Avventure dello stampatore Zollinger

di | Editore: Quodlibet
Voto medio di 67
| 22 contributi totali di cui 12 recensioni , 10 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
«Pronto. Mi chiamo August»: poteva essere questo l’inizio di una storia d’amore?

Il giovane August Zollinger, in cerca del suo destino, abbandona il paese natale e per sette lunghissimi anni prova tanti mestieri. Fa il casellante della fer
...Continua
Gixi
Ha scritto il 11/06/13
Ho letto con grande piacere questo piccolo ma intenso libro, che mi ha lasciato una sensazione di pacato appagamento. Catturato subito dal ritmo del racconto, naturale perché si rifà al succedersi delle stagioni, al tempo della crescita degli alberi...Continua
Occhi di velluto
Ha scritto il 14/05/12
Ho avuto un cane, tempo fa. Era contento dei giorni di sole, e ancor più di quelli con le nuvole, o con la nebbia a render le cose indistinte, misteriose. Se poi vi era la neve, la sua felicità era indescrivibile, ché era un San Bernardo e trovava in...Continua
ossidiana
Ha scritto il 15/04/12
Delizioso questo racconto surreale che ha l'aspetto di un sogno bizzarro ma denso e stratificato. Ci si identifica immediatamente nel candore ingenuo e genuino di August Zollinger, invidiando la sua fatale e determinata volontà di arrivare a sfiorare...Continua
Claretta Joi
Ha scritto il 07/04/12

La recensione è visibile su:

http://www.gliamantideilibri.it/archives/3145

Romy
Ha scritto il 16/02/12
Lo stampatore che abbracciava gli alberi
Una favole leggera e delicata, semplice, improbabile e tenero racconto sul valore dei sogni e sulla tenacia nell'inseguire il proprio destino. Una lettura che fa bene al cuore. "Mentre si addentrava negli oscuri boschi di St. Heiden, dalla leggendari...Continua

Occhi di velluto
Ha scritto il May 14, 2012, 16:54
Sapeva che la vita degli uomini, quando invecchiano, si va popolando di fantasmi. E sapeva anche - lo stava imparando - che questi sono i fantasmi che in fin dei conti aiutano a vivere.
Pag. 130
Occhi di velluto
Ha scritto il May 14, 2012, 16:50
Malgrado la tipografia fosse inattiva da vari mesi, l'aroma della sua infanzia era ancora là, come se nel locale tutto fosse svanito meno quell'odore. Comprese allora che quello altro non era che l'odore del suo destino.
Pag. 128
Occhi di velluto
Ha scritto il May 14, 2012, 16:20
... quello che veramente mi decise a metter mano all'opera fu la convinzione che August Zollinger (e non mi sfugge che le iniziali del suo nome e cognome sono la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto) sia, in un certo senso, ognuno di noi. Anch'io -...Continua
Pag. 124
Occhi di velluto
Ha scritto il May 13, 2012, 15:15
Sapeva - lo aveva compreso poco a poco - che non si può essere felici senza custodire qualche segreto.
Pag. 101
Occhi di velluto
Ha scritto il May 13, 2012, 13:59
Sì, quell'albero diceva «Ferdinand», non poteva sbagliarsi. Non lo pronunciava fin dal primo momento -questo era vero -, ma se uno gli restava vicino il tempo necessario, la parola «Ferdinand» si sentiva con chiarezza. Dunque Ferdinand era con lui, p...Continua
Pag. 77

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