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Autobiografia di Irene

Di

Editore: Sellerio Editore Palermo

4.0
(48)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838915482 | Isbn-13: 9788838915482 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Morino

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 2

    Uno strano libro di storie, che raccontano vicende di persone in evidente stato di alterazione mentale. Qui il 'realismo magico' non c'entra nulla. Si tratta di invasati, esaltati finanche schizofrenici, come il protagonista del racconto più lungo (L'impostore). Non è un libro facile né accattiva ...continua

    Uno strano libro di storie, che raccontano vicende di persone in evidente stato di alterazione mentale. Qui il 'realismo magico' non c'entra nulla. Si tratta di invasati, esaltati finanche schizofrenici, come il protagonista del racconto più lungo (L'impostore). Non è un libro facile né accattivante. Per quanto breve, ho faticato ad arrivare in fondo e non mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Fantastico

    Fantastico, in tutti i sensi ... Pubblicato nel 1948 a Buenos Aires, contiene i cinque racconti Epitaffio romano, La rete, L'impostore, Frammenti del libro invisibile e Autobiografia di Irene. Sono tutti di una straordinaria bellezza senza tempo. Rileggerei questa raccolta - che prende il titolo ...continua

    Fantastico, in tutti i sensi ... Pubblicato nel 1948 a Buenos Aires, contiene i cinque racconti Epitaffio romano, La rete, L'impostore, Frammenti del libro invisibile e Autobiografia di Irene. Sono tutti di una straordinaria bellezza senza tempo. Rileggerei questa raccolta - che prende il titolo dall’ultimo dei racconti, Autobiografia di Irene - decine e decine di volte... una rilettura ciclica senza fine. Si capisce da dove abbia attinto Jorge Luis Borges e tutta la scuola dei sudamericani del filone fantastico. All’epoca della pubblicazione di questi cinque racconti infatti Silvina Ocampo aveva già firmato insieme all'amico Borges e al marito Adolfo Bioy Casares la celebre Antologia della letteratura fantastica.
    I racconti sono: Epitaffio romano, La rete, L’impostore, Frammenti del libro invisibile, Autobiografia di Irene. Il primo racconto è una tremenda dichiarazione d’amore. Il nobile Claudio Emilio di Epitaffio romano, allestisce per tutti, compreso se stesso, la presunta morte della moglie, dopo averla rinchiusa a vita in un eremo, pur di non accettare la realtà del suo tradimento. Il fantastico di Silvina Ocampo è caratterizzato da una scrittura in cui l'emozione è raramente presente, e là dove concede spazio è quasi fredda e distante analisi introspettiva, come la superficie liscia degli specchi inquietanti che popolano le sue narrazioni. Ne “la rete” è una farfalla gialla con nervature arancioni e nere a rimanere prigioniera, in un gioco tremendo di ombre e specchi che riaffiore negli incubi di Kêng-Su «Sul tavolo fra i miei pettini e le mie forcine, c'era uno spillo d'oro con una turchese. Lo presi e trafissi con difficoltà il corpo resistente della farfalla; adesso, quando ricordo quel momento, rabbrividisco come se avessi udito una vocina lamentarsi dentro il corpo scuro dell'insetto. Poi conficcai lo spillo con la sua preda sul coperchio di una scatola di saponette, dove tengo la lima, le forbici e lo smalto per le unghie. La farfalla apriva e chiudeva le ali, come seguendo il ritmo del mio respiro. Sulle dita mi rimase una polvere iridata e soave. La lasciai nella mia stanza mentre tentava ancora il suo immobile volo di agonia. La sera, quando tornai, la farfalla era volata via portandosi appresso lo spillo. La cercai nel parco davanti all'albergo, sulle margherite e sulle ginestre, sui fiori dei tigli, sull'erba, su un mucchio di foglie cadute. La cercai invano.>>
    Ne l'impostore il tema del doppio struttura tutta la trama mozziafiato di questo racconto, quasi un romanzo autonomo, da cui è stato tratto nel 2002 il film omonimo per la regia di Gary Fleder. Il pericolo incombe e si impone al lettore in un gioco tra onirico e surreale quasi a cercare un movente, non una soluzione, nel doloroso disagio di una mente sdoppiata che ha perso la propria identità, disagio percepito anche dal lettore. Nel brano metafisico, Frammenti del libro invisibile un profeta distribuisce ai discepoli perle di saggezza tratte da due libri invisibili, stampati unicamente nella memoria del loro autore. Il profeta, infatti, disdegna inchiostro, carta e penna, come "grossolani strumenti chefissano, che deformano il pensiero", "nemici della metamorfosi e della collaborazione", perché la memoria è infinita e ancor più lo è l'invenzione.
    Il tema dello sdoppiamento è presente anche nell’ultimo racconto Autobiografia di Irene, resoconto di una donna in punto di morte che narra una vita ossessionata o dalla prescienza del futuro e, di contro, da un incalzante oblio del passato, da prevedere le circostanze della propria morte, e perfino l'uomo che sta scrivendo al posto suo l'autobiografia che lei non può ricordare.

    ha scritto il 

  • 0

    "Nei fiori c'è una voce misteriosa e sottile come quella del violino che sentì mia madre, in Persia, a nove anni.Voi non la sentite? I fiori e tutti gli elementi che compongono la natura hanno voci sottili.Lo spazio è intessuto di tali voci.Il silenzio non è mai assoluto. Nelle notti più profonde ...continua

    "Nei fiori c'è una voce misteriosa e sottile come quella del violino che sentì mia madre, in Persia, a nove anni.Voi non la sentite? I fiori e tutti gli elementi che compongono la natura hanno voci sottili.Lo spazio è intessuto di tali voci.Il silenzio non è mai assoluto. Nelle notti più profonde sentiamo sempre un mormorio lontano, rilevatore di una somma di voci infinitesimali:tutti i pensieri che vengono formulati nel mondo vibrano in quelle voci.In una pietra possiamo sentire, se ascoltiamo con attenzione, il trascorrere del tempo; nel rumore della pioggia possiamo sentire il dialogo esitante dei primi uomini; in certe piante possiamo sentire le donne dell'antichità che elaborano segreti; nel fragore delle onde che si levano nei mari possiamo sentire la spiegazione di alcuni fatti storici; certe allodole ci portano annunci del futuro più prossimo. Se voi non vi degnate di sentire queste voci, come potrebbe un dio ascoltare le vostre?"

    ha scritto il 

  • 4

    "Nei fiori c'è una voce misteriosa e sottile come quella del violino che sentì mia madre, in Persia, a nove anni.Voi non la sentite? I fiori e tutti gli elementi che compongono la natura hanno voci sottili.Lo spazio è intessuto di tali voci.Il silenzio non è mai assoluto. Nelle notti più profonde ...continua

    "Nei fiori c'è una voce misteriosa e sottile come quella del violino che sentì mia madre, in Persia, a nove anni.Voi non la sentite? I fiori e tutti gli elementi che compongono la natura hanno voci sottili.Lo spazio è intessuto di tali voci.Il silenzio non è mai assoluto. Nelle notti più profonde sentiamo sempre un mormorio lontano, rilevatore di una somma di voci infinitesimali:tutti i pensieri che vengono formulati nel mondo vibrano in quelle voci.In una pietra possiamo sentire, se ascoltiamo con attenzione, il trascorrere del tempo; nel rumore della pioggia possiamo sentire il dialogo esitante dei primi uomini; in certe piante possiamo sentire le donne dell'antichità che elaborano segreti; nel fragore delle onde che si levano nei mari possiamo sentire la spiegazione di alcuni fatti storici; certe allodole ci portano annunci del futuro più prossimo. Se voi non vi degnate di sentire queste voci, come potrebbe un dio asoltare le vostre?" 

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti bellissimi e angosciosi

    Non rileggerò certamente questi racconti e ho fatto fatica a finire il libro nonostante la bellezza delle storie e la straordinaria capacità di scrittura di Silvina Ocampo. Durante la lettura sono stata continuamente in stato di ansia e di disagio, soprattutto " La rete" e " L'impostore" mi hanno ...continua

    Non rileggerò certamente questi racconti e ho fatto fatica a finire il libro nonostante la bellezza delle storie e la straordinaria capacità di scrittura di Silvina Ocampo. Durante la lettura sono stata continuamente in stato di ansia e di disagio, soprattutto " La rete" e " L'impostore" mi hanno profondamente turbata. Anzi,durante la lettura de "La rete" ho pensato addirittura di non finire più il libro.
    In particolare nelle descrizioni e nei continui riferimenti a sofferenze di animali ho visto un atteggiamento quasi morboso a metà tra la condanna e il compiacimento.
    Per fortuna a bilanciare il malessere di alcune pagine mi venivano spesso in mente le testimonianze sulla coppia Bioy Casares e Silvina Ocampo ( mi pare di Alberto Manguel)che mostravano un lato molto più umano e terreno della scrittrice.
    Librino piccolo ma tosto.

    ha scritto il 

  • 4

    "Silenzio di chiostri e di rose c'era nel nostro cuore. Nessuno riuscì a indovinare il mistero che ci univa"

    Gioca ad intrecciare destini, Silvina Ocampo, a comporre, abile tessitrice, arazzi dai disegni affascinanti e dai colori vivaci (configurazioni esistenti da prima che il mondo nascesse; figure che la mente della scrittrice intercetta e cattura, che la sua penna trascrive vestendole d'inchiostro a ...continua

    Gioca ad intrecciare destini, Silvina Ocampo, a comporre, abile tessitrice, arazzi dai disegni affascinanti e dai colori vivaci (configurazioni esistenti da prima che il mondo nascesse; figure che la mente della scrittrice intercetta e cattura, che la sua penna trascrive vestendole d'inchiostro allo scopo di renderle visibili).
    Gioca a soffiare vita eterna dentro il corpo di personaggi che, come accade spessissimo nella letteratura sudamericana (ma non nei libri di Vargas Llosa, che, da questo punto di vista, mi sembrano rappresentare una felice eccezione, capaci come sono di conciliare lo spirito della terra d'origine dell'autore con tendenze, per così dire, più occidentali), non hanno valore per loro stessi, non agiscono come individui, bensì come anelli di una catena, come elementi collocati dentro un flusso eterno iniziato millenni prima con i loro antenati e destinato a continuare, in futuro, attraverso i loro discendenti (il sangue di mille uomini e donne scorre nelle loro vene, di uomini e donne che sono nati e morti, di uomini e donne che devono ancora nascere e morire. Da questo, forse, derivano le capacità divinatorie di Irene Andrade, protagonista dell'ultimo e più bel racconto di questa breve raccolta) e attraverso gli oggetti (basterebbe vedere la memoria degli oggetti raccontata da Borges ne Il manoscritto di Brodie).
    Il respiro che anima le narrazioni di Autobiografia di Irene (racconti scritti in linea con lo spirito dell'Antologia della letteratura fantastica, volume-manifesto a firma di Borges, Bioy Casares e, appunto, Ocampo) è cosmico, ma di un cosmo che è tutto dentro l'uomo, nel suo cuore, nella sua testa, entrambi antichissimi ed insieme imperituri, capaci di spaventosi, potentissimi inganni (il riferimento è, naturalmente, allo sdoppiamento che è al centro del racconto L'impostore).
    La scrittura, rigorosa, non nasconde nulla, ma, come un sole spietato, scatena piccole ombre e grandi, inquietanti miraggi.

    ha scritto il 

  • 4

    "Non c'è verso di distinguere fra le nostre esperienze; alcune sono vivide, altre opache; alcune sono piacevoli, altre sono un'agonia per il ricordo; ma non si può sapere quali sono state sogni e quali realtà." (L'impostore, p. 113)

    ha scritto il 

  • 5

    Questi cinque racconti fantastici (fantastici in tutti i sensi), magistralmente tradotti da Angelo Morino, rivelano una scrittura perfetta, un estremo rigore nel gestire i meccanismi complessi e allucina(n)ti di fragili trame, ramificate all'infinito o perfettamente circolari. Bellissimi fra tutt ...continua

    Questi cinque racconti fantastici (fantastici in tutti i sensi), magistralmente tradotti da Angelo Morino, rivelano una scrittura perfetta, un estremo rigore nel gestire i meccanismi complessi e allucina(n)ti di fragili trame, ramificate all'infinito o perfettamente circolari. Bellissimi fra tutti Frammenti del libro invisibile , improbabili brani di due libri sapienziali mai scritti ma solo custoditi nella mente dell'autore, e Autobiografia di Irene , in cui la protagonista subisce una sorta di inversione maledetta per cui il futuro le appartiene in ogni dettaglio mentre non sa in alcun modo trattenere il passato.
    Una produzione di racconti fantastici che nulla ha da invidiare, anzi, ai testi del più famoso amico Borges e del marito Adolfo Bioy Casares. Un'altra autorevole- e misconosciuta- voce della letteratura al femminile.

    ha scritto il 

  • 5

    Somma raffinatezza

    Ogni singola frase di questo libro è un'opera d'arte, un modello di raffinatezza e perfezione. Ho apprezzato questa scrittrice che non conoscevo assolutamente e ho avuto l'impressione che il medium del racconto, con la sua lunghezza contenuta e gli stilemi tipici, le si addica particolarmente. Te ...continua

    Ogni singola frase di questo libro è un'opera d'arte, un modello di raffinatezza e perfezione. Ho apprezzato questa scrittrice che non conoscevo assolutamente e ho avuto l'impressione che il medium del racconto, con la sua lunghezza contenuta e gli stilemi tipici, le si addica particolarmente. Temo che un intero romanzo non avrebbe destato lo stesso effetto.

    ha scritto il 

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