Au bonheur des dames

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4.0
(617)

Language: Français | Number of pages: 441 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , German , Spanish , Russian

Isbn-10: 2842481321 | Isbn-13: 9782842481322 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback , Mass Market Paperback , Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Description du livre
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  • 5

    Un romanzo che vuole raccontare la Parigi di fine '800 con le sue grandi trasformazioni. È il romanzo delle grandi contrapposizioni: da un lato la nascita dei grandi magazzini, dall'altro i piccoli bo ...continuer

    Un romanzo che vuole raccontare la Parigi di fine '800 con le sue grandi trasformazioni. È il romanzo delle grandi contrapposizioni: da un lato la nascita dei grandi magazzini, dall'altro i piccoli bottegai del quartiere, prigionieri delle loro tradizioni, che cercano di rimanere a galla in attesa di essere fagocitati da questi grandi mostri; l'intraprendente, ambizioso e affascinante Octave Mouret da una parte, la giovane provinciale timida Denise dall'altra. Zola vuole narrare la continua guerra tra il piccolo e grande commercio e la lotta tra due modi di vivere apparentemente così lontani tra loro.
    Zola è una certezza. Magistrale e meraviglioso.

    dit le 

  • 5

    Come tutti i romanzi di Zola anche in questo si cammina sulla lama di rasoio del dramma; c'è chi l'addita di eccessiva prolissità per le pagine e pagine di descrizioni di scaffali, stoffe, gioie e mer ...continuer

    Come tutti i romanzi di Zola anche in questo si cammina sulla lama di rasoio del dramma; c'è chi l'addita di eccessiva prolissità per le pagine e pagine di descrizioni di scaffali, stoffe, gioie e merletti, a loro ribatto: quante pagine servono per descrivere il Paradiso?

    Un libro grandioso come l'autore; i Grandi sanno già tutto all'origine: oggi come ieri, anche noi sguazziamo tra gli scaffali - le conseguenze di quei tempi- tutti arrembanti e armati di carte di credito più-veloci-del-west la domenica pomeriggio tra un carrello e un buono sconto. Però noi non abbiamo Zola.

    dit le 

  • 3

    Fare, operare, opporsi agli eventi, vincerli, esserne vinto, sta qui tutta la gioia e la salute degli uomini,

    Al Paradiso delle signore è un libro che mi suscita opinioni contrastanti e pertanto merita due commenti distinti.
    La prima impressione, positiva, è per Zola, per la sua scrittura moderna e scorrevole ...continuer

    Al Paradiso delle signore è un libro che mi suscita opinioni contrastanti e pertanto merita due commenti distinti.
    La prima impressione, positiva, è per Zola, per la sua scrittura moderna e scorrevole e per la bravura dimostrata nell'anticipare i tempi, descrivendo i cambiamenti che ci sono stati nel commercio e le difficoltà subite dai piccoli commercianti nella concorrenza con la grande distribuzione. La seconda impressione, negativa, riguarda la trama e soprattutto il finale del romanzo. Nonostante adori lo shopping, alla lunga le pagine con le descrizioni di trine e sete diventano ripetitive e noiose, un dilungarsi inutile per un epilogo affrettato, dopo un tira e molla senza senso. Promosso l'autore, bocciato il romanzo!

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  • 5

    Non è il primo libro che leggo di Zola, ma, visto l'argomento leggero di cui credevo trattasse e dopo aver letto Germinal e Therese Raquin, avevo paura che mi deludesse. Non è andata così. Zola riesce ...continuer

    Non è il primo libro che leggo di Zola, ma, visto l'argomento leggero di cui credevo trattasse e dopo aver letto Germinal e Therese Raquin, avevo paura che mi deludesse. Non è andata così. Zola riesce a descrivere vizi e virtù di ognuno con una profondità impressionante e se, fra trine e merletti le donne non fanno una bella figura, gli uomini non sono da meno.
    E poi che dire su quanto sia attuale? Il libro ha quasi due secoli, ma davanti a me scorrevano le immagini dei nostri grandi centri commerciali, la stessa frenesia e senso di alienazione.
    Il maestro Zola ci ha dipinto la nascita del consumatore, non solo "cliente" e del lavoro moderno, che può piacerci o meno, ma non possiamo fermare.

    dit le 

  • 5

    Visto The Paradise qualche tempo fa, appena avuta l'occasione mi sono buttato sul romanzo che lo ha ispirato.
    Poco in comune con la serie britannica che focalizzava sui due protagonisti e le persone a ...continuer

    Visto The Paradise qualche tempo fa, appena avuta l'occasione mi sono buttato sul romanzo che lo ha ispirato.
    Poco in comune con la serie britannica che focalizzava sui due protagonisti e le persone a loro intorno.
    Nel romanzo i protagonisti sono:

    1), naturalmente, il grande magazzino, metrofaga insaziabile, descitta in tutto il suo barocco splendore, nella ricchezza delle vetrine, merci, lampioni, candelabri, fin dentro le viscere dei magazzini e le cucine e le caldaie. I suoi dipendenti, nei vari gradi gerarchici, tutti affamati, stanchi e ambiziosi e pronti a tutti pur di strappare una cliente al collega e prontissimi a dilapirade i guadagni di una settimana nella sola domenica, incapaci di pensare al futuro.

    2) il nuovo che avanza e schiaccia il vecchio incapace di comprenderne il senso, il ritmo, la velocità lo scopo ultimo.
    La desrizione della vana lotta dei commercianti di quartiere presi da un lato dalla del grande magazzino e dall'altra dagli stravolgimenti edilizi voluti dall'imperatore per rifare Parigi.

    La descrizione della vita quotidiana dei commessi, i tanti piccoli caratteri che affollano il grande magazzino, tracciati con pochi ma precisi tratti, quel tanto che basta per renderli vivi e riconoscibili anche al giorno d'oggi.

    Potrebbe essere un documento storico, se non stessimo vivendo la stessa vicenda ai giorni nostri con i gli internet store e i centri commerciali fuori città, i problemi di parcheggio in città, i negozi di quartiere che non riescono a restare aperti 24/7, il franchising che annulla le differenze tra negozio e negozio.

    Tutto già avvenuto, che avviene e che avverrà di nuovo con quello che verrà, qualunque cosa sarà

    dit le 

  • 2

    Insomma!! Tutto quel dilungarsi nelle descrizioni di stoffe e pizzi e giornate di vendita sempre uguali alla lunga è proprio pesante e ho saltato anche dei pezzi. La storia tra i due poi è a dir poco ...continuer

    Insomma!! Tutto quel dilungarsi nelle descrizioni di stoffe e pizzi e giornate di vendita sempre uguali alla lunga è proprio pesante e ho saltato anche dei pezzi. La storia tra i due poi è a dir poco fuori dai canoni (più un feuilleton che un romanzo) e non si capisce come ad un certo punto lei diventi una dirigente e abbia questa influenza incredibile su di lui. Della serie: riesco bene a descrivere le mercanzie, gli interni delle case, le donne isteriche, ma se devo entrare più profondamente nel descrivere i sentimenti non ci riesco. Non mi ha convinta questa volta Zola.

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    5

    La parte iniziale è un po' lenta, ma dopo qualche capitolo il romanzo prende velocità. La storia tormentata di Denise e Octave è intensa e anche emozionante, lei così coraggiosa nella sua moralità e l ...continuer

    La parte iniziale è un po' lenta, ma dopo qualche capitolo il romanzo prende velocità. La storia tormentata di Denise e Octave è intensa e anche emozionante, lei così coraggiosa nella sua moralità e lui così cambiato dall'amore vero. Tra i due non succede nulla di romantico per tutto il romanzo, ma il desiderio e l'amore platonico tra due ci viene raccontato in modo così appassionato che non può lasciare indifferenti.

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  • 4

    al romanzo di Zola sono arrivata sulle tracce della serie di Raiuno ambientata negli anni cinquanta. Serie molto ben fatta, ma la cui gradevolezza mi pareva lontana dallo spirito dello scrittore franc ...continuer

    al romanzo di Zola sono arrivata sulle tracce della serie di Raiuno ambientata negli anni cinquanta. Serie molto ben fatta, ma la cui gradevolezza mi pareva lontana dallo spirito dello scrittore francese a cui si diceva ispirata. E in effetti Al paradiso delle signore è tutto fuorché un libro gradevole: vi si racconta a tinte molto fosche la nascita dei grandi magazzini a Parigi alla fine dell’Ottocento e il conseguente stritolamento delle botteghe artigianali e dei loro proprietari. Il vero protagonista di Zola è il proprio l’emporio che vendendo di tutto e applicando i principi del nascente marketing (sconti, promozioni, pubblicità) monopolizza il mercato e manda sul lastrico i vecchi commercianti. Come sempre in Zola largo spazio è dato alle condizioni dei lavoratori: i commessi del Paradiso, come i cinesi di oggi, vivono dentro il magazzino e mangiano dentro il magazzino, possono essere licenziati per un calo delle vendite, per il capriccio di un cliente, per una gravidanza, addirittura per una relazione malvista. In questo quadro si inseriscono le vicende di Dionisia e Ottavio, rispettivamente aspirante commessa e creatore del Paradiso. Dionisia arriva a Parigi, dopo la morte dei suoi genitori con i due fratelli minori: spera nell’aiuto dello zio ma questo, che ha un negozio di tessuti proprio davanti il grande magazzino, versa in cattive acque e non può fare nulla per loro. La ragazza trova lavoro al Paradiso e una volta messo piede lì dentro ne sperimenta i lati peggiori: paga bassissima e a provvigione, colleghi crudeli, orari prolungati, impegno massacrante. Sarà lei stessa, cresciuta di ruolo, dopo tante traversie, a porre un correttivo a queste storture. Octave, giovane vedovo, antepone a ogni cosa il successo della sua impresa commerciale e nel tempo libero si dedica a relazioni poco impegnative con commesse, ballerine e donne altolocate. Tra la provinciale determinata e dai solidi principi morali e il magnate venuto dal nulla si sviluppa da subito una strana attrazione che si svilupperà nonostante l’abisso sociale che li divide e questa nota romantica si ritrova pari pari nella fiction rai. Il paradiso delle signore televisivo mi pare un ottimo esempio di come si possa prendere spunto da un’opera letteraria pescando tra i suoi temi senza vincolarsi a un’inutile fedeltà. Il libro si trova in formato kindle nell’edizione Bur tradotta da Alfredo Jeri.

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  • 5

    Ben ritrovato Maestro!

    Tornare a leggere Zola dopo tanti anni è stato come rivedere un caro amico della gioventù, dopo pochi minuti ti ritrovi a chiacchierare con lui come se niente fosse e ti senti subito a casa. Questa me ...continuer

    Tornare a leggere Zola dopo tanti anni è stato come rivedere un caro amico della gioventù, dopo pochi minuti ti ritrovi a chiacchierare con lui come se niente fosse e ti senti subito a casa. Questa meraviglia di romanzo mi ha riportato dove ho lasciato Zola un ventennio fa, nel ventre di Parigi o nelle miniere di Germinale. Una sorta di macchina del tempo dai meccanismi perfetti e ben oliati, nessun cigolio, nessuno scossone. Il difficile adesso sarà uscirne.
    Al Paradiso delle signore, sorta di Coin ottocentesca, si vende e si compra di tutto. Lo Shopping è compulsivo anche per chi non può permetterselo. L'occhio chirurgico di Zola descrive l'indescrivibile, affoghiamo in un'orgia di tessuti dai nomi sconosciuti, planiamo dall'alto di questa cattedrale di acciaio e vetro abbagliati dal lusso, storditi dai rumori. Poi, come in una carrellata cinematografica, volgiamo lo sguardo fuori, alle piccole botteghe nere del commercio minuto, ai fantasmi scuri e dolenti che ancora le abitano, alla loro miseria e rovina. Accanto a tanto fulgore si muore, dentro a cotanto lusso si soffre, il mostro macina vite umane. Il sapiente alternarsi dello sguardo "sociale" alle meravigliose descrizioni sono un fiume in piena che travolge. Non sarà tanto per i singoli personaggi che rimpiangerò questa lettura ma per l'atmosfera di un epoca, per avermi catapultata in mezzo a loro, a soffrire, a sperare, desiderare, persino comprare, per essere riuscito a fare di un romanzo un'esperienza di vita come solo i grandi della letteratura possono. Grazie Mensieur Zolà, dal più profondo del cuore e dal XXI secolo. Magari ci fosse qualcuno in grado di raccontarlo ai posteri come te.

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