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Azazel

By Youssef Ziedan

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| Others | 9783630873312

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77 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    In estrema sintesi: un Dan Brown colto, ambientato durante i subbugli del V secolo dell'Oriente cristiano, farcito di riflessioni islamiche moderne sui dubbi sulla figura del Cristo, sui collegamenti con le religioni pagane (soprattutto egizia) e sul ...(continue)

    In estrema sintesi: un Dan Brown colto, ambientato durante i subbugli del V secolo dell'Oriente cristiano, farcito di riflessioni islamiche moderne sui dubbi sulla figura del Cristo, sui collegamenti con le religioni pagane (soprattutto egizia) e sulla Trinità.

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    PhDB (scambio solo ebook) said on Sep 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho già recensito Ziedan nel blog per il libro “Sette Luoghi” la mia prima lettura dell’autore con impressione molto positiva.

    Azazel è, però, un romanzo molto più complesso e rientra nella categoria del romanzo storico. Ambientato nel Medio-Oriente ...(continue)

    Ho già recensito Ziedan nel blog per il libro “Sette Luoghi” la mia prima lettura dell’autore con impressione molto positiva.

    Azazel è, però, un romanzo molto più complesso e rientra nella categoria del romanzo storico. Ambientato nel Medio-Oriente (mi si perdoni l’anacronismo della definizione) del V sec. d.c., affronta temi ancestrali legati alla nascita del Cristianesimo e alla istituzionalizzazione del Cattolicesimo.Cominciavano a delinearsi in quel periodo le dicotomie oriente-occidente su questioni di natura teologica, nascondendo una spietata lotta per il potere e il controllo dell’ecumene cristiana.

    Il monaco Ipa, protagonista del romanzo, proviene dalla regione oggi compresa nel Sudan e vive sulla propria pelle le intolleranze religiose e la crudeltà travestita da fede. Provato dagli eventi personali e storici, decide di ricostruire la propria vicenda scrivendo le sue memorie accompagnato da un visitatore di eccezione “Azazel”, il demonio. Ipa riconosce nella sua vita l’impossibilità alla castità fisica e spirituale e l’inevitabile intromissione del male che altro non è che l’esperienza; Ipa sente la costante presenza del diavolo nella tentazione del peccato. Innegabili le reminiscenze faustiane, Azazel è ironico, ma rispettoso come il “maligno” del Faustus di Thomas Mann.

    Ipa viaggia fino ad Alessandria, la metropoli dove Ipazia cerca una soluzione agli integralismi religiosi attraverso la ragione e la scienza; raggiunge Gerusalemme dove incontra Nestorio, sostenitore della dualità della natura di Cristo; si ritira in un monastero siriano; partecipa a concili con imperatori e vescovi, viene travolto dagli eventi del mondo e dal mondo fugge.

    E’ una figura davvero molto bella, cui a mio parere manca un po’ di cuore, sembra molto cerebrale, costruito per il pretesto del racconto: com’era il mondo nel V sec. d.c. e come lo vede l’autore.

    Molto belle le figure femminili che dominano il racconto e ne costituiscono lo snodo narrativo: Ottavia, Ipazia, Marta.

    Ziedan con questo libro ha vinto l’Arabic Booker Prize e devo dire che lo ha meritato. “Azazel” propone diversi livelli di lettura e tutti molto bene condotti: la storia del monaco Ipa, il livello storico con il racconto delle lotte intestine alla chiesa del V sec, il livello morale con l’analisi della lotta bene-male nell’animo umano, la continua contrapposizione di luci e ombre, giusto e sbagliato; infine il livello filosofico concettuale che, per il tema trattato, sfocia del teologico.

    Pur essendo musulmano, Ziedan dimostra una conoscenza incredibile del cristianesimo e delle sue contraddizioni e come per tutti gli autori di romanzi storici, il passato rappresenta la metafora del presente. Centrale il tema della libertà dell’uomo: libertà di pensiero e azione. Cosa è la fede? cosa la religione? fin dove arriva il libero arbitrio e dove il disegno divino domina il raziocinio?

    Centrale soprattutto il tema dell’intolleranza e dell’integralismo religioso di qualunque natura e derivazione: Ipa rifiuta la violenza praticata nel nome di Dio e rifiuta la religione imposta dall’alto. L’autorità è nemica della fede dell’anima.

    Il linguaggio è complesso, la prosa molto elegante, e buona è, a mio parere, la traduzione che non appiattisce il testo.

    Ziedan come tutti gli arabi e molti orientali ha il dono della narrazione: la storia ha ancora un suo significato, tanto da non essere secondaria alla “Storia”. Riconosco a tratti una lentezza narrativa del testo che ne adombra il risultato complessivo, ma a Ziedan si perdona tutto per gli spunti di riflessione di afflato universale di cui anche Azazel è ricco. Ecco un esempio sul “viaggio”.

    Consigliato: è un libro per appassionati del genere storico, con una spiccata vocazione al romanzo complesso (per intenderci Ziedan ricorda Eco, alcuni romanzi di Rushdie e la Yourcenar di Opera al nero), tratta temi complessi e aiuta superare i pregiudizi. Guardare agli esordi del cristianesimo getta una luce diversa sugli attuali “integralismi”. Inoltre, Ziedan è uno dei maggiori esponenti della letteratura araba contemporanea e della cultura egiziana (conser.... recensione completa https://parladellarussia.wordpress.com/2014/06/30/azazel-ziedan/

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    Tatiana Larina said on Sep 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il libro è ben scritto; ne ho apprezzato l'ambientazione, tempi turbolenti poco usati come sfondo di vicende romanzesche, e il modo con il quale l'autore ha scelto di svolgere il racconto.
    M'è piaciuto anche il finale e il rapporto tra l'autore e Aza ...(continue)

    Il libro è ben scritto; ne ho apprezzato l'ambientazione, tempi turbolenti poco usati come sfondo di vicende romanzesche, e il modo con il quale l'autore ha scelto di svolgere il racconto.
    M'è piaciuto anche il finale e il rapporto tra l'autore e Azazel.
    Il romanzo è intriso delle questioni che più hanno agitato il V° secolo, specie in quella porzione orientale dell'impero romano, per cui lo si apprezzerà di più se si ha una conoscenza, anche sommaria, delle vicende storiche del periodo preso in considerazione.

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    Polideuce said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    molto interessante e stimolante. Tra l'altro una lettura coinvolgente del contrasto tra il vescovo Cirillo ed il vescovo Nestorio sulla definizione della Madonna come madre di Dio o madre di Gesù prima del concilio di Efeso

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    Pecci said on May 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Molto bello

    Ambientato nel 4 secolo dopo Cristo racconta la vita di un monaco egiziano che si trova ad affrontare le lotte, violente e sanguinose, all'interno della chiesa. Lotte che hanno portato a scismi ed eresie a cui il monaco assiste più come spettatore ch ...(continue)

    Ambientato nel 4 secolo dopo Cristo racconta la vita di un monaco egiziano che si trova ad affrontare le lotte, violente e sanguinose, all'interno della chiesa. Lotte che hanno portato a scismi ed eresie a cui il monaco assiste più come spettatore che come partecipante. Pur raccontando di lotte e violenze e drammi interiori del monaco a seguito di amori, questi rimane tenacemente attaccato alla chiesa e alla sua essenzialità. Pur essendo scritto da un islamico il libro dimostra un rispetto e, direi, un affetto per la bellezza della Chiesa dei primi secoli. La visione storica è corretta e, purtroppo, fa capire come mai 2 secoli dopo su una chiesa dilaniata da lotte e violenze abbia avuto facile fascino la predicazione di Maometto, pur non parlandone per nulla nel libro. Un affresco storico corretto e interessante, scritto con maestria e coinvolgente.
    Va detto che questo scrittore è considerato uno degli intellettuali più autorevoli in Egitto e uno dei pensatori che sta appoggiando la lotta contro il deposto presidente islamista a capo della "fratellanza islamica", i giornali italiani nel presentare questo scrittore dicono di questo libro che è paragonabile al "nome della rosa" per l'ambientazione storica e per il fatto che ci sia protagonista un monaco. Niente di più errato. Non è un polpettone come il libro dello scrittore che tanto piace al mainstream italico e non c'entra nulla ne come trama ne come idea.

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    Conti Sergio said on Sep 2, 2013 | 3 feedbacks

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