Augustus

Un romanzo

Di

Editore: Castelvecchi

4.0
(283)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 382 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Olandese

Isbn-10: 8868260182 | Isbn-13: 9788868260187 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Oddera , Antonella Lattanzi

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Il pugnale di Bruto grondava ancora di sangue quando, appena diciottenne, il giovane Ottaviano, nipote di Giulio Cesare, venne informato dell'assassinio del condottiero. Gli ideali che avevano fatto grande il periodo repubblicano, in quel momento, erano ridotti a maschere grottesche, mentre sullo stesso Senato romano regnavano indisturbati la corruzione e il caos. Proiettato in una spietata lotta per il potere, Ottaviano dovrà ricorrere alla forza delle spade e alle seduzioni della politica per trasformare in realtà il proprio destino: quello di essere, al culmine di sanguinose battaglie, proclamato "Augusto" e salutato come il padre dell'Impero. Raccontate dalla viva voce degli uomini e delle donne più vicini all'Imperatore, le gesta di Augusto, le guerre che lo videro opporsi trionfalmente alle forze di Marco Antonio e di Cleopatra, figure leggendarie come Marco Tullio Cicerone compongono un affresco di insuperata forza narrativa.
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  • 4

    Scritto molto bene. Il sistema narrativo a composizione di lettere, memorie, diari, documenti ufficiali inventati, ma verosimili, non è originale. Tra gli scrittori americani lo aveva già usato Thornt ...continua

    Scritto molto bene. Il sistema narrativo a composizione di lettere, memorie, diari, documenti ufficiali inventati, ma verosimili, non è originale. Tra gli scrittori americani lo aveva già usato Thorntorn Wilder nel suo "Idi di marzo". Qui però funziona decisamente meglio. Nonostante qualche ingenuità e qualche episodio decisamente non riuscito (p.e. l' incontro con la figlia della sua nutrice) nel complesso viene fuori un personaggio che certo non corrisponderà all'Augusto reale (peraltro inattingibile) ma che lo interpreta e soprattutto lo fa rivivere in maniera intensa e a tratti, come in ogni evocazione storica riuscita, commovente

    ha scritto il 

  • 4

    Considerando che non credo possa definirsi un "libro storico" in senso stretto, alcune pagine sono memorabili e ci sono riflessioni che sono quanto mai attuali. Merita di essere riletto.

    ha scritto il 

  • 3

    Accurtato e credibile, ma freddo, poco coinvolgente.
    La parte migliore è quella finale, dove ai ricordi di Giulia relegata sull'isola si sovrappongono i fatti che hanno portato alla sua condanna, e do ...continua

    Accurtato e credibile, ma freddo, poco coinvolgente.
    La parte migliore è quella finale, dove ai ricordi di Giulia relegata sull'isola si sovrappongono i fatti che hanno portato alla sua condanna, e dove l'imperatore scrive un'ultima lettera, forse con un pizzico di "senno di poi" più del dovuto ma affascinante.

    ha scritto il 

  • 2

    Se avessi letto solo AUGUSTUS di J. E. Williams probabilmente non avrei mai saputo che era un grande scrittore. E invece per fortuna sono venuti prima Stoner, poi Butcher's crossing e io l'ho apprezza ...continua

    Se avessi letto solo AUGUSTUS di J. E. Williams probabilmente non avrei mai saputo che era un grande scrittore. E invece per fortuna sono venuti prima Stoner, poi Butcher's crossing e io l'ho apprezzato in tutto il suo talento, indiscutibile. Augustus non è all'altezza: sarà forse il genere, diverso, e magari a lui meno congeniale. L'impressione è che il peso della storia, da cui non può prescindere, zavorri la sua abilità narrativa e ad emergere sono più gli intrighi di corte con la mannaia del potere che inghiotte le vite dei singoli. Il libro è una galleria di eventi cronologici (la libertà dell'autore sta nel giocare col tempo presentandoli con salti temporali) e i personaggi pedine della storia che viene narrata tramite finti documenti: lettere, rapporti militari, brani di diari fittizi, ma qui finisce l'originalità. Manca profondità psicologica, appena accennata e il personaggio vero del romanzo è Roma e il suo Impero che Augusto governa e tiene insieme con una rete di alleanze. Non posso dire di essermi annoiata perchè la trama scorre veloce, le macchinazioni, i complotti, la bramosia di potere hanno l'appeal delle fiction, ma questo non basta a fare di Augustus un grande romanzo. Inoltre, per quanto mi sforzassi a non cadere in tentazione, il paragone con Memorie di Adriano era inevitabile e devo dire che la Yourcenar, lei sì, mi ha lasciato qualcosa. Simile contesto letterario e diversi risultati: lessi Adriano molti anni fa e i dettagli ora non li ricordo ma ho ancora presente il fascino del racconto, l'eleganza della scrittura.

    ha scritto il 

  • 3

    Il pugnale di Bruto grondava ancora di sangue quando, appena diciottenne, il giovane Ottaviano, nipote di Giulio Cesare, venne informato dell'assassinio del condottiero. Gli ideali che avevano fatto g ...continua

    Il pugnale di Bruto grondava ancora di sangue quando, appena diciottenne, il giovane Ottaviano, nipote di Giulio Cesare, venne informato dell'assassinio del condottiero. Gli ideali che avevano fatto grande il periodo repubblicano, in quel momento, erano ridotti a maschere grottesche, mentre sullo stesso Senato romano regnavano indisturbati la corruzione e il caos. Proiettato in una spietata lotta per il potere, Ottaviano dovrà ricorrere alla forza delle spade e alle seduzioni della politica per trasformare in realtà il proprio destino: quello di essere, al culmine di sanguinose battaglie, proclamato "Augusto" e salutato come il padre dell'Impero. Raccontate dalla viva voce degli uomini e delle donne più vicini all'Imperatore, le gesta di Augusto, le guerre che lo videro opporsi trionfalmente alle forze di Marco Antonio e di Cleopatra, figure leggendarie come Marco Tullio Cicerone compongono un affresco di insuperata forza narrativa.
    Sicuramente siamo abituati a ricordare questo scrittore per il suo famosissimo “Stoner”, approcciarmi con questo romanzo storico non è stato del tutto semplice, ‒ perché non bisogna scordarsi che si sta parlando pur sempre di un romanzo ‒, ma la curiosità di capire la cifra stilistica e la dimensione che l’autore ha voluto dare alla figura di Ottaviano ha prevalso.
    John Williams decide di usare bozze di opere storiche o autobiografiche, diari personali, scambi epistolari, e quindi la ricostruzione della figura di Ottaviano viene portata alla luce attraverso punti di vista esterni, che sono molteplici (Tito Livio, Orazio, Cicerone, Virgilio, Ovidio, Mecenate) e non facendo intervenire direttamente Ottaviano (il che denota molta originalità, ma allo stesso tempo insidie).
    Su certi aspetti il romanzo risulta carente, restando troppo marginale, quasi che non volesse entrare troppo nella questione, e in modo completamente opposto, invece, nella parte centrale del romanzo l’autore si fossilizza troppo sulle politiche matrimoniali del tempo (che dequalificano un po’ la storia in sé).
    In sostanza, però, è un libro che risulta godibile, che riesce a farti apprezzare una figura che spesso spaventa, attraverso un romanzo non troppo romanzo, in cui Williams ha dato gran prova del suo coraggio di scrittura, non volendo essere troppo pedante con i richiami puntuali dalla storiografia ufficiale. Lo consiglio per chi ama lo scrittore (Augustus è l'ultimo romanzo scritto da Williams, con cui vinse il National Book Award nel 1973) e voglia approfondire la conoscenza della figura tratteggiata (senza però, fare uno sbadiglio ogni due pagine).

    ha scritto il 

  • 4

    Premetto che il romanzo storico non mi attira molto e ho letto Augustus solo perche l’ha scritto J. Williams, autore di Stoner, uno dei più bei romanzi che mi è capitato di leggere.
    La prima pagina, l ...continua

    Premetto che il romanzo storico non mi attira molto e ho letto Augustus solo perche l’ha scritto J. Williams, autore di Stoner, uno dei più bei romanzi che mi è capitato di leggere.
    La prima pagina, la lettera di Cesare ad Attia, madre di Gaio Ottaviano, è un capolavoro di arguzia e di ironia. E’ bellissima e invoglia ad addentrarsi nella lettura, fa capire come Gaio Ottaviano possa essere così affezionato a Cesare da voler vendicare la sua morte soprattutto per affetto e non solo per sete di potere.
    La prima parte del romanzo è la più bella perché l’amicizia ha più importanza del potere e l’affetto prevale sul tornaconto. Con il tempo, i complotti, le astuzie, le meschinità dei personaggi mi hanno un po’ stancato. Certo, Ottaviano anche se non è messo su un piedistallo è sempre un gradino sopra gli uomini del suo tempo come intelligenza, lungimiranza e anche dal punto di vista umano. Però anche la sua vita è in lento declino nel senso che si avverte anche in lui una certa stanchezza per il potere e per la schiavitù che ne deriva che comporta tutta una serie di scelte, di frequentazioni, di guerre, di matrimoni quasi obbligata come nel gioco degli scacchi. Emerge dalle pagine la condizione chiaramente subalterna della donna, evidente nelle donne più intelligenti che sono la sorella di Ottaviano Ottavia, la figlia Giulia e la terribile moglie Livia, più sveglia, scaltra e intrigante di un uomo che alla fine riesce a imporre a Ottaviano come successore il figlio Tiberio Nerone. Nerone è un personaggio ambiguo e crudele, di scarsa intelligenza la cui migliore qualità è poter ricorrere alla testa di sua madre oltre che dell’amico Pisone.
    Curiosa la figura di Cicerone che complotta contro Cesare, complotta contro Ottaviano ma lo fa sempre sapere a tutti e che zio e nipote amano nonostante complotti contro di loro senza sosta ma lo fa come una vecchia zia pettegola. Cicerone è un curioso personaggio: parla a tutti delle sue congiure perché ama più il discorso sulla congiura dell’esito della stessa, e quello che non scrive nelle sue lettere lo dice ai servi.
    Questo libro è fatto di lettere, atti, documenti vari, molti dei quali inventati. Leggendo il romanzo ho sentito il peso della mia ignoranza perché avrei voluto riconoscere i documenti veri e falsi e in quelli veri gli input dell’autore se ce ne sono. Attraversano il romanzo tutti i personaggi più interessanti della letteratura latina: Livio, Cicerone, Virgilio, Ovidio, Orazio. Il libro è interessante per tutti e imperdibile per gli amanti del romanzo storico.

    ha scritto il 

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