BAJO LOS VIENTOS DE NEPTUNO

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Publisher: Punto De Lectura

4.1
(3258)

Language: Español | Number of Pages: 496 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , German , Italian

Isbn-10: 8466320075 | Isbn-13: 9788466320078 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 5

    Sotto i venti di Nettuno

    Bellissimo! Avvincente la storia ambientata tra il Canada e la Francia, divertente la traduzione della parlata un po' sgangherata del Québec e soprattutto sono ormai molto affezionata ai personaggi s ...continue

    Bellissimo! Avvincente la storia ambientata tra il Canada e la Francia, divertente la traduzione della parlata un po' sgangherata del Québec e soprattutto sono ormai molto affezionata ai personaggi specialmente al commissario Adamsberg, un tipo singolare e geniale e a mio avviso tenero come un bambinone. Consigliatissimo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    I gialli di Fred Vargas sono gli unici che leggo perché, da non appassionata del genere che mi mette da sempre frustrazione e angoscia, li trovo prima di tutto dei bei romanzi. In cui l'espediente nar ...continue

    I gialli di Fred Vargas sono gli unici che leggo perché, da non appassionata del genere che mi mette da sempre frustrazione e angoscia, li trovo prima di tutto dei bei romanzi. In cui l'espediente narrativo è sì il caso poliziesco, ma ci sono soprattutto dei bei personaggi. Questo in particolare è molto godibile, vero che si intuiscono spesso in anticipo sulla storia i colpevoli o i colpi di scena, ma credo sia parte del suo fascino. Sentirsi coinvolti, conoscere e prevedere un po' le reazioni dei personaggi. Io ci ho creduto per un po' che Denglard consegnasse Adamsberg e finché non sono arrivata in fondo ero piuttosto preoccupata :)

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Continua a non convincermi. La cosa migliore è il ritmo della scrittura, che risulta molto coinvolgente, ma la parte gialla vera e propria è poco interessante, complicata e banale allo stesso tempo.
    ...continue

    Continua a non convincermi. La cosa migliore è il ritmo della scrittura, che risulta molto coinvolgente, ma la parte gialla vera e propria è poco interessante, complicata e banale allo stesso tempo.
    Il commissario è costruito palesemente per piacere a un pubblico di lettrici, e in alcuni punti la reiterazione delle sue caratteristiche caratteriali diventa stucchevole.
    Altri personaggi sono macchiette improbabili, molto oltre il lieve umorismo che dovrebbero introdurre (Josette, imperdonabile, con una caretterizzazione a metà fra Lisbeth Salander e la nonna del Tempo delle mele...dovrebbe fare simpatia ma per me è così ridotta a "figurina").
    in ultimo troppi ammiccamenti alla scrittura di Pennac.

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  • 4

    Splendido!

    Sto rileggendo tutti i romanzi con adamsberg e questo x ora è decisamente il migliore! Molto divertente con i siparietti con i canadesi (la traduzione dev'essere stata molto problematica però!!), molt ...continue

    Sto rileggendo tutti i romanzi con adamsberg e questo x ora è decisamente il migliore! Molto divertente con i siparietti con i canadesi (la traduzione dev'essere stata molto problematica però!!), molto impegnativo x il commissario che stavolta è lui stesso sospettato di omicidio ma che ha anche modo di far pace con i propri dissidi interiori e di ritrovare suo fratello. Introspettivo e con tantissima carne al fuoco splendidamente tenuta insieme da vargas

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  • 5

    La Vargas mi tiene sempre incollata alle pagine. Forse non un giallo classico, ma non importa molto. Colpisce lo studio che c'è dietro una trama per nulla semplice, l'approfondimento psicologico dei p ...continue

    La Vargas mi tiene sempre incollata alle pagine. Forse non un giallo classico, ma non importa molto. Colpisce lo studio che c'è dietro una trama per nulla semplice, l'approfondimento psicologico dei personaggi. Appassiona

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  • 3

    Tutto sta nel cosa si cerca

    Non c'è dubbio che la trama è molto articolata, magari ben congeniata, ricca di colpi di scena. Mi sembra però un po' tutto troppo grezzo, troppo prevedibile, troppo sempre tutto uguale (il serial kil ...continue

    Non c'è dubbio che la trama è molto articolata, magari ben congeniata, ricca di colpi di scena. Mi sembra però un po' tutto troppo grezzo, troppo prevedibile, troppo sempre tutto uguale (il serial killer, i puzzle da risolvere, la sfida del cattivo al saggio investigatore e via dicendo).
    Divertenti i dialoghi canadesi (anche se ci fanno la figura dei cavernicoli della Val Seriana) (solito vizo snob parigino temperato?) e la spruzzatina di Malaussène sui personaggi comprimari.
    E non capisco perché la Vargas sia così quotata.

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  • 5

    Digressione necessaria: negli ultimi 12-24 mesi ho fatto indigestione di libri di De Giovanni, mi sono letta la saga del commissario Ricciardi, lasciando ben poco spazio (poca cosa direi) ad altri aut ...continue

    Digressione necessaria: negli ultimi 12-24 mesi ho fatto indigestione di libri di De Giovanni, mi sono letta la saga del commissario Ricciardi, lasciando ben poco spazio (poca cosa direi) ad altri autori di gialli.

    E da questo parte la mia riflessione: con De Giovanni mi sono legata al commissario e ai suoi compagni d'avventura. A ben pensarci sono più macchiette che personaggi a tutto tondo, ma ciascuno di loro ha un suo fascino e proprio l'incompletezza psicologica è quella che ti spinge a leggere una nuova avventura per saperne qualcosa di più (cosa che non accade).
    Fra l'altro in ogni romanzo si ripetono i fatti fondamentali di ciascun eroe, lasciando alla narrazione inedita almeno 150 pagine in meno del volume intero.

    Ora torniamo dalla Vargas.
    Leggere un romanzo con il commissario Adamsberg, senza che venissero ripetute tutte le vicende precedenti di ciascun personaggio che si ripresentava in questo intreccio già è stato per me ossigeno puro.

    Adamsberg poi è un personaggio a tutto tondo: ha una psicologia delineata, riflette, ci sono dei dialoghi che vanno proprio a mettere in luce le sue debolezze, le sue sfaccettature.
    La sua "brigata" è presente ma se, come nel mio caso, non ricordo tutti gli antecedenti di un Danglard (per dirne uno a caso): a. me ne faccio una ragione, posso andare avanti lo stesso nella lettura senza nulla perdere; b. se proprio non ce la faccio, riprendo i volumi precedenti e faccio un bel ripasso!
    Non mi tocca rileggere invece tutta la storia di ogni membro dell'Anticrimine.

    E' curioso anche il viaggio in Canada, le cui differenze linguistiche rispetto alla Francia (anche se in teoria siamo nel Canada francofono) sono molte come le prassi e i costumi sociali.

    Chiudo con una piccola riflessione: bisogna sempre guardarsi intorno, confrontare, non farsi cullare dal proprio autore del cuore o del momento. Il rischio è rimanere anestetizzati e di perdere qualcosa di diverso e più stimolante.

    p.s.: ho comprato "Anime di vetro" di De Giovanni, non ho più voglia di leggerlo...

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  • 4

    La Vargas non delude mai. Adamsberg, Danglard, quella gatta morta insopportabile di Camille... compagni perfetti di ogni estate. Di questo, a parte l'espatriata in Canada che ho trovato un po' inutile ...continue

    La Vargas non delude mai. Adamsberg, Danglard, quella gatta morta insopportabile di Camille... compagni perfetti di ogni estate. Di questo, a parte l'espatriata in Canada che ho trovato un po' inutile, ho apprezzato molto la trama, i retroscena della vita privata di Adamsberg che ancora non si conoscevano, alcuni colpi di scena (ma ha ragione Danglard in questo caso, Adamsberg è proprio un coglione a non accorgersi di certe cose)... ben costruito, magnificamente scritto come sempre.

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