Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Bóvedas de acero

By Isaac Asimov

(153)

| Paperback | 9788497937306

Like Bóvedas de acero ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

267 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    "Ci muoviamo sulla frontiera dell'inconoscibile e cerchiamo di capire ciò che non può essere capito. E' questo che ci fa uomini."

    Probabilmente il migliore libro del Ciclo dei Robot. Dico probabilmente perché ne ho ancora molti da leggere, e ...(continue)

    "Ci muoviamo sulla frontiera dell'inconoscibile e cerchiamo di capire ciò che non può essere capito. E' questo che ci fa uomini."

    Probabilmente il migliore libro del Ciclo dei Robot. Dico probabilmente perché ne ho ancora molti da leggere, e chissà se in futuro mi dovrò ricredere con giudizi ancora più superlativi.
    Classico romanzo Asimoviano, unisce un intreccio fondamentalmente noir con il tema del confronto con il diverso. Umano e robot, terrestre e spaziale: l'umanità di Asimov si è scomposta in una serie di funzionali gruppi ristretti, che però si illudono della propria capacità di autosufficienza; il confronto e l'aiuto reciproco si rendono necessari, in un universo che non è poi così grande e spazi ospitali ne offre ben pochi.
    Robot Daneel Olivaw, che domina, insieme ad altri, l'intero ciclo robotico, è qui tratteggiato nel suo massimo splendore, e brilla ancora di più nell'esser affiancato dall'altro grande protagonsita di questo romanzo, l'umano Elijah Baley. Tanto curati non sono solo i singoli personaggi, ma anche l'umanità nel suo insieme. Le disquisizioni sul progresso sociale, oltre che tecnico-scientifico, sono un altro marchio caratteristico di Asimov, che in questo romanzo sorprende per l'attualità delle sue considerazioni e per il fascino immortale che hanno le sue futuristiche città, che un po' simpaticamente strizzano l'occhio all'immaginario fantascientifico pop e commerciale (ecco cosa ha ispirato, dieci anni dopo, I Jetsons!).

    Is this helpful?

    Tancredi said on Aug 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro scritto nel 1953

    E' sorprendente come Asimov riesca ad essere così contemporaneo pur avendo scritto questo romanzo oltre 61 anni fa.
    Cervello positronico, gli spaziali, i mondi esterni e gli umanoidi sono tutti concetti ben noti oggigiorno. Ma mezzo secolo fa?
    Uno sp ...(continue)

    E' sorprendente come Asimov riesca ad essere così contemporaneo pur avendo scritto questo romanzo oltre 61 anni fa.
    Cervello positronico, gli spaziali, i mondi esterni e gli umanoidi sono tutti concetti ben noti oggigiorno. Ma mezzo secolo fa?
    Uno splendido romanzo del più grande scrittore di fantascienza. Il mio primo romanzo di Asimov e, di certo, non l'ultimo.
    Splendidi i personaggi del robot umanoide Daneel Olivaw e del poliziotto terrestre Elijah Baley

    Is this helpful?

    Leon said on May 28, 2014 | 2 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    C'è una leggenda della mitologia ebraica molto conosciuta: si tratta del golem, il gigante di argilla che può essere creato da chi padroneggi le formule della kabbalah. Il golem è un servo fedele e obbediente, dotato di una forza tale da svolg ...(continue)

    C'è una leggenda della mitologia ebraica molto conosciuta: si tratta del golem, il gigante di argilla che può essere creato da chi padroneggi le formule della kabbalah. Il golem è un servo fedele e obbediente, dotato di una forza tale da svolgere incarichi impossibili al suo creatore, eppure è privo di un'anima, incapace dunque di provare sentimenti o emozioni. E' a questo mito che Asimov dichiara più volte nelle sue prefazioni di essersi ispirato per ideare la figura del robot da lui intesa, creatura dalle sembianze umane generata dai più moderni ritrovati scientifici per assistere (e inevitabilmente sostituire) sempre più l'uomo nelle sue incombenze.

    Abissi d'acciaio esce inizialmente in tre puntate nel 1953, sulla rivista Galaxy, per poi essere ripubblicato in volume nel 1954. Asimov aveva già all'attivo almeno una dozzina di racconti che sarebbero poi confluiti nelle antologie che vengono comunemente inserite nel Pre Ciclo dei Robot, e in cui aveva già elaborato le famose tre leggi della robotica:

    "1. Un robot non può recar danno a un essere umano, né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno.
    2. Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che contrastino con la Prima Legge.
    3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non contrasti con la Prima o la Seconda Legge."

    Con Abissi d'acciaio si apre un ciclo cronologicamente successivo, il Ciclo dei Robot vero e proprio, collocato in un futuro di poco distante in cui i robot sono ormai parte della vita quotidiana, sebbene rigettati dalla maggior parte della popolazione umana che ancora guarda indietro a un passato scomparso. La società è radicalmente cambiata: la sovrappopolazione ha generato una nuova concezione degli spazi e dell'individualità di stampo pseudo-socialista, e le normali città a cielo aperto hanno lasciato il posto a enormi agglomerati cittadini sotterranei (le caves of steel del titolo originale) in cui migliaia di persone soddisfano i loro bisogni più elementari in spazi comuni. Parte dell'umanità è già emigrata nello spazio da tempo e ha raggiunto un livello di civilizzazione e tecnologia ben più elevato: lo stabilirsi sulla Terra di una comunità di Spaziali è causa di pericolosi malumori e di ritorsioni da parte della fazione dei Medievisti.
    Proprio a Spacetown, la città degli Spaziali, viene ucciso un eminente esperto di robotica, Nemmenuh Sarton, da qualcuno che con ogni probabilità è arrivato da New York. Il commissario di polizia Julius Enderby si rivolge al detective Elijah Baley perché indaghi sulla morte di Sarton insieme a un collega Spaziale, Daneel R. Olivaw, robot umanoide quasi del tutto identico a un comune umano. Elijah non appartiene alla fazione dei medievisti, ma è comunque tra coloro che detestano l'irruenza dei robot nella vita quotidiana e il loro progressivo sostituirsi agli esseri umani nei loro lavori, e pertanto mal sopporta il collega, tanto più che - si raccomanda Enderby - deve risolvere il caso per primo o l'assassinio rischia di degenerare in un grave incidente diplomatico.
    Abissi d'acciaio è una vera e propria detective story con ambientazione fantascientifica: le indagini sono vivacizzate (e complicate) dalla possibilità che l'assassinio sia un robot e dalle ipotesi sulle dinamiche che gli avrebbero consentito di aggirare le leggi della robotica - situazione già sperimentata dall'autore in alcuni racconti.
    Non mancano naturalmente le continue riflessioni sulla natura dei robot, fisicamente migliori degli esseri umani ma privi di un'anima che consenta loro di provare emozioni che non siano state precedentemente impiantate con un chip, come il senso della giustizia posseduto da Daneel per farne un buon poliziotto.
    Un gran bel romanzo, in definitiva, forse non all'altezza del capolavoro consacrato che è la Trilogia Originale (nella cui ragnatela pure s'inserisce: Daneel Olivaw torna nella conclusione de L'orlo della Fondazione), ma senza dubbio appassionante, forse un pelino penalizzato dal netto prevalere di verbosi dialoghi sull'azione.

    «Prendi questo Daneel, ci lavoro insieme da due giorni. È più alto di me, più forte, più bello. Sembra uno Spaziale. Ha una memoria migliore della mia e sa più cose, non ha bisogno di dormire o di mangiare. Non è tormentato dal mal di pancia, dal panico, dall'amore o dal senso di colpa.
    Però e una macchina. Posso fargli quello che voglio, proprio come se fosse una di quelle microbilance. Se do uno schiaffo a una bilancia non me lo restituisce, giusto? Nemmeno Daneel. Posso ordinargli di puntarsi addosso un fulmine e lo farà.
    Non siamo capaci di costruire robot che valgano quanto un essere umano, nelle cose che contano. Figuriamoci migliori! Non siamo capaci di costruire robot con il senso della bellezza, dell'etica o della religione. Non c'è modo di elevare il cervello positronico di un centimetro sopra il perfetto materialismo.
    L'ho detto, non siamo capaci. E continuerà ad essere così finché non capiremo cos'è che muove il nostro cervello, finché esisteranno cose che la scienza non può misurare. Che cos'è la bellezza, o la bontà, o l'arte, o l'amore, o Dio? Ci muoviamo sulla frontiera dell'inconoscibile e cerchiamo di capire ciò che non può essere capito. È questo che ci fa uomini.
    Il cervello di un automa dev'essere finito, limitato, o non potremo costruirlo. Dev'essere tutto prevedibile, tutto calcolabile. Quindi, di che hai paura? Un robot può essere bello come Daneel, bello come un dio, e non essere più umano di un mucchio di legna. Non riesci a capire?»

    Recensione pubblicata anche su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/05/speciale-f…

    Is this helpful?

    Sakura87 (mi trovate su GR con lo stesso nick) said on May 21, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    C'è una leggenda della mitologia ebraica molto conosciuta: si tratta del golem, il gigante di argilla che può essere creato da chi padroneggi le formule della kabbalah. Il golem è un servo fedele e ubbidiente, dotato di una forza tale da svolgere inc ...(continue)

    C'è una leggenda della mitologia ebraica molto conosciuta: si tratta del golem, il gigante di argilla che può essere creato da chi padroneggi le formule della kabbalah. Il golem è un servo fedele e ubbidiente, dotato di una forza tale da svolgere incarichi impossibili al suo creatore, eppure è privo di un'anima, incapace dunque di provare sentimenti o emozioni. E' a questo mito che Asimov dichiara più volte nelle sue prefazioni di essersi ispirato per ideare la figura del robot da lui intesa, creatura dalle sembianze umane generata dai più moderni ritrovati scientifici per assistere (e inevitabilmente sostituire) sempre più l'uomo nelle sue incombenze.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/05/speciale-f…

    Is this helpful?

    La Stamberga dei Lettori said on May 20, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book