Au bonheur des ogres

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Editeur: Gallimard

4.1
(12542)

Language: Français | Number of pages: 286 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , English , Italian , German

Isbn-10: 2070403696 | Isbn-13: 9782070403691 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Description du livre
Côté famille, maman s'est tirée une fois de plus en m'abandonnant les mômes, et le Petit s'est mis à rêver d'ogres Noël.Côté cœur, tante Julia a été séduite par ma nature de bouc (de bouc émissaire).Côté boulot, la première bombe a explosé au rayon des jouets, cinq minutes après mon passage. La deuxième, quinze jours plus tard, au rayon des pulls, sous mes yeux. Comme j'étais là aussi pour l'explosion de la troisième, ils m'ont tous soupçonné.Pourquoi moi ?Je dois avoir un don...
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  • 5

    Benjamin Malaussene fa un lavoro più unico che raro: fa il capro espiatorio in un centro commerciale. Cosa significa? I clienti scontenti che si lamentano col direttore, lo sentono maltrattare il pove ...continuer

    Benjamin Malaussene fa un lavoro più unico che raro: fa il capro espiatorio in un centro commerciale. Cosa significa? I clienti scontenti che si lamentano col direttore, lo sentono maltrattare il povero Ben e ritrattano. Un lavoro difficile, ma Ben deve mantenere una squadra di fratelli, visto che la mamma si innamora facilmente e poi torna col cuore spezzato e un nuovo bambino. Quando nel centro commerciale cominciano ad esplodere bombe che uccidono dei vecchietti, Ben è il primo sospettato...

    Era da tantissimo che volevo rileggere la saga dei Malaussene, e il gruppo di lettura mi ha dato questa opportunità. Adoro Ben, un po' mi immedesimo nel suo lavoro (attualmente mi occupo di raccogliere le segnalazioni all'urp del mio comune... vi lascio immaginare!), ama moltissimo la sua strampalata e adorabile famiglia. Non è un giallo, è un incontro con persone con cui vorrei trascorrere tanto, tanto tempo. Incredibilmente ironico, straordinariamente narrativo. Da non perdere.

    * Toglietemi il mondo dalle orecchie, mi piacerà. Tappatemi gli occhi, morirò.
    * Le lingue evolvono nel senso della pigrizia.

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  • 2

    Lettura dispersiva e "strana"... Pennac si diverte a variare la narrazione, inserendo un racconto secondo inventato dallo stesso Malaussène.

    Ma il protagonista del romanzo, che in quanto capro espiat ...continuer

    Lettura dispersiva e "strana"... Pennac si diverte a variare la narrazione, inserendo un racconto secondo inventato dallo stesso Malaussène.

    Ma il protagonista del romanzo, che in quanto capro espiatorio dovrebbe attirare le nostre simpatie, non mi è mai apparso accattivante: subisce i fatti e anche alla fine sembra non capire cosa sia successo.

    Mi aspettavo qualcosa di maggiormente omogeneo.

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  • 2

    Primo ( e ultimo) Pennac

    Mi è stato consigliato di partire da questo testo per accostarmi a questo autore: non è stato amore, mi spiace, perché tra i miei amici sono tani quelli che lo adorano...??? Devo avere qualcosa che no ...continuer

    Mi è stato consigliato di partire da questo testo per accostarmi a questo autore: non è stato amore, mi spiace, perché tra i miei amici sono tani quelli che lo adorano...??? Devo avere qualcosa che non va!!

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  • 4

    Una delle mie manie di lettrice (e spesso di spettatrice di serie TV... e questo si fa più complicato quando si arriva oltre la decima stagione!) è che, quando esce un nuovo titolo appartenente ad una ...continuer

    Una delle mie manie di lettrice (e spesso di spettatrice di serie TV... e questo si fa più complicato quando si arriva oltre la decima stagione!) è che, quando esce un nuovo titolo appartenente ad una serie di libri, sento il bisogno di rileggerli tutti a partire dal primo per sentirmi ancor più coinvolta nella storia. Mi è capitato ad esempio con tutti i volumi di Harry Potter, compresa l'estate scorsa con la "Maledizione dell'erede". Ed ecco, all'uscita de "Il caso Malaussène", è giunto il momento della saga di Pennac!
    Sono passati ormai dieci anni dalla prima volta in cui io e la famiglia Malaussène ci siamo incontrate per la prima volta, e sembra passata una vita intera. Ero alle superiori, avevo appena scoperto la biblioteca comunale e i suoi scaffali, Benjamin mi accompagnava nei viaggi in treno verso il mare in tarda estate. Oggi aprire la copia de "Il paradiso degli orchi" che ho comprato anni dopo in un negozio dell'usato ha l'odore di quei diciassette anni, di tenerezza, salsedine e sole, sa di felicità.

    Benjamin Malaussène vive a Parigi, ed ha una professione tutt'altro che ordinaria: è il capro espiatorio dei grandi magazzini, pronto a prendersi la colpa di ogni inconveniente capitato agli acquirenti in modo che questi non facciano causa ai proprietari. Anche la famiglia che ruota attorno a Benjamin è molto lontana dall'essere tradizionale: sua mamma è spesso incinta e gli semina fratelli in giro per casa, per partire poi per chissà dove. Ci sono Louna (incinta pure lei), Thérèse, Clara, Jéremy, il Piccolo, e c'è Julius, gigantesco, dolcissimo cane affetto da crisi epilettiche.
    Il primo capitolo delle avventure dei Malaussène incomincia con una bomba esplosa ai Grandi Magazzini, e non sarà soltanto una. Siamo ancora lontani dal terrorismo dei nostri giorni (ricordiamoci che Pennac ha scritto questo libro ormai oltre trent'anni fa!), ma il fenomeno era tutt'altro che sconosciuto: pensiamo agli anni di piombo in Italia, all'IRA attiva in Irlanda del Nord, gli indipendentisti baschi. In Francia poi all'inizio degli anni '80 era attiva l'organizzazione Action Directe, famosa per attentati dinamitardi contro il governo ed i suoi rappresentanti.

    Benjamin nei Grandi Magazzini ci lavora e trova anche le sue storie d'amore, che iniziano tutte nello stesso modo: salva giovani ladre in difficoltà fingendo che siano la sua zia Julia. Anche in questa storia c'è una zia Julia, ed è una giornalista che scoperto il singolare mestiere di Benjamin Malaussène si dedica a scriverne. Mentre lei indaga sul capro espiatorio e le sue funzioni, la polizia dà la caccia al bombarolo, e lo stesso fa Benjamin, sempre più confuso e suo malgrado coinvolto.

    "Il paradiso degli orchi" è molto più di un divertente giallo sulle bombe al centro commerciale: è un biglietto di sola andata per un universo. È un biglietto per Belleville, per i suoi pittoreschi abitanti, i vecchietti che animano il Grande Magazzino, la famiglia Malaussène. Dieci anni fa sono diventati miei amici, e tornare a trovarli è stato come incontrarsi dopo tanto tempo con qualcuno che conosci profondamente, e con il quale i rapporti non si deteriorano a causa delle separazioni.

    Al prossimo capitolo, Malaussène!

    dit le 

  • 3

    È stata una lettura più lenta del previsto, ma con questo libro do ufficialmente avvio alla famosa saga dei Malaussene. Penso di averlo letto in un momento mio sbagliato, contemporaneamente a un altro ...continuer

    È stata una lettura più lenta del previsto, ma con questo libro do ufficialmente avvio alla famosa saga dei Malaussene. Penso di averlo letto in un momento mio sbagliato, contemporaneamente a un altro capolavoro, ma di fatto il potenziale narrativo è evidente e molto poetico.

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  • 5

    Seconda lettura venticinque anni dopo o giù di lì, aspettando la seconda parte del Caso. Se possibile mi è piaciuto ancor più di allora. Meraviglioso.

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  • 5

    il mio primo Pennac

    Un bel libro, di una drammaticità alleggerita dalla presenza di strani personaggi, che Pennac, con poche e semplici frasi, riesce a caratterizzare intimamente, mostrandone le emozioni e il modo di pen ...continuer

    Un bel libro, di una drammaticità alleggerita dalla presenza di strani personaggi, che Pennac, con poche e semplici frasi, riesce a caratterizzare intimamente, mostrandone le emozioni e il modo di pensare.

    Lettura semplice e scorrevole; trama essenziale, come il luogo e il tempo in cui si sviluppa; il giusto numero di personaggi (ne troppi, ne troppo pochi); eventi ben distribuiti.
    La città è Parigi, ma potrebbe benissimo essere un'altra e non necessariamente una grande metropoli.

    Diluiti fino alle ultime pagine (caso raro) sono diversi gli spunti genuini e originali che possono essere sottolineati.
    Pennac evita accuratamente la lunga (e vuota) volata finale di cui molti autori fanno uso, convinti che sia carica di suspance e che, come quasi sempre accade, si conclude con un finale improbabile.

    Ho apprezzato che l'autore abbia scelto di far conoscere in anticipo chi fosse il colpevole (altrimenti quasi impossibile da poter individuare), lasciando al lettore di capire quale sarebbe stata la giusta conclusione.

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  • 3

    Personaggio simpatico Ben Malaussène, un po' singolare, esattamente come il genere di lavoro svolto: nientemeno che "capro espiatorio".
    La sua "specializzazione" mi ha fatto sbellicare dalle risate, a ...continuer

    Personaggio simpatico Ben Malaussène, un po' singolare, esattamente come il genere di lavoro svolto: nientemeno che "capro espiatorio".
    La sua "specializzazione" mi ha fatto sbellicare dalle risate, anche se, a ben pensarci, è un ruolo che viene ricoperto da tanti tanti sventurati nella cruda realtà.
    In altre parole Benjamin ha la stessa funzione di tutti coloro che si fanno carico dei reclami, le lamentele, le rimostranze di un pubblico malcontento al posto dei veri responsabili che, molto opportunamente, evitano di esporsi in prima persona.

    Anche la famiglia di tale personaggio è decisamente sui generis.
    E' costituita da un gruppo assortito di fratelli e sorelle, di cui Ben è il maggiore, e di cui si fa carico, a differenza della loro madre che è costantemente innamorata di uomini diversi ed è spesso assente.

    La storia degli orchi, inoltre, per quanto surreale, è molto interessante e ci fa scoprire, mentre procede, le caratteristiche peculiari dei vari componenti della famiglia bislacca.
    Una menzione speciale va al cane Julius, anche lui parte integrante del gruppo in questione.

    Continuerò a leggere la saga.
    Mi piace molto il genere di scrittura di Pennac, che ancora non conoscevo.

    dit le 

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