Autostop per l'Himalaya

Dalla Cina al Nepal passando per il Tibet: un viaggio avventuroso e proibito

Voto medio di 105
| 25 contributi totali di cui 16 recensioni , 9 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Nell'estate del 1981, Vikram Seth non ha ancora scritto i romanzi che lo renderanno celebre in tutto il mondo: è uno studente indiano della Stanford University che, innamorato della lingua e della cultura cinese, frequenta un corso biennale all'Unive ...Continua
Ha scritto il 29/10/17
Carino e divertente
Letto in viaggio, a tratti buffo ed ingenuo ma nulla di che. La denuncia della bile occupazione cinese e' solo abbozzata. Tibet libero
Ha scritto il 18/12/16
Dopo un inizio di circa 50 (inutili) pagine in cui non si capisce l'autore dove vuole andare a parare, il viaggio finalmente parte.
Attraverso una narrazione non eccezionale si mescolano tratteggi di panorami e scorci di vita di tutti i giorni de
...Continua
Ha scritto il 03/03/15
Ho letto questo libro tutto d'un fiato e posso dire di averlo apprezzato molto! Il viaggio compiuto dall'autore attraverso la Cina fino a Lhasa, in Tibet, per poi far ritorno in India, ha dell'incredibile e mette il lettore di fronte alle meraviglie ...Continua
Ha scritto il 11/07/14
dove inizia il Tibet, dove finisce la Cina? peccato che questo spaccato non sia più recente, sembra meno freddo dei soliti reportage di viaggio senza perdere l'occhio di uno studioso
Ha scritto il 06/05/14
Onore all'avventura, ma il libro non trasmette più di tanto le emozioni provate. E' comunque un libro piacevole.

Ha scritto il Jul 28, 2017, 05:18
Camion abbondantemente decorati con simboli religiosi e disperatamente sovraccarichi di merci terrene
Pag. 238
Ha scritto il Jul 28, 2017, 05:17
Esiste un incanto nell'acqua che scorre
Pag. 228
Ha scritto il Jul 18, 2017, 22:35
Quasi ogni torrente sull'altopiano del Tibet-Qinghai è la sorgente di qualche fiume importante: lo Yangtze, il Mekong, il Brahmaputra, e l'Indo, tutti hanno qui le loro sorgenti.
Pag. 144
Ha scritto il Jul 17, 2017, 21:36
Nei Buddha indiani, invece, riscontro una calma meditativa; e nel grande Buddha di bronzo di Kamakura, in Giappone, leggermente proteso verso i visitatori sottostanti, si cogliona sguardo di compassione e tenerezza così profondo da annullare l'impone ...Continua
Pag. 76
Ha scritto il Jul 17, 2017, 21:32
Gli yak sembrano cani pechinesi o salici piangenti per il modo in cui il loro pelo cresce ricadendo all'ingiù
Pag. 138

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una immagine!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una nota!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo un video!

Lorem Ipsum Color sit Amet
di Nome Autore
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur Suspendisse varius consequat feugiat.
Scheda libro
Aggiungi