Au coeur des ténèbres

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3.9
(8461)

Language: Français | Number of pages: 175 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , English , Chi simplified , Chi traditional , German , Italian , Finnish , Catalan , Portuguese , Polish , Swedish , Galego

Isbn-10: 2842053915 | Isbn-13: 9782842053918 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Description du livre
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  • 4

    Cuore di Tenebra si legge in un pomeriggio, ma possono volerci anni per comprenderlo a fondo. La lettura è dura, faticosa, zoppicante: ha bisogno di attenzione e pazienza. E spesso il suo significato ...continuer

    Cuore di Tenebra si legge in un pomeriggio, ma possono volerci anni per comprenderlo a fondo. La lettura è dura, faticosa, zoppicante: ha bisogno di attenzione e pazienza. E spesso il suo significato si nasconde dietro parole che dicono altro. Certo, la critica al colonialismo europeo (belga, in particolare) è davanti agli occhi di tutti, è subito sotto la superficie del testo, ma è facile da scorgere anche per un lettore pigro.
    Più profonda è invece la critica alla natura dell’uomo che si definisce “civile” e che afferma di dirigersi in Africa nel nome del progresso, salvo poi diventare più selvaggio dei veri selvaggi. Nella critica di Conrad, l’uomo civile contemporaneo è diventato un “involucro” vuoto, non più spinto da “demoni dagli occhi di fuoco” (che pur essendo demoni, erano comunque sorretti da una fede o un credo), ma unicamente da “demoni flaccidi”, insidiosi, che gli fanno perdere qualsiasi freno inibitore nel momento in cui si trova in un posto senza regole come la “wilderness”, la natura selvaggia. E il simbolo di questi uomini vuoti è proprio Bruxelles, definita opportunamente “città sepolcrale” e “città dei morti”.
    Suo emblema è Kuntz, un uomo che, ritrovatosi solo e sperduto in mezzo al nulla, ha perso la ragione e si è macchiato di “orrori” indescrivibili, innalzandosi quale dio in terra di quei selvaggi che nella sua mente era andato a far progredire, ben nel cuore del Congo; quel Congo che, se durante l’infanzia di Marlow era una zona bianca da riempire, ora è il cuore di una tenebra divenuta tale per colpa dell’Europa intera.

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  • 5

    Finito di leggerlo si rimane piacevolmente perplessi. E nonostante il Kurtz originale sembra più un personaggio venuto fuori da un misto tra The Walking Dead e Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, rip ...continuer

    Finito di leggerlo si rimane piacevolmente perplessi. E nonostante il Kurtz originale sembra più un personaggio venuto fuori da un misto tra The Walking Dead e Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, ripensando a Coppola e a come abbia trascritto questo tremendo, marcio e grandioso romanzo nel suo Apocalypse Now ci si ritrova a pensare a come letteratura e cinema sfiorandosi e poi contorcendosi a vicenda siano riuscite a dar vita (o morte, sarebbe più appropriato) ad uno spazio comunicante esteso e inteso completamente reale. Il Cuore di Tenebra è il lascito passaggio prima dell'Orrore, dove spesso la vita è semplicemente un atto di coraggio di dispersione nella ingnota natura selvaggia come nella propria anima.

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  • 5

    «[...] Due volte, con voce bassa, lanciò verso non so quale immagine, quale visione, un grido che non era che un soffio: «L'orrore! L'orrore!».

    Apparso per la prima volta sul «Blackwood's Magazine» ne ...continuer

    «[...] Due volte, con voce bassa, lanciò verso non so quale immagine, quale visione, un grido che non era che un soffio: «L'orrore! L'orrore!».

    Apparso per la prima volta sul «Blackwood's Magazine» nel 1899 diviso in tre episodi, "The Heart of Darkness" scritto dall'autore polacco, ma naturalizzato inglese Joseph Conrad, venne pubblicato in un volume unico nel 1902.
    Basato sulle esperienze di un viaggio intrapreso dallo scrittore stesso nel 1890 a bordo del vaporetto "Roi des Belges" lungo il fiume Congo, il romanzo ha inizio a Londra.
    Su di un battello attraccato al molo del Tamigi in attesa di salpare, il vecchio marinaio Marlow racconta di un suo viaggio fatto molti anni prima, diretto verso l'Africa Nera.

    «Risalire quel fiume era come compiere un viaggio indietro nel tempo verso i primordi del mondo»

    Una terra misteriosa, selvaggia, in cui Marlow dovrà fare i conti non solo con "l'oscurità" che si paleserà ai suoi occhi (il disumano sfruttamento dei bianchi nei confronti della popolazione locale), ma soprattutto con la leggendaria figura di Kurtz, agente della Compagnia commerciale belga incaricata della vendita dell'avorio, ormai diventato quasi una sorta di divinità per gli indigeni.
    Feroce critica al Colonialismo reo di aver compiuto barbarie e razzie nel Continente Africano, "Cuore di Tenbra" trova proprio nel personaggio di Kurtz l'intera metafora del romanzo: descritto come un uomo intelligente e fuori dal comune, in parte inizialmente mosso da sinceri ideali, ma che alla fine non è in grado di resistere al potere assoluto di dominare ogni cosa, rivelando il suo "cuore di tenebra", diventa l'allegoria dell'uomo moderno che, spingendosi oltre ogni limite (equiparandosi perciò a Dio), si trasforma in uno spietato mostro.
    Solo in punte di morte Kurtz riesce a giudicarsi e a giudicare le orribili nefandezze compiute esclamando:«L'orrore! L'orrore!».
    Conrad utilizza un sapiente gioco di "ombra" (l'oscura e frusciante foresta africana, la nebbia, la pelle nera come la notte degli indigeni), e di "luce" (gli Europei vestiti di un bianco abbagliante), affinché i colori si alternino (dimostrando in realtà quanta poca luce ci sia nei Colonialisti e quanta poca oscurità negli indigeni) e si mescolino persino nell'animo umano.
    Kurtz, fedele adepto dei valori e degli ideali di una "perfetta civiltà" a contatto con la natura selvaggia dell'Africa Nera, sente dentro di sé svegliarsi "mostruose passioni" e "istinti brutali" e da conquistatore, finisce per essere conquistato.
    A dimostrazione di quanto, forse, se abbandonati alla mercé del libero arbitrio, in ognuno di noi alberghi un cuore di tenebra.

    «Come verso un'immagine che si allontana, giunse le mani bianche e tese le braccia che, in controluce nell'angusta e pallida luce della finestra, sembrarono nere. [...] anche lei, ombra tragica e familiare, simile in quel gesto a un'altra, altrettanto tragica, adorna di incantesimi potenti, che tendeva le sue braccia brune e nude, sopra lo scintillio del fiume infernale, il fiume della tenebra».

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  • 5

    E' la seconda volta che lo leggo a distanza di tanti anni e a distanza di tanti anni ho nuovamente rivisto Il Signore delle Mosche. Ma la bestia di Golding alla fine torna nel suo limbo, in qualche ma ...continuer

    E' la seconda volta che lo leggo a distanza di tanti anni e a distanza di tanti anni ho nuovamente rivisto Il Signore delle Mosche. Ma la bestia di Golding alla fine torna nel suo limbo, in qualche maniera si assopisce e, sebbene alla fine la morale del romanzo sia di estremo pessimismo (“L'uomo produce il male come le api producono il miele”), pure un piccolo gruppo dei ragazzi viene tratto in salvo.
    In Conrad no, non c'è salvezza. Kurtz, l’uomo di Conrad, muore pronunciando «L’orrore! L’orrore!».
    E' la tenebra nella sua forma più pura: Kurtz è l’orrore.

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  • 4

    Abituato ai grandi mattoni ero un po' scettico e restio ad iniziare questa nuova lettura, date le dimensioni dell'opera.. ma il titolo mi ha invogliato a leggere la prima pagina, una dopo l'altra ed è ...continuer

    Abituato ai grandi mattoni ero un po' scettico e restio ad iniziare questa nuova lettura, date le dimensioni dell'opera.. ma il titolo mi ha invogliato a leggere la prima pagina, una dopo l'altra ed è stato letto tutto d'un fiato. Merito del linguaggio semplice e diretto, non per questo privo di quell'introspezione psicologica che a tratti mi ha fatto affiancare al protagonista davanti il cuore di tenebra /

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  • 3

    Opera difettosa ma geniale

    La prima lettura di questo celeberrimo romanzo non mi aveva colpito; forse era stata una lettura distratta, come talvolta capita.
    Ho perciò deciso di rileggerlo, trascinato dalla messe di giudizi entu ...continuer

    La prima lettura di questo celeberrimo romanzo non mi aveva colpito; forse era stata una lettura distratta, come talvolta capita.
    Ho perciò deciso di rileggerlo, trascinato dalla messe di giudizi entusiastici che Cuore di Tenebra ha sempre riscosso dalla critica militante.
    Mi sono fatto una certa idea: si tratta di un libro potente, ricco di evocazioni suggestive e affascinanti, costruito sull'attesa (del mitico e mitologico Kurtz), magistralmente teso verso qualche cosa (ecco la singolarità e modernità dell'opera, scritta nel 1899): un'avventura senza limiti proprio perché non ha un oggetto, uno scopo, una meta.
    Tutto ciò all'interno di una struttura narrativa piuttosto debole, poco organica, sproporzionata (dettagliatissima in alcuni punti, lacunosa in altri).
    In definitiva, un'opera straniante, carica di mistero, fondata sul (quasi) nulla…su un personaggio che non esiste, che è solo la cifra simbolica di un itinerario a sua volta assurdo…Certamente un romanzo innovativo all'epoca in cui fu scritto.

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  • 3

    Il libro è molto avvincente, originale, ti tiene incollato fino alla fine ma l'edizione è terribile, piena di errori grammaticali e di desinenza, evidenti refusi etc il che lascia anche dubbi sull'att ...continuer

    Il libro è molto avvincente, originale, ti tiene incollato fino alla fine ma l'edizione è terribile, piena di errori grammaticali e di desinenza, evidenti refusi etc il che lascia anche dubbi sull'attendibilità della traduzione.

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  • 5

    Aveva tirato le somme e aveva giudicato." L'orrore!"

    Marlowe, capitano di un battello che solca un grande fiume nel centro dell'Africa, deve trovare e riportare in patria il misterioso signor Kurtz, adorato dagli indigeni come un Dio, simbolo dell'ambig ...continuer

    Marlowe, capitano di un battello che solca un grande fiume nel centro dell'Africa, deve trovare e riportare in patria il misterioso signor Kurtz, adorato dagli indigeni come un Dio, simbolo dell'ambiguità del rapporto fra Europa e Africa, tra ideali di civilizzazione e spirito di sfruttamento. E' per Marlowe un viaggio pieno di difficoltà e di orrori nel nel cuore tenebroso dell'imperialismo, ma anche una discesa dentro se stesso. Attraverso artifici narrativi come, l'alternanza di due diversi punti di vista, le pause, le anticipazioni, i commenti, lo scrittore crea un'atmosfera tesa e venata di disagio

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  • 5

    Alla ricerca di Kurtz

    Marlow racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluviale ucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e, giunto alla stazione della compagnia, vede co ...continuer

    Marlow racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluviale ucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e, giunto alla stazione della compagnia, vede come gli indigeni muoiano di stenti e di sfruttamento. Dopo un lungo viaggio di duecento miglia sul fiume rintraccia Kurtz, un leggendario agente capace di procurare più avorio di ogni altro. In realtà Kurtz, uomo solo e ormai folle, è quasi morente.
    "Risalire quel fiume era come compiere un viaggio indietro nel tempo, ai primordi del mondo."
    "Kurtz ha scelto di superare ogni limite ed è arrivato in un posto da cui non si può più tornare."
    Capolavoro. Basta questo per descrivere Cuore di tenebra. Considerato uno dei classici del XX secolo, questo romanzo breve è un viaggio nel mistero; è la storia di un'assurda ossessione, ma soprattutto una denuncia alla banalità del male intrinseca alla natura umana, che viene concentrata nella figura di Kutrz: inquietante, solitario, potente con le popolazioni indigene, diabolico... Il suo vivere rintanato nel cuore della foresta, l’incredibile quantità di avorio che invia alla Compagnia, l’adorazione che gli indigeni provano per lui e il suo voler essere un idolo per gli indigeni sono tutte caratteristiche che lasciano un terribile senso di angoscia. Rappresenta l’uomo che per forza e intelligenza sconfina oltre l’umano per diventare animale e dio. Ma non è solo questo Cuore di tenebra: è un'aperta quanto ironica denuncia verso il colonialismo europeo, verso la schiavizzazione perpetrata ai nativi africani, verso la distruzione senza limiti e senza morale nei confronti degli animali e della natura... Conrad ci riporta, in forma romanzata, la sua esperienza che fece proprio in Congo nel 1890, a bordo di un vaporetto. A questo capolavoro si è ispirato il regista Francis Ford Coppola, che ci ha regalato uno dei film più controversi mai fatti, ovvero Apocalipse Now, con la differenza di averlo ambientato nel Vietnam degli anni '70. Consigliatissimi sia il romanzo che il film.

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