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Autobiografia di Alice Toklas

Di

Editore: Einaudi (Einaudi tascabili; 1161)

3.7
(179)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 265 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Francese

Isbn-10: 8806166557 | Isbn-13: 9788806166557 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cesare Pavese ; Prefazione: Richard Bridgman

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Già pubblicata nei "Saggi", viene ora riproposta l'autobiografia di Gertrude Stein, che finse di attribuire il racconto all'amica Alice Toklas. Giunta a Parigi dalla Pennsylvania nell'epoca eroica del cubismo, la donna si immerge con entusiasmo nel mondo degli artisti, frequenta Picasso, Matisse, Braque e su suggerimento di un amico decide di raccontare la sua esperienza e gli straordinari personaggi che animavano quel tempo che si intuiva già mitico. Il testo, tra aforismi e humour candido, è qui presentato nella traduzione di Cesare Pavese.
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  • 4

    L'ho trovato impegnativo. Alcune parti sono veramente difficili, colpa o pregio del suo modo di scrivere e di argomentare fatto di ripetizioni, salti temporali e rimandi. Ma anche mi poche virgole e punti. Devo dire che sono rimasta un po'delusa dallo spazio dedicato ai fatti tra le due guerre e ...continua

    L'ho trovato impegnativo. Alcune parti sono veramente difficili, colpa o pregio del suo modo di scrivere e di argomentare fatto di ripetizioni, salti temporali e rimandi. Ma anche mi poche virgole e punti. Devo dire che sono rimasta un po'delusa dallo spazio dedicato ai fatti tra le due guerre e al mio eeoe Hemingway. Figurarsi poi che a Fitzgerald si fa solo un breve accenno, anzi dedica molto più spazio a Ezra Pound. Largo spazio lo ha invece Picasso. Credevo di trovare un racconto su cosa in realtà si dicesse nel salottino di via dei Fleurs invece a volte si riduce ad uno scarno elenco di fatti della serie oggi è venuto quello e poi l'altro. Anche perché bisogna capire che questa non è la vita della Stein ma quello che Alice vede, della vota di Alice. E della sfrenata ammirazione che Alice ha per Gertrude. Avrei pensato anche che ci fossero dettagli sulla loro convivenza, ma nulla. L'unico momento di contatto è quando Alice taglia i capelli a Gertrude.
    Comunque testo di indubbia levatura letteraria e di indubbio valore anche se fra tutto quello che ho letto di Gertrude ho preferito in assoluto Paris France e poi Picasso

    ha scritto il 

  • 4

    Gertrude Stein scrive e nulla è scritto nel mondo in cui lei lo fa. Però il suo mondo, che a pensarci è incredibile ed assurdo, i grandi che si incontrano ed intrecciano, non sono pensabili davvero tutti assieme, tutti a casa sua, alla lunga annoia e diventa una lista lunghissima di meteore e ste ...continua

    Gertrude Stein scrive e nulla è scritto nel mondo in cui lei lo fa. Però il suo mondo, che a pensarci è incredibile ed assurdo, i grandi che si incontrano ed intrecciano, non sono pensabili davvero tutti assieme, tutti a casa sua, alla lunga annoia e diventa una lista lunghissima di meteore e stelle senza significato. Si elogia da se la grande Stein, ama terribilmente sentirsi grande e potente sui suoi artisti contemporanei e forse proprio questo rovina la non sua Autobiografia. Per non parlare del finale, dove nemmeno lì, quando ce lo si aspetterebbe, riesce a trovare una parola, una frase, mezza cosa o un accento, di umano ed amorevole da dire alla donna, che forse non sarà stata un genio, ma che l'ha sopportata ed amata per tutta la vita.
    Rimane una donna incredibile, enorme tra gli enormi, che è stata dimenticata.

    ha scritto il 

  • 2

    Diciamo che l'inizio non è affatto male: le prime trenta o quaranta pagine popolate da autentici miti dell'arte moderna, da Picasso a Matisse, a Juan Gris, a Guillaume Apollinaire sono davvero interessanti. La Parigi di inizio XX secolo è una tra le location più glamour della storia e la sensazio ...continua

    Diciamo che l'inizio non è affatto male: le prime trenta o quaranta pagine popolate da autentici miti dell'arte moderna, da Picasso a Matisse, a Juan Gris, a Guillaume Apollinaire sono davvero interessanti. La Parigi di inizio XX secolo è una tra le location più glamour della storia e la sensazione che qualcosa di importante stia nascendo a tutti i livelli domina la lettura.

    Anche la parte sulla prima guerra mondiale, per quanto trattata con delle pinze lunghe un chilometro, non è malissimo.

    Tutto il resto però, come diceva il poeta, è noia. Aneddoti totalmente privi di interesse, incentrati su persone prevalentemente finite nel dimenticatoio, si susseguono in maniera slegata di pagina in pagina e di palo in frasca per dire essenzialmente tre cose:
    1) Quanto è brava, talentuosa, intelligente, brillante Gertrude Stein;
    2) Quante persone in gamba conosce Gertrude Stein;
    3) Quanto è ingiusto questo mondo che non si fila di pezza Gertrude Stein.

    Già così è durissima. Se poi ci aggiungi che questa autobiografia di Alice Toklas che parla pochissimo di Alice Toklas e tantissimo di Gertrude Stein, in realtà non è stata scritta da Alice Toklas ma da Gertrude Stein, che si autoincensa spudoratamente in terza persona, diventa addirittura imbarazzante e bene ha fatto Woody Allen a prenderla in giro in uno dei suoi primi libri.

    Giudizio finale: noia.

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo tutti debitori a Gertrude Stein

    L'arte del Novecento non sarebbe stata quella che poi è effettivamente stata, senza di lei. E nemmeno la letteratura. Quindi grazie alla Gertrude Stein mecenate e scopritrice di talenti. Ha avuto una vita interessantissima, che nonostante le difficoltà le invidio molto.
    Ma letterariamente n ...continua

    L'arte del Novecento non sarebbe stata quella che poi è effettivamente stata, senza di lei. E nemmeno la letteratura. Quindi grazie alla Gertrude Stein mecenate e scopritrice di talenti. Ha avuto una vita interessantissima, che nonostante le difficoltà le invidio molto.
    Ma letterariamente non era certo il genio che si vantava di essere.

    ha scritto il 

  • 3

    midnight in Paris

    Ho cercato questo libro in biblioteca dopo aver visto il film di Woody Allen “Midnight in Paris”.
    In effetti il film ricrea l'atmosfera della Parigi degli anni venti del novecento in cui pittori, scrittori, artisti di ogni tipo si ritrovavano nel salotto di Gertrude Stein e della sua compag ...continua

    Ho cercato questo libro in biblioteca dopo aver visto il film di Woody Allen “Midnight in Paris”.
    In effetti il film ricrea l'atmosfera della Parigi degli anni venti del novecento in cui pittori, scrittori, artisti di ogni tipo si ritrovavano nel salotto di Gertrude Stein e della sua compagna Alice Toklas.
    Questo libro, anche se è scritto dalla Stein, è l'autobiografia della Toklas, ma contemporaneamente anche di quel gruppo di artisti e di intellettuali che hanno costituito l'avanguardia di tutte le arti del novecento: da Matisse, a Braque, a Picasso, a Hemingway. Il libro ricostruisce quell'epoca attraverso il diario delle due donne. La critica che mi sento di fare è che a volte risulta un po' arido, una narrazione di fatti in successione, ma poco ricco di emozioni. Forse i contemporanei di questi grandi artisti non si rendevano conto fino in fondo dell'importanza che questi avrebbero avuto anche negli anni e nei secoli successivi.

    ha scritto il 

  • 2

    Maronna mia, che peso! E non mi riferisco alla stazza (per quanto significativa) dell'autrice, bensì alla sua insopprimibile, petulante necessità di mostrare in continuazione di essere la più figa/interessante/intuitiva/artista/mecenate/originale del mondo. Cioè, per farvi capire il tipo, questo ...continua

    Maronna mia, che peso! E non mi riferisco alla stazza (per quanto significativa) dell'autrice, bensì alla sua insopprimibile, petulante necessità di mostrare in continuazione di essere la più figa/interessante/intuitiva/artista/mecenate/originale del mondo. Cioè, per farvi capire il tipo, questo libro (scritto dalla Stein) si chiama Autobiografia di Alice Toklas (ovvero la fidanza della Stein), tipa che (secondo la penna della Stein) non fa altro che dire alla Stein quanto sia brava-bella-intelligente-interessante-intuitiva-artista ecc ecc. Insomma, se la canta e se la suona, e questo snobismo ridicolo finisce per innervosire parecchio; è un peccato che le osservazioni intelligenti che pure ci sono siano soffocate da questa sete di approvazione: alla fine questo testo finisce per essere interessante più per quella che dovrebbe essere la "cornice" (ovvero gli artisti che periodicamente gravitavano intorno alla supernova, non troppo a lungo però: e nessuno in questa autobiografia sembra chiedersene realmente la ragione). Refusetti qua e là appesantiscono ulteriormente l'insieme.

    ha scritto il 

  • 0

    Qui le cose sono due.

    Mi ripromettevo di leggere questo libro da tempo e ora che l'ho fatto sono molto perplessa. Qui i casi sono 2:
    1) Gertrude Stein era una megalomane egocentrica.
    2) Gertrude Stein era un genio della letteratura.
    Tutto dipende dall'intento col quale la cara Gertrude ha deciso di ...continua

    Mi ripromettevo di leggere questo libro da tempo e ora che l'ho fatto sono molto perplessa. Qui i casi sono 2:
    1) Gertrude Stein era una megalomane egocentrica.
    2) Gertrude Stein era un genio della letteratura.
    Tutto dipende dall'intento col quale la cara Gertrude ha deciso di scrivere questo libro. Se il suo intento era immedesimarsi pienamente nella sua compagna Alice Toklas e mettere nero su bianco i pensieri come se fosse Alice a pensarli allora Gertrude Stein è un genio. Si giustificherebbe quell'aria mitica con cui si descrive.
    Se invece Alice Toklas è solo un narratore specchio, una scusa cioè per narrare la propria biografia fingendo di usare la Toklas, ma mettendovi quindi pensieri che appartengono a lei stessa e non a Alice allora è una megalomane senza ritegno.
    Continua a ripetere che è un sommo genio, la migliore, la più fantastica, un'eroina di guerra, un genio della letteratura ecc.
    Devo leggere qualcos'altro prima di capire se effettivamente fosse una cotanto geniale scrittrice (anche se detesto a prescindere chi non conosce la modestia), certo è che fu la talent scout più straordinaria di tutti i tempi. Non che sia poco eh.
    In generale nel libro c'è una traccia di fascinazione dell'autobiografia di Simone de Beauvoir, solo una traccia però. Simone è di gran lunga superiore, e molto più modesta e terrena, quindi a mio parere geniale.

    ha scritto il