Aunt Julia and the Scriptwriter

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Publisher: Penguin Books

4.0
(1663)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , French , Portuguese , Hungarian , Polish

Isbn-10: 0140248927 | Isbn-13: 9780140248920 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Romance

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Book Description
Mario Vargas Llosa's masterful, multilayered novel is set in the Lima, Peru, of the author's youth, where a young student named Marito is toiling away in the news department of a local radio station. His young life is disrupted by two arrivals.

The first is his aunt Julia, recently divorced and thirteen years older, with whom he begins a secret affair. The second is a manic radio scriptwriter named Pedro Camacho, whose racy, vituperative soap operas are holding the city's listeners in thrall. Pedro chooses young Marito to be his confidant as he slowly goes insane.

Interweaving the story of Marito's life with the ever-more-fevered tales of Pedro Camacho, Vargas Llosa's novel is hilarious, mischievous, and masterful, a classic named one of the best books of the year by the New York Times Book Review.

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  • 4

    Confermo l'ottima impressione avuta da Vargas Llosa già con La festa del caprone .

    Riassumendo in poche parole, un grande narratore. Il romanzo scorre che è un piacere, con ritmo e eleganza esemplari ...continue

    Confermo l'ottima impressione avuta da Vargas Llosa già con La festa del caprone .

    Riassumendo in poche parole, un grande narratore. Il romanzo scorre che è un piacere, con ritmo e eleganza esemplari. La trama risulta interessante più che nella parte autobiografica (il racconto dell'innamoramento fra il giovane Mario e la zia acquisita Julia) nell'altra parte, ossia quella che si alterna, anche a livello di capitoli, a quella principale: i folli e strampalati romanzi radiofonici dello scribacchino del titolo, ossia lo scrittore peruviano Pedro Camacho la cui storia si intreccia con quella di Mario.

    Se i capitoli della prima parte, più chiaramente narrativa, sono scritti in maniera davvero esemplare e, pur senza slanci clamorosi, scorrono piacevolmente quelli della seconda, apparentemente ampollosi e senza senso, sono dei veri pezzi di bravura scrittoria...piccoli frammenti di embrioni di racconti che strappano più d'una risata nella loro follia e nelle numerose incongruenze presenti: se di primo acchitto l'impostazione del romanzo potrebbe così ricordare il Calvino di Se una notte d'inverno un viaggiatore , in realtà il libro di Vargas Llosa fila molto di più, sia per la vena ironica sempre presente sia perché la metanarrazione è solo uno stratagemma che arrichisce la trama principale senza appesantirla, anche perchè gli abbozzi di racconti radiofonici di Camacho sono in maniera evidente un (riuscitissimo) divertissement lettarario ricco d'ironia (cosa che manca totalmente nel romanzo di Calvino, che sotto tutti gli aspetti mi era apparso estremamente pesante e farraginoso con quei racconti densi, ombrosi e privi di finale).

    In definitiva, un libro assai consigliato per puro relax e intrattenimento

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  • 4

    lettura leggera piacevole e divertente

    la testolina di questo scrittore brilla di fantasia e la sua mano scrive bene. "Opps!" ... sempre qualcosa di inaspettato e per nulla consueto; 4 stelle meritate ma non aspettatevi il librone raro ra ...continue

    la testolina di questo scrittore brilla di fantasia e la sua mano scrive bene. "Opps!" ... sempre qualcosa di inaspettato e per nulla consueto; 4 stelle meritate ma non aspettatevi il librone raro raro, è un piacevolissimo intrattenimento.

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  • 4

    L'amore è l'invenzione di un italiano chiamato Petrarca.

    « Uno doveva comportarsi da gentiluomo con i gentiluomini e da canaglia con le canaglie. Questo era "l'onore ben inteso": tutto il resto era essere stupidi. »

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  • 4

    Per me... meglio Pedro che Julia

    Bello! Bello! Poco da fare, come spesso mi è successo, ancora una volta uno scrittore sud americano mi ha trascinato per mano nel suo mondo di racconti, storielle, eros, fantasia... 1 libro organico, ...continue

    Bello! Bello! Poco da fare, come spesso mi è successo, ancora una volta uno scrittore sud americano mi ha trascinato per mano nel suo mondo di racconti, storielle, eros, fantasia... 1 libro organico, ma fatto di tanti racconti, dove ciascuno è o potrebbe essere un romanzo a sé e alcuni di questi... sono gioia illuminata!

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  • 3

    2011:
    La storia principale del romanzo è quella del diciottenne Mario (o Marito), innamorato della trentenne zia Julia, che sogna di trasferirsi in Francia e di diventare uno scrittore famoso. Accanto ...continue

    2011:
    La storia principale del romanzo è quella del diciottenne Mario (o Marito), innamorato della trentenne zia Julia, che sogna di trasferirsi in Francia e di diventare uno scrittore famoso. Accanto a questa, troviamo i capitoli dedicati ai racconti di Pedro Chamaco, autore e regista per Radio Panamericana; lui scrive giorno e notte le sue storie di stupri, di incesti, di topi da sterminare, di incidenti rocamboleschi, di tradimenti, per nutrire ragazze e madri peruviane, che ogni giorno si incollano vicino alla radio per ascoltarle. Fantasia di colori, musica e parole, suoni e rumori, profumi e odori, luce e ombra, sogno e realtà, questo è il romanzo di Llosa, c'è tutta l'energia e la vivacità dell'america latina. Bello.

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  • 3

    Quando sono le catastrofi a terminare gli sceneggiati

    Come sempre d’estate, le mie letture fortunatamente aumentano e grazie a questo oggi vi voglio parlare di un libro che ho letto durante i primi giorni delle mie ferie, durante una breve trasferta dai ...continue

    Come sempre d’estate, le mie letture fortunatamente aumentano e grazie a questo oggi vi voglio parlare di un libro che ho letto durante i primi giorni delle mie ferie, durante una breve trasferta dai miei genitori. Si tratta di ‘Zia Julia e lo Scribacchino’ libro scritto da Mario Vargas Llosa, autore che non conoscevo prima di leggere questo libro.

    Ho scoperto questo romanzo durante la mia visita allo stand del Libraccio, alla fiera del libro 2010 e sono stata immediatamente attratta dalla sua copertina, che ho riconosciuto come la caratteristica copertina di una serie di libri pubblicati settimanalmente dal quotidiano ‘La Repubblica’qualche anno fa. Ai tempi della sua uscita non l’avevo acquistato, a dir la verità non ne ricordo bene nemmeno la ragione, ma trovandomelo davanti alla Fiera ho deciso immediatamente di dargli un opportunità valutandone con attenzione il retro copertina che mi è sembrata davvero interessante, a scapito di quello che probabilmente avevo pensato qualche annetto fa.
    Con il senno di poi, vi dirò che sono molto soddisfatta del mio acquisto, soprattutto perché adoro leggere libri con ambientazioni di cui conosco poco. ‘Zia Julia e lo Scribacchino’ infatti è ambientato a Lima e parla quindi del Perù negli anni sessanta (all’incirca). Per quanto mi è sembrato il Perù di quegli anni somigliava abbastanza all’Italia del dopoguerra, quando non aveva ancora vissuto il grande boom economico, che probabilmente ci ha distanziati per un po’ da questo paese.

    Fin dalle prime righe capiamo che il libro è in gran parte autobiografico, infatti l’autore parla della sua giovinezza e del periodo in cui lavorava in una piccola radio di Lima. Mario ha appena diciotto anni ed il grande sogno di andarsene dal suo paese diventando uno scrittore importante. Il periodo di cui ci parla l’autore è quello immediatamente successivo all’adolescenza ed immediatamente precedente all’età adulta, proprio questo passaggio essenziale coincide con l’arrivo in città di due persone che saranno davvero molto importanti nel suo futuro. La sua giovane zia boliviana Julia e lo scrittore di sceneggiati radiofonici Pedro Camacho.
    Il libro nasce dall’abile connubio tra la vita di Mario ed i voli pindarici di Pedro Camacho. Le connessioni tra reale ed irreale diventano via via più frequenti con lo scorrere delle pagine. Mentre Mario fintamente ingenuo persegue i suoi sogni tra mille distrazioni, vediamo la Lima degli anni sessanta fermarsi di fronte alla bravura e all’audacia delle storie raccontate da Pedro Camacho. E così attraverso le parole di Mario e gli scritti di Pedro Camacho iniziamo a capire un mondo lontano ma non totalmente differente dalla nostra storia. Tramite il racconto di Vargas Llosa scopriamo una Lima che si ferma davanti al racconto radiofonico del pomeriggio che probabilmente è molto simile ad una qualsiasi città italiana che si fermava per ascoltare i risultati di una corsa di bicicletta, o che si assiepava in un piccolo bar per vedere il matrimonio di Grace Kelly con il principe di Monaco. I paesi e i continenti sono differenti ma probabilmente le persone ed i momenti vissuti sono davvero molto simili.

    E così diventa davvero interessante leggere quelle che potrebbero essere state gli sceneggiati di Pedro Camacho perché avrebbero potuto benissimo essere stati messi in onda sulle nostre radio. La storia di Mario poi è una storia che potrebbe far parte tranquillamente di una qualsiasi nostra famiglia, ed ha anche caratteristiche davvero attuali. Così dalla ricerca di uno scenario completamente differente dal nostro, ho scoperto di aver trovato un ricostruzione simile a quella che avrei trovato in un libro ambientato negli anni cinquanta in Italia. E così sono bastate poche pagine per capire come in realtà l’immagine che mi ero fatta del Perù era soltanto una conseguenza di restrizioni mentali e di poca conoscenza di un paese.
    Incuriosita da questa lettura, al mio ritorno dalle ferie, sono andata a ricercare in rete qualcosa sul Perù e sull’autore ed ho scoperto tutto un mondo che non conoscevo. Certo, era facile immaginarselo visto che a scuola raramente si parla di questi paesi, probabilmente ci si ferma (per motivi di tempo, ovvio) all’Argentina ed il Brasile e raramente si parla degli altri paesi. Ovvio non vorrei ‘screditare’ il libro valutandolo positivamente soltanto per la sua ambientazione, ma credo che questa sia davvero una ragione in più per prendere in mano questo libro, oltre ai personaggi ed all’originalità della composizione. Un'altra ragione potrebbe essere che il libro si differenzia nettamente dagli scritti di altri autori sudamericani che con il tempo mi è capitato di leggere (e di apprezzare tantissimo). In questo romanzo, non ho trovato alcuna sorta di realismo magico, differentemente dagli altri, Vargas Llosa, affronta i suoi demoni da solo con la sola arma della scrittura. E così scorrendo le pagine scopriamo una Lima che non ha nulla di magico, è soltanto afosa e deserta, e racchiude al suo interno la storia di una famiglia e di uno scandalo.

    Ovviamente le ragioni per leggerlo sono tante ma segnalerei anche l’ironia con cui è stato scritto e soprattutto le parti corrispondenti a Pedro Camacho e le sue storie, qualcosa di davvero strano (sto parlando della vicenda dell’impresa di derattizzazione… dopo aver letto quel capitolo non credo che guarderò mai più con occhio sereno queste imprese, non che prima le guardassi con occhio particolarmente sereno comunque).
    Un'altra ragione per leggerlo, come anticipavo prima, è che potrebbe essere qualcosa di nuovo ed inaspettato… Se avete letto ‘Se una notte d’inverno un viaggiatore’ di Calvino, probabilmente potreste trovare qualche similitudine come è capitato a me. Il libro di Calvino infatti è l’unico romanzo che continuava a tornarmi in mente leggendo questo. La trama ovviamente è differente, ma la sperimentazione ed i risultati sono simili. Unica differenza è che mentre Calvino era vicino a movimenti letterari d’avanguardia (come quelli francesi) che in un certo senso potevano influenzarlo, credo che Vargas Llosa sia l’unico esempio sudamericano di questo genere (ma devo ancora verificare).

    Cercando in rete ho trovato tantissime cose fatte da quest’autore (si è anche candidato alle elezioni presidenziali peruviane), anche se dalle opinioni che ho trovato probabilmente nessun altro suo romanzo ha raggiunto i livelli di questo. Come dice lui stesso, con il tempo probabilmente si è concentrato di più sul suo paese tralasciando probabilmente gli aspetti più sperimentali della sua scrittura. Come molti quasi tutti i libri che recensisco vi consiglierei di trovare un piccolo spazio nella vostra biblioteca per questo libro, perché davvero piacevole, scorrevole e difficilmente riuscirete a metterlo da parte una volta iniziato.

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  • 4

    Una lettura assai piacevole

    Divertente, spassoso, esagerato, vulcanico, pirotecnico...
    Vargas Llosa si sbizzarrisce e dietro la maschera del "escribidor" (non "escritor", dunque quello che potremmo definire in italiano "scrivito ...continue

    Divertente, spassoso, esagerato, vulcanico, pirotecnico...
    Vargas Llosa si sbizzarrisce e dietro la maschera del "escribidor" (non "escritor", dunque quello che potremmo definire in italiano "scrivitore") dà largo sfogo alla sua notevole creatività.

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