Au bonheur des ogres

By

Editeur: Gallimard

4.1
(12493)

Language: Français | Number of pages: 286 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , English , Italian , German

Isbn-10: 2070403696 | Isbn-13: 9782070403691 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

Aimez-vous Au bonheur des ogres ?
Devenez membre de aNobii, voyez si vos amis l'ont lu et découvrez des livres du mème genre!

Inscrivez-vous gratuitement
Description du livre
Côté famille, maman s'est tirée une fois de plus en m'abandonnant les mômes, et le Petit s'est mis à rêver d'ogres Noël.Côté cœur, tante Julia a été séduite par ma nature de bouc (de bouc émissaire).Côté boulot, la première bombe a explosé au rayon des jouets, cinq minutes après mon passage. La deuxième, quinze jours plus tard, au rayon des pulls, sous mes yeux. Comme j'étais là aussi pour l'explosion de la troisième, ils m'ont tous soupçonné.Pourquoi moi ?Je dois avoir un don...
Sorting by
  • 5

    il mio primo Pennac

    Un bel libro, di una drammaticità allegerita dalla presenza di strani personaggi, che Pennac, con poche e semplici frasi, riesce a caratterizzare intimamente: mostrandone le emozioni e il modo di pens ...continuer

    Un bel libro, di una drammaticità allegerita dalla presenza di strani personaggi, che Pennac, con poche e semplici frasi, riesce a caratterizzare intimamente: mostrandone le emozioni e il modo di pensare.

    Lettura semplice e scorrevole; trama essenziale, come il luogo e il tempo in cui si sviluppa; il giusto numero di personaggi (ne troppi, ne troppo pochi); eventi ben distribuiti.
    La città è Parigi, ma potrebbe benissimo essere un'altra e non necessariamente una grande metropoli.

    Diluiti fino alle ultime pagine (caso raro) sono diversi gli spunti genuini e originali che possono essere sottolineati.
    Pennac evita accuratamente la lunga (e vuota) volata finale di cui molti autori fanno uso, convinti che sia carica di suspance e che, come quasi sempre accade, si conclude con un finale improbabile.

    Ho molto apprezzato che l'autore abbia optato di far conoscere in anticipo chi fosse il colpevole (altrimenti quasi impossibile da poter individuare), lasciando al lettore di capire quale sarebbe stata la giusta conclusione.

    dit le 

  • 3

    Personaggio simpatico Ben Malaussène, un po' singolare, esattamente come il genere di lavoro svolto: nientemeno che "capro espiatorio".
    La sua "specializzazione" mi ha fatto sbellicare dalle risate, a ...continuer

    Personaggio simpatico Ben Malaussène, un po' singolare, esattamente come il genere di lavoro svolto: nientemeno che "capro espiatorio".
    La sua "specializzazione" mi ha fatto sbellicare dalle risate, anche se, a ben pensarci, è un ruolo che viene ricoperto da tanti tanti sventurati nella cruda realtà.
    In altre parole Benjamin ha la stessa funzione di tutti coloro che si fanno carico dei reclami, le lamentele, le rimostranze di un pubblico malcontento al posto dei veri responsabili che, molto opportunamente, evitano di esporsi in prima persona.

    Anche la famiglia di tale personaggio è decisamente sui generis.
    E' costituita da un gruppo assortito di fratelli e sorelle, di cui Ben è il maggiore, e di cui si fa carico, a differenza della loro madre che è costantemente innamorata di uomini diversi ed è spesso assente.

    La storia degli orchi, inoltre, per quanto surreale, è molto interessante e ci fa scoprire, mentre procede, le caratteristiche peculiari dei vari componenti della famiglia bislacca.
    Una menzione speciale va al cane Julius, anche lui parte integrante del gruppo in questione.

    Continuerò a leggere la saga.
    Mi piace molto il genere di scrittura di Pennac, che ancora non conoscevo.

    dit le 

  • 3

    Ho appena finito questo libro e sono in una sorta di nube, confusa. Ho messo 3 stelle perché non è un brutto libro ma non l'ho nemmeno amato da poterne dare di più. La scrittura è molto particolare, l ...continuer

    Ho appena finito questo libro e sono in una sorta di nube, confusa. Ho messo 3 stelle perché non è un brutto libro ma non l'ho nemmeno amato da poterne dare di più. La scrittura è molto particolare, l'autore scrive molto bene ma spesso per me è risultato difficile capire certi passaggi tanto da doverli rileggere per proseguire, l'ironia è tangibile e c'è un filo sottilissimo che divide il reale dal surreale. La storia tutto sommato mi ha tenuta incollata alle pagine, volevo sapere come andava a finire, chi e perché faceva scoppiare le bombe, le vicende delle famiglia Malaussène mi sono piaciute fino a un certo punto, alcune erano collegate alle vicende ed è vero che fanno conoscere al lettore quanto sia grottesca la famiglia (così come il libro d'altronde) però forse erano troppo presenti, avrei preferito che la storia fosse più concentrata sulla sua storia esssendo per di più una saga ci sarà tempo di conoscere la famiglia. In conclusione il libro non mi ha entusiasmato come alla maggior parte delle persone ma essendo un libro molto particolare e non avendo mai letto nulla di simile penso che continuerò e leggerò altri libri della saga e dell'autore.

    dit le 

  • 2

    che noia Malaussene!

    Questa famiglia surreale, grottesca, divertente, strampalata si certo... per un po'.... poi proseguire diventa faticoso, o meglio, rimane sempre brillante è vero, ma non è nelle mie corde, una fatica ...continuer

    Questa famiglia surreale, grottesca, divertente, strampalata si certo... per un po'.... poi proseguire diventa faticoso, o meglio, rimane sempre brillante è vero, ma non è nelle mie corde, una fatica finirlo. Non credo proseguirò presto nella conoscenza di questo clan, ho tentato, più volte,nel corso degli anni, di dargli possibilità, senza troppo successo per non dire nullo, e del resto, come recita pennac stesso in un'altro romanzo, uno dei diritti inalienabili del lettore è proprio quello di poter abbandonare una storia a se stessa quando questa non coivolge, au revoir pour le moment Benjamin!

    dit le 

  • 3

    Insomma...

    E' un libro che mi è piaciuto decisamente poco. La storia delle bombe (gli "orchi") è abbastanza interessante e con un bel colpo di scena finale, tuttavia lo stile non mi è piaciuto per niente nonosta ...continuer

    E' un libro che mi è piaciuto decisamente poco. La storia delle bombe (gli "orchi") è abbastanza interessante e con un bel colpo di scena finale, tuttavia lo stile non mi è piaciuto per niente nonostante sia abbastanza ironico e vivace (e grottesco). Il racconto è talmente infarcito dai fatti della famiglia che la trama risulta tagliuzzata in poche frasi sparse nei vari capitoli.

    dit le 

  • 4

    Very Good!

    Avevo messo questo libro nella mia lista dei desideri, esattamente il primo della lista. I gusti non mentono e inizio tutta la collana con molto piacere. Una lettura facile e veloce, scorrevole e dive ...continuer

    Avevo messo questo libro nella mia lista dei desideri, esattamente il primo della lista. I gusti non mentono e inizio tutta la collana con molto piacere. Una lettura facile e veloce, scorrevole e divertente. Una famiglia fuori dalle righe a cui può capitare di tutti. Sicuramente è una lettura che farei fare ad un adolescente per fargli amare la lettura.

    dit le 

  • 4

    Un piccolo capolavoro di ironia, sagacia e narrazione brillante. La storia è originale e Pennac l'arricchisce con la decisa nota creativa dei suoi peronaggi. Il libro che apre il ciclo Malaussène non ...continuer

    Un piccolo capolavoro di ironia, sagacia e narrazione brillante. La storia è originale e Pennac l'arricchisce con la decisa nota creativa dei suoi peronaggi. Il libro che apre il ciclo Malaussène non permette al lettore di abbandonarlo, ma lo invita a proseguire nella lettura dei racconti successivi. Da non perdere.

    dit le 

  • 3

    Malaussene, di mestiere Capro espiatorio nei Grandi Magazzini è il più grande di una strampalata famiglia con una madre assente, un padre che boh, una sorella genio, una sensitiva, due fratelli e un ...continuer

    Malaussene, di mestiere Capro espiatorio nei Grandi Magazzini è il più grande di una strampalata famiglia con una madre assente, un padre che boh, una sorella genio, una sensitiva, due fratelli e un cane. Da corollario a questo simpatico guazzabuglio di personaggi trova posto anche Theò impiegato gay dei grandi magazzini che si occupa dei vecchietti, la super formosa giornalista zia Julia e altri strambi (non poteva essere diversamente) colleghe e colleghi. La normale (se così vogliamo chiamarla) routine della sua vita viene scossa da una serie di esplosioni nei Grandi Magazzini che mietono vittime e terrore. Allegro ma non troppo, serio ma con ironia, fantasioso senza dubbio, una lettura resa scorrevole e "leggera" da una scrittura fluida e piacevole.

    dit le 

  • 0

    Pennac è stato l'autore che ha migliorato il periodo durante il quale avrei dovuto studiare per la maturità. Piuttosto che passare ore e ore sui libri scolastici, ho preferito divorare la saga dei Mal ...continuer

    Pennac è stato l'autore che ha migliorato il periodo durante il quale avrei dovuto studiare per la maturità. Piuttosto che passare ore e ore sui libri scolastici, ho preferito divorare la saga dei Malaussene. Sinceramente, non ho alcun rimorso!
    L'autore, con un'intelligenza rara, è in grado di inserire, in un contesto assurdo e iperbolico, la realtà quotidiana delle banlieue parigine. Egli non tralascia nessuno: i francesi che non si lasciano trasportare dal razzismo e continuano ad amare il proprio quartiere, i giovani spacciatori nordafricani, i bambini, gli anziani, slavi con la passione per la letteratura latina che si ritrovano a guidare autobus.
    La tribù dei Malaussene è composita e adorabile: è costituita da una serie di personaggi mitologici con nomi improbabili come È Un Angelo oppure Signor Malaussene. Ognuno ha il proprio ruolo e la propria ragione di esserci, anche se, dopotutto, ciò che tiene le redini del destino della tribù è il Caso. Tutto ciò che avviene nei quattro romanzi, si presenta senza un motivo. Non è una punizione "provvidenziale", non è legata alla perfidia di altri uomini. Avviene a Benjamin perché lui è il capro espiatorio, è la sua natura quella di attrarre ogni tipo di sfighe possibili. E non può farci (quasi) nulla.

    dit le 

Sorting by
Sorting by