Austerlitz

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Publisher: Editorial Anagrama

4.2
(628)

Language: Español | Number of Pages: 296 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Catalan , Portuguese , Finnish , French , Dutch , Czech , Swedish

Isbn-10: 8433967819 | Isbn-13: 9788433967817 | Publish date:  | Edition 4

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
Este fue el ultimo gran libro del mas original narrador de nuestro tiempo. Cuenta la historia de un hombre al que, de niño, le roban patria, idioma y nombre, y no puede sentirse ya en casa en este mundo. En la estacion de Amberes habia un hombre joven, rubio, con pesadas botas de excursionista, pantalones azules y una mochila vieja, ocupado en tomar notas y hacer dibujos en un cuaderno. El narrador lo observa fascinado y comienza una relacion que dura decenios. Jacques Austerlitz se llama el enigmatico extranjero, y solo cuando la casualidad vuelve a reunir a los dos hombres en los lugares mas inesperados, se va revelando la historia de ese viajero solitario y melancolico. El no es ingles. En los años cuarenta, siendo un niño judio refugiado, llego a Gales y se crio en casa del parroco de un pequeño pueblo, con el predicador y su mujer, personas mayores y tristes. Crece solitario y se entera despues de su verdadero origen y nombre, y por que se siente extranjero entre los hombres.
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  • 1

    Una gran fatica.

    E' stata una gran fatica e non capisco cosa mi abbia causato tanti problemi, forse proprio l'idea del racconto nel racconto, alla lunga veramente monotona.. per non parlare di quanto diventasse pesant ...continue

    E' stata una gran fatica e non capisco cosa mi abbia causato tanti problemi, forse proprio l'idea del racconto nel racconto, alla lunga veramente monotona.. per non parlare di quanto diventasse pesante quando si passava al racconto nel racconto nel racconto con frasi come "Tuttavia, diceva Vera, proseguì Austerlitz, Maximilian non aveva mai..." (il tutto considerando che a narrare è un'altra persona ancora).. Fatto sta che non sono proprio riuscita a concentrarmici e a tenermi la storia (quale storia?) in testa. Bastava che mi distraessi un istante per non ricordare minimamente a che punto mi trovassi.
    Non ha aiutato nemmeno la totale assenza di dialoghi o di capitoli: dovevo interrompere in punti assolutamente random.
    E qui una domanda: ho letto il libro in versione e-book, avrei detto un e-book di ottima qualità, pur non essendo comprato, ma ho trovato un'unica nota in tutto il libro, che non sarebbe un problema, se non fosse che alcuni rarissimi momenti di dialogo (o comunque parti di libro) erano in altre lingue e finché è l'inglese non ho problemi, col francese me la cavo, ma oltre all'inglese e al francese c'è un punto in lingua ceca ed un altro in olandese, credo, e non una sola nota che mi desse una traduzione. E' così anche il "libro ufficiale"? Non si parla di una parola ogni tanto, ma di righe intere!
    Forse non era il momento per leggerlo e in alcuni rari momenti di concentrazione ho trovato pagine molto belle, ma non credo mi avvicinerò mai più a Sebald.

    said on 

  • 4

    Quella che segue è principalmente una raccolta di impressioni: definirla recensione sarebbe eccessivo soprattutto perché non mi sento abbastanza qualificata per esprimere un commento critico su un rom ...continue

    Quella che segue è principalmente una raccolta di impressioni: definirla recensione sarebbe eccessivo soprattutto perché non mi sento abbastanza qualificata per esprimere un commento critico su un romanzo così particolare.

    La prima considerazione è che, nonostante il parere di molti utenti di Goodreads, questo non è un romanzo sull'Olocausto nel senso tradizionale del termine e lo sterminio di sei milioni di ebrei, pur avendo un ruolo chiave nella comprensione della psiche del protagonista, è soprattutto un accessorio che permette all'autore di mettere su carta le sue riflessioni sulla memoria e il tempo.
    Austerlitz si presenta come un incessante flusso di coscienza ed assume la forma di una serie di digressioni incasellate l'una nell'altra, espressioni di una mente complessa e sofisticata formatasi sulle macerie di un trauma infantile fortemente represso.

    Partendo da considerazioni sull'architettura e la storia di antiche fortezze, Austerlitz svela sé stesso alla voce narrante, che riporta queste riflessioni mantenendone inalterato il fluire, seguendo uno schema a cipolla che parte da soggetti più neutri come appunto l'architettura o la propria preparazione accademica fino ad approdare a ricordi personali dell'adolescenza e dell'infanzia, tutti toccati da una malinconia e una tendenza alla solitudine nate dall'inspiegabile e vaga sensazione di non appartenere al mondo in cui si ritrova a vivere.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2017/05/austerlitz-wgsebald.html

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  • 5

    Non è semplice definire sinteticamente  questo libro, ma di certo nessun dubbio sul giudizio e sulla qualità letteraria, altissima, dell'ultimo libro di Sebald.
    È il racconto delle cause di una traged ...continue

    Non è semplice definire sinteticamente  questo libro, ma di certo nessun dubbio sul giudizio e sulla qualità letteraria, altissima, dell'ultimo libro di Sebald.
    È il racconto delle cause di una tragedia individuale e collettiva che ha origine lontane, narrate da un anonimo ascoltatore al quale per caso è dato di incontrare il dolore  di un uomo, Austerlitz, che al termine della sua vita, sente la necessità di raccontarsi e di  ricostruire le sue origini, la sua identità disperse e da lui stesse rimosse, perché il dolore è talmente incontenibile da non potersi spiegare e definire.
    Occorre un antidoto alla violenza subita e  Austerlitz lo trova nello studio, nella conoscenza..la stessa che poi gli consentirà, come storico dell'architettura,  di interpretare e comprendere le tracce  del suo percorso  e i   frammenti della memoria che riemergono  anche nei particolari  più insignificanti, comunque presenti nel vuoto  che ha lacerato  la sua vita, apparentemente  ordinaria e serena.
    Non a caso  il racconto ha inizio in una stazione, nel luogo dove fisicamente ha inizio il trauma, e continua con il racconto del viaggio interiore che Austerilitz ci racconta..perché pian piano  ci identifichiamo  con l'anonimo narratore  al quale mostra piccole foto in bianco e nero, quasi le prendiamo in mano, le scrutiamo anche noi con attenzione, seguiamo la sua storia con sempre maggiore coinvolgimento emotivo..ma anche sempre più coinvolti dalla straordinaria capacità di Sebald di farci partecipi nelle sue riflessioni .
    Percepiamo  nei diversi registri del racconto, i suoi temi ricorrenti, il viaggio  che non è mai  solo attraverso uno spazio contenuto  e in un tempo  definito, ma il percorso di  ricerca delle proprie  vicende personali e collettive, anche se  in questo caso sono state  travolte da una   violenza quasi ancestrale, che ha causato il grande trauma collettivo del novecento. Percepiamo   che in questa  ricerca la sola  analisi della ragione non è in grado di  spiegare..occore recuperare la memoria e ricucire ciò che comunque  resta presente nell’inconscio, ricercare e comprendere i luoghi,le strade, riascoltare una lingua sepolta..ritrovare gli affetti... ed allora il tempo si espande e si dilata, e i luoghi o un'immagine sbiadita consentono di ricostruire la propria storia, e solo così ci si ripacifica  e si colma il vuoto.

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  • 5

    Bella la storia, belli i personaggi: dal narratore che racconta in prima persona tutto quello che il protagonista a sua volta gli ha raccontato. Racconti come conversazioni davanti al caminetto acceso ...continue

    Bella la storia, belli i personaggi: dal narratore che racconta in prima persona tutto quello che il protagonista a sua volta gli ha raccontato. Racconti come conversazioni davanti al caminetto acceso o nel bar di un albergo. Senza interruzioni: così nel romanzo non ci sono le normali divisioni in capitoli.

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  • 3

    Inizialmente affascinata dal tono "misterioso" della prima parte del romanzo, sono invece rimasta delusa dal suo sviluppo.
    Gli incontri durante i quali Austerlitz recita senza interruzioni (e senza mo ...continue

    Inizialmente affascinata dal tono "misterioso" della prima parte del romanzo, sono invece rimasta delusa dal suo sviluppo.
    Gli incontri durante i quali Austerlitz recita senza interruzioni (e senza motivo) la sua storia personale all'amico (in realtà un semplice conoscente) totalmente passivo e muto non mi sono sembrati una gran trovata dal punto di vista narrativo e alla lunga diventano monotoni. La tecnica del "racconto nel racconto" può spesso creare dei giochi di porfondità interessanti, ma in questo caso non ne ho capito l'utilità.

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  • 0

    Gli ingredienti giusti c'erano tutti. Una trama convincente, un punto d'osservazione sui luoghi originale, eppure non ce l'ho fatta. La noia mi ha sopraffatto, ho iniziato a perdere pezzi di storia, l ...continue

    Gli ingredienti giusti c'erano tutti. Una trama convincente, un punto d'osservazione sui luoghi originale, eppure non ce l'ho fatta. La noia mi ha sopraffatto, ho iniziato a perdere pezzi di storia, la cupezza della narrazione non mi ha agevolato e alla fine ho lasciato perdere. Capita.

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  • 5

    Notevole , una delle migliori letture dell'anno... appassionato della relazioni tra luoghi e libri, avendo dormito al Great Eastern (e avendone visto il tempio massone citato nel libro) avevo scopert ...continue

    Notevole , una delle migliori letture dell'anno... appassionato della relazioni tra luoghi e libri, avendo dormito al Great Eastern (e avendone visto il tempio massone citato nel libro) avevo scoperto di questo libro che lo citava (oltre a Dracula di Bram Stoker, opvviamente)..
    Viaggio in se e attraverso (non) luoghi alla scoperta di chi si è.
    Veramente notevole anche lo stile che non da respiro...

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  • 5

    colloquio con il tempo

    “Austerlitz” ha un narratore e un protagonista, il Tempo, che assume una vera e propria consistenza attraverso le manifestazioni tangibili di ciò che nel Tempo ricade: gli esseri e i percorsi che trac ...continue

    “Austerlitz” ha un narratore e un protagonista, il Tempo, che assume una vera e propria consistenza attraverso le manifestazioni tangibili di ciò che nel Tempo ricade: gli esseri e i percorsi che tracciano, la cui durata è ben superiore a quella in cui sembra risolversi un'esistenza o un'azione.
    Ci sono molte foto, immagini, in Austerlitz. Ci sono volti che sembrano architetture e spazi le cui geometrie sembrano parlare a chi sappia intendere il loro muto linguaggio. Leggendo, si avverte che nel passato è possibile rientrare, che è lì che ci aspetta, non meno del futuro.
    “Se (…) getto lo sguardo in uno di quei cortili tranquilli, nei quali nulla è cambiato da decenni, avverto quasi fisicamente come il flusso del tempo si rallenti nel campo gravitazionale delle cose obliate.
    Tutti i momenti della nostra vita mi sembrano allora raccolti in un solo spazio, proprio come se ciò che accadrà in futuro esistesse già e aspettasse soltanto il nostro arrivo, così come noi, a seguito di un invito accettato in precedenza, arriviamo in una certa casa a una certa ora.
    E non potremmo immaginare, proseguì Austerlitz, di avere appuntamenti anche nel passato, in ciò che è già avvenuto e in gran parte è scomparso, e di dover cercare proprio nel passato luoghi e persone che, quasi al di là del tempo, hanno con noi un rapporto?”

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  • 5

    Uno dei libri più belli che ho letto in vita mia, uno di quelli che si vorrebbero ricominciare appena girata l'ultima pagina, perché finire questo libro e sentirsi orfani è tutt'uno.
    Sembra scritto tu ...continue

    Uno dei libri più belli che ho letto in vita mia, uno di quelli che si vorrebbero ricominciare appena girata l'ultima pagina, perché finire questo libro e sentirsi orfani è tutt'uno.
    Sembra scritto tutto d'un fiato, senza il conforto di una divisione in capitoli, senza il sollievo di un a capo; e si legge tutto d'un fiato, risucchiati in una spirale di malessere, straniamento, angoscia, ibernazione del sentimento, progressiva epifania dell'orrore. E le foto che corredano il testo non lo diluiscono: sono altre forme di testo, sono informazioni da studiare, da scrutare con la stessa seria attenzione con cui ci guarda dalla copertina il paggio della regina delle rose, sorta di piccolo principe precipitato in un mondo senza senso.
    In più, sono affascinanti le descrizioni dei luoghi, Anversa, il Galles, Londra, Praga, Marienbad, Parigi, Terezin; come le lezioni di storia dell'architettura o di fotografia o di storia naturale, che non sono digressioni ma sono funzionali al racconto e ad esso totalmente amalgamate, e per di più maledettamente interessanti.

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