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Ausmerzen

Vite indegne di essere vissute

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero Big)

4.3
(300)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806210173 | Isbn-13: 9788806210175 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
Dopo lo spettacolo "Ausmerzen", anche per rispondere alle domande che lo spettacolo stesso aveva creato, Marco Paolini si è immerso per un anno nella scrittura, rielaborando e tessendo in narrazione una mole enorme di dati, alcuni dei quali - tra i più sconvolgenti - quasi sconosciuti. L'interrogazione su eugenetica, scienza ed etica, e sulle politiche del potere si fonde nel racconto. Un narratore appassionato, pieno di sdegno e pudore, e non privo di humour, ci consegna così un libro di feroce potenza, destinato a diventare necessario. Per tutti. Con uno scritto di Mario Paolini.

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  • 4

    Dopo aver visto lo spettacolo in tv non ho potuto non prendere il libro e come la rappresentazione televisiva ti coglie tutto il senso del terrore di una pratica di selezione attuata sistematicamente dal regime nazista ma anche avvallata dalle persone "normali". Il libro tratta anche questi aspet ...continua

    Dopo aver visto lo spettacolo in tv non ho potuto non prendere il libro e come la rappresentazione televisiva ti coglie tutto il senso del terrore di una pratica di selezione attuata sistematicamente dal regime nazista ma anche avvallata dalle persone "normali". Il libro tratta anche questi aspetti in altri paese cosidetti civili e sconvolge vedere come certe teorie venivano decretate e trovavano anche consenso. Quindi non solo nel folle regime hitleriano troviamo la volontà di selezione eugenetica ma anche in paese democratici si vede la nascita e il tentativo di affermazione di tale pratica

    ha scritto il 

  • 5

    interessante, approfondisce un aspetto di qualcosa - l'eugenetica e l'eliminazione dei "mangiatori inutili" da parte del regime nazista - di cui si parla poco ma che avevo già trovato recentemente qui http://www.anobii.com/books/Vittime_dimenticate_LOlocausto_dei_disabili,_dei_Rom,_degli_omosessu ...continua

    interessante, approfondisce un aspetto di qualcosa - l'eugenetica e l'eliminazione dei "mangiatori inutili" da parte del regime nazista - di cui si parla poco ma che avevo già trovato recentemente qui http://www.anobii.com/books/Vittime_dimenticate_LOlocausto_dei_disabili,_dei_Rom,_degli_omosessuali_e_dei_testimoni_di_Geova/9788862222747/01e7c5bd03c38631b2/
    paolini è anche bravo con le parole, per giunta. avrei tagliato un po' più corto sul predicozzo finale, forse, ma nel complesso mi è sembrato un ottimo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Se dico Dachau, Auschwitz e Buchenwald risveglio immagini e ricordi tragici profondamente presenti in ognuno di voi.
    Ma se vi dicessi Grafeneck, Sonnenstein, Hadamar o Bernburg? Forse qualche punto interrogativo potrebbe spuntare sui vostri visi.

    Ad eliminare i punti di domanda e a s ...continua

    Se dico Dachau, Auschwitz e Buchenwald risveglio immagini e ricordi tragici profondamente presenti in ognuno di voi.
    Ma se vi dicessi Grafeneck, Sonnenstein, Hadamar o Bernburg? Forse qualche punto interrogativo potrebbe spuntare sui vostri visi.

    Ad eliminare i punti di domanda e a sostituirli con orribili punti esclamativi di conoscenza e di recupero della memoria storica è Marco Paolini con uno spettacolo teatrale ed un libro dallo stesso titolo (“Ausmerzen”) che raccontano i tragici influssi sulla ideologia nazista di idee eugenetiche in realtà anche precedenti, e che con i folli piani di un gruppo di medici, psichiatri e gerarchi portò allo sterminio di quasi 300.000 malati mentali in Germania e nelle terre via via occupate dalle truppe tedesche.

    “Ausmerzen” è, come tutta la narrativa teatrale di denuncia di Paolini, un libro intenso e bellissimo. Naturalmente agghiacciante nei contenuti, ma in grado di rispondere ad un fondamentale requisito che trasforma le pagine scritte in esperienza ed emozione: l’autore riesce a costringere il lettore ad una picchiata aviatoria, che lo conduce dai cieli delle cifre astratte al riconoscimento del singolo dramma, della singola persona. La mole di dati presentati è senza alcun dubbio enorme, come enorme è lo sdegno del lettore fin dalle prime battute; ma è quando ti rendi conto che l’ideologia si è fatta storia, che l’attacco generico al diverso ed al più debole è divenuta fabbrica di morte che lo sdegno si trasforma in rabbia cieca prima e in necessità di capire poi.

    Perchè l’eugenetica – “lo studio dei metodi volti al perfezionamento della specie umana attraverso selezioni artificiali operate tramite la promozione dei caratteri fisici e mentali ritenuti positivi e la rimozione di quelli negativi”, citando Wikipedia – ha radici che si sviluppano ben prima della Germania hitleriana. Ha origini antiche ed estimatori insospettabili: da Alexander Graham Bell, a cui non bastava aver cercato di scippare a Meucci l’invenzione del telefono fino a Konrad Lorenz, di cui leggerete parole agghiaccianti. Si radica, direi generalizzando fortemente, in una certa scienza positivista.

    Sia chiaro: l’orribile e disumana applicazione da parte del regime totalitario nazista di quelle idee già teorizzate restano il capitolo più orrendo della nostra storia di bipedi. Ma credo che il lavoro di Paolini possa essere utile non soltanto per riportare alla memoria pagine storiche meno raccontate ma anche a far riflettere su come alcune follie poggino su un substrato “culturale” a cui bisogna sempre (sempre!) fare particolare attenzione.

    Le citazioni:
    Il vescovo Van Galen, una delle poche voci che si alzò contro la politica del governo nazista di eutanasia, disse “Hai tu, ho io il diritto alla vita solo finché siamo produttivi, ritenuti produttivi da altri?”.
    “Bisogna investire nell’educazione. Non è un vaccino, l’educazione.E’ come una profilassi contro certe infezioni”

    ha scritto il 

  • 5

    Se do stelline è solo perché non finisca insieme a quelli “Giudizio più basso”.
    Ma sono testi a cui è difficile appiccicare un voto.
    Se lo ascoltassi potrei dare un voto all’attore/narratore.
    Se ne giudicassi lo stile potrei dare un voto all’estensore.
    Se ne considerassi i ...continua

    Se do stelline è solo perché non finisca insieme a quelli “Giudizio più basso”.
    Ma sono testi a cui è difficile appiccicare un voto.
    Se lo ascoltassi potrei dare un voto all’attore/narratore.
    Se ne giudicassi lo stile potrei dare un voto all’estensore.
    Se ne considerassi il contenuto dovrei astrarmi quel tanto da valutare storia e interpretazione.
    Ma astrarsi è difficile e non è certo l’obiettivo di Paolini.

    Questa vicenda e i corollari, alla mia età, non sono nuovi. Ma ho ancora la fortuna di sentire un conato di non accettazione, dentro di me. E nello stesso tempo un senso di confusione: non riuscirà mai l’uomo a trovare un giusto equilibrio tra lo spirito della legge e le sue applicazioni?

    Passo indietro. Gli anobiani che hanno comperato il libro, penso sapessero già di cosa si trattasse. Per gli altri, si tratta del testo di uno spettacolo di Paolini, rivisto per poter essere un libro anziché un monologo teatrale.

    Il nocciolo è rappresentato dall’attività di eliminazione di cittadini tedeschi che “venuti male”, rappresentano per lo Stato solo un costo di “manutenzione”. Tale procedimento comprende cose diverse. La sterilizzazione, anche volontaria, di sordomuti o ritardati o zingari non stanziali. L’eliminazione degli stessi se piccoli (meglio prevenire …), più ciechi o malformati. Ogni tanto scappa la mano e si eliminano caratteriali o folli. Un po’ più grandi.

    Di ufficiale, cioè legge dello Stato, non c’è nulla: ma c’è comunque il beneplacito di Hitler e altri. Lo stesso Goebbels, piccolo, magro, storpio, provvede ad una campagna informativa quasi subliminale sul peso della gestione di tali vite nell’economia germanica. Perché questa attenzione? Perché gli eliminabili sono tedeschi, ariani venuti male, ma tedeschi. Non sono ebrei (che comunque verranno sterminati massivamente in Polonia). Hanno famiglie, spesso affettuose, che pagano rette e visitano i pazienti, quando ricoverati. Quindi tutto deve procedere nella prudenza. Le morti sono tutte “naturali”: cuore, polmonite, tifo etc. Nella realtà sono, per quelli a cui va meglio, punturine e gas. Per quelli a cui va peggio, la dieta E: ovvero una dieta assolutamente senza grassi. O semplicemente morte per fame.

    Però, però. Il problema di tutta questa vicenda non sono i morti, cioè lo sono, visto che continuano a morire con gli americani già in casa. Il problema è ciò che vi è all’origine e come una classe medica si sia calata nella parte.

    E mi vengono in mente tanti altri libri che affrontano la deviazione di un’ideologia verso un comune senso di inevitabilità; ciò che prima era considerato sbagliato diventa una norma accettata. La Legge vira pericolosamente verso l’arbitrio o diventa essa stessa tale. O viene sostituita da una demagogia che spiana la strada da percorrere verso il baratro morale.

    In quale momento la mente abdica, perdendo la propria individualità, per accettare che qualcun altro pensi per lei? In quale snodo avviene la trasformazione di un individuo in uno scarto?

    E, come Paolini, non mi sto riferendo solo al nazismo.

    Curiosità. Il libro esce nella ricerca solo con l’ISBN. Sarà perché il titolo inserito comprende anche il sottotitolo? Ho inserito una modifica. Speriamo nei librarian, se non in anobii.
    Resto in tema: spero nell'individuo se non nel sistema.

    ha scritto il 

  • 5

    Il fumo siamo noi

    Necessario. Un libro che tutti dovrebbero leggere unitamente allo spettacolo Ausmerzen che tutti dovrebbero vedere. Nomi numeri storie di un olocausto in piccolo che rivela quando il male possa essere vicino di casa o abitare nella nostra casa. In noi. Bellissimo lo scritto di Mario Paolini sul d ...continua

    Necessario. Un libro che tutti dovrebbero leggere unitamente allo spettacolo Ausmerzen che tutti dovrebbero vedere. Nomi numeri storie di un olocausto in piccolo che rivela quando il male possa essere vicino di casa o abitare nella nostra casa. In noi. Bellissimo lo scritto di Mario Paolini sul diverso la disabilità l'altro da se. E su quanto capire e non abbassare la guardia sia necessario. Un libro che ci invita tutti a essere memoria ogni giorno.

    ha scritto il 

  • 5

    E' davvero terribile quello che è stato fatto a chi ritenuto "indegno di vivere", ma forse ancora più terribile è la consapevolezza che non si è trattato di un gruppo di medici criminali perché è stato l'estremizzazione del movimento dell'eugenetica che aveva tra i suoi sostenitori personaggi ass ...continua

    E' davvero terribile quello che è stato fatto a chi ritenuto "indegno di vivere", ma forse ancora più terribile è la consapevolezza che non si è trattato di un gruppo di medici criminali perché è stato l'estremizzazione del movimento dell'eugenetica che aveva tra i suoi sostenitori personaggi assolutamente insospettabili come Lorenz.
    Mi ha molto turbato il parallelismo tra la fine della Belle Époque e la nostra epoca: uno spettro sembra di nuovo vagare in Europa alimentato dalla crisi che fa emergere paure e razzismi altrimenti inconfessati e inconfessabili.
    Molto interessanti gli spunti bioetici sulla ricerca medica e sulla consapevolezza, che sembra colpevolmente persa, di come alcune mete siano state raggiunte in medicina a un prezzo umano assolutamente inaccettabile.

    ha scritto il 

  • 5

    C'è voluto del tempo per convincermi ad aprire questo libro perché sapevo cosa mi aspettava: un atroce sofferenza , una tortura. Ogni fatto entra nella memoria affonda dilania lacera il mio essere . Sì perché sono un essere umano ed esseri umani erano gli ausmerzen di tutti i tempi ed esseri uman ...continua

    C'è voluto del tempo per convincermi ad aprire questo libro perché sapevo cosa mi aspettava: un atroce sofferenza , una tortura. Ogni fatto entra nella memoria affonda dilania lacera il mio essere . Sì perché sono un essere umano ed esseri umani erano gli ausmerzen di tutti i tempi ed esseri umani erano i carnefici ed immaginare anche solo con l' inconsapevolezza di chi non lo prova un abominio del genere non può che essere una tortura . E proprio per questo il libro deve essere letto perché soffrire ci insegna ad essere umani . Le doti migliori degli uomini per me sono empatia e comprensione e quando una cosa la capisci con la testa, il cuore e l' anima la provi anche se non la vivi ; puoi star male, essere felice o triste ma non sarai mai disumano . Cosa c'è di più terribile di un umano senza umanità?
    Paolini è un grande comunicatore e per nostra fortuna ha deciso di usare la sua dote per insegnare, per raccontarci la storia , le storie che compongono la storia e di questo gli sono grata perché come dice lui " la storia contiene antidoti all'ottusità del sapere che si autogiustifica a priori in nome di buone cause " e purtroppo la storia e gli uomini a volte sembrano privi di fantasia e ricadono sempre nelle stesse dinamiche . Nella speranza che come singoli e come collettività possiamo sempre migliorare non possiamo far altro che imparare, anche e soprattutto dal passato e anche questo breve libro può essere utile se ascoltato, perché a parte i dati storici il messaggio che cerca di dare è talmente semplice e saggio ... Leggetelo

    ha scritto il 

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