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Autostop per l'Himalaya

Viaggio dallo Xinjiang al Tibet

Di

Editore: EDT

3.7
(83)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Altri

Isbn-10: 8870635724 | Isbn-13: 9788870635720 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Cogolo

Genere: Philosophy , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Descrizione del libro
"Ho sempre desiderato andare in Tibet, tuttavia so che questo desiderio èdovuto in gran parte al fascino che circonda l'ignoto. So molto poco sullaregione del Tibet e conoscerò per esperienza diretta il suo clima e la suageografia. Non ho amici tibetani. Una foto del Potala, danzatori tibetanivisti nel Darjeeling, un articolo o due sul Dalai Lama rappresentano tutto ilmio bagaglio di conoscenza; di simili frammenti è formata la mia idea delTibet. E in un certo senso il mio intento non è quello di fare un viaggio inTibet, ma semplicemente di attraversarlo."
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  • 4

    dove inizia il Tibet, dove finisce la Cina? peccato che questo spaccato non sia più recente, sembra meno freddo dei soliti reportage di viaggio senza perdere l'occhio di uno studioso

    ha scritto il 

  • 4

    3,5
    E' il racconto del viaggio in autostop che Vikram Seth intraprende per andare dalla Cina in India attraversando il Tibet e il Nepal.
    Non avendo abbastanza soldi per un biglietto aereo e dopo aver ricevuto il visto per andare in Tibet (rarissimo da ottenere negli anni '80) decide di fare un vi ...continua

    3,5 E' il racconto del viaggio in autostop che Vikram Seth intraprende per andare dalla Cina in India attraversando il Tibet e il Nepal. Non avendo abbastanza soldi per un biglietto aereo e dopo aver ricevuto il visto per andare in Tibet (rarissimo da ottenere negli anni '80) decide di fare un viaggio più avventuroso. Dalla Cina orientale alla Cina occidentale viaggia in treno ma poi inizia a cercare passaggi in camion che trasportano merci in Tibet. Deve affrontare la burocrazia cinese, torrenti che straripano per le forti piogge e che rendono le strade impraticabili e che spazzano via anche quei pochi ponti che ci sono per attraversare i fiumi. Durante il viaggio ci racconta dell'ospitalità cinese e della loro onesta gentilezza, ci descrive i paesaggi partendo dal deserto grigio della Cina nord-occidentale fino ad arrivare ai colori del Tibet e del Nepal. Ci parla anche delle condizioni politiche ed economiche della Cina facendo paragoni con la sua patria, l'India, ed esprime anche i suoi pensieri su Mao e la religione. Libro interessante che non annoia mai e consigliato a chi ama leggere di culture orientali senza scendere nella pedanteria di dettagli troppo prolissi; se invece state cercando un libro che approfondisce i vari argomenti trattati, questo non è il libro che fa per voi.

    ha scritto il 

  • 3

    il tibet di passaggio

    proprio così.
    un resoconto di viaggio che " passa" per il tibet e il nepal. nulla di più.
    una cocente delusione per me che volevo viaggiare virtualmente.
    ho solo seguito uno studente indiano attraverso le sue peripezie burocratiche per rientrare in patria. passando per il tibet, appunto.
    non ci s ...continua

    proprio così. un resoconto di viaggio che " passa" per il tibet e il nepal. nulla di più. una cocente delusione per me che volevo viaggiare virtualmente. ho solo seguito uno studente indiano attraverso le sue peripezie burocratiche per rientrare in patria. passando per il tibet, appunto. non ci sono quasi tibetani, non c'è cultura, non c'è neanche un minimo soffermarsi sui luoghi, tranne che per trascriverne la bellezza naturale. il culto dei morti, la cerimonia dello smembramento dei cadaveri, viene raccontata come un episodio di cronaca nera... avrei dato due stelline e mezzo, e solo perchè comunque è un discreto resoconto di viaggio, ma anobii vuole solo l'intero.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi son ritrovata questo libro davanti per caso proprio mentre stavo leggendo "Sette anni in Tibet" e ho pensato che sarebbe stato utile per conoscere qualcosa in più su come mutò la situazione dopo la conquista cinese. Da questo punto di vista il libro è stato una totale delusione. L'autore attra ...continua

    Mi son ritrovata questo libro davanti per caso proprio mentre stavo leggendo "Sette anni in Tibet" e ho pensato che sarebbe stato utile per conoscere qualcosa in più su come mutò la situazione dopo la conquista cinese. Da questo punto di vista il libro è stato una totale delusione. L'autore attraversa il Tibet per tornare a casa in India, in un viaggio improvvisato, segnato più da ostacoli di tipo burocratico e preoccupazioni per scadenze di visti e permessi che da un reale interesse per i luoghi visitati. Come egli stesso ammette, non sapeva quasi niente della storia e della situazione del Tibet, e poco riesce ad apprendere nel corso del viaggio, sia per mancanza di tempo che per le barriere di tipo linguistico (trascorre in Tibet pochissimi giorni, in contatto quasi sempre con cinesi o altri stranieri e rari sono i contatti coi tibetani). Resta tuttavia un discreto libro di viaggio, che ci consegna la triste immagine, per quanto sfocata, di un Tibet militarizzato e distrutto da anni di violenze. La scrittura è scorrevole, buono il ritmo, interessanti le osservazioni sulle diversità nella politica e nello sviluppo tra Cina e India (campi su cui l'autore è ben più ferrato); non mancherò di leggere qualche altro suo lavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    "per rassicurarmi che questo viaggio è realmente avvenuto recito una litania di nomi: Turpan, Urumqi, Liuyuan, Dunhuang..." all'inizio deglianni 80 l'autore scopre la Cina vera bypassando rigidi controlli burocratici per una serie di combinazioni fortuite. Va al di là dei percorsi organizzati e ...continua

    "per rassicurarmi che questo viaggio è realmente avvenuto recito una litania di nomi: Turpan, Urumqi, Liuyuan, Dunhuang..." all'inizio deglianni 80 l'autore scopre la Cina vera bypassando rigidi controlli burocratici per una serie di combinazioni fortuite. Va al di là dei percorsi organizzati e decide di tornare a Dehli in autostop passando per il Tibet. Niente di premeditato, obiettivo diventa a mano a mano quello che gli compare davanti, il vero protagonista è il viaggio

    ha scritto il 

  • 3

    Chi scrive le quarte di copertina?

    Vorrei capire se chi ha etichettato il libro come "divertente" l'ha mai letto.
    Il libro in realtà è senza infamia e senza lode ma comunque non divertente.

    ha scritto il