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Azul casi transparente

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Publisher: Anagrama

3.2
(299)

Language:Español | Number of Pages: 143 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Slovenian

Isbn-10: 8433914790 | Isbn-13: 9788433914798 | Publish date: 

Translator: Jorge G. Berlanga

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Travel

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Book Description
Esta primera novela de un estudiante japonés de veinticuatro años fue galardonada con el prestigioso premio Akutagawa. En seis meses se vendieron un millón y medio de ejemplares y el libro desencadenó pasiones. La crítica japonesa habló de "sensibilidad revolucionaria", de "mirada como el zoom de una cámara", de "filtro de lucidez, a través del cual la violencia y el erotismo más crudo adquieren una extraña pureza". Aunque también se acusó a Murakami de cultivar sistemáticamente la pornografía y la brutalidad. En los Estados Unidos, la revista Newsweek la recomendó como "una mezcla de La naranja mecánica, de Burgess, y El extranjero, de Camus".
Los protagonistas, chicos y chicas en su mayoría jovencísimos, de esta novela viven cerca de una base norteamericana, consumiendo toda clase de drogas, yendo a conciertos de rock, organizando orgías para los soldados yanquis, todo ello sin aparente pasión ni placer. Con emblemática pasividad, se deslizan hacia la autodestrucción, como resultado no sólo de su situación presente, sino de un futuro bloqueado. El tratamiento del autor, frío y antisentimental, destila sin embargo un sentimiento de algo puro y no mancillado. Su técnica, con su ausencia de tabúes, de condenaciones morales y de detalles superfluos, se aproxima al cinéma-verité, con unos toques de surrealismo.
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  • 1

    Attenzione: non è quel Murakami.
    Lo riscrivo in grassetto a scanso di ogni equivoco: occhio, non è quel Murakami.

    Anzi, guardate, finirò per fare una cosa scorrettissima: mi rendo conto che giocare su ...continue

    Attenzione: non è quel Murakami.
    Lo riscrivo in grassetto a scanso di ogni equivoco: occhio, non è quel Murakami.

    Anzi, guardate, finirò per fare una cosa scorrettissima: mi rendo conto che giocare sulle quasi omonimie è proprio scorretto, e sono anche pronto a sostenere che i paragoni di questo genere siano proprio ingenerosi. Per dire, Cristiano Ronaldo si è rivelato un fuoriclasse assoluto nonostante il peso di portare sulla maglietta un cognome che poteva far andare immediatamente la memoria ad uno che aveva fatto la pubblicità della Pirelli.
    Quindi no, davvero non è giusto, ma nel caso vi sia sfuggito, ci tengo a precisare che non è quel Murakami.

    Tanto è meravigliosamente onirico, leggiadro, a volte persino narrativa mente ermetico il Murakami di “L’uccello che girava le viti del mondo” e “Kafka sulla spiaggia”, tanto si posiziona su un piano assolutamente antitetico questo Murakami. Mi sono limitato a “Blu quasi trasparente” – inopinatamente inserito nella lista dei 1001 romanzi da leggere prima di schiattare – perché la mia capacità di sopportazione non amava oltre, ma vi sarà probabilmente più noto come regista e sceneggiatore di “Tokio Decadence”, pellicola che qualche anno fa fece scalpore per le scene sadomaso. Ecco, “Blu quasi trasparente”, romanzo di esordio di questo Murakami, ne anticipa contenuti e descrizioni simil-porno che anche l’uomo di larghissime vedute che vi sta scrivendo ha fatto un po’ fatica a portare a termine.

    La trama, se di trama si può parlare, ha una sua semplicità. I protagonisti sono immersi in una città giapponese sede di una base militare americana e vivono le loro giornate con tre chiari obiettivi: ascoltare rock ossessivamente, portare sotto le lenzuola qualsiasi essere vivente vi venga in mente e drogarsi come se non ci fosse un domani (ed in effetti, per qualcuno NON ci sarà un domani). Chiarissimo il messaggio di condanna alla decadenza della società nipponica, altrettanto chiaro (credo) il grido di dolore per una generazione del tutto perduta. Unico effetto sul sottoscritto, oltre ad una leggera sensazione di nausea credo non dovuta alla digestione delle colombe pasquali? L’aver sollevato un dubbio.
    Mi sono chiesto se l’irragionevolezza di vite come quelle descritte possa essere evidente a chiunque, e mi son risposto di sì. Poi mi sono domandato se sia possibile, quindi, trovare una risposta ragionevole alla domanda che grida in queste pagine: “datemi una vita che valga la pena di essere vissuta”. È una domanda che dobbiamo farci, tutti quanti. Io me la pongo quotidianamente, ho una risposta e la sto seguendo con (la mia) lentezza ma con perseveranza. Ma il primo, fondamentale punto è farsela, questa cavolo di domanda. E non barare nella risposta.

    Saltate questo Murakami è passate alla domanda, quindi. Vi ho fatto risparmiare un po’ di tempo, su!

    --- da http://www.masedomani.com/2015/04/15/recensione-blu-quasi-trasparente-di-ryu-murakami/ ---

    said on 

  • 4

    Un romanzo onirico, ma allo stesso tempo crudo ed esposto fino all'osso. Murakami non si nasconde dietro metafore ambigue o giri di parole; ti schiaffa le scene davanti, mostra tutto, anche i particol ...continue

    Un romanzo onirico, ma allo stesso tempo crudo ed esposto fino all'osso. Murakami non si nasconde dietro metafore ambigue o giri di parole; ti schiaffa le scene davanti, mostra tutto, anche i particolari più scabrosi, e tinge un ritratto generazionale che alla fine dei giochi è diretto a una sola persona, perché si riconosca e si faccia viva.
    La forza si questo romanzo si trova nei dialoghi. Sconnessi, spesso privi di senso, senza correlazione tra domande e risposte, e per questo realistici e verosimili, mai artificiosi. Una lezione di stile.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    meraviglioso

    meritatissimi i riconoscimenti ricevuti; Blu Quasi Trasparente è una semplice, pulita, poetica recensione del crudo.

    [piesse: la versione originale conteneva, a quanto pare, un messaggio per Lily. ch ...continue

    meritatissimi i riconoscimenti ricevuti; Blu Quasi Trasparente è una semplice, pulita, poetica recensione del crudo.

    [piesse: la versione originale conteneva, a quanto pare, un messaggio per Lily. chissà che non si siano ritrovati.]

    comunque fa bene pensare che nonostante lo schifo, Ryū Murakami sia ancora vivo, vegeto e prospero (grazie Wiki!); da questo best-seller è anche nato un adattamento cinematografico in giapponese.

    said on 

  • 2

    L'uomo del post scriptum

    Un caso paradossale: la storia è nel post scriptum!
    Murakami scrive un post scriptum in cui specifica che sta cercando una lei! Le chiede, nell'ipotesi in cui avesse letto il libro, di farsi viva. Le ...continue

    Un caso paradossale: la storia è nel post scriptum!
    Murakami scrive un post scriptum in cui specifica che sta cercando una lei! Le chiede, nell'ipotesi in cui avesse letto il libro, di farsi viva. Le specifica accorato che non importa che lei si sia sposata, lui desidera solo rivederla. Perché il solo fatto di aver scritto questo libro, non lo ha cambiato.
    Peccato che il libro sia completamente privo dei contenuti che Murakami ci fa sognare, nel post scriptum.
    Questo libro si doveva intitolare: storia di un orifizio.
    Perché di questo parla: di orifizi! Da cui entrano ed escono cose: dai liquidi corporali, all'eroina, mascalina, vomito, sangue, oggetti ferrati, organi genitali, piedi, mani, aghi e chi più ne ha più ne metta.
    Murakami è incapace di descrivere lo stato d'animo dei personaggi i quali, nel pieno di un dramma esistenziale, sono incapaci di trovare una forma di espressione. Peccato che tale incapacità verbale d'espressione li porti a vivere come zombi: essi si vedono solo attraverso le immagini violente delle orge, dei pestaggi, nei droga party.
    E a volte, nelle ali di una falena morta.
    Murakami, la donna del post scriptum è morta a vent'anni.

    said on 

  • 3

    Un'immersione in un trip acido lungo e noioso

    Se piacciono i libri di Bukowski e W.S. Burroughs... allora questo libro può piacere: un continuo, infinito, ripetuto, monotono trip acido con occasionali scopate lungo tutto il romanzo.
    Il protagonis ...continue

    Se piacciono i libri di Bukowski e W.S. Burroughs... allora questo libro può piacere: un continuo, infinito, ripetuto, monotono trip acido con occasionali scopate lungo tutto il romanzo.
    Il protagonista passa da un'iniezione di eroina alla mescalina, dagli acidi a qualunque altra droga gli passi vicino o gli portano i suoi amici altrettanto e spesso molto più fatti di lui. Di tanto in tanto c'è qualche orgia con militari americani - e qui è interessante notare come i giapponesi, all'epoca dei fatti raccontati, erano ancora considerati un popolo sottomesso di una nazione che formalmente non sarebbe dovuta essere più occupata dagli USA, considerati come dei bambini e delle bambole con le quali giocare e alle quali far fare tutto ciò che loro vogliono.
    Il quadro del degrado della tossicodipendenza è più che chiaro, e da questo punto di vista può essere interessante - in Giappone come in ogni altra parte del mondo, ieri come oggi come domani.
    Ma tolto ciò... che noia!

    said on 

  • 3

    Tengo entendido que tiene algún premio, ni sé cuál ni falta que me hace después de haber comprobado el resultado...
    Personajes sin pizca de atractivo, es más, parecen calcos unos de otros.
    Demasiadas ...continue

    Tengo entendido que tiene algún premio, ni sé cuál ni falta que me hace después de haber comprobado el resultado...
    Personajes sin pizca de atractivo, es más, parecen calcos unos de otros.
    Demasiadas descripciones que me recuerdan demasiado a las historias de Borroughs y su infinito afán por las drogas y por estar todo el tiempo colocado.
    Y los apartados de sexo...en fín, sin más comentarios al frente, cada cuál que opine lo que sienta después de leerlo...

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  • 4

    Todo un viaje brutal sin sentimientos.
    Los personajes están encerrados en un laberinto abrupto, surrealista y carente de afectos.
    Un juego fatal que para nada es divertido, y que conduce al masivo con ...continue

    Todo un viaje brutal sin sentimientos.
    Los personajes están encerrados en un laberinto abrupto, surrealista y carente de afectos.
    Un juego fatal que para nada es divertido, y que conduce al masivo consumo de drogas, a traspasar todos los límites, y al sexo más explícito que pueda uno imaginarse.
    Muy cruda, ruda, humillante y denigrante.
    No soy escrupuloso, pero ciertas partes me parecieron demasiado escatológicas.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    C'è chi si dispiace per la fine di questo libro, che non lascia speranza. Penso che sia proprio la sua grandezza, pur nel piccolo di una storia semplice, di una vita 'inutile'. Il senso di vomito e di ...continue

    C'è chi si dispiace per la fine di questo libro, che non lascia speranza. Penso che sia proprio la sua grandezza, pur nel piccolo di una storia semplice, di una vita 'inutile'. Il senso di vomito e disgusto che hanno avuto tutti quelli che gli hanno appioppato 1 o 2 'stelline', la nausea e il giudizio morale che si possono dare a questo protagonista, e a tutti i personaggi, sono ciò che rende grande quest'opera. Che non è per moralisti. E che proprio per questi, e solo per loro, è interessante: perchè 'istiga' al giudizio.
    E vedere che i commenti negativi sono indirizzati al personaggio non fa che ribadire la mia convinzione.
    Questa storia è bella proprio perché non lascia speranza, ne scappatoie per la redenzione.
    E' il tipico anti-eroe, la vittima della società e di se stesso.
    Non è in formazione, non cresce, vive, sopravvive sogna e soffre. Muore ogni giorno, ogni momento. E' la negazione della vita.
    Un pugno allo stomaco, dritto così, senza tanti fronzoli, psicanalisi, possibilità. Senza stile. Senza movente.
    Io l'ho trovato stupendo.

    said on 

  • 4

    Una historia violenta de drogas y sexo, de la que cabe destacar las realistas descripciones del autor, capaz de colocar en tu boca sabores desagradables, hacerte respirar olores nauseabundos y sufrir ...continue

    Una historia violenta de drogas y sexo, de la que cabe destacar las realistas descripciones del autor, capaz de colocar en tu boca sabores desagradables, hacerte respirar olores nauseabundos y sufrir con las sensaciones enfermas y dolorosas de los protagonistas.

    said on 

  • 2

    Blu quasi trasparente è un romanzo breve autobiografico "per metà", scritto con uno stile chiaro ed essenziale che ho apprezzato molto.
    Racconta di un gruppo di ragazzi piuttosto giovani -il protagoni ...continue

    Blu quasi trasparente è un romanzo breve autobiografico "per metà", scritto con uno stile chiaro ed essenziale che ho apprezzato molto.
    Racconta di un gruppo di ragazzi piuttosto giovani -il protagonista, Ryu, ha solo diciannove anni- che passano le loro giornate assumendo qualsiasi tipo di droga e praticando sesso promiscuo -è presente la descrizione di un'orgia, piuttosto esplicita e che finisce col risultare disgustosa-.
    Il libro fece molto rumore in Giappone ai tempi della sua pubblicazione, perché forse per la prima volta qualcuno osava parlare dell'altra faccia della medaglia di una società ordinata e limpida -rappresentata, a mio avviso, dalle persone, splendidamente descritte, che si intravedono passare attraverso la porta aperta della casa di Ryu-.
    I ragazzi della storia ci appaiono infatti senza futuro, completamente sbandati, a tratti violenti -ma anche all'occorrenza solidali gli uni con gli altri- e disincantati. Solo il protagonista, infatti, sembra conservare ancora dentro di sé una sensibilità tale da fargli apprezzare ciò che vede al di là di un vetro, ed anche un briciolo di ingenuità.
    Molto bella la metafora, che per alcuni sta per la bomba che sconvolse il Giappone, ma che io ho letto come qualcosa di oscuro e cattivo che si nasconde al di sotto della società ed è contemporaneamente la società stessa, e che Ryu chiama "l'uccello nero", così grande che non si riesce mai a vederlo per intero.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

    said on