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Au bonheur des dames

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4.0
(506)

Language:Français | Number of pages: 441 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , German , Spanish , Russian

Isbn-10: 2842481321 | Isbn-13: 9782842481322 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback , Mass Market Paperback , Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Description du livre
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  • 4

    Shopping di parole

    Fatte le debite considerazioni temporali e via discorrendo non c'è da stupirsi della frenesia delle donne di Parigi ipnotizzate e catturate dal Paradiso degli acquisti. Sono stata a Parigi innumerevoli volte e non mi sono mai fatta mancare una visita alle Galeries Lafayette o alla Samaritaine o ...continuer

    Fatte le debite considerazioni temporali e via discorrendo non c'è da stupirsi della frenesia delle donne di Parigi ipnotizzate e catturate dal Paradiso degli acquisti. Sono stata a Parigi innumerevoli volte e non mi sono mai fatta mancare una visita alle Galeries Lafayette o alla Samaritaine o simili templi del più sfrenato shopping compulsivo. Zola è un Grande e magistralmente restituisce ai nostri occhi, ormai abbastanza smaliziati, l'incanto che le parigine devono aver provato di fronte a tanta 'roba'. Protagonista assoluto del romanzo è il grande magazzino e le dinamiche più o meno perverse che gli girano intorno. Lui, Zola, eccede nella ripetizione degli spettacolari allestimenti. Forse volendo eccedere. La trama da feuilleton ci accompagna, sbiadita dal tempo, sullo sfondo stupefacente della trappola immane, luccicante di luci e di orpelli dedicata a donne, descritte senza la stessa curiosità ammirata.

    dit le 

  • 4

    Avvincente e interessante, niente da dire: certo che un centinaio di pagine in meno di descrizione delle vetrine del Paradise non avrebbero tolto nulla alla storia.

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  • 4

    Il principio del "Grand Commerce"

    L'ho letto per un corso di francese all'università, per cui dovevamo concentrarci sulla parte economica del romanzo.
    In effetti, Zola mostra l'inizio del "grand commerce", ovvero dei centri commerciali che vendono tutto e in grande quantità, mandando in rovina i piccoli artigiani.
    Non solo, Zol ...continuer

    L'ho letto per un corso di francese all'università, per cui dovevamo concentrarci sulla parte economica del romanzo. In effetti, Zola mostra l'inizio del "grand commerce", ovvero dei centri commerciali che vendono tutto e in grande quantità, mandando in rovina i piccoli artigiani. Non solo, Zola affronta anche il comportamento dei clienti, felici di abbandonare il piccolo negoziante della stradina per immergersi a migliaia nelle innumerevoli stoffe di questi moderni e giganteschi edifici. Diventano pazzi e anche le signore cosiddette "per bene" sono disposte a rubare per avere accesso al nuovo "oro". Per quanto riguarda la storia d'amore di fondo, l'ho trovata piuttosto banale, già dai primi capitoli si indovina l'evoluzione. E Zola, malgrado le sue infinite descrizioni, resta comunque il grande Zola.

    dit le 

  • 4

    Denise, rimasta orfana di entrambi i genitori, arriva a Parigi coi due fratellini Jean e Pépé. Raggiunge lo zio Baudu pensando di poter lavorare nella sua merceria, ma lo trova quasi in rovina. Nella stessa situazione sono anche gli altri negozianti del vicinato. Uno dopo l’altro chiudono le loro ...continuer

    Denise, rimasta orfana di entrambi i genitori, arriva a Parigi coi due fratellini Jean e Pépé. Raggiunge lo zio Baudu pensando di poter lavorare nella sua merceria, ma lo trova quasi in rovina. Nella stessa situazione sono anche gli altri negozianti del vicinato. Uno dopo l’altro chiudono le loro attività. Ragione del dissesto, il grande magazzino: “Al Paradiso delle signore” di Ottave Mouret, giovane imprenditore, spregiudicato, cinico e calcolatore. Da lui si trovano una moltitudine di articoli, dal costo invitante, destinati all’universo femminile. L’imponente emporio è una macchina infernale, fagocita clienti e soffoca bottegai che nulla possono contro il titano. Da una parte le casse ingrassano, dall’altra, si muore di fame. Mouret sa che la donna non resiste ai prezzi bassi e che, se crede di fare un buon affare, compera anche ciò di cui non ha bisogno. Per questo, al Paradiso non ci sono angoli deserti né silenziosi. Ovunque c’è rumore, gente, vita. Perché “la vita chiama la vita e in un attimo si propaga”. La gente deve trovarsi stipata già all’entrata in modo che pensi a qualcosa di enorme. Il trucco è semplice, basta mettere all’ingresso una montagna di scarti a prezzo irresistibile. Tutto è studiato con attenzione, al secondo piano articoli che si vendono meno, a pianterreno quelli di maggior interesse. Così, trionfa il capitalismo mercantile e il commercio minuto muore. Mouret, come la sua diabolica creatura, non ha cuore. Usa le donne, quelle potenti. Gli incontri galanti servono a finanziare la sua impresa. Le amanti non si contano, si usano. E quando non servono più, si buttano. Come stoffe vecchie e consunte. Lo stesso trattamento subiscono i dipendenti del Paradiso. Lavorano col terrore d’essere licenziati. In questo clima anche i più buoni si trasformano in cani rabbiosi. Lotta fra poveri che nulla può portare di buono. Denise, esile adolescente di provincia, non potendo lavorare dallo zio, ottiene d’essere assunta al Paradiso delle signore. Denise è diversa. Diversa dalle college, diversa dalle amanti di Mouret. È onesta, cristallina, docile anche quando subisce torti e cattiverie. In questo vortice febbrile, Denise cresce e vede crescere, coi suoi tremilaquarantacinque dipendenti, l’imponente Paradiso delle signore. Fra sete e velluti, trine e lane, si consumano amori e dissapori, trame e segreti, conquiste e disfatte. Si inseguono sogni. Qualcuno s’avvera. Qualcun altro, quando pare raggiunto, scivola via, veloce, come sabbia fra le dita. Un milione duecentoquarantesette franchi e novantacinque centesimi, fatto in un giorno, che Mouret da tanto tempo sognava, e lì, sul suo scrittoio. Un trionfo. Forse. O forse no, se vale meno di un cuore.

    P.S. D’ora in poi, ogni volta che varcherò l’ingresso di un centro commerciale, non potrò evitare che il pensiero vada ai “Mouret”, e a tutto ciò che non vediamo, ben nascosto dietro le quinte del fantasmagorico “teatro” del commercio.

    dit le 

  • 4

    Non credevo potesse piacermi un libro altamente descrittivo come questo e invece, nonostante la marea di descrizioni degli interni del Paradiso, ti senti trascinato dagli eventi e cerchi di arrivare alla fine.
    Una fine che si rivela però troppo precipitosa e buttata lì e ti lascia con un po' di ...continuer

    Non credevo potesse piacermi un libro altamente descrittivo come questo e invece, nonostante la marea di descrizioni degli interni del Paradiso, ti senti trascinato dagli eventi e cerchi di arrivare alla fine. Una fine che si rivela però troppo precipitosa e buttata lì e ti lascia con un po' di amaro in bocca perché ci starebbe ancora qualche pagina aggiuntiva, nonostante tutto. Sono proprio curiosa di vedere la serie The Paradise della BBC tratta da questo romanzo, anche se mi aspetto parecchie variazioni ed espansioni rispetto all'originale.

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  • 3

    Dolce Denise con la sua calma e la sua integrità morale riesce a stupire, lasciare interdetto e perfino a dare lezioni di imprenditoria sociale all'insaziabile Mouret, padrone del Paradiso delle Signore il grande magazzino che catalizza l'attenzione di tutte le acquirenti parigine. Insiste troppo ...continuer

    Dolce Denise con la sua calma e la sua integrità morale riesce a stupire, lasciare interdetto e perfino a dare lezioni di imprenditoria sociale all'insaziabile Mouret, padrone del Paradiso delle Signore il grande magazzino che catalizza l'attenzione di tutte le acquirenti parigine. Insiste troppo Zola sui suoi personaggi stigmatizzati entro due grosse categorie: chi compra e chi si lascia comprare. Il denaro è un mostro animato che fagocita gli uomini e la loro moralità. L'amore, che non si sa nemmeno di provare, può avere qualcosa a che fare con la ricerca del guadagno che sembra essere il motore universale delle azioni degli uomini? Realistico affresco della società francese d'ottocento reso delicato solo dallo sguardo di Denise.

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  • 4

    Zola descrive minutamente tutti i retroscena della febbrile corsa all'acquisto nel santuario delle donne: il Paradiso delle Signore. E fa da sfondo la nascita di un amore tra il padrone e la giovane Denise.

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  • 5

    libro bellissimo, ogni pagina una rivelazione. Incredibili le descrizioni degli allestimenti nei grandi magazzini,incredibili le riflessioni sulle dinamiche del commercio(anche molto attuali)...
    in mezzo a questa società dominata dalle crudeli leggi del progresso improvviso e dolcissimo scoppia l ...continuer

    libro bellissimo, ogni pagina una rivelazione. Incredibili le descrizioni degli allestimenti nei grandi magazzini,incredibili le riflessioni sulle dinamiche del commercio(anche molto attuali)... in mezzo a questa società dominata dalle crudeli leggi del progresso improvviso e dolcissimo scoppia l'amore... PROPOSITI PER L'ESTATE:leggere quanto più zola possibile

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  • 4

    Il protagonista di questo bel romanzo di Zola è il grande magazzino, che nasce nell'ultima parte del 1800 con tecniche sorprendentemente moderne. Infatti la pubblicità, i saldi, lo studio di come fare le vetrine e disporre la merce per attirare la clientela e anche le clienti shop addicted risalg ...continuer

    Il protagonista di questo bel romanzo di Zola è il grande magazzino, che nasce nell'ultima parte del 1800 con tecniche sorprendentemente moderne. Infatti la pubblicità, i saldi, lo studio di come fare le vetrine e disporre la merce per attirare la clientela e anche le clienti shop addicted risalgono già ad allora ed è fantastica la capacità con cui Zola descrive tutti i dettagli di meccanismi che ci sono tanto familiari. Nelle tipiche corde di Zola l'accento sulla vita dei commessi, la costrizione nelle stanzette all'ultimo piano del magazzino, il lavoro incessante, le scarse tutele. La storia che lega il romanzo è invece poco riuscita, con venature rosa che si spiegano solo pensando che il romanzo mirava ad un target femminile molto preciso.

    dit le