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Avere o essere?

Di

Editore: Mondadori

3.9
(2122)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804140631 | Isbn-13: 9788804140634 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Altri , Copertina rigida

Genere: Philosophy , Religion & Spirituality , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 3

    Essere egoista è qualcosa che si riferisce non soltanto al mio comportamento ma anche al mio carattere; il suo significato è: voglio tutt oquanto per me stesso; a darmi piacere è il possedere, non il condividere; non posso fare a meno di mostrarmi avido, perchè il mio scopo è di avere, e io sono ...continua

    Essere egoista è qualcosa che si riferisce non soltanto al mio comportamento ma anche al mio carattere; il suo significato è: voglio tutt oquanto per me stesso; a darmi piacere è il possedere, non il condividere; non posso fare a meno di mostrarmi avido, perchè il mio scopo è di avere, e io sono tanto più quanto più ho; devo provare antagonismo nei confronti di tutti gli altri: i miei clienti che voglio sfruttare, i miei concorrenti che voglio distruggere, i miei prestatori d'opera che voglio sfruttare. Non posso mai essere soddisfatto, poichè i miei desideri non hanno mai fine; devo provare invidia per coloro che hanno più di me, e mi devio guardare da coloro che hanno meno.

    ha scritto il 

  • 3

    tre e mezzo, via

    mezza stella in più a questo libro. che risente senz'altro dei suoi quasi quarant'anni - e per questo alla quarta stella non ci arriva - ma espone tesi e argomenti condivisibili e quasi sempre ancora validi. il punto è che molti otggi sono dati per scontati, e quindi tutto questo argomentare ris ...continua

    mezza stella in più a questo libro. che risente senz'altro dei suoi quasi quarant'anni - e per questo alla quarta stella non ci arriva - ma espone tesi e argomenti condivisibili e quasi sempre ancora validi. il punto è che molti otggi sono dati per scontati, e quindi tutto questo argomentare risulta pleonastico. e a tratti pesantuccio.

    ha scritto il 

  • 5

    Se c'è un libro che mi ha cambiata, è decisamente questo. Leggere questo libro significa fare una scelta verso la direzione di una "continua, lenta crescita" individuale.
    Molto interessanti i capitoli "Avere e essere nell'esperienza quotidiana" -specialmente il paragrafo sull'amore - e "Le ...continua

    Se c'è un libro che mi ha cambiata, è decisamente questo. Leggere questo libro significa fare una scelta verso la direzione di una "continua, lenta crescita" individuale.
    Molto interessanti i capitoli "Avere e essere nell'esperienza quotidiana" -specialmente il paragrafo sull'amore - e "Le condizioni della trasformazione e le caratteristiche dell'uomo nuovo".

    ha scritto il 

  • 4

    Ottima lettura

    Questo libro mi è piaciuto particolarmente per i temi trattati e il modo con cui sono stati affrontati. La lettura è molto scorrevole nel maggior parte del libro, il linguaggio usato non è ne complesso ne difficile e i temi sono trattati in modo molto semplice e con molti esempi ad argomentarli. ...continua

    Questo libro mi è piaciuto particolarmente per i temi trattati e il modo con cui sono stati affrontati. La lettura è molto scorrevole nel maggior parte del libro, il linguaggio usato non è ne complesso ne difficile e i temi sono trattati in modo molto semplice e con molti esempi ad argomentarli. Questa caratteristica è tipica di Fromm.
    Il libro è molto bello e semplice da leggere e trasmette tanti concetti a cui oggigiorno non si fa più caso.

    ha scritto il 

  • 2

    Essere, va bene. Ma...

    Non mi capita spesso di non apprezzare così tanto un testo. Forse perché le mie letture, anche quelle per diletto, gravitano troppo spesso nei dintorni dei miei interessi contingenti (e questo libro invece l'ho ricevuto in dono da due amici che mi conoscono da poco tempo). O forse è soltanto che ...continua

    Non mi capita spesso di non apprezzare così tanto un testo. Forse perché le mie letture, anche quelle per diletto, gravitano troppo spesso nei dintorni dei miei interessi contingenti (e questo libro invece l'ho ricevuto in dono da due amici che mi conoscono da poco tempo). O forse è soltanto che non ho preferenze identitarie ben definite (sigh!). In questo caso mi arrendo alle due stelline, contornate da una noia e da un senso del dovere e del rispetto (per il libro e per i due amici) che mi ha aiutato a terminare la lettura.
    Se mi fermo a riflettere, capisco che parte della mia noia è dovuto a un elemento diacronico: "Avere o essere?" è del 1976 e io lo leggo nel 2013. Non che le analisi contenute in questo testo non siano ancora attuali, anzi! Ma...non amo molto lo stile argomentativo dell'autore in questo libro (l'unico che ho letto). E non amo molto la concezione implicita del linguaggio e delle lingue presente in maniera preponderante nelle prime cinquanta pagine e poi onnipresente in tutto il testo (e ci ho messo così tanto a leggerlo che non mi ricordo più che cosa si diceva in proposito...basta se dico che ho farcito il testo di faccine tristi e punti interrogativi?). Va bene, chiamatela pure deformazione professionale. L'accetto. Ma non chiedetemi più di due stelline. Magari è solo che sono ancora giovane (...ma allora non mi spiego la quantità di capelli bianchi che si aggrappano utopisticamente alla giovinezza che fu e mi supplicano di essere ritinteggiati, sigh!)

    ha scritto il 

  • 4

    Avere o essere?
    Una gran bella domanda, qual è la risposta giusta?
    Certo avere rende al vita molto più semplice conformarsi alle logiche di un potere precostituito che sia economico o religioso. Ma poi restiamo aridamente soli tre le cose e i pensieri. Essere, una condizione di grande ...continua

    Avere o essere?
    Una gran bella domanda, qual è la risposta giusta?
    Certo avere rende al vita molto più semplice conformarsi alle logiche di un potere precostituito che sia economico o religioso. Ma poi restiamo aridamente soli tre le cose e i pensieri. Essere, una condizione di grande elevatura intellettuale che coinvolge il benessere collettivo e naturale, più complicato da raggiungere ma sicuramente di eterna durata.
    Le nostre decisioni implacabilmente immediate con soluzioni di breve periodo ci portano alla condizione di avere, senza considerare la possibilità di perdere e rimanere inutilmente vivi. Allora, cerchiamo di essere e di esistere per sempre.
    Un bellissimo libro che mette a fuoco i due modi vivere nella ordinaria quotidianità, oltre che nelle scelte politiche.

    ha scritto il 

  • 3

    L'amore è figlio della libertà

    La soddisfazione illimitata di tutti i desideri non comporta il vivere bene, ne è la strada per raggiungere la felicità o anche soltanto il massimo piacere.

    La lettura è un dialogo tra il lettore e l'autore […]
    La lettura di un romanzo da quattro soldi, privo di qualità artistica,
    ...continua

    La soddisfazione illimitata di tutti i desideri non comporta il vivere bene, ne è la strada per raggiungere la felicità o anche soltanto il massimo piacere.

    La lettura è un dialogo tra il lettore e l'autore […]
    La lettura di un romanzo da quattro soldi, privo di qualità artistica, è una sorta di sogno ad occhi aperti: non permette risposte produttive; il testo viene ingurgitato come uno spettacolo televisivo o come patatine fritte che si masticano davanti alla televisione.

    La fede è una stampella per chi desidera al certezza, per chi aspira ad avere una risposta al problema dell'esistenza senza osare di cercarlo da solo.

    Dio, in origine un simbolo dei massimi valori di cui possiamo avere esperienza in noi, diviene, secondo le modalità dell'avere, un idolo.
    Per la concezione profetica, un idolo è una cosa che noi stessi costruiamo e nella quale proiettiamo i nostri poteri, in tal modo impoverendoci.
    Così facendo, ci assoggettiamo alla nostra creazione e con quest'atto di sottomissione ci mettiamo in contatto con noi stessi in forma alienata.
    Se da un lato posso avere l'idolo perchè questa è una cosa, contemporaneamente, a causa della mia sottomissione ad essa, l'dolo ha me.

    ha scritto il 

  • 4

    Un must degli anni '80: guai a chi non lo aveva letto!
    Un libro che ho ricevuto in dono nel giugno del 1984 dal mio dirigente. Aveva deciso di licenziarsi da una nota azienda in cui avrebbe fatto carriera per andare a lavorare in una azienda più piccola ma che gli avrebbe permesso di riappr ...continua

    Un must degli anni '80: guai a chi non lo aveva letto!
    Un libro che ho ricevuto in dono nel giugno del 1984 dal mio dirigente. Aveva deciso di licenziarsi da una nota azienda in cui avrebbe fatto carriera per andare a lavorare in una azienda più piccola ma che gli avrebbe permesso di riappropriarsi del suo tempo e non fare compromessi. Ne fece dono a tutti i colleghi dell'ufficio, esterrefatti dalla sua decisione. La mia copia era accompagnata da questo bigliettino: "Cara Sandra, con piacere ti lascio in ricordo queste pagine che ho amato, con l'augurio di saperti sempre sorridente e serena".
    Un gesto e un libro che ho apprezzato molto. Grazie ing. Barnini!

    ha scritto il 

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