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Avventure della ragazza cattiva

By Mario Vargas Llosa

(577)

| Hardcover | 9788806183776

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Book Description

Ricardo conosce la "ragazza cattiva" da adolescente, a Lima, e per trent'anni la rincorre in lungo e in largo per il mondo, colpito da un amore folle e sconsiderato. Lei ama nascondersi sotto false identità, è sempre in fuga da qualcosa, irretita da Continue

Ricardo conosce la "ragazza cattiva" da adolescente, a Lima, e per trent'anni la rincorre in lungo e in largo per il mondo, colpito da un amore folle e sconsiderato. Lei ama nascondersi sotto false identità, è sempre in fuga da qualcosa, irretita da ideali politici, alla ricerca di libertà, ma anche di patrimoni da depredare. La rincontra a Parigi, dove lei è di passaggio, guerrigliera della MIR destinata all'addestramento a Cuba: sull'isola seduce un capo castrista, poi un diplomatico francese che la riporta con sé in Europa. Seduce poi un benestante inglese, per poi finire con un mafioso giapponese, che la devasta nel morale e nel fisico con ripetute, terribili violenze sessuali. Ogni volta Ricardo è lì a proteggerla. E ogni volta lei riprende la sua via di fuga.

429 Reviews

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    Sul Corriere della sera, Alessandro Piperno ha scritto:

    << "La simmetria dei desideri" di E.Nevo è uno dei libri più belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi tempi. Era dalle "Avventure della ragazza cattiva" di Vargas Llosa che non mi divertivo tanto e che non mi intenerivo così per la ...(continue)

    << "La simmetria dei desideri" di E.Nevo è uno dei libri più belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi tempi. Era dalle "Avventure della ragazza cattiva" di Vargas Llosa che non mi divertivo tanto e che non mi intenerivo così per la causa di un personaggio.>>
    Ed io, da sempre irragionevolmente respinta da Vargas Llosa, sono corsa a catturarmi un simile prodigio. Ma avrei dovuto sapere che non ci si sente respinti senza che ci sia "qualcosa" di respingente -in questo caso, probabile che abbia letto qualcosa di MVL nel passato, magari in antologia, e la mia mente iperattiva e (iper)critica l'abbia catalogato come sgradevole- e che Piperno stesso non è certo un santo, c'è ancora di che sanare tra me e lui prima che mi possa fidare sufficientemente: ci vuole più di un buon libro, quando il passato è ignominiosamente lordato da scritti infamanti (anche se "Con le peggiori intenzioni" avrei la peggiore (pessima) idea di riprenderlo).
    Ma fino a qua non ho detto nulla, o quasi.
    Il fatto è che proprio fin dall'inizio mi ha scocciata, annoiata e assolutamente non-coinvolta. Cambiano le ambientazioni, dal Perù all'Europa, ma il brodo restalo stesso: il bravo Ricardo talmente innamorato di questa "mala chica" da rincorrerla ovunque, riprendersela comunque, aspettarla sempre. Ma si può? E tutto questo poi per cosa, non è che quando lei torna tra loro -da parte di lei almeno- ci sia tutto 'sto trasporto o questa grande profondità di rapporto, più che tanto -anzi, direi per nulla se non a livello opportunistico- pare non gliene freghi.
    E quindi? Quindi adelante, e adios.

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    Pizia said on Oct 20, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Avevo iniziato questo libro un anno e mezzo fa, nel fulgore del mio “periodo americano” (come mi sento importante ad attribuirmi i periodi!), e le prime pagine, con la sbrilluccicante sciacquina cilenita, mi avevano respinto con vigore, facendomi chi ...(continue)

    Avevo iniziato questo libro un anno e mezzo fa, nel fulgore del mio “periodo americano” (come mi sento importante ad attribuirmi i periodi!), e le prime pagine, con la sbrilluccicante sciacquina cilenita, mi avevano respinto con vigore, facendomi chiudere il Kindle senza neppure terminare il primo capitolo (mi ero gettata a corpo morto su “Le correzioni” franzeniane). Per tutti coloro che, come me, sono allergici alla scrittura sudamericana (non che la conosca così bene, ma non sopporto Marquez, stimo ma non amo Borges, lasciamo perdere la Allende, mi ha affascinato ma non affondato Bolano, però su di lui sospendo il giudizio, devo ancora tentare con Cortazar, ma mi fa una certa fatica) vorrei rassicurarli, solo il primo capitolo è così nettamente latinoamericano, dal secondo in poi ci trasferiamo in Europa, non solo fisicamente, ma proprio nello stile, e io ho potuto tirare un respiro di sollievo.

    Il problema di questo libro, secondo me, è che per tutta la sua durata sono stata distratta dal pensiero dell’improbabilità di questa storia. Si può amare una donna per trent’anni senza avere in cambio altro che stronzaggine (chiamiamola col suo nome, questa è una stronza bastarda)? Io credo di no, e, non trattandosi di un libro di fantascienza, mi sento profondamente infastidita dalle situazioni così improbabili. Ancora una volta mi imbatto in un libro in cui fatico a riconoscermi, in cui non c’è un personaggio che parli la mia lingua, in cui vedo agire i protagonisti in modo così distante dal mio che non posso fare a meno di seguire la storia senza coinvolgimento emotivo. Credo sia un mio limite non riuscire ad amare quei libri in cui non riesco minimamente ad immedesimarmi nei personaggi, anche se più che un problema di immedesimazione credo sia un problema di incomprensione, ai fatti della vita reagiscono in un modo che a me non verrebbe in mente neppure come ennesima scelta, e dunque, dopo aver tentato un po’ di capirli, finisco per allontanarmi da loro. Mi era successo con Ford, col suo “The sportswriter”, in modo ancora più accentuato, perché lì era una molteplicità di reazioni che non riuscivo a spiegarmi, mentre tendenzialmente Ricardito fa per tutta la vita un’unica cosa inspiegabile, riaccogliere la cilenita dopo averne subito le bastonature.

    Quello che di questo libro mi ha ammaliato, in realtà, è la descrizione vibrante della Parigi degli anni ’50 (???) e della Swinging London, specialmente quest’ultima, sarà che a dicembre vorrei riuscire a farci un fine settimana lungo. Queste pagine vivide, le migliori del romanzo, credo, sono un incredibile pungolo per quelli come me, malati di “nostalgia per epoche mai vissute”, mi hanno fatto rivivere le emozioni di “Midnight in Paris”, di Woody Allen, perché magari sono un’insensibile incapace di apprezzare l’eterna devozione di Ricardito, in compenso divento una romanticona quando si tratta di veleggiare con la mente verso tutti quegli incroci spazio-temporali (l’Atene di Pericle, la Firenze del Rinascimento, il Far West, solo per dire i primi che mi vengono in mente) che mi velano sempre lo sguardo con un’espressione ebete, quando li penso, e che mi rendono la peggior compagna di viaggio perché la frenesia di scoprire questi luoghi mi toglie il sonno e mi costringe a girare come una trottola impazzita.

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    Cristina non sa (che) leggere dopo IJ said on Oct 13, 2014 | 1 feedback

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    Uno dei libri più tristi che abbia mai letto!
    A tratti quasi irritante...

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    Vincenzo Pinto said on Oct 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Anch’io esprimevo un desiderio. Sempre lo stesso: che mi dicesse finalmente sì, che fossimo fidanzatini, facessimo cose, ci amassimo, diventassimo fidanzati e ci sposassimo e ce ne andassimo a Parigi, ricchi e felici.

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    superlativa said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un libro tutto in salita, per me.
    Il primo capitolo non l’ho quasi sopportato, troppi nomi, troppa confusione (un po’ come ci si immagina siano confusionari, ma in senso buono, i sudamericani).
    I successivi li ho apprezzati molto per le descrizioni: ...(continue)

    Un libro tutto in salita, per me.
    Il primo capitolo non l’ho quasi sopportato, troppi nomi, troppa confusione (un po’ come ci si immagina siano confusionari, ma in senso buono, i sudamericani).
    I successivi li ho apprezzati molto per le descrizioni: lo scorcio di una Londra anni '60, gli avvenimenti del Perù e più in generale i cambiamenti di varia natura avvenuti in Europa nella seconda metà del secolo scorso... Un po’ meno per la trama vera e propria, perché queste avventure della nina mala spesso sembrano veramente esagerate, da telenovela.
    Eppure pian piano, sarà che ci si abitua a questa avventura che è la vita della nina mala (raccontata da Ricardo, da sempre innamorato di lei) sarà che ci si affeziona ai personaggi…alla fine non si fa quasi più caso a quanto siano improbabili certe situazioni, e la lettura diventa davvero piacevole.
    La nina mala mi ha suscitato sentimenti contrastanti, pura antipatia o pensieri del tipo “si merita tutto quello che le capita”, per poi passare a comprensione e quasi tenerezza. Che sono poi gli stessi stati d’animo che vive Ricardo (il nino bueno), con cui mi arrabbiavo quando tornava sulle sue decisioni per poi, dopo due righe, già comprenderlo.
    Rimane alla fine un mistero, la vera nina mala.

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    Nebbia said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

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