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Ausmerzen

Vite indegne di essere vissute

By Marco Paolini

(439)

| Paperback | 9788806210175

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Book Description

Dopo lo spettacolo "Ausmerzen", anche per rispondere alle domande che lo spettacolo stesso aveva creato, Marco Paolini si è immerso per un anno nella scrittura, rielaborando e tessendo in narrazione una mole enorme di dati, alcuni dei quali - tra i p Continue

Dopo lo spettacolo "Ausmerzen", anche per rispondere alle domande che lo spettacolo stesso aveva creato, Marco Paolini si è immerso per un anno nella scrittura, rielaborando e tessendo in narrazione una mole enorme di dati, alcuni dei quali - tra i più sconvolgenti - quasi sconosciuti. L'interrogazione su eugenetica, scienza ed etica, e sulle politiche del potere si fonde nel racconto. Un narratore appassionato, pieno di sdegno e pudore, e non privo di humour, ci consegna così un libro di feroce potenza, destinato a diventare necessario. Per tutti. Con uno scritto di Mario Paolini.

78 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    interessante, approfondisce un aspetto di qualcosa - l'eugenetica e l'eliminazione dei "mangiatori inutili" da parte del regime nazista - di cui si parla poco ma che avevo già trovato recentemente qui http://www.anobii.com/books/Vittime_dimenticate_L ...(continue)

    interessante, approfondisce un aspetto di qualcosa - l'eugenetica e l'eliminazione dei "mangiatori inutili" da parte del regime nazista - di cui si parla poco ma che avevo già trovato recentemente qui http://www.anobii.com/books/Vittime_dimenticate_LOlocau…
    paolini è anche bravo con le parole, per giunta. avrei tagliato un po' più corto sul predicozzo finale, forse, ma nel complesso mi è sembrato un ottimo libro.

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    terra said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se dico Dachau, Auschwitz e Buchenwald risveglio immagini e ricordi tragici profondamente presenti in ognuno di voi.
    Ma se vi dicessi Grafeneck, Sonnenstein, Hadamar o Bernburg? Forse qualche punto interrogativo potrebbe spuntare sui vostri visi.

    Ad ...(continue)

    Se dico Dachau, Auschwitz e Buchenwald risveglio immagini e ricordi tragici profondamente presenti in ognuno di voi.
    Ma se vi dicessi Grafeneck, Sonnenstein, Hadamar o Bernburg? Forse qualche punto interrogativo potrebbe spuntare sui vostri visi.

    Ad eliminare i punti di domanda e a sostituirli con orribili punti esclamativi di conoscenza e di recupero della memoria storica è Marco Paolini con uno spettacolo teatrale ed un libro dallo stesso titolo (“Ausmerzen”) che raccontano i tragici influssi sulla ideologia nazista di idee eugenetiche in realtà anche precedenti, e che con i folli piani di un gruppo di medici, psichiatri e gerarchi portò allo sterminio di quasi 300.000 malati mentali in Germania e nelle terre via via occupate dalle truppe tedesche.

    “Ausmerzen” è, come tutta la narrativa teatrale di denuncia di Paolini, un libro intenso e bellissimo. Naturalmente agghiacciante nei contenuti, ma in grado di rispondere ad un fondamentale requisito che trasforma le pagine scritte in esperienza ed emozione: l’autore riesce a costringere il lettore ad una picchiata aviatoria, che lo conduce dai cieli delle cifre astratte al riconoscimento del singolo dramma, della singola persona. La mole di dati presentati è senza alcun dubbio enorme, come enorme è lo sdegno del lettore fin dalle prime battute; ma è quando ti rendi conto che l’ideologia si è fatta storia, che l’attacco generico al diverso ed al più debole è divenuta fabbrica di morte che lo sdegno si trasforma in rabbia cieca prima e in necessità di capire poi.

    Perchè l’eugenetica – “lo studio dei metodi volti al perfezionamento della specie umana attraverso selezioni artificiali operate tramite la promozione dei caratteri fisici e mentali ritenuti positivi e la rimozione di quelli negativi”, citando Wikipedia – ha radici che si sviluppano ben prima della Germania hitleriana. Ha origini antiche ed estimatori insospettabili: da Alexander Graham Bell, a cui non bastava aver cercato di scippare a Meucci l’invenzione del telefono fino a Konrad Lorenz, di cui leggerete parole agghiaccianti. Si radica, direi generalizzando fortemente, in una certa scienza positivista.

    Sia chiaro: l’orribile e disumana applicazione da parte del regime totalitario nazista di quelle idee già teorizzate restano il capitolo più orrendo della nostra storia di bipedi. Ma credo che il lavoro di Paolini possa essere utile non soltanto per riportare alla memoria pagine storiche meno raccontate ma anche a far riflettere su come alcune follie poggino su un substrato “culturale” a cui bisogna sempre (sempre!) fare particolare attenzione.

    Le citazioni:
    Il vescovo Van Galen, una delle poche voci che si alzò contro la politica del governo nazista di eutanasia, disse “Hai tu, ho io il diritto alla vita solo finché siamo produttivi, ritenuti produttivi da altri?”.
    “Bisogna investire nell’educazione. Non è un vaccino, l’educazione.E’ come una profilassi contro certe infezioni”

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    Alfonso76 said on May 7, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante saggio che parla delle teorie dell'eugenetica e della nascita del nazismo. Un argomento di cui non si dovrà mai smettere di parlare per ricordare.

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    Amélie said on May 3, 2014 | Add your feedback

  • 9 people find this helpful

    Se do stelline è solo perché non finisca insieme a quelli “Giudizio più basso”.
    Ma sono testi a cui è difficile appiccicare un voto.
    Se lo ascoltassi potrei dare un voto all’attore/narratore.
    Se ne giudicassi lo stile potrei dare un voto all’estensor ...(continue)

    Se do stelline è solo perché non finisca insieme a quelli “Giudizio più basso”.
    Ma sono testi a cui è difficile appiccicare un voto.
    Se lo ascoltassi potrei dare un voto all’attore/narratore.
    Se ne giudicassi lo stile potrei dare un voto all’estensore.
    Se ne considerassi il contenuto dovrei astrarmi quel tanto da valutare storia e interpretazione.
    Ma astrarsi è difficile e non è certo l’obiettivo di Paolini.

    Questa vicenda e i corollari, alla mia età, non sono nuovi. Ma ho ancora la fortuna di sentire un conato di non accettazione, dentro di me. E nello stesso tempo un senso di confusione: non riuscirà mai l’uomo a trovare un giusto equilibrio tra lo spirito della legge e le sue applicazioni?

    Passo indietro. Gli anobiani che hanno comperato il libro, penso sapessero già di cosa si trattasse. Per gli altri, si tratta del testo di uno spettacolo di Paolini, rivisto per poter essere un libro anziché un monologo teatrale.

    Il nocciolo è rappresentato dall’attività di eliminazione di cittadini tedeschi che “venuti male”, rappresentano per lo Stato solo un costo di “manutenzione”. Tale procedimento comprende cose diverse. La sterilizzazione, anche volontaria, di sordomuti o ritardati o zingari non stanziali. L’eliminazione degli stessi se piccoli (meglio prevenire …), più ciechi o malformati. Ogni tanto scappa la mano e si eliminano caratteriali o folli. Un po’ più grandi.

    Di ufficiale, cioè legge dello Stato, non c’è nulla: ma c’è comunque il beneplacito di Hitler e altri. Lo stesso Goebbels, piccolo, magro, storpio, provvede ad una campagna informativa quasi subliminale sul peso della gestione di tali vite nell’economia germanica. Perché questa attenzione? Perché gli eliminabili sono tedeschi, ariani venuti male, ma tedeschi. Non sono ebrei (che comunque verranno sterminati massivamente in Polonia). Hanno famiglie, spesso affettuose, che pagano rette e visitano i pazienti, quando ricoverati. Quindi tutto deve procedere nella prudenza. Le morti sono tutte “naturali”: cuore, polmonite, tifo etc. Nella realtà sono, per quelli a cui va meglio, punturine e gas. Per quelli a cui va peggio, la dieta E: ovvero una dieta assolutamente senza grassi. O semplicemente morte per fame.

    Però, però. Il problema di tutta questa vicenda non sono i morti, cioè lo sono, visto che continuano a morire con gli americani già in casa. Il problema è ciò che vi è all’origine e come una classe medica si sia calata nella parte.

    E mi vengono in mente tanti altri libri che affrontano la deviazione di un’ideologia verso un comune senso di inevitabilità; ciò che prima era considerato sbagliato diventa una norma accettata. La Legge vira pericolosamente verso l’arbitrio o diventa essa stessa tale. O viene sostituita da una demagogia che spiana la strada da percorrere verso il baratro morale.

    In quale momento la mente abdica, perdendo la propria individualità, per accettare che qualcun altro pensi per lei? In quale snodo avviene la trasformazione di un individuo in uno scarto?

    E, come Paolini, non mi sto riferendo solo al nazismo.

    Curiosità. Il libro esce nella ricerca solo con l’ISBN. Sarà perché il titolo inserito comprende anche il sottotitolo? Ho inserito una modifica. Speriamo nei librarian, se non in anobii.
    Resto in tema: spero nell'individuo se non nel sistema.

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    Anina e "gambette di pollo" said on Apr 7, 2014 | 7 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Il fumo siamo noi

    Necessario. Un libro che tutti dovrebbero leggere unitamente allo spettacolo Ausmerzen che tutti dovrebbero vedere. Nomi numeri storie di un olocausto in piccolo che rivela quando il male possa essere vicino di casa o abitare nella nostra casa. In no ...(continue)

    Necessario. Un libro che tutti dovrebbero leggere unitamente allo spettacolo Ausmerzen che tutti dovrebbero vedere. Nomi numeri storie di un olocausto in piccolo che rivela quando il male possa essere vicino di casa o abitare nella nostra casa. In noi. Bellissimo lo scritto di Mario Paolini sul diverso la disabilità l'altro da se. E su quanto capire e non abbassare la guardia sia necessario. Un libro che ci invita tutti a essere memoria ogni giorno.

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    Michela said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (439)
    • 5 stars
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    • 2 stars
  • Paperback 176 Pages
  • ISBN-10: 8806210173
  • ISBN-13: 9788806210175
  • Publisher: Einaudi (Stile Libero Big)
  • Publish date: 2012-04-01
  • Also available as: Others
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