Augustus

Un romanzo

Di

Editore: Castelvecchi

4.1
(289)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 382 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Olandese

Isbn-10: 8868260182 | Isbn-13: 9788868260187 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Oddera , Antonella Lattanzi

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Il pugnale di Bruto grondava ancora di sangue quando, appena diciottenne, il giovane Ottaviano, nipote di Giulio Cesare, venne informato dell'assassinio del condottiero. Gli ideali che avevano fatto grande il periodo repubblicano, in quel momento, erano ridotti a maschere grottesche, mentre sullo stesso Senato romano regnavano indisturbati la corruzione e il caos. Proiettato in una spietata lotta per il potere, Ottaviano dovrà ricorrere alla forza delle spade e alle seduzioni della politica per trasformare in realtà il proprio destino: quello di essere, al culmine di sanguinose battaglie, proclamato "Augusto" e salutato come il padre dell'Impero. Raccontate dalla viva voce degli uomini e delle donne più vicini all'Imperatore, le gesta di Augusto, le guerre che lo videro opporsi trionfalmente alle forze di Marco Antonio e di Cleopatra, figure leggendarie come Marco Tullio Cicerone compongono un affresco di insuperata forza narrativa.
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  • 5

    Ma se si toglie al poeta il suo diritto di fare poesia, in cosa lo si distingue dallo storico?

    Di questo romanzo di Williams, ho apprezzato moltissimo lo sforzo (riuscitissimo) di incastonare su una base storica di avvenimenti dell’epoca augustea, i pensieri, le passioni e i sentimenti di Ottav ...continua

    Di questo romanzo di Williams, ho apprezzato moltissimo lo sforzo (riuscitissimo) di incastonare su una base storica di avvenimenti dell’epoca augustea, i pensieri, le passioni e i sentimenti di Ottaviano Augusto e dei vari personaggi della Roma a cavallo tra la Repubblica e l’Impero; pensieri, passioni e sentimenti che non lo storico, ma il poeta – solo lui – può indovinare ed esprimere.
    Non è importante quanto fedele sia al vero storico augusteo (qui Canfora non lo seguo): l’Augustus di Williams è una espressione incantevole di "vero poetico" (qui invece cito Manzoni).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Williams: una garanzia.

    Stoner ha colpito e lasciato il segno, un forte segno. Così come quasi sempre capita, parto alla caccia di altri libri dell'autore che mi ha stregato, a volte con fortuna a volte con risultati più fal ...continua

    Stoner ha colpito e lasciato il segno, un forte segno. Così come quasi sempre capita, parto alla caccia di altri libri dell'autore che mi ha stregato, a volte con fortuna a volte con risultati più fallimentari. Sono arrivato ad avere fra le mani "Augustus" con la forte aspettativa creata dall'altro libro di John Edward Williams, consapevole tuttavia che mi sarei trovato davanti ad un qualcosa ci completamente diverso, a partire dalle sue premesse.

    Lo stile di Williams è, così come per "Stoner", impeccabile: Agustus è un libro che sicuramente merita i premi, i riconoscimenti e il grande favore della critica, che è arrivato a definirlo l'opera "summa" dell'autore. Rimane purtroppo anche il "canto del cigno" di Williams, che non pubblicherà più nessun romanzo.

    Se siete amanti della narrativa storica questo libro fa decisamente per voi. Williams si prende tutte le licenze che un'opera di finzione può concedergli e tramite una struttura di rapporti epistolari incrociati, arriva con un'impressionante abilità e dovizia di particolari a raccontare l'ascesa, la prosperità ed infine la morte di Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, ai secoli il primo imperatore romano, che segnò il passaggio dal periodo repubblicano al principato.

    Il ritratto dell'imperatore viene plasmato da Williams in maniera indiretta, facendo parlare tutto il mondo attorno al suo protagonista, definendolo quindi così come gli altri lo vedevano, lo percepivano. I nemici, gli amici, le mogli e la sua amata figlia Giulia; tutti contribuiscono a tracciare il profilo di un uomo che è anche specchio di un'epoca e di usi e costumi che appaiono così distanti ed incomprensibili se approcciati con la morale di oggi. Solo alla fine Williams lascerà la parola direttamente ad Augusto, un uomo ormai vecchio e stanco che cerca di porre ordine nei suoi ricordi, quasi dando al lettore la propria versione dei fatti, spogliandosi volutamente dell'aura divina conferitagli durante il suo impero.

    Figlio adottivo di Giulio Cesare, si trova a diciannove anni a raccoglierne non solo la pesante eredità, ma tutto il complesso puzzle ad incastri della vita politica e militare della più grande potenza di allora: Roma. La storia di Augusto è quella di intrighi, di mosse politiche atte ad anteporre sempre e comunque il bene di Roma a qualsivoglia interesse personale, marcando così un netto distacco dalle politiche corrotte che avevan fatto sì che il Senato e la Politica si allontanassero dai cittadini.

    Per molti versi è scioccante come il quadro che emerge abbia così tanti rimandi con i tempi moderni, come le riflessioni dei nemici, dei voltagabbana, degli opportunisti o degli amici sinceri, tanto ricordino dinamiche che possiamo trovare a portata di click in ogni istante delle nostre vite "moderne".

    Augustus è un'opera che fin dalle prime pagine fa percepire il peso della sua importanza, il peso di ciò che deve essere stato, per Williams, riuscire a portarla a termine con tale finezza. Non è una narrativa semplice, in molti punti il rischio di perdersi nei meandri della trama tessuta dagli incroci dei vari personaggi storici è ben più che alto, è decisamente concreto.

    Ma dal mio punto di vista è anche affascinante, perché specchio di un'epoca. Williams si conferma quindi un maestro nel raccontare storie e nel raccontarle bene.

    "I venti e le piogge delle epoche sbriciolano anche la pietra più solida, e non c’è muraglia che possa essere eretta per proteggere il cuore umano dalla sua stessa debolezza."

    https://www.rossettimarco.com/2017/04/augustus-john-williams/

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto molto bene. Il sistema narrativo a composizione di lettere, memorie, diari, documenti ufficiali inventati, ma verosimili, non è originale. Tra gli scrittori americani lo aveva già usato Thornt ...continua

    Scritto molto bene. Il sistema narrativo a composizione di lettere, memorie, diari, documenti ufficiali inventati, ma verosimili, non è originale. Tra gli scrittori americani lo aveva già usato Thorntorn Wilder nel suo "Idi di marzo". Qui però funziona decisamente meglio. Nonostante qualche ingenuità e qualche episodio decisamente non riuscito (p.e. l' incontro con la figlia della sua nutrice) nel complesso viene fuori un personaggio che certo non corrisponderà all'Augusto reale (peraltro inattingibile) ma che lo interpreta e soprattutto lo fa rivivere in maniera intensa e a tratti, come in ogni evocazione storica riuscita, commovente

    ha scritto il 

  • 4

    Considerando che non credo possa definirsi un "libro storico" in senso stretto, alcune pagine sono memorabili e ci sono riflessioni che sono quanto mai attuali. Merita di essere riletto.

    ha scritto il 

  • 3

    Accurtato e credibile, ma freddo, poco coinvolgente.
    La parte migliore è quella finale, dove ai ricordi di Giulia relegata sull'isola si sovrappongono i fatti che hanno portato alla sua condanna, e do ...continua

    Accurtato e credibile, ma freddo, poco coinvolgente.
    La parte migliore è quella finale, dove ai ricordi di Giulia relegata sull'isola si sovrappongono i fatti che hanno portato alla sua condanna, e dove l'imperatore scrive un'ultima lettera, forse con un pizzico di "senno di poi" più del dovuto ma affascinante.

    ha scritto il 

  • 2

    Se avessi letto solo AUGUSTUS di J. E. Williams probabilmente non avrei mai saputo che era un grande scrittore. E invece per fortuna sono venuti prima Stoner, poi Butcher's crossing e io l'ho apprezza ...continua

    Se avessi letto solo AUGUSTUS di J. E. Williams probabilmente non avrei mai saputo che era un grande scrittore. E invece per fortuna sono venuti prima Stoner, poi Butcher's crossing e io l'ho apprezzato in tutto il suo talento, indiscutibile. Augustus non è all'altezza: sarà forse il genere, diverso, e magari a lui meno congeniale. L'impressione è che il peso della storia, da cui non può prescindere, zavorri la sua abilità narrativa e ad emergere sono più gli intrighi di corte con la mannaia del potere che inghiotte le vite dei singoli. Il libro è una galleria di eventi cronologici (la libertà dell'autore sta nel giocare col tempo presentandoli con salti temporali) e i personaggi pedine della storia che viene narrata tramite finti documenti: lettere, rapporti militari, brani di diari fittizi, ma qui finisce l'originalità. Manca profondità psicologica, appena accennata e il personaggio vero del romanzo è Roma e il suo Impero che Augusto governa e tiene insieme con una rete di alleanze. Non posso dire di essermi annoiata perchè la trama scorre veloce, le macchinazioni, i complotti, la bramosia di potere hanno l'appeal delle fiction, ma questo non basta a fare di Augustus un grande romanzo. Inoltre, per quanto mi sforzassi a non cadere in tentazione, il paragone con Memorie di Adriano era inevitabile e devo dire che la Yourcenar, lei sì, mi ha lasciato qualcosa. Simile contesto letterario e diversi risultati: lessi Adriano molti anni fa e i dettagli ora non li ricordo ma ho ancora presente il fascino del racconto, l'eleganza della scrittura.

    ha scritto il 

  • 3

    Il pugnale di Bruto grondava ancora di sangue quando, appena diciottenne, il giovane Ottaviano, nipote di Giulio Cesare, venne informato dell'assassinio del condottiero. Gli ideali che avevano fatto g ...continua

    Il pugnale di Bruto grondava ancora di sangue quando, appena diciottenne, il giovane Ottaviano, nipote di Giulio Cesare, venne informato dell'assassinio del condottiero. Gli ideali che avevano fatto grande il periodo repubblicano, in quel momento, erano ridotti a maschere grottesche, mentre sullo stesso Senato romano regnavano indisturbati la corruzione e il caos. Proiettato in una spietata lotta per il potere, Ottaviano dovrà ricorrere alla forza delle spade e alle seduzioni della politica per trasformare in realtà il proprio destino: quello di essere, al culmine di sanguinose battaglie, proclamato "Augusto" e salutato come il padre dell'Impero. Raccontate dalla viva voce degli uomini e delle donne più vicini all'Imperatore, le gesta di Augusto, le guerre che lo videro opporsi trionfalmente alle forze di Marco Antonio e di Cleopatra, figure leggendarie come Marco Tullio Cicerone compongono un affresco di insuperata forza narrativa.
    Sicuramente siamo abituati a ricordare questo scrittore per il suo famosissimo “Stoner”, approcciarmi con questo romanzo storico non è stato del tutto semplice, ‒ perché non bisogna scordarsi che si sta parlando pur sempre di un romanzo ‒, ma la curiosità di capire la cifra stilistica e la dimensione che l’autore ha voluto dare alla figura di Ottaviano ha prevalso.
    John Williams decide di usare bozze di opere storiche o autobiografiche, diari personali, scambi epistolari, e quindi la ricostruzione della figura di Ottaviano viene portata alla luce attraverso punti di vista esterni, che sono molteplici (Tito Livio, Orazio, Cicerone, Virgilio, Ovidio, Mecenate) e non facendo intervenire direttamente Ottaviano (il che denota molta originalità, ma allo stesso tempo insidie).
    Su certi aspetti il romanzo risulta carente, restando troppo marginale, quasi che non volesse entrare troppo nella questione, e in modo completamente opposto, invece, nella parte centrale del romanzo l’autore si fossilizza troppo sulle politiche matrimoniali del tempo (che dequalificano un po’ la storia in sé).
    In sostanza, però, è un libro che risulta godibile, che riesce a farti apprezzare una figura che spesso spaventa, attraverso un romanzo non troppo romanzo, in cui Williams ha dato gran prova del suo coraggio di scrittura, non volendo essere troppo pedante con i richiami puntuali dalla storiografia ufficiale. Lo consiglio per chi ama lo scrittore (Augustus è l'ultimo romanzo scritto da Williams, con cui vinse il National Book Award nel 1973) e voglia approfondire la conoscenza della figura tratteggiata (senza però, fare uno sbadiglio ogni due pagine).

    ha scritto il 

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