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Au bonheur des ogres

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Editeur: Gallimard

4.1
(11926)

Language:Français | Number of pages: 286 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , English , Italian , German

Isbn-10: 2070403696 | Isbn-13: 9782070403691 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Description du livre
Côté famille, maman s'est tirée une fois de plus en m'abandonnant les mômes, et le Petit s'est mis à rêver d'ogres Noël.
Côté cœur, tante Julia a été séduite par ma nature de bouc (de bouc émissaire).
Côté boulot, la première bombe a explosé au rayon des jouets, cinq minutes après mon passage. La deuxième, quinze jours plus tard, au rayon des pulls, sous mes yeux. Comme j'étais là aussi pour l'explosion de la troisième, ils m'ont tous soupçonné.
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  • 4

    dove clara fotografa il peggio perché....

    Parigi.
    Siamo "al Paradiso degli Orchi", Grande Magazzino santuario dei consumi e del benessere.
    E se si facesse riferimento " al Paradiso delle Signore" di Zola si andrebbe a cominciare bene - è il ...continuer

    Parigi.
    Siamo "al Paradiso degli Orchi", Grande Magazzino santuario dei consumi e del benessere.
    E se si facesse riferimento " al Paradiso delle Signore" di Zola si andrebbe a cominciare bene - è il pensiero. Se così fosse potremmo sperare in altri riferimenti letterari conosciuti e no- è una mania.
    Andando avanti nella lettura si scopre che, delizia, ce ne sono ancora. Intanto la testa va alla timida Denise , signorina dell'ottocento, e ci sovviene che lei, con le sue doti morali e l'intelligenza, riesce a domare certi mostri. Tempi lontani sì, ma vizi virtù non mutano.
    Torniamo all'oggi dove Malaussène svolge il lavoro di "capro espiatorio " al Magazzino in questione e viene naturale pensare che, prima o poi, abbia a che fare con gli orchi del titolo.
    Il miracolo di una scrittura ben fatta, fluida e la curiosità portano in un batter d'occhio a metà del romanzo. Un giallo? Molto di più - viene da dire.
    Abbiamo tanto: personaggi, dialoghi, vitalità, colore, humor, originalità, intelligenza, tenerezza, stupidità, derisione, suspense, attualità, Storia, politically incorrect, e abbiamo Julius. Un cane . Tutto questo porta al divertimento che a un certo punto cambierà forma. Sarà là dove si scopre l'orrore, il Male assoluto, dove si viene a sapere di cosa sono capaci gli orchi. Sospendere la lettura non si può per molto; il desiderio è quello di vederli annientati i mostri, disintegrati, vedere saltare in mille pezzi la loro carne molliccia e putrida.
    Schifo sì e la nausea da tanto Male arriva prima della comparsa dell'ultimo criminale. Poi sarà un ritorno al divertimento gioioso del seguire le vicende di una famiglia "irregolare", la famiglia Malaussène, in cui, per fortuna, nessuno è perfetto e ognuno insegue i propri capricci.

    Se un giorno arrivassimo a leggere Gadda- Quer pasticciaccio brutto- potremmo attribuire il merito a questo romanzo poiché
    "le lingue evolvono nel senso della pigrizia. sì, sì, deplorevole" - si dice a pagina 110-. Deplorevole o no, semplicemente dispiace.

    dit le 

  • 4

    a livello di scrittura: sei stelle direi
    a livello di genialità in alcuni pezzi e soprattutto nella creazione dei personaggi bizzarri: altre 5 o sei stelle.

    Poi però la storia un po' si perde. A volte ...continuer

    a livello di scrittura: sei stelle direi
    a livello di genialità in alcuni pezzi e soprattutto nella creazione dei personaggi bizzarri: altre 5 o sei stelle.

    Poi però la storia un po' si perde. A volte sembra voler entrare in profondità nel discorso "bombe", altre nel discorso "orchi", altre nel futuro "lavorativo" di Malausséne.... ma senza veramente mai entrarvi appieno. E qui il libro un po' ne perde.

    Nel complesso comunque un'ottima lettura come mi aspettavo

    dit le 

  • 0

    Abbandonato intorno a pag 60

    L'ho comprato perché mi hanno fatto la testa come un pallone che devevo assolutamente leggerlo. Bellissimo! Divertente! Fantastico! Ho provato nonostante non mi attirasse per niente. Abbandonato, per ...continuer

    L'ho comprato perché mi hanno fatto la testa come un pallone che devevo assolutamente leggerlo. Bellissimo! Divertente! Fantastico! Ho provato nonostante non mi attirasse per niente. Abbandonato, per noia.

    dit le 

  • 4

    Molto molto carino, una storia surreale fa da contorno a degli omicidi accaduti in un grande magazzino.
    Il libro scorre bene e piacevolmente, la storia e divertente e dal buon ritmo, ed anche in poche ...continuer

    Molto molto carino, una storia surreale fa da contorno a degli omicidi accaduti in un grande magazzino.
    Il libro scorre bene e piacevolmente, la storia e divertente e dal buon ritmo, ed anche in poche pagine i fatti e le diverse figure di primo piano vengono caratterizzate piuttosto bene.

    dit le 

  • 5

    Orchi, capri espiatori e una bella famigliola

    Ho adorato questo libro. Credo che sarà uno dei miei preferiti di sempre. La figura di Benjamin, fratello di famiglia e capro espiatorio di professione, mi ha colpito molto. Come un padre di famiglia ...continuer

    Ho adorato questo libro. Credo che sarà uno dei miei preferiti di sempre. La figura di Benjamin, fratello di famiglia e capro espiatorio di professione, mi ha colpito molto. Come un padre di famiglia per i suoi fratelli e sorelle minori. Come una spugna per la frustrazione dei clienti insoddisfatti del centro commerciale.
    Ho anche adorato lo stile usato da Pennac in questo libro, che spero di ritrovare in altre sue opere. Dritto al punto, ricco di ironia, pieno di piccole e significative figure retoriche. Un libro che consiglio a tutti di avere nel proprio bagaglio di letture.

    dit le 

  • 4

    L'idea di scrivere un giallo con protagonista un personaggio come Benjamin Malaussène è stata, per me, geniale. La forza della struttura sta nella figura del protagonista e nello stile grottesco che g ...continuer

    L'idea di scrivere un giallo con protagonista un personaggio come Benjamin Malaussène è stata, per me, geniale. La forza della struttura sta nella figura del protagonista e nello stile grottesco che gira attorno a lui e alla sua famiglia e che mi ricorda i film di Jean-Pierre Jeunet. Ciò lascia in secondo piano le debolezze di una serie di vicende che vengono spiegate alla fine in maniera non pienamente appagante, inoltre mi aspettavo fossero più delineate le figure dei fratelli e delle sorelle di Malaussène (ma alla fine lui quanti anni ha? E le sorelle?), spero di trovare più dettagli negli altri libri della saga.

    dit le 

  • 4

    Lo stile grottesco e la lucida ironia della famiglia Malaussene mi hanno rapita. Questo libro, grazie ad una sapiente combinazione di elementi, risulta irresistibile.
    Una famiglia strampalata composta ...continuer

    Lo stile grottesco e la lucida ironia della famiglia Malaussene mi hanno rapita. Questo libro, grazie ad una sapiente combinazione di elementi, risulta irresistibile.
    Una famiglia strampalata composta solo da fratellastri e sorellastre, guidata dal maggiore che di mestiere fa il capro espiatorio, il tutto immerso in un giallo.
    Esilarante!

    dit le 

  • 4

    Très amusant et captivant

    Première rencontre avec Benjamin Malaussène et sa famille un peu bizarre mais tellement drôle et tendre. J'étais toute de suite sous le charme de ce personnage aussi humain et j'ai aussi bien aimé le ...continuer

    Première rencontre avec Benjamin Malaussène et sa famille un peu bizarre mais tellement drôle et tendre. J'étais toute de suite sous le charme de ce personnage aussi humain et j'ai aussi bien aimé le déroulement de l'histoire qui a pris cette tournure captivante d'un polar. Le style de Daniel Pennac est plein d'ironie et de sarcasme, mais aussi de vérité. Cette première expérience m'a tellement plu que j'ai immédiatement commencé à lire le second livre de la saga Malaussène et j'ai acheté tous les autres livres de la série.

    dit le 

  • 3

    Toglietemi il mondo dalle orecchie, mi piacerà. Tappatemi gli occhi, morirò.

    No. Mi dispiace, ma no, non è stato un buon approccio con Pennac, il mio. Questa è stata una lettura strana.
    Un uomo semplice, fratello di famiglia, di mestiere Capro Espiatorio, si ritrova un giorno ...continuer

    No. Mi dispiace, ma no, non è stato un buon approccio con Pennac, il mio. Questa è stata una lettura strana.
    Un uomo semplice, fratello di famiglia, di mestiere Capro Espiatorio, si ritrova un giorno ad aver a che fare con una serie di bombe piazzate nel Grande Magazzino dove lavora. Nel frattempo, ovviamente, deve anche pensare a portare a casa la pagnotta in quel suo modo tutto strano e, soprattutto, a badare ai fratelli orfani che, ogni sera, lo aspettano a casa.
    Benjamin Malaussene è un bel personaggio, devo ammetterlo. E anche i fratelli, o almeno quasi tutti, sono personaggi ben realizzati e dipinti con precisione, sono loro la forza di questa storia, a mio parere. Storia che, in fondo, è anche molto bella, ben costruita, interessante, accattivante. Un po' peculiare, certo, e sfiora i limiti del surreale in un modo che mi ha tanto ricordato Baricco, però bella, e coinvolgente.
    Eppure c'è qualcosa, nel romanzo, che non mi ha convinta. Forse colpa dello stile dell'autore, un po' criptico, un po' misterioso, decisamente ed eccessivamente virtuoso. Il problema è stato che, durante tutta la lettura, mi sembrava che mi mancasse qualcosa. Che ci fosse qualcosa che non capivo, qualcosa che mi dicevo "mah, lo capirò più avanti". Per i tre quarti del romanzo, ecco il vero problema, mi è sfuggito il senso. Solo arrivata verso la fine, ho capito che non c'era niente da capire. E questo mi ha rovinato la lettura, purtroppo. Forse è stato un limite mio, forse non ho colto la vera essenza del romanzo, forse l'ho letto nel momento sbagliato, ma non posso dire che questa sia stata una lettura piacevole per me. Tuttavia, arrivata alla fine ho capito di aver sbagliato l'approccio con cui ho iniziato il romanzo, quindi non boccio affatto Pennac, che ha comunque dipinto un mondo molto affascinante. Mi riprometto di riprovarci con il seguito del Ciclo, prima o poi.

    dit le 

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