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Avevano spento anche la luna

Di

Editore: Mondolibri

4.3
(1313)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 298 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Spagnolo , Portoghese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Slovacco , Tedesco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberta Scarabelli

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Era più difficile morire o essere fra i sopravvissuti? [..] conoscevo la risposta. Era l'unica cosa di cui non avevo mai dubitato. Volevo vivere. Volevo vedere mio fratello crescere. Volevo rivedere ...continua

    "Era più difficile morire o essere fra i sopravvissuti? [..] conoscevo la risposta. Era l'unica cosa di cui non avevo mai dubitato. Volevo vivere. Volevo vedere mio fratello crescere. Volevo rivedere la Lituania." Questo libro fa male. Fa tanto male. Soprattutto perché parla di una tragedia che la maggior parte di persone ignora. Ma per fortuna esistono libri come questo per non farci dimenticare. Per tenere i ricordi dei morti ancora vivi nel nostro cuore.

    ha scritto il 

  • 4

    Piantai un seme di odio nel mio cuore. Giurai che sarebbe cresciuto fino a diventare un albero imponente, le cui radici li avrebbero strangolati tutti.

    Un titolo bellissimo, che rende perfettamente l’idea, una copertina suggestiva che trasmette una grande tristezza, una lettura abbastanza angosciante che m’ha messo a dura prova per due motivi.
    Il pr ...continua

    Un titolo bellissimo, che rende perfettamente l’idea, una copertina suggestiva che trasmette una grande tristezza, una lettura abbastanza angosciante che m’ha messo a dura prova per due motivi.
    Il primo, e il più importante, è che tratta un tema tragico, le deportazioni di massa dei presunti dissidenti durante il regime di Stalin. Furono trasferiti nei campi di lavoro della Siberia uomini, donne, vecchi, bambini; vivevano in condizioni durissime, sottoposti a fame, freddo, malattie, soprusi, violenze. Molti di loro non tornarono mai più a casa.
    Una lettura preziosa per capire che la pazzia e la bestialità degli uomini non conoscono confini di razza e religione, e nemmeno colori politici. Le puoi trovare a tutte le latitudini, in tutte le epoche. Per fortuna in situazioni estreme scatta anche l’istinto di solidarietà fra deboli, l’aiutarsi a sopravvivere, qualche volta perfino l’amore.

    Il secondo motivo è che era il mio primo ebook. (Il correttore del programma di scrittura non accetta ebook e mi sta correggendo automaticamente in ebro, il che mi sembra quasi una presa per il culo).
    Ora vi spiego: avevo il libro in pdf, ma siccome il mio nuovo bellissimo Kobo legge meglio i file epub, l’ho convertito con Calibre. Era la mia prima conversione, mi sono emozionata come Paolo sulla strada di Damasco prima di diventare San, ci ho pure messo la copertina che non aveva e l’ho caricato sull’ereader, quasi con mistica religiosità. Tutto fatto a regola d'arte. Poi ho iniziato la lettura.
    S' è rivelata subito difficoltosa di suo, perché ogni tanto sbagliavo il verso della toccatina e invece di andare avanti di pagina andavo indietro. Ho fatto il giro intorno alla stessa aiuola ben tre volte, avanti-indietro-avanti, peggio che alla prima lezione di guida.
    Avevo appena finito di girare a vuoto come una gallina inseguita da un cane e acquisito un minimo di tecnica quando ho fatto l’agghiacciante scoperta: le prime due righe di ogni pagina sono ripetute due volte, e in cambio mancano tutte, ma proprio tutte, le doppie. In pratica il testo è così: Lo fulminai con lo sguardo domandandomi quanta cola ci sarebbe voluta per chiudergli la boca. Lo fulminai con lo sguardo domandandomi quanta cola ci sarebbe voluta per chiudergli la boca. «Io sono un colezionista di francoboli. Un semplice colezionista di francoboli, e mi mandano a morire solo perché intratengo una corispondenza internazionale con altri colezionisti>>

    Sigh! Sembra tradotto da una badante moldava in preda alla nostalgia che s’è scolata qualche vodka di troppo, a mo’ di consolazione. Una tragedia nella tragedia.

    ☆☆☆☆ perchè nonostante il disastro è bello.

    ( recensione pubblicata una prima volta nel 2012, facente parte del gruppo di desaparecidos )

    ha scritto il 

  • 3

    2012:
    Le annessioni sovietiche non furono meno tragiche di quelle naziste. Questo libro è un’ottima testimonianza sul trattamento che Stalin riservava a coloro che riteneva sovversivi e contrari al re ...continua

    2012:
    Le annessioni sovietiche non furono meno tragiche di quelle naziste. Questo libro è un’ottima testimonianza sul trattamento che Stalin riservava a coloro che riteneva sovversivi e contrari al regime. Se ne parla pochissimo, ma questo libro è da leggere per non dimenticare i mostri della nostra storia.
    Non avevo idea di quanto in fretta sarebbe cambiato il mio viso, sfiorendo. Se l’avessi saputo, avrei fissato più a lungo il mio riflesso, cercando di memorizzarlo. Era l’ultima volta, per più di dieci anni, in cui mi sarei guardata in uno specchio vero.

    ha scritto il 

  • 2

    Per carità storia bella e commovente....ma un bel libro è un'altra cosa.
    A me è sembrato un libro per ragazzi.
    Unico merito fondamentale è lo squarcio sul genocidio dei popoli baltici che la storia an ...continua

    Per carità storia bella e commovente....ma un bel libro è un'altra cosa.
    A me è sembrato un libro per ragazzi.
    Unico merito fondamentale è lo squarcio sul genocidio dei popoli baltici che la storia ancora non ci ha detto se essere stato peggiore di quello degli ebrei,

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro è di sicuro uno tra i più belli che ho letto. Ho una passione per i romanzi ambientati nel periodo della guerra eppure non avevo mai letto questa parte di storia. Si parla tanto di Americ ...continua

    Questo libro è di sicuro uno tra i più belli che ho letto. Ho una passione per i romanzi ambientati nel periodo della guerra eppure non avevo mai letto questa parte di storia. Si parla tanto di America, Germania e campi di sterminio ma i popoli lettoni, estoni e lituani vengono messi in un angolo. Questo libro mi è piaciuto proprio perchè porta alla luce anche questa parte della storia. All'autrice vanno i miei complimenti perchè è stata bravissima, quando Lina e la sua famiglia era sul treno mi sembrava di sentire il caldo, la puzza, il buio. Quando era al campo di lavoro mi sembrava di sentire il freddo, la terra, lo sporco insomma è uno di quei libri dove sei nel libro tanto che a distanza di giorni dalla fine di questa lettura non riesco a iniziare altri libri. La scrittura è semplice con capitoli bravi che rendono scorrevole la storia. Non do le 5 stelline per un motivo molto semplice e anche banale: l'epilogo non mi ha fatto impazzire, fossi stata l'autrice mi sarei fermata al sorgere del sole dopo mesi di oscurità...una metafora per un libro così bello. Lo consiglio!

    ha scritto il 

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