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Auto da fé

By Elias Canetti

(36)

| Mass Market Paperback

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Book Description

243 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Atto di fede

    Il titolo, voluto dall'autore, tradotto dal portoghese vuol dire atto di fede che era il nome di uno dei cerimoniali più diffusi e disumani al tempo dell'inquisizione. Il personaggio principale è Peter Kien, un rinomato sinologo che trascorre le sue ...(continue)

    Il titolo, voluto dall'autore, tradotto dal portoghese vuol dire atto di fede che era il nome di uno dei cerimoniali più diffusi e disumani al tempo dell'inquisizione. Il personaggio principale è Peter Kien, un rinomato sinologo che trascorre le sue giornate in uno stato di totale isolamento dagli altri. Sua unica compagnia sono gli amati libri. Aborrisce qualsiasi contatto fisico e l’isolamento, da lui maniacalmente ricercato, gli concede quella parvenza di serenità e sicurezza di cui necessità per vivere sereno. Ma proprio questo suo isolamento e la totale mancanza di relazioni con altre persone lo rende ingenua e facile vittima della cinica Therese, sua donna di servizio, che mira esclusivamente ai suoi soldi. Finisce per sposarla e da lì il romanzo prende una piega sempre più tragica ma anche simbolica degli anni in cui visse l’autore. Il personaggio di Kien è struggente. Deve essere da qui che ha preso spunto Tornatore per il suo "La migliore offerta". Kien è molto simile a Virgil oldman. Entrambi hanno orrore per i rapporti umani, per il contatto fisico. Entrambi preferiscono ed amano degli oggetti, seppure di grande levatura artistica, (libri per il primo e quadri per il secondo)piuttosto che il genere umano. Entrambi sono estremamente fragili e bisognosi di amore. Facili prede di chi amore non ha. Il linguaggio è talvolta un po’ “pesante” e ricercato ma l’enorme bellezza e profondità del suo contenuto vale bene questa pesantezza.

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    Ella said on Sep 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un romanzo che o si adora o si detesta. Ho faticato non poco ad arrivare alla conclusione, e ora posso dirlo: non fa per me. Questo gusto per l'evento paradossale, per il personaggio meschino, questo amore per il grottesco, insomma, di cui tutto il v ...(continue)

    Un romanzo che o si adora o si detesta. Ho faticato non poco ad arrivare alla conclusione, e ora posso dirlo: non fa per me. Questo gusto per l'evento paradossale, per il personaggio meschino, questo amore per il grottesco, insomma, di cui tutto il volume è permeato, logora. Solo nella terza parte, quando la narrazione diventa più convenzionale, per contrasto si comprende appieno il genio di Canetti, capace di entrare nella testa dei folli e mostrarcene i percorsi. Ma stiamo parlando delle ultime settanta pagine, che mi hanno trovata già esacerbata e stanca. Un libro troppo prolisso, troppo confuso... semplicemente un libro troppo... di tutto.

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    Laura Cerretti said on Jul 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Inizia benissimo nel descrivere la psicologia di due personaggi buffi fino al grottesco. Poi però si perde. si perde in una logorrea eccessiva, in una galleria di personaggi che sembrano fare a gara in stramberie senza alcun motivo, in una selva di p ...(continue)

    Inizia benissimo nel descrivere la psicologia di due personaggi buffi fino al grottesco. Poi però si perde. si perde in una logorrea eccessiva, in una galleria di personaggi che sembrano fare a gara in stramberie senza alcun motivo, in una selva di psicologie di ritardati e per finire in un deus ex machina che nel giro di un capitolo sistema quello che è stato disfatto in 15 capitoli precedenti.

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    KillDevilHill said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non ce l'ho fatta

    Provo sempre un po'di vergogna quando abbandono un libro, ma questo era lungo e pesante, surreale in una maniera fastidiosa.

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    Tintinnabula said on May 30, 2014 | Add your feedback

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    Mi sono impegnata, ho resistito fino alla 3. parte, ma alla fine ho mollato...

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    Marina said on Apr 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pagine molto belle ma anche lunghi momenti di noia. Una scrittura fatta di frasi brevi e ritmate, ma che a me non piacciono poi molto. Il libro a volte sembra quasi fantastico, grottesco, bizzarro, ma altre volte si lancia in considerazioni più che ...(continue)

    Pagine molto belle ma anche lunghi momenti di noia. Una scrittura fatta di frasi brevi e ritmate, ma che a me non piacciono poi molto. Il libro a volte sembra quasi fantastico, grottesco, bizzarro, ma altre volte si lancia in considerazioni più che serie anzi, decisamente tragiche. Come libro non mi è piaciuto, troppo slegato, la storia del sinologo Peter Kien è alternata a quella del nano Fischerle (grande!!!), del portiere Pfaff, del fratello di Peter, Georg. Ho fatto fatica a finire il libro. Non posso dire che sia brutto, ma non è stata una lettura semplice, mi ha fatto sempre sentire un senso di disagio, di avversione. Molti dei personaggi sono di una antipatia palpabile, voluta. Stendiamo poi un velo pietoso sui giudizi distruttivi, severi e definitivi sulla donna, rappresentata in tutta la sua “inutilità” e “ignoranza” da Therese, prima governante e poi moglie di Kien. Spero che Canetti, in questo caso, non abbia voluto mettere nella bocca dei suoi protagonisti, il suo pensiero, altrimenti sarebbe decisamente da censurare.

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    The Grand Wazoo said on Apr 9, 2014 | 1 feedback

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