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Ayla, figlia della terra

Di

Editore: Longanesi

4.2
(1739)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Francese

Isbn-10: 8830408255 | Isbn-13: 9788830408258 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Stefani

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Avvincente ed emozionante, è l'unico romanzo che abbia mai letto ambientato nella preistoria.


    Ayla è una bambina Cro-Magnon che rimane orfana a causa di un terremoto. Viene trovata e curata da Iza, la donna della medicina di un Clan di Neanderthal, che l'adotterà.


    Ayla, però, è molt ...continua

    Avvincente ed emozionante, è l'unico romanzo che abbia mai letto ambientato nella preistoria.

    Ayla è una bambina Cro-Magnon che rimane orfana a causa di un terremoto. Viene trovata e curata da Iza, la donna della medicina di un Clan di Neanderthal, che l'adotterà.

    Ayla, però, è molto diversa dai membri del Clan, è alta, snella e bionda, è capace di piangere ed emettere suoni complessi (mentre i Neanderthal per comunicare hanno dovuto sviluppare un complicato sistema di gesti), ma soprattutto è curiosa, intelligente, impara in fretta e pone tante domande.

    Questo la rende diversa dai membri del Clan, lei è e sarà sempre una degli "Altri": la sua vita nel Clan sarà sempre difficile e pesante, i membri faticheranno ad accettarla e, sebbene Ayla sia gentile, altruista ed onesta, fino alla fine avrà dei contrasti fortissimi, in particolare con un membro.

    Il libro evidenzia come le qualità di Ayla, che probabilmente sono le qualità dei Cro-Magnon in genere, siano la chiave per la sopravvivenza della specie: infatti i Neanderthal, che basano la loro vita su tradizioni ben radicate che non lasciano spazio a novità ed invenzioni, sono destinati ad estinguersi.

    Arrivati all'ultima pagina, dal finale aperto, viene proprio voglia di iniziare immediatamente il secondo dei sei libri che compongono la saga "I figli della Terra".

    Appassionante, emozionante e del tutto nuovo, per via dell'ambientazione atipica preistorica, permette di interrogarsi su quell'era lontana e sulla vita, società e tecnologia dei nostri progenitori.

    Da tanto tempo non mi capitava di aver tanta voglia di leggere un libro (e di desiderare che non finisse mai!)

    ha scritto il 

  • 4

    Un tuffo nel passato davvero emozionante.
    Avevo letto Ayla e la valle dei cavalli all'età di 16 anni e ne ero rimasta ammaliata .Da poco ho scoperto che si trattava di una serie e approfittando del mio e-reader che mi permette di leggere di tutto a costi minimi non ho potuto fare a meno di riscop ...continua

    Un tuffo nel passato davvero emozionante. Avevo letto Ayla e la valle dei cavalli all'età di 16 anni e ne ero rimasta ammaliata .Da poco ho scoperto che si trattava di una serie e approfittando del mio e-reader che mi permette di leggere di tutto a costi minimi non ho potuto fare a meno di riscoprire questo mondo preistorico così affascinante partendo dal primo libro. Bello non sono rimasta delusa.

    ha scritto il 

  • 3

    uno dei pochi libri sulla preistoria

    Sulla prestoria è stato scritto davvero poco, rispetto alle altre epoche storiche, forse perché c'è davvero poco da scrivere.


    L'autrice devo dire che se la cava egregiamente con la storia e con i personaggi, ma non è scattata la scintilla, mi è mancato qualcosa, ma non riesco a dire cosa.. ...continua

    Sulla prestoria è stato scritto davvero poco, rispetto alle altre epoche storiche, forse perché c'è davvero poco da scrivere.

    L'autrice devo dire che se la cava egregiamente con la storia e con i personaggi, ma non è scattata la scintilla, mi è mancato qualcosa, ma non riesco a dire cosa...

    Il libro è scritto bene, e tuttavia mi è un po' pesato arrivare alla fine...

    non so...

    ha scritto il 

  • 4

    Le nostre radici

    Mi intrigava l'idea di leggere un romanzo ambientato nella preistoria e non sono rimasta delusa. E' interessante venire a conoscenza di quelle che potevano essere le usanze e le modalità di vita degli uomini primitivi. Non dimentichiamo poi che l'autrice è una paleontologa, per cui qualcosa ne sa ...continua

    Mi intrigava l'idea di leggere un romanzo ambientato nella preistoria e non sono rimasta delusa. E' interessante venire a conoscenza di quelle che potevano essere le usanze e le modalità di vita degli uomini primitivi. Non dimentichiamo poi che l'autrice è una paleontologa, per cui qualcosa ne sa... La cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è che il romanzo talvolta si traduce in una sorta di storia delle origini del femminismo. Ok l'eroina è mentalmente più evoluta rispetto ai neanderthaliani, ma a volte mi è risultata fin troppo moderna nei pensieri e nei modi di fare e questo a mio parere stona un po'.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggendolo vengo colto da tanti dubbi: ma certe caratteristiche dei nostri antenati sulle abitudini sociali, magiche e comportamentali sono vere e provate dagli antropologi o sono soltanto ipotizzate dall'autrice? Perchè alla fine sono il vero cardine di un libro che diventa un pò farraginoso qua ...continua

    Leggendolo vengo colto da tanti dubbi: ma certe caratteristiche dei nostri antenati sulle abitudini sociali, magiche e comportamentali sono vere e provate dagli antropologi o sono soltanto ipotizzate dall'autrice? Perchè alla fine sono il vero cardine di un libro che diventa un pò farraginoso quando si perde nelle descrizioni e non sempre sono funzionali al racconto. Mi è venuto in mente Moby Dick con tutte le descrizioni tecniche sulla pesca ma questa volta decisamente più leggere. D'latra parte il fatto che si faccia fatica a distinguere lo scientifico dal romanzato fa prendere spessore al libro e lo rende interessante anche se non riesce a raggiungere le 5 stelle.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro della saga, primo libro della Auel. Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma l'ho trovato un po' acerbo.
    Nonostante sia un romanzo di fantasia e come tale deve essere letto, ho la sensazione che l'autrice si sia presa un po' troppe libertà con i fatti più o meno conosciuti che rigu ...continua

    Primo libro della saga, primo libro della Auel. Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma l'ho trovato un po' acerbo. Nonostante sia un romanzo di fantasia e come tale deve essere letto, ho la sensazione che l'autrice si sia presa un po' troppe libertà con i fatti più o meno conosciuti che riguardano i Neanderthal, e che abbia modellato la storia su presupposti interpretati in modo troppo audace ...(forse perchè gran parte della ricerca e delle scoperte scientifiche si fermano ai primi anni ottanta.) Nonostante ciò, l'ho trovato scorrevole (ad eccezione di scene noiosissime che descrivono la caccia e i "riti spirituali"). Non sono ancora sicura se leggere il prossimo libro della saga, ma sono curiosa.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho letto il primo e sono a meta' del secondo, che pero' ho abbandonato per leggere Jane Austen, si certo lo so non c'e' paragone.... Non riesco a dire esattamente se mi e' piaciuto o meno sono ancora in fase di capirci qualcosa. Lo consiglierei, non saprei... di certo non mi sta entusiasmando mol ...continua

    Ho letto il primo e sono a meta' del secondo, che pero' ho abbandonato per leggere Jane Austen, si certo lo so non c'e' paragone.... Non riesco a dire esattamente se mi e' piaciuto o meno sono ancora in fase di capirci qualcosa. Lo consiglierei, non saprei... di certo non mi sta entusiasmando molto anche se leggo a chi è piaciuto moltissimo. Anche l'amica che me l'ha consigliato pensava di farmi un grande regalo, avendo amato entrambi saghe come Twlight, Harry e il cavaliere d'inverno... ma sono sincera e dubbiosa, li leggero' li altri 5? o abbandonero' il colpo?

    ha scritto il 

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