Avventure della ragazza cattiva

Di

Editore: Mondolibri S.p.A.

4.1
(2264)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 357 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Svedese , Inglese , Tedesco , Portoghese , Francese , Sloveno , Olandese

Isbn-10: A000027264 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Glauco Felici

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 2

    Gattamorta si nasce..e si muore.

    Questa è la storia di una ragazza cattiva, una nina mala, nella stessa misura in cui “ I tre moschettieri” è la storia del quarto. La storia è raccontata dal punto di vista di Ricardo, ragazzo, giovan ...continua

    Questa è la storia di una ragazza cattiva, una nina mala, nella stessa misura in cui “ I tre moschettieri” è la storia del quarto. La storia è raccontata dal punto di vista di Ricardo, ragazzo, giovane, uomo che nella sua vita farà soltanto una cosa appassionatamente: amare Lily, la cilenita che stringe a passo di mambo, che diventa la guerrigliera Arlette pronta a sbarcare a Cuba, che poi si trasforma in madame Arnoux e poi ancora in Mrs Richardson e ancora e ancora…
    Una donna senza identità che lo usa, lo maltratta, lo consuma nell’amore che lui le dimostra e che prova per lei.
    I primi capitoli seguono tutti lo stesso schema: lei, lui e un amico di lui, che sistematicamente muore, pronto a sostenerlo nella sua profonda solitudine. Ho provato sentimenti contrastanti per questo libro. Avevo già letto di questo autore
    “ L’eroe discreto” e pur non trovandolo eccezionale è stata una lettura piacevole. Sarà perché per questo le aspettative erano alte, o forse perché l’idea del Nobel mi aveva un po’ gasato, l’ho trovato insipido, noioso e ripetitivo. E mi dispiace perché difficilmente per me un libro è bello o brutto, perché porta con sé qualcosa di chi lo ha scritto e anche solo per questo va rispettato.
    Che differenza c’è fra Ricardo Somocurcio, concepito nel 2006 e Antonio Dorigo, che prende vita cinquant’anni prima? E quale fra la ragazza cattiva con mille nomi diversi e la Laide? Mah, sinceramente credo nessuna. Sono uomini pronti a tutto per amore, ma maltrattati e il cui amore non viene rispettato, ma deriso e diventa il dolore di una vita. E le donne? Fredde calcolatrici o piccole Lolite l’unica cosa che conoscono è l’egoismo dell’animo, dei sentimenti, il disprezzo senza nessuna riconoscenza.
    Mi aspettavo di più.

    ha scritto il 

  • 5

    La "Niña Mala"

    Femmena,
    tu si na malafemmena…
    chist’uocchie ‘e fatto chiagnere..
    lacreme e ‘nfamità.
    Femmena,
    si tu peggio ‘e na vipera,
    m’e ‘ntussecata l'anema,
    nun pozzo cchiù campà.
    Femmena,
    si dolce come ‘o zucc ...continua

    Femmena,
    tu si na malafemmena…
    chist’uocchie ‘e fatto chiagnere..
    lacreme e ‘nfamità.
    Femmena,
    si tu peggio ‘e na vipera,
    m’e ‘ntussecata l'anema,
    nun pozzo cchiù campà.
    Femmena,
    si dolce come ‘o zucchero
    però sta faccia d’angelo
    te serve pe ‘ngannà…
    Femmena,
    tu si ‘a cchiù bella femmena,
    te voglio bene e t’odio,
    nun te pozzo scurdà…

    Credo che questa canzonetta napoletana sia la miglior recensione per questo romanzo di Vargas Llosa ( valso pure un premio Nobel).
    E' la storia struggente e malsana del povero Ricardito, "el Niño Bueno" che s'infatua di quel tipo di donna di cui non ci si dovrebbe mai infatuare, quel tipo di donna che ti fa lottare contro te stesso, che ti porta ad un vorticoso bipolarismo emozionale da cui anche lo stesso lettore stenta a riprendersi capitolo per capitolo.....un continuo sali e scendi, una montagna russa continua di emozioni contrastanti attanagliano il mal capitato lettore fino alla fine.
    I due protagonisti hanno personalità talmente ben definite da fuoriuscire dal libro, personaggi unici nella loro pazzia, isteria, malattia, disillusione, amore malato, ma che entrano violentemente nel cuore del lettore.

    Ahi Ricardito quanto mi hai fatto penare, quanto avrei voluto darti una pacca sulla spalla, dirti qualche parola rassicurante, renderti quel cuore pesante di dispiaceri solo un pò più leggero...e me ne sarei andata, ma senza prima dirti e ricordarti che quella è proprio una S.....A o come preferisci chiamarla tu una "Niña Mala"!!!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle debordanti

    Lei:
    Peruanita
    Ex Cilenita
    Ex guerrigliera
    che mi aveva lasciato a bocca aperta con un vaporoso abito di organza bianca a fiori, che lasciava scoperte le spalle e i i cappelli raccolti, piena di gioie ...continua

    Lei:
    Peruanita
    Ex Cilenita
    Ex guerrigliera
    che mi aveva lasciato a bocca aperta con un vaporoso abito di organza bianca a fiori, che lasciava scoperte le spalle e i i cappelli raccolti, piena di gioielli al collo, alle orecchie e alle dita
    La nina mala

    Che appariva e scompariva dalla mia vita come un fuoco fatuo, incendiandola di felicità per brevi periodi, e dopo lasciandola secca, sterile, vaccinata nei confronti di qualsiasi altro entusiasmo o amore

    Lui:
    Il nino bueno
    Pichiruchi (in lingua peruviana persona da poco, trascurabile, di professione interprete, il gradino più basso di chi possiede velleità di diventare scrittore)
    Di nome Ricardito che dice sempre nell’orecchio della sua nina mala tante huachaferias

    Non ricordo il penultimo libro che mi ha fatto piangere; so che l’ultimo è stato questo, nonostante sia scoppiettante e anche allegro, denso di vita, viaggiante, scorre da un continente all’altro, con una prosa guizzante in cui si mescolano avvenimenti storici, politici e di costume a cavallo tra più decenni.

    Lo stile è quello brioso e convincente degli autori sudamericani ma nel caso specifico risulta senza traccia alcuna di quel realismo magico che è loro tipico e che a molti lettori stucca, perché la storia d’amore che Mario Vargas Llosa magistralmente narra ha poco di improbabile e potrebbe essere del tutto realistica: se alle bellezze del Perù di Parigi, Tokio, Londra, Berlino, Madrid sostituiamo città dai nomi anonimi e meno suggestivi Carate Brianza, Arese, Empoli, Tivoli, Sciacca, Barletta ne troveremo alcune vissute o sognate: amori che si sono incrociati e rincorsi, lasciati, usati, goduti, compresi, incompresi con l’entusiasmo intatto, ma poi scalfito e disilluso sempre in bilico nel precipitare e ricapitolare in quell’errore che è pure la loro delizia.

    I paradigmi della nina mala e del nino bueno sono accettabili censurabili, discutibili? Sì forse sono discutibili e fino all’ultima pagina ancora a chiedermi chi gettare dalla rupe, ma in fondo no, non posso scegliere non mi interessa farlo, li amo entrambi nelle loro incoerenze e nei loro eccessi, perché non esiste il bianco o il nero esistono le sfumature e a tratti siamo stati o saremo ninas malas e a tratti saremo anche ninos buenos.

    ha scritto il 

  • 2

    Primo romanzo che leggo di Vargas Llosa, penso sarà anche l'ultimo.
    Ho dato due stelle perché senz'altro c'è di peggio.
    La storia, lunga una vita, di un'amore impossibile e del tutto improbabile, è sc ...continua

    Primo romanzo che leggo di Vargas Llosa, penso sarà anche l'ultimo.
    Ho dato due stelle perché senz'altro c'è di peggio.
    La storia, lunga una vita, di un'amore impossibile e del tutto improbabile, è scritta con una certa
    maestria, ma non ha toccato nessuna delle mie corde, un po' mi ha annoiato.
    Tirata troppo in lungo con accadimenti inverosimili e inutili descrizioni delle preformance amorose dei due protagonisti, è infarcita di richiami alla storia mondiale del periodo serviti solo per allungare il brodo.
    Nulla m'aspettavo e niente m'ha dato.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando la narrazione si zavorra di facili espedienti per provare a scandagliare la profondità di un personaggio letterario, è molto facile che finisca per tratteggiare figure stereotipate.
    Ove tuttavi ...continua

    Quando la narrazione si zavorra di facili espedienti per provare a scandagliare la profondità di un personaggio letterario, è molto facile che finisca per tratteggiare figure stereotipate.
    Ove tuttavia la diegesi sia comunque avvincente e lo stile comunque impeccabile, rimane il piacere di una lettura che, soddisfatta quantomeno per il proprio lauto (?) pasto, lascia oscillare nella memoria quel vecchio gioco di marionette dallo sguardo fisso.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo avvincente, di quelli che ti catturano. I personaggi ti seguono x l'intera giornata e non vedi l'ora che arrivi il momento in cui puoi leggere le loro avvincenti avventure! E' un romanzo che m ...continua

    Romanzo avvincente, di quelli che ti catturano. I personaggi ti seguono x l'intera giornata e non vedi l'ora che arrivi il momento in cui puoi leggere le loro avvincenti avventure! E' un romanzo che me lo porterò dentro, con il desiderio di incontrare prima o poi anch'io la mia "NINA' MALA"!!

    ha scritto il 

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