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Ausmerzen

Vite indegne di essere vissute

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero Big)

4.3
(331)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806210173 | Isbn-13: 9788806210175 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
Dopo lo spettacolo "Ausmerzen", anche per rispondere alle domande che lo spettacolo stesso aveva creato, Marco Paolini si è immerso per un anno nella scrittura, rielaborando e tessendo in narrazione una mole enorme di dati, alcuni dei quali - tra i più sconvolgenti - quasi sconosciuti. L'interrogazione su eugenetica, scienza ed etica, e sulle politiche del potere si fonde nel racconto. Un narratore appassionato, pieno di sdegno e pudore, e non privo di humour, ci consegna così un libro di feroce potenza, destinato a diventare necessario. Per tutti. Con uno scritto di Mario Paolini.

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  • 4

    Bello e coinvolgente

    Paolini vero. E in molti passaggi mette con le spalle al muro. E disvela radici del genocidio che a molti sfuggono, ridotte troppo spesso alla follia hitleriana. Oltre a portare a galla pezzi rimasti ...continua

    Paolini vero. E in molti passaggi mette con le spalle al muro. E disvela radici del genocidio che a molti sfuggono, ridotte troppo spesso alla follia hitleriana. Oltre a portare a galla pezzi rimasti sempre dopo la e che segue a ebrei

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro che definirei scomodo, per l'argomento trattato e per le domande che pone. Cosa avrei fatto io, se fossi stata nei panni della tal infermiera, o se semplicemente avessi vissuto all'epoca dei ...continua

    Un libro che definirei scomodo, per l'argomento trattato e per le domande che pone. Cosa avrei fatto io, se fossi stata nei panni della tal infermiera, o se semplicemente avessi vissuto all'epoca dei fatti? Avrei denunciato o avrei fatto finta di non sapere? Non ci rendiamo conto di quanto questo tema sia vicino a noi anche oggi, le case di riposo, l'aborto, l'eutanasia... Vale davvero la pena di leggerlo.
    Tre stelle per lo stile a volte complicato, con lunghe frasi complicate da molte subordinate.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro davvero interessante, ignoravo gran parte delle vicende narrate e il conoscerle ora mi fa comprendere meglio tanti orrori apparentemente "inspiegabili" accaduti in seguito. Coinvolgente fin d ...continua

    Un libro davvero interessante, ignoravo gran parte delle vicende narrate e il conoscerle ora mi fa comprendere meglio tanti orrori apparentemente "inspiegabili" accaduti in seguito. Coinvolgente fin dalla prima riga.

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere

    Libro impegnato sulla strage delle "persone inutili" , prodromo alle stragi naziste dei lager, prima del '42. Un abisso di angoscia che ci fa chiedere se siamo uomini. Che uomini siamo? Come abbiamo p ...continua

    Libro impegnato sulla strage delle "persone inutili" , prodromo alle stragi naziste dei lager, prima del '42. Un abisso di angoscia che ci fa chiedere se siamo uomini. Che uomini siamo? Come abbiamo potuto e potremmo ancora in fututro fare tanto??

    ha scritto il 

  • 4

    Molti di voi lo conosceranno per la sua performance teatrale, splendida come al solito, questo è il libro, non la trascrizione della pièce, ma un libro riscritto per intero.
    L'olocausto inizia da qui, ...continua

    Molti di voi lo conosceranno per la sua performance teatrale, splendida come al solito, questo è il libro, non la trascrizione della pièce, ma un libro riscritto per intero.
    L'olocausto inizia da qui, la soluzione finale comincia con l'Aktion T4, ossia l'eliminazione di quelle "vite indegne di essere vissute" come recita il sottotitolo, disabili fisici e mentali, pesi per la società, persone che non rappresentano altro che "uscite" dal punto di vista economico. E' l'inizio anche dell'applicazione in Germania della eugenetica: eliminiamo gli imperfetti per evitare che passino i loro geni alle generazioni future, cominciamo a costruire la meravigliosa razza ariana!
    Incredibile come, al di là del periodo e del luogo in cui è iniziata questa soluzione finale, non si possa fare a meno di ricollegarla ad un nostro passato più recente (vedi i manicomi e Basaglia) e purtroppo anche al nostro presente. La riflessione sui diritti dei disabili Paolini la fà, ma poteva anche evitarla, nel senso che viene automatica. Ancora oggi il diverso, l'improduttivo è da molti considerato un peso. Non ho potuto fare a meno di andare col pensiero a certi partiti politici odierni, all'ottusità dell'egoismo di alcuni che purtroppo in tempi di crisi nasce spontaneo, quante volte ho sentito dire:"possibile che io lavoro per mantenere anche questi?" . Nonostante l'orrore perpetrato in Germania dal 1939 in poi, non si riesce a fare a meno di tornare sempre col pensiero ai giorni nostri, a quanto molti ancora ragionino in una certa maniera, e a quanto sarebbe pericoloso se una tale deriva di pensiero prendesse il sopravvento, dato il delicato momento economico in cui ci troviamo.
    Bisogna comunque ringraziare Paolini, per aver dato voce anche a queste povere anime, a questi che hanno avuto "il biglietto per l'ultimo convoglio della vita". Perchè l'olocausto è stato tremendo, quattro milioni di ebrei uccisi sono stati un'enormità, ma qui non si tratta di una gara di numeri, centomila disabili, tra adulti e bambini, non valgono meno di quattro milioni di ebrei, quando alla base di questi stermini ci sono le stesse terrificanti idee.
    Su questo argomento vi segnalo un altro libro, stavolta un romanzo, dove viene trattato lo stesso argomento: Il Piccolo Adolf non aveva le ciglia di Helga Schneider.

    ha scritto il 

  • 5

    Ottimo lavoro, l'ho letto dopo aver visto lo spettacolo, è stato utile per soffermarmi su alcuni punti e approfondire. C'è molto su cui riflettere ed interrogarsi.

    ha scritto il 

  • 4

    La parola “Ausmerzen” significa sopprimere gli agnelli e le pecore deboli, quelli che non reggono la marcia, prima di iniziare la transumanza. Questa fu la strada intrapresa dall’eugenetica tedesca: n ...continua

    La parola “Ausmerzen” significa sopprimere gli agnelli e le pecore deboli, quelli che non reggono la marcia, prima di iniziare la transumanza. Questa fu la strada intrapresa dall’eugenetica tedesca: nel 1920 fu infatti pubblicato un libretto intitolato “Il permesso di annientare vite indegne di essere vissute”. In questo libro trova il fondamento medico e giuridico il concetto di ausmerzen: della soppressione dei deboli; dei parassiti del popolo; dei nemici dello stato; dei mangiatori inutili; delle vite senza valore; dell’esistenza-zavorra. Paolini fa una panoramica dei sostenitori dell’eugenetica, non solo tedeschi, e della crisi economica e sociale che fece da contorno allo svilupparsi di queste idee, prima ancora dell’ascesa al potere dei nazisti. Leggendo A. si viene a sapere che, prima ancora della nascita dei campi di concentramento erano state messe in atto campagne di sterilizzazione, istituzionalizzazione forzata, soppressione di categorie svantaggiate come disabili e malati mentali; altri invece furono oggetto di sperimentazione scientifica indiscriminata.
    Interessante è la riflessione su “come sia potuto accadere”: Paolini non trova facili spiegazioni, ma cerca di non banalizzare l’incoscienza di un popolo chiamando in causa, tra le altre cose, le difficoltà economiche e la necessità di affidarsi a dei leader carismatici. Si conclude con un avvertimento a non lasciarsi ingannare, e a prestare attenzione alle forme di razzismo e discriminazione presenti in ogni società, anche nel presente, e giustificate dalle contingenze più disparate.

    ha scritto il 

  • 5

    È una storia che molti ignorano, quella di un programma di sterminio cominciato prima dei campi di concentramento, prima degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali, e proseguito anche dopo la resa ...continua

    È una storia che molti ignorano, quella di un programma di sterminio cominciato prima dei campi di concentramento, prima degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali, e proseguito anche dopo la resa della Germania. È conosciuto come Aktion T4, da Tiergartenstraße 4, l'indirizzo berlinese dell'ente pubblico per la salute e l'assistenza sociale cui fu assegnato l'incarico di praticare prima la sterilizzazione coatta e poi l'eutanasia di disabili e malati di mente. In quegli anni stava prendendo piede l'Eugenetica, una scienza volta a migliorare la specie umana attraverso l'eliminazione degli uomini geneticamente inferiori. E su queste idee, Hitler fondò la sua politica di "igiene razziale": occorreva pulire il sangue della nazione, era il 1933 e venivano istituite le Corti Genetiche con lo scopo di individuare i soggetti affetti da malattie ereditarie. 500mila cittadini tedeschi furono giudicati geneticamente "inaccettabili". In 300mila morirono, tra il 25 luglio 1939 (prima vittima, un neonato) e il 9 agosto 1944 (ultima vittima, un adolescente). Per Hitler erano persone improduttive che gravavano sulle spalle dei sani, vite indegne di essere vissute. Fu una sorta di prova generale della "soluzione finale", il lato b di Auschwitz, Dachau e Treblinka. Coi carnefici in camice bianco, al posto dell'uniforme da SS: in 500, tra medici ed infermiere, furono autorizzati dal Führer a somministrare la morte per grazia agli incurabili. Un’iniezione letale per i bambini. La camera a gas per gli adulti. E poi i forni crematori. «A Hadamar i cittadini vedono uscire del fumo incongruo dai comignoli del manicomio, ma non si fanno troppe domande. Ieri come oggi.» ...perché siamo capaci di abituarci a tutto.
    «Bisogna investire nell'educazione. Non è un vaccino, l'educazione. È come una profilassi contro certe infezioni coraggiose.» scrive Marco Paolini. Occorre indagare, conoscere e ricordare. Per evitare che oggi nella nuova guerra tra poveri qualcuno faccia leva sul fatto che stai male per mostrarti un altro che sta meno male di te, convincendoti a farne un bersaglio. Perché purtroppo c'è sempre una gran voglia, quando le cose vanno male, di trovare un capro espiatorio su cui appiccicare una stella gialla.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo aver visto lo spettacolo in tv non ho potuto non prendere il libro e come la rappresentazione televisiva ti coglie tutto il senso del terrore di una pratica di selezione attuata sistematicamente ...continua

    Dopo aver visto lo spettacolo in tv non ho potuto non prendere il libro e come la rappresentazione televisiva ti coglie tutto il senso del terrore di una pratica di selezione attuata sistematicamente dal regime nazista ma anche avvallata dalle persone "normali". Il libro tratta anche questi aspetti in altri paese cosidetti civili e sconvolge vedere come certe teorie venivano decretate e trovavano anche consenso. Quindi non solo nel folle regime hitleriano troviamo la volontà di selezione eugenetica ma anche in paese democratici si vede la nascita e il tentativo di affermazione di tale pratica

    ha scritto il 

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