pop

Di

Editore: Bompiani (I grandi tascabili, 502)

3.6
(192)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 151 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845228789 | Isbn-13: 9788845228780 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ranieri Carano ; Postfazione: Daniele Brolli

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 3

    ...ma soprattutto pagine introvabili, ormai da mesi. Appena risbuca finisco di leggere l'ultimo racconto. Perchè questa è roba buona davvero!

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    ...ma soprattutto pagine introvabili, ormai da mesi. Appena risbuca finisco di leggere l'ultimo racconto. Perchè questa è roba buona davvero!

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    e invece no. Si era semplicemente nascosto. Anche se, con un atto di prestigio, nel nascondersi ha fatto svanire un po' della magia che aleggiava nelle sue pagine e ora questi racconti mi lasciano un retrogusto di boh?
    Un'analisi letteraria dettagliata di questa raccolta di racconti che a detta di molti scrittori (non unico DFW) è uno dei capisaldi della narrativa USA del XX secolo potrebbe così riassumersi: "c'è o ci fa?"

    Nella impossibilità di trovare una risposta a questa domanda tra pagine che oscillano tra lo scintillante preziosismo letterario e la delirante presa per il culo, pagine su cui d'altra parte frotte di scrittori dilettanti si sono esercitati producendo sterco dall'inconfondibile odore di sterco, il mio giudizio resta giudiziosamente sospeso, dubbioso, confuso.

    A volte dà proprio l'impressione di saperla lunga.
    Anche Silvan dava l'impressione di saperla lunga.

    ha scritto il 

  • 3

    meno - Avanguardia arrugginita

    Uscita nel 1969, questa raccolta lanciò Barthelme nel firmamento degli scrittori fighi. Il suo stile dissacrante, avanguardistico, pazzo, sarcastico, musicale (“Alice”, per esempio, è quasi del tutto ...continua

    Uscita nel 1969, questa raccolta lanciò Barthelme nel firmamento degli scrittori fighi. Il suo stile dissacrante, avanguardistico, pazzo, sarcastico, musicale (“Alice”, per esempio, è quasi del tutto privo di punteggiatura ma, cionondimeno, possiede un ritmo, una musicalità, appunto - che è, poi, il maggior pregio del racconto) e, mi si passi il termine (ma parlando di un libro di Barthelme tutti i termini e le trovate dovrebbero essere ammesse a prescindere), poppesco (non nel senso di abbondante, materno, ma derivante dal pop che com’è noto scaturisce a sua volta da popolare).

    Nella maggior parte dei racconti, Barthelme ci infila la guerra - per contestarla, ovviamente -, mentre in tutti rappresenta la follia del mondo moderno mettendone in evidenza angosce, dolori e una certa tendenza alla superficialità.

    Pur riconoscendo a questi racconti - o in buona parte di essi - un indubbio valore letterario (per lo più di tipo “dirompente”) e la capacità di ingarbugliare tutto per descrivere un mondo che si va sempre più ingarbugliando, devo ammettere che nell’insieme sono rimasto piuttosto deluso da “Atti innaturali, pratiche innominabili”. Cioè, insomma, li avessi letti nel ’69 o anche nel ’74, per dire, molto probabilmente li avrei trovati strepitosi e ora me ne starei qui a sbellicarmi le mani fra una parola e l’altra, però, oggi, quando l’anno domini 2015 è quasi giunto al capolinea, non so, tutte quelle trovate stilistiche hanno perso buona parte del loro mordente e, ammettiamolo, quello che allora appariva a Barthelme come un mondo uscito di senno, a noi, oggi, sembra un ingenuo bambino solo un tantino discolo (ma questa non è certo colpa dell’autore, soltanto che, a mio sindacalissimo parere, i suoi racconti risentono del trascorrere del tempo).

    Nella Raccolta è presente anche “Il pallone” che, se non ricordo male, piaceva da morire a David Foster Wallace; è piaciucchiato pure a me, anche se gli ho preferito “La banda della polizia”, “Partita” e “Il presidente”. Quest’ultimo, che racconta di come tutti fossero colpiti dal nuovo presidente - un tipo alquanto strano e del cui passato si sapeva pochissimo - al punto da svenirgli davanti, è, forse, il più attuale di tutti, se è vero com’è vero che anche noi siamo alla disperata ricerca di un messia/premier/condottiero - primarie o non primarie!)

    ha scritto il 

  • 3

    ...ma soprattutto pagine introvabili, ormai da mesi. Appena risbuca finisco di leggere l'ultimo racconto. Perchè questa è roba buona davvero!

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    ...ma soprattutto pagine introvabili, ormai da mesi. Appena risbuca finisco di leggere l'ultimo racconto. Perchè questa è roba buona davvero!

    Helpdesk! Dovreste aggiungere l'opzione temporaneamente smarrito.

    ha scritto il 

  • 5

    15 irresistibili racconti pop

    Donald Barthelme è stato uno dei grandi innovatori della narrativa americana del dopoguerra. Nel 1964 irrompeva per la prima volta sulla scena letteraria con fulminanti collage narrativi che miscelano ...continua

    Donald Barthelme è stato uno dei grandi innovatori della narrativa americana del dopoguerra. Nel 1964 irrompeva per la prima volta sulla scena letteraria con fulminanti collage narrativi che miscelano in maniera geniale immaginario pop e cultura alta, ambientazioni borghesi e invenzioni fantastiche. Quasi un nuovo genere di dadaismo, che dietro il caos apparente e la virtuosistica giustapposizione di immagini disegna in realtà un quadro precisissimo – e crudele – della condizione della civiltà contemporanea. (Minimum Fax)

    ha scritto il 

  • 3

    Alti e bassi come in ogni raccolta di racconti, ma con in mezzo un piccolo capolavoro, "Il Pallone", non a caso fonte di ispirazione per D. F. Wallace.
    Leggerò altro di Barthelme...

    ha scritto il 

  • 1

    mah?

    Sarò io lo stupido, probabilmente, ma non riesco a capire il senso di quello che sto leggendo.
    In parte è frustrante, in parte si ha la vaga sensazione di venire presi per i fondelli... Ma probabilmen ...continua

    Sarò io lo stupido, probabilmente, ma non riesco a capire il senso di quello che sto leggendo.
    In parte è frustrante, in parte si ha la vaga sensazione di venire presi per i fondelli... Ma probabilmente sono io che ho dei limiti..

    ha scritto il 

  • 5

    ATTI INNATURALI, PRATICHE INNOMINABILI

    Le parole di Donald sono come caramelle fasciate di carta scintillante, che si sciolgono dolcissime sulla lingua tingendola di rosso sangue. E non t’importa di sapere cosa c’è dentro, perché sono deli ...continua

    Le parole di Donald sono come caramelle fasciate di carta scintillante, che si sciolgono dolcissime sulla lingua tingendola di rosso sangue. E non t’importa di sapere cosa c’è dentro, perché sono deliziose, e questo ti basta. Dice Aimee Bender nella prefazione a questa raccolta di racconti: «Donald Barthelme è uno di quegli scrittori che, nel ridisegnare l’universo in maniera esilarante, grottesca o puramente assurda, hanno il dono di trasformare “un involucro di arguzia in un abisso di profondità”». Una sintesi perfetta. Non c’è altro da aggiungere.

    ha scritto il 

  • 3

    Pop!

    Intuisco con chiarezza lo spessore della scrittura di Barthelme; ma credo anche di poter dire definitivamente che il postmoderno non fa per me.
    Abbandonato.

    ha scritto il