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Aurora

Pensieri sui pregiudizi morali

Di

Editore: Newton Compton (Grandi tascabili economici)

4.1
(193)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 221 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854134643 | Isbn-13: 9788854134645 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Fabrizio Desideri ; Prefazione: Gianni Vattimo

Disponibile anche come: Altri

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
Eticità non è nient'altro (e quindi niente più) che obbedienza ai costumi, di qualunque tipo possano essere; i costumi però sono il modo tradizionale di agire e di valutare. [...] L'uomo libero è privo di etica, perché in tutto vuol dipendere da sé e non da una tradizione". Da questa contrapposizione tra individualità e socialità prendono le mosse 575 pensieri sulla morale, sull'azione dell'uomo e sulla libertà e l'autodeterminazione del singolo. Pubblicata nel 1881, dunque dopo "Umano troppo umano" e prima di "La gaia scienza", "Aurora" è un'opera composta da aforismi ora articolati e complessi, ora di fulminante e incisiva brevità.
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  • 5

    Penso che, ogni tanto, lo prenderò dallo scaffale, lo aprirò a caso e leggerò un aforisma.
    Per ricordare che pensieri così profondi possono cambiare il modo di vedere il mondo.

    ha scritto il 

  • 5

    “Aurora” segna un ulteriore tappa dell’evoluzione del pensiero di Nietzsche. Nel recensire i libri del filosofo tedesco rischio di ripetermi e di apparire finanche patetico nel sottolineare continuamente quanto mi sia difficile questo compito. Anche in questo caso, infatti, così come per “Umano t ...continua

    “Aurora” segna un ulteriore tappa dell’evoluzione del pensiero di Nietzsche. Nel recensire i libri del filosofo tedesco rischio di ripetermi e di apparire finanche patetico nel sottolineare continuamente quanto mi sia difficile questo compito. Anche in questo caso, infatti, così come per “Umano troppo umano”, mi tocca ribadire che la rilettura è stata un’esperienza nuova, appagante, per quanto sempre “difficile”.
    “Aurora” prosegue nel solco tracciato da “Umano, troppo umano”, ma il bersaglio polemico si è spostato. Se il precedente libro segnava il distacco dalla concezione estetica del mondo, in “Aurora” assistiamo a un’ulteriore presa di coscienza da parte di Nietzsche: il mondo non solo non ha un senso estetico, e quindi l’arte non può spiegarlo (può lenire, tuttavia), ma non ha nemmeno un senso morale, se per “morale” intendiamo ciò che finora abbiamo considerato come certo, acquisito, rispettabile, solo perché una qualche tradizione, più o meno imposta, più o meno inconscia, ci impone di seguire.
    Di conseguenza, Nietzsche si scaglia in un’analisi impietosa di tutto ciò che è stato spacciato per “verità”, di tutto ciò che è stato messo a presupposto di una visione della realtà improntata all’esistenza del Bene e del Male. Il cristianesimo, in quest’ottica, è certamente uno dei bersagli più in vista, anche se non vi è ancora quella ferocia che caratterizzerà il successivo “Anticristo”. Non vi è anche perché lo stile di “Aurora”, benché aforistico e potente, fa pensare, appunto, piuttosto a una placida aurora del pensiero, a un nitore, una chiarezza, una lucidità totale, che non a una tempesta, pure latente, quasi che in quest’opera il filosofo fosse riuscito a dimenticare se stesso.
    “Sono lucido come se non esistessi”, scrisse Pessoa in ben altra occasione. Ecco, ho pensato a quelle parole leggendo le pagine di Aurora.
    Circa il contenuto, rimando alla lettura, segnalo, per l’appunto, una maggiore attenzione sul tema della “morale”. Non mancano, né potevano mancare, riferimenti a Platone, Kant, Schopenhauer, Goethe, Spinoza, Pascal, Voltaire, Diderot, San Paolo e tanti altri che sono stati necessari oggetto di confronto/scontro con la mente di Nietzsche.
    Rimando inoltre, per coloro che volessero approfondire meglio l’argomento, ai libri, di Giorgio Colli, “Scritti su Nietzsche” e a quello di Mazzino Montinari, “Che cosa ha detto Nietzsche”, tutti e due editi da Adelphi.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono necessari piccoli atti anticonformisti

    149. Sono necessari piccoli atti anticonformisti. Agire, anche una sola volta, nelle faccende del costume, contro il proprio giudizio migliore; sottomettersi, a questo riguardo, nella prassi, e riservarsi la libertà spirituale; agire come tutti e con ciò rendere a tutti una cortesia e un benefici ...continua

    149. Sono necessari piccoli atti anticonformisti. Agire, anche una sola volta, nelle faccende del costume, contro il proprio giudizio migliore; sottomettersi, a questo riguardo, nella prassi, e riservarsi la libertà spirituale; agire come tutti e con ciò rendere a tutti una cortesia e un beneficio per così dire a compenso del non conformismo delle nostre opinioni: tutto questo, presso molti uomini abbastanza liberi d'idee, è considerato non soltanto non pericoloso, ma anche «onesto», «umano», «tollerante», «non pedantesco», o comunque suonino le belle parole con le quali si canta la ninna-nanna alla coscienza intellettuale perché si addormenti. E così c'è chi, pur essendo ateo, fa battezzare cristianamente il suo bambino, e chi va sotto le armi, come tutti gli altri, per quanto maledica grandemente l'odio tra i popoli, chi corre in chiesa con una femminuccia perché, lei ha una parentela di gente devota, e fa la sua promessa davanti a un prete, senza vergognarsi. «Non è essenziale, se anche uno di noi fa quello che tutti fanno e hanno sempre fatto» - così si esprime il pregiudizio grossolano! Il grossolano errore! Poiché non c'è niente di più essenziale del fatto che ancora una volta sia riaffermato, attraverso l'azione di un uomo riconosciuto come razionale, quanto è già potente, tradizionale, e irrazionalmente riconosciuto: in tal modo esso riceve, agli occhi di tutti coloro che hanno notizia di questo fatto, la sanzione della ragione stessa. Tutto il rispetto per le vostre opinioni! Però piccoli atti anticonformisti hanno più valore!

    ha scritto il 

  • 4

    Non è facile commentare Nietzsche: la sua scrittura è ostica e i suoi pensieri si susseguono a ritmo vorticoso e diventa difficile seguirli tutti...
    Quello che mi ha colpito in questo libro è l'appassionato e continuo elogio che l'autore fa della conoscenza come unica via per raggi ...continua

    Non è facile commentare Nietzsche: la sua scrittura è ostica e i suoi pensieri si susseguono a ritmo vorticoso e diventa difficile seguirli tutti...
    Quello che mi ha colpito in questo libro è l'appassionato e continuo elogio che l'autore fa della conoscenza come unica via per raggiungere la suprema felicità.
    E poi, come negli altri libri che ho letto, ho ammirato la sua lucidità, il suo riuscire a porsi al di fuori delle cose e dei sentimenti per poterli guardare meglio, perchè solo spostando la prospettiva e distaccandosi dalle cose si può diventare spiriti liberi...

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro consigliatomi da chi sapevo non mi avrebbe consigliato male. Bellissimo.</p><p>Nietzsche non è certo sempre condivisibile, ma questa certezza deriva da un contesto storico e da una filosofia che non teme di esporsi, tanto. Inoltre, alcune parti del suo pensiero sono ormai più ...continua

    Un libro consigliatomi da chi sapevo non mi avrebbe consigliato male. Bellissimo.</p><p>Nietzsche non è certo sempre condivisibile, ma questa certezza deriva da un contesto storico e da una filosofia che non teme di esporsi, tanto. Inoltre, alcune parti del suo pensiero sono ormai più vicine al nostro senso comune e questo lo rende a tratti più facile, a tratti meno pedagogico. Per me un complice di pensieri vecchi e nuovi prima che un maestro, quale sa essere sicuramente.

    ha scritto il 

  • 0

    Aforisma n. 272 (pag. 177): Alla purificazione, purezza della razza -così più vigorosa e bella- si giunge attraverso delle "eliminazioni".

    Sarebbe probabilmente bastato un semplice TSO per cambiare il corso della storia.

    ha scritto il