Avevano spento anche la luna

Di

Editore: Mondolibri

4.3
(1390)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 298 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Spagnolo , Portoghese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Slovacco , Tedesco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberta Scarabelli

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Altamente recomendable

    Es un libro que llega mucho. Montones de sentimientos desde el dolor, la rabia, el amor, la pérdida y la vergüenza de saber la crueldad humana. Me ha parecido un libro de 10

    ha scritto il 

  • 5

    E' questo un libro che tratta di un argomento poco affrontato rispetto alla tragedia degli ebrei ma non per questo meno importante… i campi di lavoro in Siberia.. è un libro che mi ha colpito parecchi ...continua

    E' questo un libro che tratta di un argomento poco affrontato rispetto alla tragedia degli ebrei ma non per questo meno importante… i campi di lavoro in Siberia.. è un libro che mi ha colpito parecchio, scritto bene, scorrevole senza descrizioni troppo forti ma quanto basta per dare una idea di quel che succedeva.. unica nota dolente , per me, è stato il finale.. l'ho trovato affrettato e veloce rispetto a tutto il libro..mi aspettavo un finale di diversa velocità.. sembrava quasi avesse fretta di terminare il libro. per il resto una ottima alternativa ai classici sullo sterminio degli ebrei.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto triste, a volte crudo.
    Tratta un argomento di certo non conosciuto come invece è lo sterminio degli ebrei da parte del regime nazista, ma altrettanto grave: la deportazione in Siberia di milioni ...continua

    Molto triste, a volte crudo.
    Tratta un argomento di certo non conosciuto come invece è lo sterminio degli ebrei da parte del regime nazista, ma altrettanto grave: la deportazione in Siberia di milioni di persone perpetrata da Stalin.
    E' la prima volta che leggo qualcosa su questo tema e in un certo senso ci sono salita anch'io sul quel treno con Lina e la sua famiglia, sembrava proprio di essere lì e poi anche nel campo, al freddo in mezzo alla neve a scavare e a lavorare al buio...
    Ma la luce che tiene viva la speranza è sempre accesa nel cuore della ragazzina che non si rassegna e che infonde fiducia anche al lettore per non arrendersi allo sconforto e arrivare fino alla fine, testimoni di un dramma fin troppo taciuto.

    ha scritto il 

  • 3

    3 e 1/2

    E' incredibile che certe cose siano successe davvero; è incredibile che di certe cose se non ne è mai parlato; è incredibile che potranno succedere ancora perchè la storia non ci insegna mai nulla.
    E' ...continua

    E' incredibile che certe cose siano successe davvero; è incredibile che di certe cose se non ne è mai parlato; è incredibile che potranno succedere ancora perchè la storia non ci insegna mai nulla.
    E' incredibile anche che di certe non se ne poteva ,e ancora non se ne può parlare; perchè non solo i nazisti hanno compiuto atrocità, e nella orrida e criminale contabilità dei morti i sovietici hanno fatto ben di peggio

    ha scritto il 

  • 0

    Chi vi ha dato il diritto?

    Il libro affronta un'altra triste pagina di storia: la deportazione dei popoli baltici da parte dei sovietici e la loro dura vita nei campi di lavoro in Siberia.
    Il romanzo si legge facilmente, ma man ...continua

    Il libro affronta un'altra triste pagina di storia: la deportazione dei popoli baltici da parte dei sovietici e la loro dura vita nei campi di lavoro in Siberia.
    Il romanzo si legge facilmente, ma manca di approfondimento storico.
    È un buon punto di partenza per far conoscere anche questo abominio. Dunque non solo i nazisti, ma anche i comunisti hanno commesso delle atrocità inaudite.
    La domanda che io mi pongo è sempre la stessa: perchè?

    Tre stelline ++

    ha scritto il 

  • 2

    Non so, forse è perchè sapevo già cosa erano i campi di lavoro russi, forse perchè ho letto I racconti della Kolyma e Il racconto di Peuw bambina cambogiana, ossia testimonianze di chi a quegli orrori ...continua

    Non so, forse è perchè sapevo già cosa erano i campi di lavoro russi, forse perchè ho letto I racconti della Kolyma e Il racconto di Peuw bambina cambogiana, ossia testimonianze di chi a quegli orrori è sopravvissuto davvero, ma questo libro mi è sembrato senz'anima e - per certi versi - la fiera della banalità.
    La storia di Lina, quindicenne lituana deportata in Siberia con madre e fratellino, non mi ha trasmesso niente: la paura, la sofferenza, la perdita progressiva dell'umanità in favore dell'istinto di sopravvivenza... non li ho avvertiti in nessun momento, e anzi in certi punti ho provato un discreto fastidio verso i personaggi: la mamma, il cliché dell'anima candida che niente riesce a macchiare, che prova compassione per chiunque e che probabilmente avrebbe teso una mano anche a Hitler perche Lei È Buona™, è un personaggio non solo improbabile ma ad un certo punto fuori luogo. Lina è fin troppo moderna: mi è sembrata un'adolescente di oggi che si indigna per quegli eventi storici più che una vittima che li stava subendo. Le condizioni di vita atroci... si sente che le ha scritte qualcuno che non le ha vissute e che, ovviamente, non può comprenderne la piena portata.
    Avevamo freddo, avevamo fame, eravamo deboli...
    Non so. I voti così alti mi fanno davvero pensare che la mia esperienza di lettura sia stata così negativa perchè tutti i libri che ho letto che parlano di deportazione - in qualsiasi nazione, per qualsiasi regime - li hanno scritti i sopravvissuti, e le loro testimonianze sono, per forza di cose, più potenti.

    ha scritto il 

  • 4

    "Due sovietici stavano trascinando un prete lungo la banchina. Aveva le mani legate e la tonaca sporca di sangue. Perchè un prete? Ma in fondo...perchè chiunque di noi?"

    ha scritto il 

  • 5

    Questo romanzo è molto toccante perché narra la situazione estrema in cui vivevano le persone deportate dalla polizia sovietica e ti fa riflettere sulla vita perchè mentre loro non avevano niente e mo ...continua

    Questo romanzo è molto toccante perché narra la situazione estrema in cui vivevano le persone deportate dalla polizia sovietica e ti fa riflettere sulla vita perchè mentre loro non avevano niente e morivano pian piano,noi abbiamo ogni giorno tutto ciò di cui abbiamo bisogno e dobbiamo ritenerci fortunati. Penso che sia uno dei migliori libri che abbia letto e credo che difficilmente me ne dimenticherò.

    ha scritto il 

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