Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

BAJO LOS VIENTOS DE NEPTUNO

By

Publisher: Punto De Lectura

4.1
(3178)

Language:Español | Number of Pages: 496 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , German , Italian

Isbn-10: 8466320075 | Isbn-13: 9788466320078 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Do you like BAJO LOS VIENTOS DE NEPTUNO ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 3

    Tutto sta nel cosa si cerca

    Non c'è dubbio che la trama è molto articolata, magari ben congeniata, ricca di colpi di scena. Mi sembra però un po' tutto troppo grezzo, troppo prevedibile, troppo sempre tutto uguale (il serial kil ...continue

    Non c'è dubbio che la trama è molto articolata, magari ben congeniata, ricca di colpi di scena. Mi sembra però un po' tutto troppo grezzo, troppo prevedibile, troppo sempre tutto uguale (il serial killer, i puzzle da risolvere, la sfida del cattivo al saggio investigatore e via dicendo).
    Divertenti i dialoghi canadesi (anche se ci fanno la figura dei cavernicoli della Val Seriana) (solito vizo snob parigino temperato?) e la spruzzatina di Malaussène sui personaggi comprimari.
    E non capisco perché la Vargas sia così quotata.

    said on 

  • 5

    Digressione necessaria: negli ultimi 12-24 mesi ho fatto indigestione di libri di De Giovanni, mi sono letta la saga del commissario Ricciardi, lasciando ben poco spazio (poca cosa direi) ad altri aut ...continue

    Digressione necessaria: negli ultimi 12-24 mesi ho fatto indigestione di libri di De Giovanni, mi sono letta la saga del commissario Ricciardi, lasciando ben poco spazio (poca cosa direi) ad altri autori di gialli.

    E da questo parte la mia riflessione: con De Giovanni mi sono legata al commissario e ai suoi compagni d'avventura. A ben pensarci sono più macchiette che personaggi a tutto tondo, ma ciascuno di loro ha un suo fascino e proprio l'incompletezza psicologica è quella che ti spinge a leggere una nuova avventura per saperne qualcosa di più (cosa che non accade).
    Fra l'altro in ogni romanzo si ripetono i fatti fondamentali di ciascun eroe, lasciando alla narrazione inedita almeno 150 pagine in meno del volume intero.

    Ora torniamo dalla Vargas.
    Leggere un romanzo con il commissario Adamsberg, senza che venissero ripetute tutte le vicende precedenti di ciascun personaggio che si ripresentava in questo intreccio già è stato per me ossigeno puro.

    Adamsberg poi è un personaggio a tutto tondo: ha una psicologia delineata, riflette, ci sono dei dialoghi che vanno proprio a mettere in luce le sue debolezze, le sue sfaccettature.
    La sua "brigata" è presente ma se, come nel mio caso, non ricordo tutti gli antecedenti di un Danglard (per dirne uno a caso): a. me ne faccio una ragione, posso andare avanti lo stesso nella lettura senza nulla perdere; b. se proprio non ce la faccio, riprendo i volumi precedenti e faccio un bel ripasso!
    Non mi tocca rileggere invece tutta la storia di ogni membro dell'Anticrimine.

    E' curioso anche il viaggio in Canada, le cui differenze linguistiche rispetto alla Francia (anche se in teoria siamo nel Canada francofono) sono molte come le prassi e i costumi sociali.

    Chiudo con una piccola riflessione: bisogna sempre guardarsi intorno, confrontare, non farsi cullare dal proprio autore del cuore o del momento. Il rischio è rimanere anestetizzati e di perdere qualcosa di diverso e più stimolante.

    p.s.: ho comprato "Anime di vetro" di De Giovanni, non ho più voglia di leggerlo...

    said on 

  • 4

    La Vargas non delude mai. Adamsberg, Danglard, quella gatta morta insopportabile di Camille... compagni perfetti di ogni estate. Di questo, a parte l'espatriata in Canada che ho trovato un po' inutile ...continue

    La Vargas non delude mai. Adamsberg, Danglard, quella gatta morta insopportabile di Camille... compagni perfetti di ogni estate. Di questo, a parte l'espatriata in Canada che ho trovato un po' inutile, ho apprezzato molto la trama, i retroscena della vita privata di Adamsberg che ancora non si conoscevano, alcuni colpi di scena (ma ha ragione Danglard in questo caso, Adamsberg è proprio un coglione a non accorgersi di certe cose)... ben costruito, magnificamente scritto come sempre.

    said on 

  • 5

    Vargas ha una capacità eccezionale a complicare le storie, a dipingere a piccole pennellate i suoi personaggi, sempre più inquieti e definiti. Stavolta il Commissario si trova alle prese con una vecch ...continue

    Vargas ha una capacità eccezionale a complicare le storie, a dipingere a piccole pennellate i suoi personaggi, sempre più inquieti e definiti. Stavolta il Commissario si trova alle prese con una vecchia questione familiare, un viaggio in Canada, un tridente come arma del delitto e la ricomparsa dell'amata e temuta Camille. Come un abile giocatore di mahjong riuscirà a riordinare tutte le tessere ed a risolvere un giallo lungo decenni.

    said on 

  • 4

    In questo romanzo Adamsberg è più che mai uno spalatore di nuvole. Come sempre la Vargas ha saputo dar vita a personaggi a cui è facile affezionarsi. Bellissimo il linguaggio che viene fatto parlare ( ...continue

    In questo romanzo Adamsberg è più che mai uno spalatore di nuvole. Come sempre la Vargas ha saputo dar vita a personaggi a cui è facile affezionarsi. Bellissimo il linguaggio che viene fatto parlare (nella traduzione italiana) ai canadesi :-)

    said on 

  • 4

    Protagonista Adamsberg, in tutti i sensi!

    Finalmente sono tornata a un libro "serio" della Vargas.
    Senza nulla togliere alla serie degli evangelisti, trovo i libri con protagonista il commissario Adamsberg molto più completi e soddisfacenti s ...continue

    Finalmente sono tornata a un libro "serio" della Vargas.
    Senza nulla togliere alla serie degli evangelisti, trovo i libri con protagonista il commissario Adamsberg molto più completi e soddisfacenti sotto più punti di vista.
    Sono più lunghi, con più descrizioni e una trama più fitta.
    Sembra quasi che le due "serie" siano scritte da due persone diverse o che ogni libro della serie degli evangelisti possa essere una bozza per un romanzo.
    Questo libro mi ha soddisfatto molto, anche perché è il "nostro eroe" a ficcarsi nei guai questa volta e non mi era mai capitata una svolta del genere.
    Questa novità è quindi stata presa molto bene dalla mia voglia di originalità e il dipanarsi della trama ha conferito al tutto la suspance che la Vargas riesce spesso a creare senza troppe forzature.
    Spesso un romanzo appartenente a una serie ha la storia propria di quell'episodio e poi, in sottofondo, la storia relativa ai protagonisti.
    In questo libro, invece, tutto si intreccia in un'unico racconto sul passato, presente e futuro del commissario Adamsberg e me lo sono proprio gustato!

    said on 

  • 4

    Molto molto "giallo" rispetto a tutti gli altri. Più pathos, più ambiguità, una esagerata voglia di "puzzle del thriller". Ci sarà voluto molto tempo a Fred Vargas una volta sparpagliati i pezzi del p ...continue

    Molto molto "giallo" rispetto a tutti gli altri. Più pathos, più ambiguità, una esagerata voglia di "puzzle del thriller". Ci sarà voluto molto tempo a Fred Vargas una volta sparpagliati i pezzi del puzzle, per rimetterli insieme e fare in modo di farli combaciare alla perfezione. In alcuni momenti forse esagera, ma poi effettivamente tutto prende la solita piega dei libri dell'autrice. Non è facile scollarsi dalle pagine, se solo lasci per dormire o per andare a lavoro, durante la notte o il resto della giornata hai in mente solo le pagine che non hai ancora letto, sintomo che il "sistema Vargas" funziona sempre e in ogni caso. Aspetto con ansia una nuova opera della scrittrice francese, perché so per certo che non sarà uno di quei libri acquistati , iniziati e abbandonati dopo qualche pagina.

    said on 

  • 5

    "È uno di quei politici che si vedono quotidianamente in televisione con davanti un microfono a parlare di tutto e di tutti. Di solito se la prende con il suo capo, con il quale 'dissente' come si dic ...continue

    "È uno di quei politici che si vedono quotidianamente in televisione con davanti un microfono a parlare di tutto e di tutti. Di solito se la prende con il suo capo, con il quale 'dissente' come si dice oggi. Ogni volta che lo sento mi strappo i capelli per le scemenze che dice, ma se un tempo tutte le strade portavano a Roma, ora tutte le strade portano al telgiornale e con le chiacchiere puoi anche arrivare a diventare primo ministro."

    Chi non conosce Adamsberg si è perso uno dei detective più affascinanti della storia del giallo mondiale. Commissario per fare dispetto alla polizia, spalatore di nuvole, camminatore indefesso. Lungo la sua strada incontriamo persone magiche come Josette, vecchietta hacker abitante in una Parigi nascosta e popolare che sembra uscita dalla fantasia del Pennac più ispirato. Questa volta il nostro antieroe dovrà vedersela con un morto vivente che ha distrutto la vita di suo fratello e che di riflesso ha inclinato la sua intera esistenza. Una battaglia senza esclusioni di colpi dove i punti di riferimento della serie (questo è il quarto romanzo dove il commissario appare) vengono meno in un tutti contro tutti affascinante che difficilmente permetterà di staccarsi dal libro prima della parola fine.

    said on 

  • 5

    Libro divorato. Come non mi capitava da tempo. Vargas eccellente nel costruire una storia torbida e intrigata. E adesso devo comprare assolutamente un Mahjong...

    said on 

Sorting by