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Aut - Aut

Estetica ed etica nella formazione della personalità

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar)

4.0
(354)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 216 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Danese

Isbn-10: A000081416 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Remo Cantoni , K.M. Guldbrandsen ; Prefazione: Remo Cantoni

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Non-fiction , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
NO ISBN
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  • 5

    "...ridi veramente quando sei solo? (...) Trovi la tua soddisfazione in questo riso solitario? Se questo non accade ho vinto io... "

    Lettura talmente densa di insegnamenti, da costringermi a centellinarne il contenuto a un massimo di 20 pagine al giorno.
    Opera incredibilmente introspettiva che fornisce le risposte a domande che consciamente sarebbe difficile anche pensare di pronunciare. Leggendo, si ha la sensazione di essere ...continua

    Lettura talmente densa di insegnamenti, da costringermi a centellinarne il contenuto a un massimo di 20 pagine al giorno. Opera incredibilmente introspettiva che fornisce le risposte a domande che consciamente sarebbe difficile anche pensare di pronunciare. Leggendo, si ha la sensazione di essere descritti con una tale precisione che nemmeno la propria persona saprebbe enunciare. Su tutto, la metafora di Nerone. Assurda. Geniale. Tragicamente vera. Una sorta di manuale da cui attingere informazioni per condurre meglio la propria vita. Consigliato a chiunque. Ritengo che sia impossibile non uscire persone migliori dopo la lettura di questo Capolavoro. Kierkegaard era un grande.

    ha scritto il 

  • 5

    Vita etica o vita estetica?

    Avevo deciso in un primo momento di assegnare 4 stelle come voto...ma poi ci ho ripensato e ho ritenuto più opportuno assegnargliene 5. Il primo libro con il quale mi sono avvicinato a Kierkegaard, subito dopo averlo studiato per la maturità classica; finita la scuola ho deciso di approfondire lo ...continua

    Avevo deciso in un primo momento di assegnare 4 stelle come voto...ma poi ci ho ripensato e ho ritenuto più opportuno assegnargliene 5. Il primo libro con il quale mi sono avvicinato a Kierkegaard, subito dopo averlo studiato per la maturità classica; finita la scuola ho deciso di approfondire lo studio di questo autore cominciando dalla lettura di quest'opera capitale della sua maturità che mi ha sempre attirato per la contraddizione intrinseca tra la vita estetica e quella etica. Una contraddizione che si sviluppa sotto forma di lettera filosofica ad un amico, in cui emerge in primo piano il tema della scelta, quello appunto dell'aut-aut. Scelta tra una vita da Don Giovanni mozartiano o da marito esemplare. E il tema così impostato viene esplorato in tutte le sue sfaccettature, quasi delle variazioni musicali sgorganti per gemmazione da esso. Vi consiglio la lettura di quest'opera fondamentale che ha aperto la strada alla filosofia esistenzialista del '900.

    ha scritto il 

  • 4

    Vita etica o vita estetica, universale o singolare, arte o dovere, necessità o libertà. L'uomo e la sua vita in bilico tra le due lternative esistenziali, inconciliate ed inconciliabili. Il dilemma di una scelta solo apparente, perchè il nulla su cui si fonda la vita estetica non può essere frutt ...continua

    Vita etica o vita estetica, universale o singolare, arte o dovere, necessità o libertà. L'uomo e la sua vita in bilico tra le due lternative esistenziali, inconciliate ed inconciliabili. Il dilemma di una scelta solo apparente, perchè il nulla su cui si fonda la vita estetica non può essere frutto di una scelta libera ma solo di casualità. Opera frutto di un pensiero che non ha ancora ragiunto i vertici della disperazione e dell'Angoscia che faranno dell'ultimo K. il primo (anche se non esclusivo) fondatore della visione "tragica" dell'esistenzialismo della prima metà del '900.

    ha scritto il 

  • 3

    "Le nature più profonde non hanno tanta facilità a trovare se stesse e, fintanto che non hanno trovato il loro io, non possono desiderare che qualcuno offra loro un’amicizia che non possono ricambiare. Queste nature in parte sono sprofondate in loro stesse, e in parte sono osservatrici; ma un oss ...continua

    "Le nature più profonde non hanno tanta facilità a trovare se stesse e, fintanto che non hanno trovato il loro io, non possono desiderare che qualcuno offra loro un’amicizia che non possono ricambiare. Queste nature in parte sono sprofondate in loro stesse, e in parte sono osservatrici; ma un osservatore non è un amico." (p. 168)

    ha scritto il 

  • 3

    uahahahahhaaa


    In verità ho tentato più volte di fare questa recensione ma siccome sono testardo e non mi arrendo alla tecnologia ci riprovo....brutta testardaggine del...cavolo!!Dunque...questa non è proprio l'edizione che mi è stata regalata ma non credo che sia un peccato capitale...aggi ...continua

    uahahahahhaaa

    In verità ho tentato più volte di fare questa recensione ma siccome sono testardo e non mi arrendo alla tecnologia ci riprovo....brutta testardaggine del...cavolo!!Dunque...questa non è proprio l'edizione che mi è stata regalata ma non credo che sia un peccato capitale...aggiungere una recensione su questa versione.Aut-aut rappresenta senza ombra di dubbio la centralità del Kierkegaard pensiero ovvero la scelta dell'individuo nel percorrere una vita etica o estetica.La vita etica rappresenta il massimo compimento della propria natura dedicata alla serietà,alla moralità,alla famiglia e al lavoro.Dall'altra parte l'estetica pone una vita in continuo dubbio verso la propria natura.Una vita passata nella sperimentazione di se stessi,senza punti cardine morali o sociali.Una vita ai margini,in un certo qual senso che secondo il filosofo va contro non solo a se stessi ma proprio alla natura intriseca di ciò che è l'uomo.Si può essere in accordo o in disaccordo su diversi punti esposti certo che l'innovazione dell'idea filosofica Kierkegaardiana sta nel rendere la filosofia accessibile a tutti,alla normalità,alla classe media senza un quel porsi sopra tutti o tutto.Il problema è che,secondo il mio punto di vista,il teorico della materia dovrebbe porsi super partes magari svincolandosi dal proprio bagaglio socio-culturale;aspetto che in Aut-Aut è completamente assente.La rappresentazione dell'umanità secondo il filosofo è intrinseca di cattolicesimo (laico..comunque) e pietas medio borghese;aspetti totalmente personali e fuorvianti.Non si può avere la presunzione di fornire un messaggio sulla vita quando il proprio messaggio non è obiettivo.Si perde l'utilità.Soren rappresenta la cultura pietista occidentale di metà ottocento supponente e avara di qualsiasi contenuto realmente edificante nonostante la ragione sugli aspetti del misero essere umano.

    ha scritto il 

  • 5

    Memento

    Ferruccio De Ceresa, attore televisivo degli anni 50, mi aveva suggestionato con la definizione di "Disperazione" di Søren Kierkegaard. Credo di aver avuto undici anni e stavo entrando nell'adolescenza. Già sentivo che avrei avuto come compagna proprio la disperazione che sempre più spesso faceva ...continua

    Ferruccio De Ceresa, attore televisivo degli anni 50, mi aveva suggestionato con la definizione di "Disperazione" di Søren Kierkegaard. Credo di aver avuto undici anni e stavo entrando nell'adolescenza. Già sentivo che avrei avuto come compagna proprio la disperazione che sempre più spesso faceva capolino nel mio sguardo. A diciotto, quando già stavo per uscirne, l'aut aut mi diede lo strumento per decidere della mia vita senza l'illusione che sarebbe stata una passeggiata.

    ha scritto il 

  • 0

    Dalla filosofia dei sistemi alla filosofia dell'individuo

    Con Hegel la dialettica idealistica è riuscita a spingersi sino a un vertice in funzione del quale solo una aperta contrapposizione al pensiero dell'illustre filosofo tedesco avrebbe potuto produrre qualcosa di nuovo: la risposta metafisica si chiama Schopenhauer, quella materialistica Marx, quel ...continua

    Con Hegel la dialettica idealistica è riuscita a spingersi sino a un vertice in funzione del quale solo una aperta contrapposizione al pensiero dell'illustre filosofo tedesco avrebbe potuto produrre qualcosa di nuovo: la risposta metafisica si chiama Schopenhauer, quella materialistica Marx, quella esistenzialistica Kierkegaard. Aut-Aut può considerarsi il primo vagito di una filosofia che ripudiando le astrazioni sistemiche si concentra sull'individuo, nella sua concretezza, nella sua assoluta irripetibilità e nella sua evoluzione verso un ideale miglioramento. L'aut-aut che pone Kierkegaard è il bivio fra una vita improntata all'indifferenza rispetto alla scelta del bene e del male, che si traduce essenzialmente in una astrazione di sè dalla realtà (l'individuo estetico prigioniero delle pulsioni e incapace di scegliere) e la volontà di scegliere tra bene e male, che rende l'uomo libero in quanto padrone di sè stesso e, appunto, delle proprie scelte (l'individuo etico). Una volontà che certamente Kierkegaard non preannuncia facile decretandone il pentimento cristiano come unica via d'accesso, ma che proprio in virtù della sua ardua natura rende ancora più ineffabile la salvezza dell'individuo, a cui non rimane che il compito di scegliere sè stesso in maniera assoluta e in egual modo ciò che può renderlo pienamente unico nella sua concretezza: il suo dovere e i suoi sentimenti. Di fronte agli arbitrii di una filosofia che si pone al di sopra dell'uomo, Kierkegaard oppone l'uomo che si pone al di sopra delle astrazioni filosofiche, scegliendo sè stesso e la propria esistenza. Pur risentendo dei limiti che il suo severo cristianesimo gli impone, è a Kierkegaard che va ascritto il grande merito di aver difeso filosoficamente l'unicità dell'individuo, gettando le basi di quella che nel Novecento, con connotati ancor più radicali e rivoluzionari, si costituirà come una grandiosa filosofia di liberazione dell'individuo dai dogmi della filosofia.

    ha scritto il 

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