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Autobiografia della mia infanzia

Di

Editore: TopiPittori (Gli anni in tasca)

3.9
(24)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: 8889210591 | Isbn-13: 9788889210598 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Perché quando sei bambino c’è sempre il sole?

    Non so se vale per tutti o se è soltanto una deformazione della mia memoria, ma quasi tutti i miei ricordi infantili hanno luogo in luminose giornate di sole: c’era il sole quando facevamo quei ...continua

    Non so se vale per tutti o se è soltanto una deformazione della mia memoria, ma quasi tutti i miei ricordi infantili hanno luogo in luminose giornate di sole: c’era il sole quando facevamo quei giochi con la palla che andava sempre a finire nella proprietà di qualche vicino che, guarda caso, non c’era e per recuperarla dovevi scavalcare un cancello o un recinto; c’era il sole in quei lunghi pomeriggi che si trascorrevano davanti a casa di un'amica a giocare e a parlare un po’ di tutto o forse di niente. Sole, naturalmente, anche quando facevamo la raccolta delle ciliegie, che poi noi piccoli più che raccogliere le ciliegie ce ne stavamo lì intorno, tra i campi e il bosco, e qualche volta facevamo finta di perderci ma non ci siamo mai persi per davvero.

    L’unica volta in cui non c’era il sole, e me la ricordo bene, è stata quella in cui sono venuti due metri di neve e le scuole erano chiuse e si poteva stare tutto il giorno fuori a fare piste per il bob e a realizzare pupazzi di neve davvero enormi che poi, per via del freddo intenso, sono anche durati diversi giorni, non come quelli che si facevano di solito che dopo due ore erano già tutti sbilenchi e ammosciati.

    Insomma, non so dire quale sia il merito letterario di questa autobiografia di Ugo Cornia ma, dato che la sua infanzia somiglia abbastanza alla mia per luoghi e tempi (anche se io, lo vorrei sottolineare, sono un po’ più giovane) e siccome mentre la leggevo mi sono tornati in mente un sacco di ricordi che se ne stavano seppelliti da moltissimo tempo, devo dire che mi è piaciuta proprio tanto e che per me è un libro bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ugo racconta di se stesso e della sua famiglia. Ma questa volta, racconta episodi di quando era bambino. Esperienze e scoperte in buona parte condivise da tanti bambini di quella generazione (o forse ...continua

    Ugo racconta di se stesso e della sua famiglia. Ma questa volta, racconta episodi di quando era bambino. Esperienze e scoperte in buona parte condivise da tanti bambini di quella generazione (o forse di tutte le generazioni) raccontate con la sua consueta abilità di "scrittore di parlato". Pur avendo trascorso la mia infanzia in un luogo molto diverso da Modena, mi ci sono ritrovato.

    Peccato non avere l'energia (e forse neppure le capacità) di scrivere l'autobiografia della propria infanzia. Dovremmo farlo tutti. Per noi stessi, per non dimenticare; per chi rimarrà dopo di noi, per non essere dimenticati.

    Se un giorno lo farò buona parte della motivazione sarà nata dalla lettura di libri come questo di Ugo o come "Vita di Ridolini" di Gianfranco Mammi.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho riso spesso, perché è buffo Cornia, è buffo come racconta e cosa racconta, sempre con lo sguardo del bambino sul mondo. Leggerlo è stato fare un tuffo indietro nel mio passato, è stato ...continua

    Ho riso spesso, perché è buffo Cornia, è buffo come racconta e cosa racconta, sempre con lo sguardo del bambino sul mondo. Leggerlo è stato fare un tuffo indietro nel mio passato, è stato immergersi in un mare di malinconia, anche. Ero un maschiaccio: anche io giocavo a pallone coi ragazzetti della mia strada, nel garage di Massimiliano, anche io andavo per campi, anche io correvo con la bici per ogni dove, e anche io tornavo a casa tardi mentre mia madre e mia nonna mi chiamavano ad alta voce perché era già pronto in tavola. E' una storia dolce e bella. E' un po' la storia di tutti noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Alle quattro meno cinque eravamo già in cortile tutti silenziosi, praticamente senza parlare, oltre a Ghetti e me, c'era anche sempre Gianni Pecchini, Luigi Mattioli, e anche un nostro amico ...continua

    Alle quattro meno cinque eravamo già in cortile tutti silenziosi, praticamente senza parlare, oltre a Ghetti e me, c'era anche sempre Gianni Pecchini, Luigi Mattioli, e anche un nostro amico soprannominato Gallo, che ha sempre tirato delle belle gheghe (in gergo: tiro molto forte) e anche degli altri, e allora Gallo preparava la palla davanti al garage centrale, come se dovesse tirare un rigore, e a un certo punto Ghetti faceva il segnale che erano le quattro e Gallo tirava quattro spallonate sul garage, sbam, sbam, sbam, sbam, e mentre tutti urlavamo sono le quattro, si inaugurava il pomeriggio calcistico.

    ha scritto il