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Autobiografia di una rivoluzionaria

Di

Editore: minimum fax

4.1
(113)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: A000020254 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , Political

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un pezzo di storia,importante.
    Come importante sa essere ogni storia di liberazione.
    Ogni storia che ci ricorda che, nonostante gli errori, l'odio e la violenza, siamo e restiamo umani.
    E non importa che in certi punti sia retorico, che usi un linguaggio lontano dai nostri giorni,perché ciò che c ...continua

    Un pezzo di storia,importante. Come importante sa essere ogni storia di liberazione. Ogni storia che ci ricorda che, nonostante gli errori, l'odio e la violenza, siamo e restiamo umani. E non importa che in certi punti sia retorico, che usi un linguaggio lontano dai nostri giorni,perché ciò che conta è il messaggio di fratellanza, di speranza e determinazione che Angela lancia e continua a lanciare. E mi risuonanano nell'anima queste parole : "Creatore di mille nomi, costruttore di significati, trasformatore del mondo... i tuoi padri ed i padri dei tuoi padri continuano in te. Non sei una meteora che cade ma una freccia luminosa che vola verso i cieli. Sei il senso del mondo; quando chiarifichi il tuo senso, illumini la Terra."

    ha scritto il 

  • 4

    "I muri ribaltati diventano ponti"

    Efficace e sincero contributo sul senso storico del risultato della mobilitazione politica di base che smentisce l'idea del cambiamento ad opera dell'individuo dando forza al "popolo"come insostituibile strumento rivoluzionario:impegno e unità contro tutte le forme di oppressione.

    ha scritto il 

  • 4

    Un po' di retorica e di partigianeria sfacciata, ma alla fine tutto si perdona tutto: resta un libro asciutto, stracolmo di passione rivoluzionaria. Angela Davis punta l'accento sulla necessità di una società di eguali (quella comunista) per sconfiggere il razzismo e l'ingiustizia. E fa tornar vo ...continua

    Un po' di retorica e di partigianeria sfacciata, ma alla fine tutto si perdona tutto: resta un libro asciutto, stracolmo di passione rivoluzionaria. Angela Davis punta l'accento sulla necessità di una società di eguali (quella comunista) per sconfiggere il razzismo e l'ingiustizia. E fa tornar voglia di indignarsi e di lottare.

    ha scritto il 

  • 3

    Un testo fondamentale per addentrarsi nella storia della lotta per i diritti civili da parte degli afro-americani. Il punto di vista è personale ("il personale è politico" si soleva dire all'epoca e sarebbe sano risfoderare questo concetto), non si nasconde dietro una falsa obiettività e quindi è ...continua

    Un testo fondamentale per addentrarsi nella storia della lotta per i diritti civili da parte degli afro-americani. Il punto di vista è personale ("il personale è politico" si soleva dire all'epoca e sarebbe sano risfoderare questo concetto), non si nasconde dietro una falsa obiettività e quindi è fitto di preconcetti (politici principalmente) come lo sarebbe qualunque resoconto di una persona che volesse mettere nero su bianco la propria fede e la sua evoluzione tramite un confronto coerente e sempre attivo con il mondo. Partigiano ma per questo sincero, diretto, incompromissorio. Non è un libro per tutti, chi storce il naso leggendo la parola "comunista" può risparmiarsi la lettura, di sicuro questo libro non strapperà il suo paraocchi. (P.S. chi scrive è veramente, ma veramente ben lungi dal definirsi comunista)

    ha scritto il 

  • 3

    Una testimonianza del clima che negli anni '60-'70 vivevano i gruppi di militanti e attivisti politici della sinistra anche nordamericana, oggi politicamente discutibile. Allora ... beh, è stato il secondo o il terzo libro che ho letto di mia spontanea volontà.

    ha scritto il 

  • 3

    In direzione ostinata e contraria rispetto ai commenti fin qui letti, confesso di avere avuto qualche difficoltà nel progredire con la lettura del libro. E' un'autobiografia esclusivamente incentrata sul percorso attivista della Davis, e aggiungo io a ragione, visto che è ciò che l'ha resa così f ...continua

    In direzione ostinata e contraria rispetto ai commenti fin qui letti, confesso di avere avuto qualche difficoltà nel progredire con la lettura del libro. E' un'autobiografia esclusivamente incentrata sul percorso attivista della Davis, e aggiungo io a ragione, visto che è ciò che l'ha resa così famosa e unica. Alcuni passi però risultano, almeno a mio parere, davvero troppo unilaterali e descrittivi, rallentano il ritmo della narrazione e sono privi di note di colore (es. la vicenda del padrone di casa ossessionato da lei, lo svolgimento di alcune manifestazioni). Molto più intensi e umani i passi in cui racconta la sua vita in prigione.

    ha scritto il 

  • 4

    Diritti civili, lotta contro le ingiustizie, sit-in, comizi, volantinaggio, manifestazioni, rivoluzione... Quante volte abbiamo utilizzato questi vocaboli? Quante volte abbiamo auspicato cambiamenti del sistema politico/sociale? Quante volte ci siamo detti andiamo, facciamo qualcosa? Tante, forse ...continua

    Diritti civili, lotta contro le ingiustizie, sit-in, comizi, volantinaggio, manifestazioni, rivoluzione... Quante volte abbiamo utilizzato questi vocaboli? Quante volte abbiamo auspicato cambiamenti del sistema politico/sociale? Quante volte ci siamo detti andiamo, facciamo qualcosa? Tante, forse anche troppe. Ecco, Angela Davis lo ha fatto, ha rischiato in prima persona e per questo ha pagato un prezzo altissimo.

    Angela Davis credeva in un futuro migliore per il suo popolo, ossia per i neri, ma credeva in un futuro migliore per tutti gli oppressi, per tutti i più poveri e indifesi della terra, ed ha agito! Questo libro (scritto molto bene, non a caso l'editing fu curato da una certa Toni Morrison) racconta le vicissitudini che l'autrice dovette passare per il solo fatto di essersi impegnata attivamente per realizzare un mondo migliore. Finì in galera con accuse gravissime (rapimento, omicidio e cospirazione) che avrebbero potuto portarla diritta alla condanna a morte, accuse assolutamente inconsistenti, fumose, ridicole. Accuse, tuttavia, che negli Stati Uniti a cavallo degli anni '60 e '70 colpirono non solo la Davis ma tanti uomini e donne impegnate politicamente a contrastare il sistema imperante. Un sistema razzista, autoritario, conservatore che non si faceva scrupoli e che non si fermava davanti a niente, nemmeno davanti all'evidenza di accuse costruite ad arte per tappare la bocca a chi osava contestarlo. Angela Davis era una giovane donna afroamericana cresciuta nel profondo sud ma che al contrario di tante altre sue coetanee ebbe modo di studiare, di recarsi all'estero e di convincersi che esistevano delle soluzioni ai problemi che attanagliavano i neri in quell'America che era ancora incredibilmente e vergognosamente arretrata quanto a diritti civili.

    Sono davvero felice di aver letto questo libro, sono onorato di aver fatto la conoscenza di una donna come Angela Davis, una donna che con la sua cultura, con i suoi ideali, con il suo coraggio e con la sua perseveranza è stata un esempio per tanti, un punto di riferimento non solo per i neri ma per tutti coloro che credono, che aspirano ad un mondo più equo, solidale e veramente democratico.

    Oggi alla Casa Bianca c'è Barak Obama, un nero che all'epoca dei fatti narrati in questo libro aveva 10-11 anni e viveva fra Indonesia e Hawaii, vuol dire che le cose sono grandemente migliorate, in America e altrove, ma non vuol dire affatto che ci si possa permettere di abbassare la guardia. Sotto questo aspetto questa autobiografia è assolutamente attuale, ed importante. Mi piacerebbe che tanti la leggessero, specialmente i più giovani.

    PS: A coloro che altre alla lettura amano la buona musica suggerisco "Angela" e "Sweet Black Angela" scritte all'epoca rispettivamente da John Lennon e Yoko Ono e da Mick Jagger.

    ha scritto il 

  • 4

    I muri ribaltati diventano ponti.

    La interessantissima vita di Angela Davis, attivista afroamericana sempre in prima fila nella vita politica e sociale nell'America degli anni 60, doppiamente discriminata: per il colore della sua pelle, e per le proprie idee politiche.

    ha scritto il